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Oryx and Crake

By

Publisher: McClelland & Stewart

4.1
(312)

Language:English | Number of Pages: 400 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Chi simplified , German , French , Swedish

Isbn-10: 0771008694 | Isbn-13: 9780771008696 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , Unbound , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A stunning and provocative new novel by the internationally celebrated author of The Blind Assassin, winner of the Booker Prize

Margaret Atwood’s new novel is so utterly compelling, so prescient, so relevant, so terrifyingly-all-too-likely-to-be-true, that readers may find their view of the world forever changed after reading it.

This is Margaret Atwood at the absolute peak of her powers. For readers of Oryx and Crake, nothing will ever look the same again.

The narrator of Atwood's riveting novel calls himself Snowman. When the story opens, he is sleeping in a tree, wearing an old bedsheet, mourning the loss of his beloved Oryx and his best friend Crake, and slowly starving to death. He searches for supplies in a wasteland where insects proliferate and pigoons and wolvogs ravage the pleeblands, where ordinary people once lived, and the Compounds that sheltered the extraordinary. As he tries to piece together what has taken place, the narrative shifts to decades earlier. How did everything fall apart so quickly? Why is he left with nothing but his haunting memories? Alone except for the green-eyed Children of Crake, who think of him as a kind of monster, he explores the answers to these questions in the double journey he takes - into his own past, and back to Crake's high-tech bubble-dome, where the Paradice Project unfolded and the world came to grief.

With breathtaking command of her shocking material, and with her customary sharp wit and dark humour, Atwood projects us into an outlandish yet wholly believable realm populated by characters who will continue to inhabit our dreams long after the last chapter. This is Margaret Atwood at the absolute peak of her powers.


From the Hardcover edition.
Sorting by
  • 4

    La trilogia del disastro della Atwood comincia da qui

    Mi sono avvicinata a questo libro, il primo di una trilogia che leggerò, con molta curiosità per il semplice fatto che è scritto dalla Atwood, la cui penna ho adorato con l'ASSASSINO CIECO.
    Un libro d ...continue

    Mi sono avvicinata a questo libro, il primo di una trilogia che leggerò, con molta curiosità per il semplice fatto che è scritto dalla Atwood, la cui penna ho adorato con l'ASSASSINO CIECO.
    Un libro diverso, particolare, sicuramente curioso, ma la penna della Atwood si riconosce, anche se non ai livelli del suo capolavoro. Se è riuscita lei a farmi leggere un libro ambientato in un futuro non così lontano in cui il genere umano viene sterminato dai virus che ha creato in laboratorio, non c'è da dire nulla di più. E sono pure curiosa di leggere il secondo... Vi terrò aggiornati :)

    said on 

  • 3

    Si tratta del secondo libro che leggo della Atwood e, anche se non mi è piaciuto quanto l'altro ("Occhio di gatto"), ha comunque confermato l'abilità di questa scrittrice. L'ambientazione è resa ottim ...continue

    Si tratta del secondo libro che leggo della Atwood e, anche se non mi è piaciuto quanto l'altro ("Occhio di gatto"), ha comunque confermato l'abilità di questa scrittrice. L'ambientazione è resa ottimamente, anche se rischiava di apparire cliché è riuscita a rendere vividi e plausibili entrambi i mondi post- e pre-apocalittici. Ottimo il modo in cui ha gestito l'alternarsi dei vari flashback, è stata una delle caratteristiche che ho apprezzato di più insieme alla ricchezza di riferimenti e spunti di riflessione. Se c'è un difetto è forse la difficoltà che ho incontrato nell'empatizzare con i personaggi e le loro storie, passati in secondo piano di fronte alla ricchezza dell'ambientazione e allo stile dell'autrice.
    Voto: 7,5

    said on 

  • 3

    L'estinzione a venire tutta racchiusa nella vita di 3 amici.....

    Ironico ed originale in molti punti così come inutilmente grottesco e talvolta scontato in altri. Per quanto non originalissima, la scelta dei due piani temporali scanditi dalle memorie del protagonis ...continue

    Ironico ed originale in molti punti così come inutilmente grottesco e talvolta scontato in altri. Per quanto non originalissima, la scelta dei due piani temporali scanditi dalle memorie del protagonista per spiegare cause ed antefatti dell'apocalisse futura è ben congegnata ed efficace. La critica sociale e para-scientifica è ben percepibile e ficcante. Nessun cripto-luddismo solo evidente e sana diffidenza sulle reali motivazioni umane. Riuscito (anche se alle volte ridondante) anche l'uso ossessivo dei marchi di prodotti e servizi commerciali che affollano le vite dei personaggi nella società turbo-capitalistica, prima del "disastro". Trovo, tuttavia, leggermente forzato il riportare tutto quanto alla sola relazione tra 3 persone. Tutto dipende dai tre amici - amanti protagonisti del romanzo. Ragioni, cause ed effetto stanno tutte lì, sin dalle prime pagine. Il micro racchiude il macro. Forse mi è piaciuto, ma credo più per la capacità dell'autrice di cogliere, pur con qualche clichè, le idiosincrasie maschili del nostro tempo.

    said on 

  • 3

    Ancora un altro postapocalittico tecnofobico.

    È un classico postapocalittico senza vette di sperimentazione e senza idee particolarmente originali.

    Ed è un campione dell'ormai onnipresente attitudine tecnofobica -specialmente quando si tratta di ...continue

    È un classico postapocalittico senza vette di sperimentazione e senza idee particolarmente originali.

    Ed è un campione dell'ormai onnipresente attitudine tecnofobica -specialmente quando si tratta di manipolazione del DNA- che si manifesta in moltissime opere di grande diffusione, a partire da Jurassic Park. Il romanzo contiene varie ingenuità e forzature. L'ingenuità più grossa di tutte, secondo me, riguarda l'evento che ha provocato l'apocalisse. Ma passerà inosservata: il grande pubblico non ha idea delle incredibili procedure che stanno dietro la registrazione e commercializzazione di un farmaco. E di quanto siano rigidamente seguite in Italia e negli USA.
    Infatti c'è chi non prende l'oki "perché è LETALE e BIGPHARMA mica te lo scrive nel bugiardino"; poi magari si muore di epatite fulminante per aver assunto una pozione da erboristeria "tutta naturale" che però non è mai stata testata su niente e nessuno. E si è disposti a bere flaconi di roba che -se va bene- è acqua microbiologicamente pura.

    Il mio grosso problema col romanzo è esattamente questo: yet another technophobic novel... La tecnologia è il male e le multinazionali tecnologiche sono il male assoluto.

    Infatti mi sono concentrato su altro: il protagonista. Snowman. Adoro Snowman, mi ha ricordato Robert Neville, il protagonista di io sono leggenda. Con un tocco di incantevole poesia: la Atwood mette su carta l'indicibile, il sogno, l'irrazionale, l'inconscio.
    È una cosa che tenta con una certa sistematicità e consapevolezza, e con un certo successo.

    said on 

  • 4

    È il secondo libro che leggo di quest'autrice e forse mi è piaciuto un po' meno del Racconto dell'Ancella, ma nonostante questo trovo che la Atwood abbia un grandissimo talento nel disegnare distopie ...continue

    È il secondo libro che leggo di quest'autrice e forse mi è piaciuto un po' meno del Racconto dell'Ancella, ma nonostante questo trovo che la Atwood abbia un grandissimo talento nel disegnare distopie devastanti. Non c'è niente di glamour, di desiderabile, nessun ragazzo del pane per cui spasimare: c'è la follia umana nella sua più cupa perdizione. Forse questo romanzo è un po' lento da ingranare, perché le condizioni che hanno creato lo scenario di Uomo delle Nevi vengono rivelate con molta parsimonia fino alla fine, ma una volta che è chiaro come si può solo provare un'immensa pena per il protagonista.

    said on 

  • 3

    Veramente interessante, sia per ambientazione che per tema. L'intreccio invece non è che sia così appassionante. Bah, se lo trovate a poco prendetelo

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  • 3

    Finito! Non riesco a capire quanto mi sia piaciuto: ho impiegato un pò a ingranare nella storia e anche lo stile della Atwood non mi ha convinto del tutto. Nello stesso tempo però mi è piaciuta molto ...continue

    Finito! Non riesco a capire quanto mi sia piaciuto: ho impiegato un pò a ingranare nella storia e anche lo stile della Atwood non mi ha convinto del tutto. Nello stesso tempo però mi è piaciuta molto l'ambientazione (sia pre- che post- apocalittica) e ho trovato interessanti i temi trattati.
    Ho trovato non del tutto convincente la causa del del disastro finale..vabbè..
    Non so se leggerò i seguiti, ma di certo leggerò il racconto dell'ancella che mi ispira molto!

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  • 3

    If you read The Handmaid's Tale, you'll find the structure of this one familiar.
    Again a dystopic future unknown to the reader, a reality slowly unveiled by the everyday routine of the protagonist, wh ...continue

    If you read The Handmaid's Tale, you'll find the structure of this one familiar.
    Again a dystopic future unknown to the reader, a reality slowly unveiled by the everyday routine of the protagonist, who alternates his present thoughts with memories of his past life, so explaining how human kind arrived at this.
    Here the focus is not on women conditions but on environmental issues and the uncontrolled evolution of science.
    Atwood, who is known for her concerns with social and environment problems, has clearly an agenda (an agenda with which I mostly agree) and her story suffers the consequences of this showing some predictability and flatness of characters. Oryx and Crake
    for the most part feels like a long,slow introduction to more juicy events which will presumably take place in the next episodes of the Maddaddam Trilogy.
    The post apocalyptic reality in which the book is set is interesting even if a bit "Robinson Crusoe style":a man alone, Snowman,abandoned in a savage land with the only company of a group of uncivilized, naive, human-like species , the children of Crake, which reminds of a primitive american population.
    Their surroundings are the most hostile, populated as they are by freakish animals, the children of Oryx, which are the results of mindless and uncontrolled scientific experiments.

    This nightmarish scenario is (of course) the consequence of a scientific community which overstepped its mission of improving life conditions by self-appointing itself as moral judge of who deserves to be saved and who doesn't.
    The perfect human being is the one totally devoid of sufferings, being that those caused by diseases and age or the ones caused by love, jealousy, fear.
    A totally rational human, not encumbered by the complexities of romanticism, love, art, abstract speculation, individualism, religion, would not succumb to the horrors of war, violence, dictatorship, rape. But would he still be human?

    Snowman lived in the society which permitted this line of thought to blossom and prosper thanks to its matured indifference to other people sufferings, a society so accustomed to violence and sex that watching pedo-pornographic movies or capital executions on internet is considered ok, a society that in Atwood perspective is a natural evolution of the present civilization naturally hardened to a voyeuristic concept of sex, violence, tears and pain.
    Snowman reminiscence of his previous life, from his unhappy childhood to his frustrated adulthood, when he was still Jimmy and Oryx and Crake were real persons, is basically the author's ploy to show how humankind arrived at this but the momentum is build too slowly and predictably so that, despite the curiosity of knowing what happened, the most interesting and adventurous parts are those set in the present, especially because there isn't a real character evolution and Crake and Jimmy are essentially stereotyped figures(one the classic heartless genius, the other his "dumb" friend with the heart in the right place).
    As often happens with Atwood's protagonist, Jimmy though generally a good person is not totally likable because to prone to inactivity and self-pity but this is a intentional choice of the author who confirms her aversion toward heroic characters.
    Unlike Atwood's previous novels, Oryx and Crake has a male narrator but the book shows the same melancholy tone of the other works I've read from this author. The final result is interesting enough to make me want to read the following chapters of the trilogy but the sensation is that Atwood is treading on safe ground, reusing known situations and narrative devices to express her critic to indiscriminate growth and the risks of unethical scientific research.

    said on 

  • 4

    Questo libro vive di una bellezza così rara nella letteratura cointemporanea che è quasi difficile raccontarla. Primariamente, colpisce senza dubbio lo stile, che non è ricercato in sé, ma riesce a in ...continue

    Questo libro vive di una bellezza così rara nella letteratura cointemporanea che è quasi difficile raccontarla. Primariamente, colpisce senza dubbio lo stile, che non è ricercato in sé, ma riesce a infondere nel lettore un senso di trasporto e malinconico abbandono, tuttavia con grande compostezza e senza colpi ad effetto: quando un libro riesce ad avere in sé il pregio della "poeticità" senza cadere nell'aggettivazione (intesa come tecnica scrittoria), si può essere certi di avere tra le mani un prodotto di qualita, frutto di una mente fine.
    La storia raccontata dalla Atwood si dipana piano, cominciando dalla fine, lasciando chi legge nella giusta suspance, guidandolo attraverso i pensieri del protagonista verso le giuste congetture, e a porsi le domande che è doveroso porsi per afferrare appieno il senso di questa storia, che affronta tempi etici e attualissimi, ma lo fa senza clamori, con grande eleganza, quasi elegiacamente, portando il lettore in maniera rilassata attraverso un plot ben congeniato, e non scevro da interessanti colpi ad affetto. I personaggi, la realtà alternativa in cui si muovono, sono efficacemente descritti e monumentalmente connotati: alle spalle di questo romanzo c'è, è del tutto evidente, un grandissimo lavoro di pianificazione-immaginazione, che non lascia lacune nella storia e le dona un senso completo, dando al lettore non solo le coordinate di cui abbisogna per comprendere quanto legge, ma anche tutte le risposte a ogni singola domanda che lo stesso possa porsi su quanto legge e sul suo, profondissimo, significato.

    said on