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Oryx and Crake

By

Publisher: McClelland & Stewart

4.1
(322)

Language:English | Number of Pages: 400 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Chi simplified , German , French , Swedish

Isbn-10: 0771008694 | Isbn-13: 9780771008696 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , Unbound , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A stunning and provocative new novel by the internationally celebrated author of The Blind Assassin, winner of the Booker Prize

Margaret Atwood’s new novel is so utterly compelling, so prescient, so relevant, so terrifyingly-all-too-likely-to-be-true, that readers may find their view of the world forever changed after reading it.

This is Margaret Atwood at the absolute peak of her powers. For readers of Oryx and Crake, nothing will ever look the same again.

The narrator of Atwood's riveting novel calls himself Snowman. When the story opens, he is sleeping in a tree, wearing an old bedsheet, mourning the loss of his beloved Oryx and his best friend Crake, and slowly starving to death. He searches for supplies in a wasteland where insects proliferate and pigoons and wolvogs ravage the pleeblands, where ordinary people once lived, and the Compounds that sheltered the extraordinary. As he tries to piece together what has taken place, the narrative shifts to decades earlier. How did everything fall apart so quickly? Why is he left with nothing but his haunting memories? Alone except for the green-eyed Children of Crake, who think of him as a kind of monster, he explores the answers to these questions in the double journey he takes - into his own past, and back to Crake's high-tech bubble-dome, where the Paradice Project unfolded and the world came to grief.

With breathtaking command of her shocking material, and with her customary sharp wit and dark humour, Atwood projects us into an outlandish yet wholly believable realm populated by characters who will continue to inhabit our dreams long after the last chapter. This is Margaret Atwood at the absolute peak of her powers.


From the Hardcover edition.
Sorting by
  • 4

    Gli ho dato quattro stellette (magari una mezza stelletta è pure regalata).
    Mi è piaciuto, ma non posso dire che mi abbia appassionato.
    Forse la scrittura della Atwood non è nelle mie corde.
    La cosa c ...continue

    Gli ho dato quattro stellette (magari una mezza stelletta è pure regalata).
    Mi è piaciuto, ma non posso dire che mi abbia appassionato.
    Forse la scrittura della Atwood non è nelle mie corde.
    La cosa che forse mi ha più infastidito è vedere che tutto (per tutto intendo l'apocalisse prossima ventura e tante altre cose che non dirò per evitare spoiler) dipenda, alla fine, da tre persone (per quanto una possa essere considerata un genio).
    Rimane il desiderio di leggere l'intera trilogia dell'Adamo Pazzo.

    said on 

  • 4

    Fantascienza sociale ai massimi livelli, L'ultimo degli uomini è un resoconto plausibile del collasso della società causato da un esasperato corporativismo tecnocratico. La Atwood usa abilmente il suo ...continue

    Fantascienza sociale ai massimi livelli, L'ultimo degli uomini è un resoconto plausibile del collasso della società causato da un esasperato corporativismo tecnocratico. La Atwood usa abilmente il suo protagonista (consapevole eppure partecipe del tracollo finale) e riesce a farsi seguire dal lettore nonostante, a conti fatti, tolti qualche flashback e un paio di scene, abbia confezionato un romanzo praticamente scevro di azione e di tensione. Consigliato.

    said on 

  • 4

    La trilogia del disastro della Atwood comincia da qui

    Mi sono avvicinata a questo libro, il primo di una trilogia che leggerò, con molta curiosità per il semplice fatto che è scritto dalla Atwood, la cui penna ho adorato con l'ASSASSINO CIECO.
    Un libro d ...continue

    Mi sono avvicinata a questo libro, il primo di una trilogia che leggerò, con molta curiosità per il semplice fatto che è scritto dalla Atwood, la cui penna ho adorato con l'ASSASSINO CIECO.
    Un libro diverso, particolare, sicuramente curioso, ma la penna della Atwood si riconosce, anche se non ai livelli del suo capolavoro. Se è riuscita lei a farmi leggere un libro ambientato in un futuro non così lontano in cui il genere umano viene sterminato dai virus che ha creato in laboratorio, non c'è da dire nulla di più. E sono pure curiosa di leggere il secondo... Vi terrò aggiornati :)

    said on 

  • 3

    Si tratta del secondo libro che leggo della Atwood e, anche se non mi è piaciuto quanto l'altro ("Occhio di gatto"), ha comunque confermato l'abilità di questa scrittrice. L'ambientazione è resa ottim ...continue

    Si tratta del secondo libro che leggo della Atwood e, anche se non mi è piaciuto quanto l'altro ("Occhio di gatto"), ha comunque confermato l'abilità di questa scrittrice. L'ambientazione è resa ottimamente, anche se rischiava di apparire cliché è riuscita a rendere vividi e plausibili entrambi i mondi post- e pre-apocalittici. Ottimo il modo in cui ha gestito l'alternarsi dei vari flashback, è stata una delle caratteristiche che ho apprezzato di più insieme alla ricchezza di riferimenti e spunti di riflessione. Se c'è un difetto è forse la difficoltà che ho incontrato nell'empatizzare con i personaggi e le loro storie, passati in secondo piano di fronte alla ricchezza dell'ambientazione e allo stile dell'autrice.
    Voto: 7,5

    said on 

  • 3

    L'estinzione a venire tutta racchiusa nella vita di 3 amici.....

    Ironico ed originale in molti punti così come inutilmente grottesco e talvolta scontato in altri. Per quanto non originalissima, la scelta dei due piani temporali scanditi dalle memorie del protagonis ...continue

    Ironico ed originale in molti punti così come inutilmente grottesco e talvolta scontato in altri. Per quanto non originalissima, la scelta dei due piani temporali scanditi dalle memorie del protagonista per spiegare cause ed antefatti dell'apocalisse futura è ben congegnata ed efficace. La critica sociale e para-scientifica è ben percepibile e ficcante. Nessun cripto-luddismo solo evidente e sana diffidenza sulle reali motivazioni umane. Riuscito (anche se alle volte ridondante) anche l'uso ossessivo dei marchi di prodotti e servizi commerciali che affollano le vite dei personaggi nella società turbo-capitalistica, prima del "disastro". Trovo, tuttavia, leggermente forzato il riportare tutto quanto alla sola relazione tra 3 persone. Tutto dipende dai tre amici - amanti protagonisti del romanzo. Ragioni, cause ed effetto stanno tutte lì, sin dalle prime pagine. Il micro racchiude il macro. Forse mi è piaciuto, ma credo più per la capacità dell'autrice di cogliere, pur con qualche clichè, le idiosincrasie maschili del nostro tempo.

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  • 3

    Ancora un altro postapocalittico tecnofobico.

    È un classico postapocalittico senza vette di sperimentazione e senza idee particolarmente originali.

    Ed è un campione dell'ormai onnipresente attitudine tecnofobica -specialmente quando si tratta di ...continue

    È un classico postapocalittico senza vette di sperimentazione e senza idee particolarmente originali.

    Ed è un campione dell'ormai onnipresente attitudine tecnofobica -specialmente quando si tratta di manipolazione del DNA- che si manifesta in moltissime opere di grande diffusione, a partire da Jurassic Park. Il romanzo contiene varie ingenuità e forzature. L'ingenuità più grossa di tutte, secondo me, riguarda l'evento che ha provocato l'apocalisse. Ma passerà inosservata: il grande pubblico non ha idea delle incredibili procedure che stanno dietro la registrazione e commercializzazione di un farmaco. E di quanto siano rigidamente seguite in Italia e negli USA.
    Infatti c'è chi non prende l'oki "perché è LETALE e BIGPHARMA mica te lo scrive nel bugiardino"; poi magari si muore di epatite fulminante per aver assunto una pozione da erboristeria "tutta naturale" che però non è mai stata testata su niente e nessuno. E si è disposti a bere flaconi di roba che -se va bene- è acqua microbiologicamente pura.

    Il mio grosso problema col romanzo è esattamente questo: yet another technophobic novel... La tecnologia è il male e le multinazionali tecnologiche sono il male assoluto.

    Infatti mi sono concentrato su altro: il protagonista. Snowman. Adoro Snowman, mi ha ricordato Robert Neville, il protagonista di io sono leggenda. Con un tocco di incantevole poesia: la Atwood mette su carta l'indicibile, il sogno, l'irrazionale, l'inconscio.
    È una cosa che tenta con una certa sistematicità e consapevolezza, e con un certo successo.

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  • 4

    È il secondo libro che leggo di quest'autrice e forse mi è piaciuto un po' meno del Racconto dell'Ancella, ma nonostante questo trovo che la Atwood abbia un grandissimo talento nel disegnare distopie ...continue

    È il secondo libro che leggo di quest'autrice e forse mi è piaciuto un po' meno del Racconto dell'Ancella, ma nonostante questo trovo che la Atwood abbia un grandissimo talento nel disegnare distopie devastanti. Non c'è niente di glamour, di desiderabile, nessun ragazzo del pane per cui spasimare: c'è la follia umana nella sua più cupa perdizione. Forse questo romanzo è un po' lento da ingranare, perché le condizioni che hanno creato lo scenario di Uomo delle Nevi vengono rivelate con molta parsimonia fino alla fine, ma una volta che è chiaro come si può solo provare un'immensa pena per il protagonista.

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  • 3

    Veramente interessante, sia per ambientazione che per tema. L'intreccio invece non è che sia così appassionante. Bah, se lo trovate a poco prendetelo

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  • 3

    Finito! Non riesco a capire quanto mi sia piaciuto: ho impiegato un pò a ingranare nella storia e anche lo stile della Atwood non mi ha convinto del tutto. Nello stesso tempo però mi è piaciuta molto ...continue

    Finito! Non riesco a capire quanto mi sia piaciuto: ho impiegato un pò a ingranare nella storia e anche lo stile della Atwood non mi ha convinto del tutto. Nello stesso tempo però mi è piaciuta molto l'ambientazione (sia pre- che post- apocalittica) e ho trovato interessanti i temi trattati.
    Ho trovato non del tutto convincente la causa del del disastro finale..vabbè..
    Non so se leggerò i seguiti, ma di certo leggerò il racconto dell'ancella che mi ispira molto!

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