Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Orzowei

Di

Editore: Bompiani

4.0
(161)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000082041 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Children , Fiction & Literature , History

Ti piace Orzowei?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    4 1/2

    Dietro un semplice racconto si celano importanti spunti di riflessione, molto attuale nonostante gli anni passati dalla prima pubblicazione.
    "..Ecco: l'uomo bianco fa molte cose,ha saputo fare e farà ancora molte e molte cose. Ma non ha più cuore. Non sa più amare. Guarda noi, ...continua

    4 1/2

    Dietro un semplice racconto si celano importanti spunti di riflessione, molto attuale nonostante gli anni passati dalla prima pubblicazione.
    "..Ecco: l'uomo bianco fa molte cose,ha saputo fare e farà ancora molte e molte cose. Ma non ha più cuore. Non sa più amare. Guarda noi, il popolo dei cespugli, [..] in confronto con l'uomo bianco siam privi di tutto. Dovremmo imparare dall'uomo bianco. Ma non vogliamo perchè non vogliamo perdere il cuore. Noi siamo più felici di loro.[..] E nessuno di noi lascerebbe morire il fratello di fame, quando avesse una sola radice da divedere con lui. L'uomo bianco non fa più così. Egli ha perso la sua anima. Al suo posto ha messo le pietre che luccicano ed i fucili che uccidono."

    ha scritto il 

  • 5

    Quando ho visto il libro di Orzowei mi è subito tornata in mente la canzone ma purtroppo niente altro. Credo di aver visto qualche puntata del telefilm ma non sapevo proprio che fosse tratto da un romanzo.
    Mi butto a capofitto e riesco a leggerlo in brevissimo tempo. Una storia avvincente c ...continua

    Quando ho visto il libro di Orzowei mi è subito tornata in mente la canzone ma purtroppo niente altro. Credo di aver visto qualche puntata del telefilm ma non sapevo proprio che fosse tratto da un romanzo.
    Mi butto a capofitto e riesco a leggerlo in brevissimo tempo. Una storia avvincente come e forse più di Tarzan (il primo ha troppi intermezzi comici forse inutili).
    Oltre al fatto di creare un certo spaesamento: il protagonista si chiama Isa, è un orfano bianco allevato ma anche discriminato da una tribù di zulu che non trova accoglienza nemmeno nel villaggio dei bianchi, rispetto a molta produzione per ragazzi l'ho trovato molto diretto e a tratti crudele, c'è molto odio razziale che pervade molti dei personaggi, ci sono combattimenti tra uomini ma anche con gli animali della foresta e quindi sangue e morte ma senza troppo compiacimento. C'è anche la morale fin troppo scontata "anche se il colore della pelle è diverso il cuore è sempre uguale" ma non infastidisce.
    Non è certo un inno alla lotta per ottenere l'uguaglianza ma nemmeno una visione troppo estremista del porgi l'altra guancia fino ad accettare il martirio. In ogni momento deve sempre valere il rispetto dell'avversario.

    ha scritto il 

  • 4

    attualissimo

    appartengo alla generazione che ha conosciuto Orzowei attraverso quella splendida serie televisiva di cui però alla fine si ricorda soltanto la sigla... leggere l'intera storia, così ben narrata dal Maestro Manzi, è stata una sorprendente riscoperta: la vicenda del ragazzo bianco, negletto e ripu ...continua

    appartengo alla generazione che ha conosciuto Orzowei attraverso quella splendida serie televisiva di cui però alla fine si ricorda soltanto la sigla... leggere l'intera storia, così ben narrata dal Maestro Manzi, è stata una sorprendente riscoperta: la vicenda del ragazzo bianco, negletto e ripudiato da (quasi) tutti, potrebbe essere facilmente trasposta nelle storie dei migranti dei nostri giorni, senza quasi cambiare una virgola. Bellissimo e forte il messaggio di Amore e Pace e Perdono che non sarà mai detto abbastanza (ma grazie, Maestro, magari davvero "non è mai troppo tardi"...!)

    ha scritto il 

  • 4

    "Si. Questa è la paura. E chi ha paura, muore. Perché la paura fa fare cose sciocche e senza senso che ti fanno perdere. Siediti. Ti farò vincere la paura."

    "Far capire al tuo popolo che siamo tutti uguali, affinché non ci
    sia disprezzo, né odio. Perché, pur cambiando il colore della ...continua

    "Si. Questa è la paura. E chi ha paura, muore. Perché la paura fa fare cose sciocche e senza senso che ti fanno perdere. Siediti. Ti farò vincere la paura."

    "Far capire al tuo popolo che siamo tutti uguali, affinché non ci
    sia disprezzo, né odio. Perché, pur cambiando il colore della pelle, ed il taglio degli occhi, e la statura, abbiamo però un cuore che è uguale per tutti. Noi non siamo inferiori o migliori degli altri, bianchi o neri. Come gli altri non sono inferiori o migliori di noi. C'è chi ha saputo camminare di più, chi di meno. Chi combatte col fucile, chi ancora con l'arco; chi vive in capanne di pietra, chi in cespugli. Ma per il Grande Padre siamo tutti uguali"

    "Ecco: l'uomo bianco fa molte cose, ha saputo fare e farà ancora molte e molte cose. Ma non ha più cuore. Non sa più amare."

    ha scritto il 

  • 5

    So chi era il mitico maestro Manzi della televisione negli anni '60. Al motto "Non è mai troppo tardi" ha traghettato moltissimi italiani dalla sponda dell'analfabetismo a quella dove il gesso, la penna è un simbolo di libertà.
    http://youtu.be/8OKC_BIcnBc
    Non sapevo che era anche aut ...continua

    So chi era il mitico maestro Manzi della televisione negli anni '60. Al motto "Non è mai troppo tardi" ha traghettato moltissimi italiani dalla sponda dell'analfabetismo a quella dove il gesso, la penna è un simbolo di libertà.
    http://youtu.be/8OKC_BIcnBc
    Non sapevo che era anche autore del romanzo "Orzowei" da cui ha avuto origine la serie televisiva "Orzowei, il figlio della savana" trasmessa dalla Rai a fine anni '70.
    Il racconto è bello, coinvolgente. Scritto con un linguaggio fluido e chiaro.
    Affronta temi quali l'amicizia, il razzismo, l'amore, le lotte coloniali, il senso di appartenenza a uno stato/gruppo.
    Il finale mi stava lasciando perplesso. Possibile che cada in una banalità così spicciola. E' il classico finale dei film americani di tutti i tempi, lo scontro finale! Ci deve essere, la vendetta deve essere consumata, il bene e il male a confronto per stabilire chi regnerà (sempre a mezzo di uno scontro fisico violento, ben inteso). Ma con un rapido colpo di coda il finale prende una direzione forse inaspettata, anche se a questo punto avrei affondato per intero... il ramoscello di ulivo. Vabbè forse sarebbe caduto nel buonismo a tutti i costi.
    Romanzo per tutti, bambini e adulti. Perché l'amore non ha età!
    ...quando ci conosciamo, anche se la nostra pelle è di un altro colore, ci amiamo.

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro!
    «...far capire al tuo popolo che siamo tutti uguali, affinché non ci sia disprezzo, né odio. Perché, pur cambiando il colore della pelle, ed il taglio degli occhi, e la statura, abbiamo però un cuore che è uguale per tutti [...] Solo se ci comprenderemo a vicenda, solo se gu ...continua

    Un capolavoro!
    «...far capire al tuo popolo che siamo tutti uguali, affinché non ci sia disprezzo, né odio. Perché, pur cambiando il colore della pelle, ed il taglio degli occhi, e la statura, abbiamo però un cuore che è uguale per tutti [...] Solo se ci comprenderemo a vicenda, solo se guarderemo al cuore, e non al colore della pelle che quel cuore ricopre, solo allora potremo vivere insieme, felici. Se no… se no sarà la fine di tutti».

    ha scritto il 

Ordina per