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Os filhos da meia-noite

By Salman Rushdie

(12)

| Mass Market Paperback | 9788461284962

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Book Description

158 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La profezia.

    L'ho accostato alle labbra come faccio con qualunque piatto nuovo: aspiro i colori anzitutto; gli odori subito dopo. Palpo con la forchetta o le bacchette o con le dita. Poi, le labbra.
    Tre settimane fa era il fremito - non di un amico ritrovato, ma ...(continue)

    L'ho accostato alle labbra come faccio con qualunque piatto nuovo: aspiro i colori anzitutto; gli odori subito dopo. Palpo con la forchetta o le bacchette o con le dita. Poi, le labbra.
    Tre settimane fa era il fremito - non di un amico ritrovato, ma di una consonanza, di qualcosa di più profondo di una relazione fisicamente distante nel tempo. Di una consonanza uscita dalle nebbie del tempo, non pre-esistente ma creatasi dalla totalità dell'Aleph e scoccata.
    Poi ho rallentato il ritmo, incapace tuttavia di giustificare questo ri/conoscimento agli amici pronti a fidarsi del consiglio di lettura (ma ora lo so perché, so che è uscito dall'Aleph ed è una mise en abyme dell'Aleph). Poi pensavo che avrei rallentato ancora di più e invece, invece, avevo già notato la consapevolezza di Rushdie, avevo già scovato i suoi meccanismi, ma proprio nel momento in cui dicevo: « Dopo questa dammi un buon motivo per riaprire il libro, autore mio, perché davvero non hai modo di salvarti.» lo dicevo e capivo che era proprio quello, il motivo per continuare, così postmoderno, il motivo della lettura è la ricerca del motivo della lettura.
    E l'ho trovato, ci mette un po', ci mette meno di quanto potrebbe, una sputacchiera, una foresta, il motivo c'è.
    Poi, ancora, perché è multiforme ed enorme, è arrivata di nuovo la consapevolezza iniziale. Ossia la consonanza è diventata qualcosa di diverso, si è precisata in direzione: non veniva dal passato, non era l'étalement del presente, era una profezia, è il futuro è quindi il passato-presente-futuro, è una profezia.

    Perché nuovi bambini della mezzanotte sono nati, figli della potenzialità, figli a loro volta della volontà che si è smarrita nella potenzialità generata, nuovi bambini della mezzanotte sono nati per il crollo di un muro e che per loro non verrà più ricostruito - anche se Shiva trama, guarda ad un altro orizzonte un altro tempo e tenta e trama e tesse e taglia e cementa mattoni.

    Una profezia, non avevo bisogno di altro. Un'altra mi è stata segnalata per mail proprio stasera, una profezia napoleonica legata ad un numero, cabalà e presentepassatofuturo, ancora una volta, ma sarà oggetto di una nuova mitologia, di una nuova storia.

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    Malleveria said on Oct 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    2,75

    Anche questo, carino ma niente di che, non mi ha entusiasmata..tre stelle non piene. Credo di avere un problema personale con lo stile di Rushdie, probabilmente gran parte della colpa sarà di quello perchè anche qui la trama di base è interessante. S ...(continue)

    Anche questo, carino ma niente di che, non mi ha entusiasmata..tre stelle non piene. Credo di avere un problema personale con lo stile di Rushdie, probabilmente gran parte della colpa sarà di quello perchè anche qui la trama di base è interessante. Scritto prima de L'ultimo sospiro del moro, ho controllato dopo aver finito, ha in comune il fatto di essere un' autobiografia del protagonista in punto di morte a partire da nonni e bisnonni, il tutto mescolato alla politica indiana. Sinceramente spero di trovare qualcosa di diverso nel prossimo libro..
    Leggere questo Rushdie, insieme a L'ultimo sospiro del moro, è come fare una passeggiata con un cane turbolento: a momenti il cane passeggia e tu puoi camminare tranquillamente seguendo il cane e guardando il paeseggio, poi all'improvviso il cane tira il guinzaglio e da di matto e allora per stargli appresso non guardi nemmeno quello che ti sta intorno. La morale? Per cercare di stare appresso a Saleem e cercare di seguire il filo della storia ti perdi tutto il resto..e il filo tante volte si spezza e ti ritrovi a vagabondare nel labirinto di Cnosso, tornando sui tuoi passi per recuperare il filo.

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    Paige91 said on Sep 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il mio primo incontro con questo autore e non mi posso lamentare per nulla!

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    Frencina said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

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    La mezzanotte è quella del 15 agosto 1947, il giorno della proclamazione dell’indipendenza dell’India, e il protagonista, Saleem Sinai, è il primo dei milleuno bambini nati tra mezzanotte e l’una di quella memorabile data. Tutti posseggono doti strao ...(continue)

    La mezzanotte è quella del 15 agosto 1947, il giorno della proclamazione dell’indipendenza dell’India, e il protagonista, Saleem Sinai, è il primo dei milleuno bambini nati tra mezzanotte e l’una di quella memorabile data. Tutti posseggono doti straordinarie: forza erculea, capacità di diventare invisibili e di viaggiare nel tempo, bellezza soprannaturale. Ma nessuno è capace di penetrare nel cuore e nella mente degli uomini se non lui e il suo negativo alter ego, nato nel medesimo istante.
    S’intrecciano destini e storie più o meno memorabili a partire dal buco in un lenzuolo nella vallata del Kashmir, sul lago di Srinagar, fino ai sapori dei barattoli di Pinckle del quale Sinai, che guarda il mondo con gli occhi del bambino mai completamente estinto in lui, si fa imprenditore. Si passa dal Pakistan all’India, da Bombay a Delhi attraverso guerre, rivolte e tracolli economici ed emotivi trattando con magico realismo la massa informe di una materia troppo grande per essere dominata. Padma, la serva-padrona del protagonista, liquida rudemente il tutto come “un mucchio di chiacchiere”. Ma il vero centro di gravità del libro non è Sinai e la truppa di familiari e personaggi intorno a lui, bensì la Storia dell’India, ed inevitabilmente del Pakistan, che s’interseca con le vicende individuali. Una storia di conflitti di potere, classi dominanti e miserabili, sempre gli stessi, da una parte e dall’altra anche se cambiano nomi e circostanze. Una storia apparentemente senza uscite ne speranze, segnata da corruzione e grandi esplosioni di violenza. Tragica in sé, benché si tinga di comicità quando si mescola alla commedia della vita dei singoli.

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    Daria49 said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Splendido romanzo, ho ancora nelle narici tutti gli odori e sulle labbra il sapore dell'india.
    Piccolo appunto per l'edizione del libro: Errori di stampa in ogni dove, mai visto un libro così ridotto.

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    Marta said on Mar 19, 2014 | Add your feedback

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    E' la storia di Saleem Sinai, primo bambino nato alla mezzanotte del 15 agosto 1947 (giorno di proclamazione dell'indipendenza dell'India), ma anche del suo bellissimo paese. Un romanzone magico, narrato con ricchezza di dettagli e grossi preamboli ( ...(continue)

    E' la storia di Saleem Sinai, primo bambino nato alla mezzanotte del 15 agosto 1947 (giorno di proclamazione dell'indipendenza dell'India), ma anche del suo bellissimo paese. Un romanzone magico, narrato con ricchezza di dettagli e grossi preamboli (ma tutti con una ragione alle spalle, per farci capire meglio ciò che ci sta per venire raccontato, non sono mai fastidiosi!).
    Un libro grande che ho snobbato ingiustamente per anni temendo fosse noiosissimo (maledetti pregiudizi), invece è stato una bellissima sorpresa!
    Splendido anche il film che ne è stato tratto, che non avrebbe potuto essere più fedele e ben fatto, è riuscito ad aumentarmi in modo sproporzionato la fissa per l'India!!!

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    Cicely said on Mar 3, 2014 | Add your feedback

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