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Oscar e la dama in rosa

Di

Editore: Rizzoli (BUR, Scrittori contemporanei)

4.3
(1985)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 90 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Inglese , Greco , Spagnolo

Isbn-10: 8817005436 | Isbn-13: 9788817005432 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fabrizio Ascari

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Children , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Oscar è un bambino di dieci anni. È malato, e i medici non riusciranno a salvarlo. In ospedale, riceve le visite di un'anziana signora, Nonna Rosa, che stringe con lui un formidabile legame d'affetto e lo invita a fare un gioco: fingere che ogni giorno duri dieci anni, e scrivere ogni giorno una lettera a Dio in cui raccontare le avventure e le esperienze di dieci anni, così come le fantasie e le paure, i rapporti con i genitori e i medici, l'amore per Peggy Blue, una bambina ricoverata nello stesso ospedale. Questo piccolo libro è composto da dodici lettere, dodici giorni in cui si concentra la vita di Oscar, giorni scapestrati e poetici, pieni di personaggi buffi e commoventi.
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  • 5

    Recensione completa su Ariadne's Diary

    Oscar è un bambino di dieci anni. È malato, e i medici non riusciranno a salvarlo. In ospedale, riceve le visite di un'anziana signora, Nonna Rosa, che stringe con lui un formidabile legame d'affetto ...continua

    Oscar è un bambino di dieci anni. È malato, e i medici non riusciranno a salvarlo. In ospedale, riceve le visite di un'anziana signora, Nonna Rosa, che stringe con lui un formidabile legame d'affetto e lo invita a fare un gioco: fingere che ogni giorno duri dieci anni, e scrivere ogni giorno una lettera a Dio in cui raccontare le avventure e le esperienze di dieci anni, così come le fantasie e le paure, i rapporti con i genitori e i medici, l'amore per Peggy Blue, una bambina ricoverata nello stesso ospedale. Questo piccolo libro è composto da dodici lettere, dodici giorni in cui si concentra la vita di Oscar, giorni scapestrati e poetici, pieni di personaggi buffi e commoventi.

    Il libro costituisce la terza parte del Ciclo dell’invisibile sulle tre grandi religioni monoteiste, anche se, a mio avviso, di religione non vi è niente in questo libro.
    Si, viene nominato Dio, ma è una cosa diversa.
    Tratta di una sofferenza del tipo più difficile da accettare: quella dei bambini.
    Nonostante ciò non è un libro completamente triste.
    E' emblematico che ad accompagnare un bambino verso la morte sia una persona, che proprio per la sua età, è per natura più vicina al momento finale della vita, e forse ne dovrebbe avere paura.
    Ma come speso succede, sono proprio gli anziani ad essere più affini al modo di essere e di pensare dei bambini. Un po' come affermava Erasmo in Elogio della Follia.
    Nonostante parli di morte, in realtà non parla della fine, è più un accompagnare ad un ulteriore passaggio. E' un gesto d'amore, come quello di una mamma che ti rimbocca la coperta e prima di chiudere la porta dà un ultima occhiata. E' un gesto d'amore per chi sa di morire, ma forse ancora di più per chi sa che qualcuno che ama morirà
    Un gesto leggero, tenero che dà speranza, ma al contempo ti schiaccia sotto il peso dell'inevitabile.
    Dolce, delicato, tenero.C'è amore in ogni pagina del libro.
    Da leggere, da regalare, da tenere sul comodino, per tutti. Anche per chi ha il difficile compito di stare accanto a qualcuno che soffre o che si avvia alla fine.

    ha scritto il 

  • 3

    OSCAR E LA DAMA IN ROSA

    “Solo Dio ha il diritto di svegliarmi”

    Intenso e poetico, “Oscar e la Dama in Rosa”, dello scrittore belga Éric-Emmanuel Schmitt è l’ultimo dei quattro romanzi brevi che fanno parte del “Ciclo dell’in ...continua

    “Solo Dio ha il diritto di svegliarmi”

    Intenso e poetico, “Oscar e la Dama in Rosa”, dello scrittore belga Éric-Emmanuel Schmitt è l’ultimo dei quattro romanzi brevi che fanno parte del “Ciclo dell’invisibile” che questo autore, drammaturgo, romanziere e saggista ha dedicato alle tre grandi religioni monoteiste. Oscar ha dieci anni e la leucemia gli concede poco tempo. Ogni cura medica è fallita. Oscar ne vorrebbe parlare con qualcuno, ma il mondo adulto gli volta le spalle, il mondo adulto ha paura della sua malattia, non riesce a reggere la tragedia della perdita di un bambino. Solo quella che lui chiama Nonna Rosa, un’anziana volontaria dell’ospedale, ha il coraggio di confermargli una verità che lui già conosce e, per farlo sentire meno solo, oltre a riempire di fantasia le sue giornate, gli propone di parlare con Dio stesso e di vivere come se ogni giorno valesse dieci anni. Oscar con candore ma anche con coraggio e intelligenza intraprende questo cammino e in pochi giorni passa dall’infanzia, all’adolescenza, all’età adulta, alla vecchiaia e alla morte, quella che non risparmia nessuno, vivendone ogni aspetto spirituale. In un lasso di tempo ristretto viene racchiusa così una vita intera, con tutto il suo carico di emozioni, di paure, di gioia e di dolore. Un vivere al massimo ogni giorno come se fosse l’ultimo, con la curiosità del primo, con la consapevolezza dei propri e degli altrui limiti, con la mente aperta e libera da pregiudizi come quella di un bambino.
    Dolce, triste, coinvolgente, fragile e delicato, pieno di speranza e commovente, “Oscar e la Dama in rosa” riassume in poche righe dei concetti molto profondi e nonostante la sua semplicità e prevedibilità, lascia un segno nel cuore.

    ha scritto il 

  • 5

    Qualcuno mi ha appena detto che non siamo noi a scegliere i libri da leggere, ma sono loro che scelgono noi.. nulla di più vero, ero entrata in libreria cercando un libro e ne sono uscita con questo p ...continua

    Qualcuno mi ha appena detto che non siamo noi a scegliere i libri da leggere, ma sono loro che scelgono noi.. nulla di più vero, ero entrata in libreria cercando un libro e ne sono uscita con questo piccolo gioiello di cui non ne conoscevo l'esistenza..
    E’ la storia di un bambino che affronta l’idea di morire, e in 12 giorni vivrà una vita intera e intensa scrivendo delle lettere dolci/amare a Dio..
    Una dolcissima fiaba sulla morte, l’amore, la speranza che si legge tutto d’un fiato con gli occhi e col cuore.. coinvolgente, commovente, delicato, che ci fa ricordare quanto noi adulti siamo ipocriti di fronte a certe difficoltà della vita.. o forse sono solo le nostre fragilità..
    “…la vita è uno strano regalo. All’inizio lo si sopravvaluta, questo regalo: si crede di aver ricevuto la vita eterna. Dopo lo si sottovaluta, lo si trova scadente, troppo corto, si sarebbe quasi pronti a gettarlo. Infine ci si rende conto che non era un regalo, ma solo un prestito. Allora si cerca di meritarlo… Più si invecchia più bisogna dar prova di gusto per apprezzare la vita.”
    Un romanzo che vorrei che leggessero tutte le persone a me care..

    scritto il 19 lug 2009

    ha scritto il 

  • 5

    «Quello che penso io, Nonna Rosa, è che l'unica soluzione per la vita sia vivere.»

    «Così inizia il libro:
    Caro Dio,

    mi chiamo Oscar, ho dieci anni, ho appiccato il fuoco al gatto, al cane, alla casa (credo persino di aver arrostito i pesci rossi) ed è la prima lettera che ti mando ...continua

    «Così inizia il libro:
    Caro Dio,

    mi chiamo Oscar, ho dieci anni, ho appiccato il fuoco al gatto, al cane, alla casa (credo persino di aver arrostito i pesci rossi) ed è la prima lettera che ti mando perché finora, a causa dei miei studi, non ho avuto tempo.
    Ti avverto subito: detesto scrivere. Bisogna davvero che ci sia obbligato. Perché scrivere è soltanto una bugia che abbellisce la realtà. Una cosa da adulti.
    La prova? Per esempio, prendi l'inizio della mia lettera: «Mi chiamo Oscar, ho dieci anni, ho appiccato il fuoco al gatto, al cane, alla casa (credo persino di aver arrostito i pesci rossi) ed è la prima lettera che ti mando perché finora, a causa dei miei studi, non ho avuto tempo».
    Avrei potuto esordire dicendo: «Mi chiamano Testa d'uovo, dimostro sette anni, vivo all'ospedale a causa del cancro e non ti ho mai rivolto la parola perché non credo nemmeno che tu esista».
    Ma se ti scrivo una roba del genere, fa un brutto effetto e ti interesseresti meno a me. E io ho bisogno che t'interessi.
    Inoltre mi farebbe comodo che tu avessi il tempo di farmi due o tre piaceri.
    Ti spiego.
    L'ospedale è un posto strasimpatico, con un sacco di adulti di buon umore che parlano forte, con un mucchio di giocattoli e di signore in rosa che vogliono divertirsi con i bambini, con amichetti sempre disponibili come Bacon, Einstein o Pop Corn, insomma. L'ospedale è molto gradevole se sei un malato gradito.
    Io non faccio più piacere. Da quando sono stato sottoposto al trapianto di midollo osseo, sento proprio che non faccio più piacere.
    Quando il dottor Düsseldorf mi visita, la mattina, lo fa di malavoglia, lo deludo. Mi guarda senza dire nulla, come se avessi commesso un errore.
    Eppure ho affrontato con impegno l'operazione; sono stato bravo, mi sono lasciato addormentare, ho avuto male senza gridare, ho preso tutte le medicine. Certi giorni ho voglia di insultarlo, di dirgli che è stato forse lui, il dottor Düsseldorf, con le sue sopracciglia nere, a sbagliarla, l'operazione. Ma ha un'aria talmente infelice che gli insulti mi restano in gola. Più il dottor Düsseldorf tace con il suo sguardo sconsolato, più mi sento colpevole. Ho capito che sono diventato un cattivo malato, un malato che impedisce di credere che la medicina sia straordinaria.
    Il pensiero di un medico è contagioso».
    Una bellissima storia – che mi fa rivalutare appieno l’autore – sul senso della vita, sulla sua evoluzione, sulla malattia, sul convivere con essa e sul non prenderla troppo sul serio (la malattia), e sul non prendersi troppo sul serio (come persona). Un bambino che cresce, che combatte, che prova ad immaginare la sua vita lungo un arco temporale, grazie al fondamentale aiuto di una donna, Nonna Rosa, la nonna di tutti i bambini, la nonna che insegna, ma che non impone, la nonna che scherza, ma non è superficiale, la nonna che consiglia, ma che accoglie essa stessa consigli. La Nonna, Oscar, la vita, l’amore, l’esperienza, Dio.

    ha scritto il 

  • 4

    Come un bicchierino

    La prima volta lo lessi dieci anni fà e non mi fece un grande effetto.
    Invece questa seconda volta mi ha commosso molto.
    Queste tipo di storie vanno prese così, senza analizzare, senza soffermarsi su ...continua

    La prima volta lo lessi dieci anni fà e non mi fece un grande effetto.
    Invece questa seconda volta mi ha commosso molto.
    Queste tipo di storie vanno prese così, senza analizzare, senza soffermarsi su qualche ovvietà (come dicono alcuni).
    Queste storie vanno prese d'un fiato, come un bicchierino. All'inizio si sente a malappena il sapore e dopo un po' brucia tutta la bocca, la gola, il petto.
    Oscar e la dama in rosa arriva a bruciare fino al cuore.

    ha scritto il 

  • 0

    Si legge d'un fiato. Una bella favola, con molti spunti di riflessione. La morte è vista con leggerezza, come un sonno. Mi ha convinto poco lo stratagemma dei "dieci anni in un giorno". È così che si ...continua

    Si legge d'un fiato. Una bella favola, con molti spunti di riflessione. La morte è vista con leggerezza, come un sonno. Mi ha convinto poco lo stratagemma dei "dieci anni in un giorno". È così che si capisce la vita?

    ha scritto il 

  • 5

    Ho finito questo libro con il sorriso sulle labbra. Un sorriso carico di emozioni, un sorriso semplice ma che dice tutto.
    Questa breve ma intensa storia, di questo bambino malato di cancro, ti entra n ...continua

    Ho finito questo libro con il sorriso sulle labbra. Un sorriso carico di emozioni, un sorriso semplice ma che dice tutto.
    Questa breve ma intensa storia, di questo bambino malato di cancro, ti entra nel cuore grazie al suo essere quasi come una fiaba.
    Oscar, bambino di 10 anni, è malato terminale di cancro. Vive all’ospedale dove altri bambini come lui aspettano di essere curati. I medici però non riescono a curare Oscar, a cui rimangono pochi giorni di vita. È Nonna Rosa a stargli accanto in questi giorni, con il suo ottimismo, i suoi catch e la sua idea di scrivere a Dio.
    Ogni giorno, per dodici giorni (gli ultimi dell’anno), Oscar scrive a Dio, chiedendogli un desiderio spirituale al giorno. Gli scrive delle sue giornate, del gioco che ha inventato con Nonna Rosa, quello di vivere dieci anni in un giorno. Ed è così che Oscar cresce, un giorno è adolescente e si innamora, il giorno dopo è uomo e si sposa, quello dopo ancora decide con la moglie che non è ancora tempo di avere figli, e finiscono con l’adottare Nonna Rosa ed un vecchio orsacchiotto mal ridotto. Oscar vive tutta la sua vita in dodici straordinari, brevi, completi giorni. Conosce Dio, lo aspetta, ci parla e alla fine lo accoglie come un vecchio amico.
    Questa storia di meno di cento pagine racchiude una vita intera, emozioni, pensieri e paure.
    È la storia di chi non ha accettato la sua data di scadenza, di chi se l’è fatta bastare. È il diario di un bambino che ha dato tutto quello poteva e che ha preso dalla vita il meglio che le ha offerto.
    È il racconto da leggere in una giornata in cui ci sentiamo tristi, quando la depressione ci assale e tutto diventa grigio. Questo libro contiene i colori della vita, le parole più belle di uno scrittore.
    Consiglio questo libro a tutti, perché sulla vita abbiamo sempre qualcosa di nuovo da imparare

    ha scritto il 

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