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Osservazioni di uno qualunque

By Giovannino Guareschi

(75)

| Others | 9788817202589

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Book Description

6 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La famiglia Guareschi al suo meglio: carica di buonsenso, passione politica e affetto.

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    Kastania said on Jul 8, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    scanner, finito, ottimo come sempre guareschi, anche se qua è un po' più amaro del solito.

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    Pinky la Giraffa said on Aug 13, 2010 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Ciao, Giovannino!

    Spesso mi capita di aver letto qualcosa che mi ha molto presa ed ho quindi difficolta' ad intraprendere nuove letture, forse per paura che non reggano il confronto con quanto ho appena finito di leggere. Ecco che, infatti, subito doo aver letto "Il P ...(continue)

    Spesso mi capita di aver letto qualcosa che mi ha molto presa ed ho quindi difficolta' ad intraprendere nuove letture, forse per paura che non reggano il confronto con quanto ho appena finito di leggere. Ecco che, infatti, subito doo aver letto "Il Padrino" ero in angoscia perche' non c'era niente che mi ispirava. Se provo a parlarne con mio figlio o con mio marito mi sento rispondere sempre:"Ma perdio, con una libreria piena di libri mica ti manchera' da leggere?!?"
    Sono due salami che non capiscono una mazza e allora ho messo a punto una mia personale strategia:quando non so a che santo votarmi rileggo un libro di Giovannino Guareschi, che negli anni e' rimasto il mio migliore amico. Questa e' stata la volta di "Osservazioni di uno qualunque".
    Spassosissimo e attualissimo come solo Guareschi sa essere.
    Vi ricordo due episodi, il primo e' quello in cui per strani disegni del Fato si trova a dover indossare uno dei primissimi pantaloni antipiega e di tutte le peripezie legate a questo strano indumento, il secondo quando con la moglie si reca a rivisitare i luoghi della sua prigionia in Polonia in un campo di concentramento. Arrivati alla pensione dove albergheranno, sua moglie pretende di parlare con la gestrice del locale e in preda alla bramosia di ordinare un brodo caldo per Giovannino afflitto da uno dei suoi soliti mal di stomaco, ordina con voce insicura un "Brod cald". Guareschi, immantinente, ci informa che l'ostessa guardo' Margherita interrogativamente non tanto perche' non aveva capito niente, ma solo perche' in polacco non capiva perche' mai quella gentile signora le avesse ordinato di portarle un pane freddo. (Questa e' infati la traduzione, o almeno cosi' ci assicura Guareschi di "Brot Kalt".)

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    Merope59 said on Apr 5, 2010 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    guareschi è il mio autore preferito, ed in questo libro direi che supera letteralmente se stesso... nulla da dire se non che sia davvero un genio dell'umorismo e della letteratura

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    ♫♪Novecento♫♪ said on Nov 30, 2009 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lieve

    E ironico. Divertente. Poetico. Malinconico. Come la prosa d'altri tempi. Come sa esserlo la ricca semplicità del racconto di vita quotidiana. Come chi mi ha regalato questo libro.

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    Aeris said on Jun 25, 2009 | Add your feedback

  • 8 people find this helpful

    Non avevo mai letto nulla di Guareschi, e mi rendo conto di essermi persa molto. Guareschi è uno qualunque, che parla di quotidianità, di aneddoti di vita di ogni giorno da cui riesce a tirarne fuori ironia, nostalgia, tenerezza, riflessioni sulla vi ...(continue)

    Non avevo mai letto nulla di Guareschi, e mi rendo conto di essermi persa molto. Guareschi è uno qualunque, che parla di quotidianità, di aneddoti di vita di ogni giorno da cui riesce a tirarne fuori ironia, nostalgia, tenerezza, riflessioni sulla vita, sui rapporti umani, sulla famiglia (Albertino e la Pasionaria sono fantastici, così come la moglie Margherita), sul passare del tempo, sulla crescita e sulla vecchiaia. Si può invecchiare, pur mantenendo quell'accostamento alla vita e quello stupore tipicamente infantile. E forse è questo il segreto della felicità.

    "Non bisogna perdersi di vista.
    Bisogna ricordarsi, ogni tanto, di se stessi.
    La vita vi trascina e, spesso, vi costringe ad asssumere un certo ruolo verso il quale non vi sentivate portati.
    (...)
    Bisogna ricordarsi di se stessi e del bambino: passeggiare con lui come faccio io. Ci inoltriamo nella campagna. Camminiamo lentamente lungo le carrarecce, tra ampie distese di biondo frumento spruzzate dal sangue dei papaveri.
    L'adulto sa che i papaveri nel frumento significano che l'agricoltore è sciatto, che non ha convenientemente selezionato il seme: ma l'adulto sa pure che piacciono tanto al bambino e si rallegra se i papaveri sono molti.
    Il bambino coglie un ramo di sambuco e si fa uno schioppetto, oppure si sdraia sulla riva del fosso e, masticando un filo d'erba osserva le libellule azzurre che volteggiano a pelo d'acqua, e mi parla con la voce d'allora, mi spiega i pensieri d'allora, le fantasie d'allora e io vedo il mondo come lo vedevo allora.
    E ritrovo la speranza di allora.
    Ritrovo quella sconfinata fede in Dio, una fede che è solo istinto e non è avvelenata dal ragionamento."

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    Galatea said on Dec 30, 2007 | 1 feedback

Book Details

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  • Others
  • ISBN-10: 8817202584
  • ISBN-13: 9788817202589
  • Publisher: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
  • Publish date: xxxx-xx-xx
  • Also available as: Hardcover
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