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Ossessione

Di

Editore: CDE su licenza Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas

3.8
(1361)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Giapponese , Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese

Isbn-10: A000029530 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Horror , Teens

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Descrizione del libro
Edizione Club degli Editori (2 copertine)
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  • 4

    La pazzia non ha limiti

    Ho iniziato a leggere questo libro con curiosità, chiedendomi cosa avesse spinto Stephen King a toglierlo dal "mercato". La trama molto carina, libro avvincente e che ti lascia ammaliata.. Mi è ...continua

    Ho iniziato a leggere questo libro con curiosità, chiedendomi cosa avesse spinto Stephen King a toglierlo dal "mercato". La trama molto carina, libro avvincente e che ti lascia ammaliata.. Mi è piaciuto, quattro stelle meritate.

    ha scritto il 

  • 1

    Bachman ripudiato da King

    Nel liceo di una cittadina del Maine un ragazzo uccide con una pistola due insegnanti e tiene in ostaggio i compagni, forzandoli ad esporre i loro segreti più intimi e imbarazzanti, tirando fuori il ...continua

    Nel liceo di una cittadina del Maine un ragazzo uccide con una pistola due insegnanti e tiene in ostaggio i compagni, forzandoli ad esporre i loro segreti più intimi e imbarazzanti, tirando fuori il peggio di ciascuno di loro, viltà, meschinità, prepotenze. Dopo l’inspiegata violenza iniziale, il romanzo diventa un interminabile outing di problemi adolescenziali: i rapporti con i genitori, il sesso, le frustrazioni e i fallimenti, i complessi di inferiorità, gli insuccessi scolastici e sociali. La peggiore opera di King x implicazioni morali, tragicamente imitata e superata nella realtà, nelle stragi del liceo Columbine e del Virginia Tech Institute. Quando fu trovata una copia del romanzo in casa di uno degli assassini del Columbine, King rifiutò di pubblicarlo nella riedizione delle sue opere, commentando laconicamente “Meglio così”. Scritto in prima persona, il libro, edito nel 1977 sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, ma iniziato nel 1966 da un King diciottenne, a prescindere dalle implicazioni morali sembra comunque un lungo noioso blog di un adolescente complessato e frustrato, carico di odio universale e affetto da gravi disturbi psichici. Tutti i personaggi sono odiosi senza eccezione. Come ne “L’incendiaria”, altro pessimo romanzo firmato Bachman, e in “Carrie”, “Uscita per l’inferno”, “La lunga marcia”, che hanno però altro spessore letterario, un giovane e immaturo King attribuisce le responsabilità del disagio giovanile alla società, alla famiglia, alla scuola, al governo. Oggi il romanzo è fuori commercio, e senza rimpianti.

    ha scritto il 

  • 5

    no one here gets out alive..

    Un Giovane Holden che racconta la sua dolente visione della vita ai compagni di scuola, tenuti in ostaggio con una pistola, e il cadavere di un'insegnante riverso a terra. Charlie Decker è un ...continua

    Un Giovane Holden che racconta la sua dolente visione della vita ai compagni di scuola, tenuti in ostaggio con una pistola, e il cadavere di un'insegnante riverso a terra. Charlie Decker è un personaggio indimenticabile, in un libro dalla scrittura perfetta. Quasi un'opera teatrale da camera (o meglio, da aula scolastica) per unità di luogo, tempo e azione, e una tensione drammatica insostenibile. Una prosa asciutta e incalzante, per uno dei libri più brevi di King, scritto da giovanissimo e poi da lui stesso rinnegato (di recente ne ha impedito la ripubblicazione), forse spaventato dalla sua forza profetica. Potente, e profondamente politico.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro scritto con una maestria incredibile. Il gesto folle di un adolescente americano visto da un'altra prospettiva: la sua. Perchè tutti noi abbiamo un passato pieno di episodi traumatizzanti, ...continua

    Un libro scritto con una maestria incredibile. Il gesto folle di un adolescente americano visto da un'altra prospettiva: la sua. Perchè tutti noi abbiamo un passato pieno di episodi traumatizzanti, insicurezze e torti subiti e, chi lo sa come potremmo reagire una mattina svegliandoci e recandoci al nostro consueto posto nella società?! il 5 vale soprattutto per la finezza degli argomenti e il modo in cui sono trattati.. Mi hanno totalmente presa.

    ha scritto il 

  • 3

    In genere mi tengo lontana da libri che "fanno paura" oppure che ti lasciano profonda inquietudine anche dopo aver letto l'ultima pagina. Questo è il primo libro che leggo di King e non so, non mi ...continua

    In genere mi tengo lontana da libri che "fanno paura" oppure che ti lasciano profonda inquietudine anche dopo aver letto l'ultima pagina. Questo è il primo libro che leggo di King e non so, non mi piace molto il suo modo di scrivere. So che cambia da libro a libro (ho letto qualche capitolo di "Shining" e non mi attirava neanche lì) ma questo non mi ha entusiasmata particolarmente.Per fortuna è abbastanza breve! Non mi è piaciuto Charlie, il protagonista, un ragazzo sbruffone che, come un burattinaio, tiene i fili di tutti e pretende di guidare e decidere le sorti di tutti, grazie alla pistola che ha rubato dal cassetto del padre e ha ucciso due professori. Non mi piace la questione del brutto rapporto tra padre e figlio. Una cosa però fa notare questo libro:ci comportiamo bene senza destare sospetti ma se volessimo, potremmo uscire fuori di testa e fare stragi. Il punto è che non lo facciamo. Comunque non mi è piaciuto particolarmente...

    ha scritto il 

  • 4

    Publicado en http://lecturaylocura.com/rabia-de-richard-bachman/

    “Rabia” fue el primero de los libros que Stephen King escribió con el pseudónimo de Richard Bachman. Fue curiosa la forma en que ...continua

    Publicado en http://lecturaylocura.com/rabia-de-richard-bachman/

    “Rabia” fue el primero de los libros que Stephen King escribió con el pseudónimo de Richard Bachman. Fue curiosa la forma en que se decidió a escribir esta serie de libros: tras el éxito brutal de “Carrie” o “Salem’s Lot” King fue muy consciente de la posible globalización de este éxito y tuvo miedo. Miedo a injerencias que limitaran su capacidad creativa. De ahí que sintiera la necesidad de crear algo distinto, como una última oportunidad para tratar las partes más oscuras, las menos “correctas”, por si acaso no pudiera hacerlo de nuevo. El tiempo, y la estabilidad de su éxito le ha permitido, sin embargo, no cejar en esta capacidad creativa, alternando proyectos más arriesgados con los más limitados creativamente; pero en esa época, su sentimiento era distinto. De ahí que surgiera un libro como el que comento hoy. “Rabia” destroza, literalmente, cualquier corrección, creando una de esas historias brutales donde todo es prácticamente posible, un relato de formación de violencia donde el protagonista es un niño de 13 años que coge como rehén a una clase entera de un colegio con todos sus compañeros y cuyos actos desembocan en actos deplorables. Para ello escoge una narración en primera persona, la del protagonista; pero cambia según el capítulo del que se trata, alternando a otros narradores, siempre en primera persona, para que nunca tengamos toda la información. La narración es fragmentada, con continuos saltos al pasado a modo de flashbacks que explican hechos que intentarán explicar el cómo se ha llegado a esta situación. La violencia es explícita, pero por momentos se vuelve sutil; de hecho el momento final, justo antes de acabar, contiene una elipsis que nos deja en suspenso con lo que realmente sucede; lo que sí sabemos es que es terrorífico ya que las consecuencias que desencadena en uno de los alumnos son funestas e irreversibles por lo que se cuenta después. El riesgo que toma en esta novela será continuado por las posteriores (“Carretera maldita” “El fugitivo” y “La larga marcha”) y nos muestra el King más primario, salvaje y violento, un King primigenio y tremendamente veraz. No se contiene en mostrar situaciones difíciles y llevarlas hasta sus últimas posibilidades. El lector habitual que no haya leído sus novelas como Richard Bachman se puede llevar una sorpresa, agradable, desde luego, pero también bestial. Siempre es un placer ir encontrando todas las facetas del escritor de Maine.

    ha scritto il 

  • 4

    Ipotesi di trilogia

    L'ho letto (soprattutto: l'ho trovato), finalmente! E' così famoso che in parte lo conoscevo già. Consiglio solo di affiancarlo (per chi non li avesse ancora letti) a "Il Signore delle mosche" ed ...continua

    L'ho letto (soprattutto: l'ho trovato), finalmente! E' così famoso che in parte lo conoscevo già. Consiglio solo di affiancarlo (per chi non li avesse ancora letti) a "Il Signore delle mosche" ed a "Il sopravvissuto" di Scurati. Ne potrebbe venir fuori una trilogia virtuale di grande impatto.

    ha scritto il 

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