Ossi di seppia

Di

Editore: Euroclub

4.5
(1694)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: A000045436 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Da consultazione , Scienze Sociali

Ti piace Ossi di seppia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Edizione Club su licenza di Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Ordina per
  • 5

    La prima raccolta di poesie di Montale, dal 1920 al 1927, esprime tutto l'attaccamento del poeta alla sua terra, la Liguria, che dipinge con le parole usando una tavolozza di termini sorprendente, per ...continua

    La prima raccolta di poesie di Montale, dal 1920 al 1927, esprime tutto l'attaccamento del poeta alla sua terra, la Liguria, che dipinge con le parole usando una tavolozza di termini sorprendente, per musicalità, ritmo, suggestione visiva. L'uomo e la natura sono inscindibili, il destino dell'uno è legato a quella dell'altra, tutto può essere ricondotto alla natura in un intreccio filosofico e poetico che descrive la vita umana e il paesaggi con la stessa tavolozza. Avvicinarsi alla poesia con Ossi di seppia è intraprendere un viaggio che regala emozioni intense e indimenticabili.

    ha scritto il 

  • 5

    Guardare le forme della vita che si sgretola

    Io, animo sempliciotto poco avvezzo alla poesia, cosa posso dire su questi famosi versi?

    Posso solo provare a descrivere che tipo di esperienza è per me leggerli - intanto un'esperienza che coinvolge ...continua

    Io, animo sempliciotto poco avvezzo alla poesia, cosa posso dire su questi famosi versi?

    Posso solo provare a descrivere che tipo di esperienza è per me leggerli - intanto un'esperienza che coinvolge più sensi... Ah, il vento, le nuvole, il mare che romba e schiuma, le pietraie e le rocce aspre, il sole abbacinante, gli arbusti tenaci e riarsi - un paesaggio mediterraneo duro, intenso e metafisico.

    E' rileggere e sfogliare e assorbire parole e ritmi poco alla volta, recepire significati come per osmosi, mentre si formano dentro immagini e suoni e colori e odori. E' sentire pena o tristezza o paura o stupore, ma non riuscire ad afferrarli col pensiero razionale.

    E' "guardare le forme della vita che si sgretola".

    E' far galleggiare le parole nella mente, meditandole, per "sentirle" poco alla volta.
    E' trovare tristezza, senso di futilità, ma riuscire a non intristirsi, tale è la bellezza, la potenza espressiva ed evocativa di questi versi. E mi è più lieve allora "questo seguitare una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglie".

    E mi scuso per queste povere parole e pensieri, assolutamente non all'altezza.

    [...]
    ora son io
    l'agave che s'abbarbica al crepaccio
    dello scoglio
    e fugge al mare da le braccia d'alghe
    che spalanca ampie gole e abbranca rocce;
    e nel fermento
    d'ogni essenza, coi miei racchiusi bocci
    che non sanno più esplodere oggi sento
    la mia immobilità come un tormento.

    ***

    CORNO INGLESE
    Il vento che stasera suona attento
    - ricorda un forte scotere di lame -
    gli strumenti dei fitti alberi e spazza
    l'orizzonte di rame
    dove strisce di luce si protendono
    come aquiloni al cielo che rimbomba
    (Nuvole in viaggio, chiari
    reami di lassù! D'alti Eldoradi
    malchiuse porte!)
    e il mare che scaglia a scaglia,
    livido, muta colore
    lancia a terra una tromba
    di schiume intorte;
    il vento che nasce e muore
    nell'ora che lenta s'annera
    suonasse te pure stasera
    scordato strumento
    cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Movimenti

    I limoni
    Questa poesia è un manifesto della poetica dello scrittore. La sua richiesta di ascolto è determinante per segnare le distanze da D'Annunzio e per identificare il suo atteggiamento ...continua

    Movimenti

    I limoni
    Questa poesia è un manifesto della poetica dello scrittore. La sua richiesta di ascolto è determinante per segnare le distanze da D'Annunzio e per identificare il suo atteggiamento esplicitamente diretto verso nuovi referenti, più quotidiani e meno nobili, della propria poesia. I limoni sono simbolo della bellezza poetica nella dimensione esistenziale dominata da un senso di inautenticità e disarmonia (la guerra a cui allude il poeta). Montale voleva e ha sempre voluto "torcere il collo" ai modelli letterari di un linguaggio aulico e ormai lontano alla nuova società. Questi "limoni" sono frammenti di felicità sfuggente e sempre in bilico, capaci di spezzare la convenzione del mondo (Schopenauer).

    Corno Inglese
    Il corno inglese altro non è che il cuore umano che cerca di trovare un accordo con il mondo naturale. La poetica simbolista tende a sciogliersi nella musicalità dei versi e nell'istantaneità delle sensazioni. Il teatro naturale a cui assiste il poeta, il tramonto sul mare e il vento che suona trai rami degli alberi, fa sentire il poeta escluso da questa teatralità.

    Ossi di seppia

    Non chiederci la parola
    E' forse una tra le più famose perché qui montale spiega ancora una volta il suo modello poetico. La satira dell'uomo che procede sicuro, nonostante i turbamenti ha due valenze, una politica e una esistenziale. Quest'ultima è sconvolta da un destino comune a tutta l'umanità: il fallimento. La consapevolezza dei fallimenti spinge il poeta a non credere e a non propagandare più i miti consolatori che spesso si creano a manifestazione delle crisi storiche e debolezze sociali. Il linguaggio prosastico utilizzato è simbolo del smascheramento della verità poetica.

    Meriggiare pallido e assorto
    Il paesaggio ligure diventa emblema della desolata condizione umana, vittima del nuovo tormento sociale. Il poeta aveva già capito la desolazione della massificazione sociale. Il muro, parola-chiave della poesia, è simbolo del limite invalicabile che impedisce all'uomo di mettersi con gli altri e lo condanna all'isolamento e alla prigionia. Mi ricorda tanto "Is there anybody out there?" dei Pink Floyd (https://www.youtube.com/watch?v=aHN6AViJAvI).

    Spesso il male di vivere ho incontrato
    La negatività espressa dal poeta è descritta in pochi versi, radicando la consapevolezza del dolore in tre immagini: il rivo, la foglia e il cavallo. L'abilità e la scelta poetica sottolinea la radicale opposizione alla poesia aulica del poeta-vate, utilizzando per lo più parole dal suono aspro, anafore e forti enjambement che distruggono ogni musicalità per dar più forza alla ripetizione della distruzione che lega le tre immagini.

    Cigola la carrucola del pozzo
    Questa poesia ha una simbologia legata al ricordo che riemerge nella mente del poeta come la carrucola. La simbologia qui presente è collegata a una correlazione oggettiva in cui si adoperano oggetti e fatti affini ai propri sentimenti, per esporre il proprio universo.

    ha scritto il 

  • 5

    Cosa dire su questo libro che non sia già stato detto? Scritto in uno stato di grazia, sono poesie bellissime.
    Sempre alla ricerca del punto morto del mondo, dell'anello che non tiene che possa finalm ...continua

    Cosa dire su questo libro che non sia già stato detto? Scritto in uno stato di grazia, sono poesie bellissime.
    Sempre alla ricerca del punto morto del mondo, dell'anello che non tiene che possa finalmente lasciar intravedere una realtà altra, oltre a quella grigia e sofferente che ci è data.

    Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
    arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
    il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
    di me, con un terrore di ubriaco.

    Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
    alberi case colli per l'inganno consueto.
    Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
    tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

    MERIGGIARE
    Meriggiare pallido e assorto
    presso un rovente muro d'orto,
    ascoltare tra i pruni e gli sterpi
    schiocchi di merli, frusci di serpi.

    Nelle crepe dei suolo o su la veccia
    spiar le file di rosse formiche
    ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
    a sommo di minuscole biche.

    Osservare tra frondi il palpitare
    lontano di scaglie di mare
    mentre si levano tremuli scricchi
    di cicale dai calvi picchi.

    E andando nel sole che abbaglia
    sentire con triste meraviglia
    com'è tutta la vita e il suo travaglio
    in questo seguitare una muraglia
    che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

    Questo poeta, questo libro, mi hanno folgorato sin dalla fanciullezza. Montale è uno dei miracoli che ancora tengono in piedi lo scalcinato programma delle scuole superiori, è una di quelle poche pagi ...continua

    Questo poeta, questo libro, mi hanno folgorato sin dalla fanciullezza. Montale è uno dei miracoli che ancora tengono in piedi lo scalcinato programma delle scuole superiori, è una di quelle poche pagine in grando di far sedere un adolescente qualche minuto a canrasi nella testa questi versi.
    Ossi di Seppia riesce in poche righe a cantare il mondo rimasto vuoto dopo la morte di Dio, meglio di dieci libri di Nietzsche. (Ciò che NON siamo, ciò che NON vogliamo. L'anello che non tiene). ED anche chi non è abituato a leggere poesie, Non chiederci la parola, Aria di vetro, Meriggiare pallido e assorto le dovrebbe tenere appese al muro.

    Un piccolo, rabbioso appunto. Montale è contemporaneo a D' Annunzio (di poco posteriore, in realtà): il fatto che si tolga spazio all'ermetismo per insegnare nelle scuole l'opera di questo borioso pezzo di merda, a partire da "Il Piacere" ovvero la versione bell'epoque delle 50 sfumature di grigio lo reputo uno scandalo. Che D'Annunzio non sia stato ancora coperto di vergogna per quello che ha scritto e fatto, e successivamente consegnato all'oblio, è un segno del declino dei tempi.

    ha scritto il 

  • 3

    Raccolta di poesie giovanili e dell’età adulta, l’opera testimonia l’evoluzione della poetica di Montale. Sono presenti i temi tipici dell’autore: disagio esistenziale, impotenza, la vita come indiffe ...continua

    Raccolta di poesie giovanili e dell’età adulta, l’opera testimonia l’evoluzione della poetica di Montale. Sono presenti i temi tipici dell’autore: disagio esistenziale, impotenza, la vita come indifferenza e atonia, il viaggio quale incertezza e frammentarietà. Il titolo stesso rimanda alla malinconia dei rottami lasciati indietro dal mare.
    I componimenti sono suddivisi nelle sezioni “Movimenti”, “Ossi di seppia”, “Mediterraneo” e “Meriggi e ombre”. I commenti che aprono e chiudono il volume sono di grande aiuto per comprendere al meglio la complessità di quest’autore e le tematiche affrontate, oltre che la lingua e le fonti a cui Montale fa riferimento (principalmente Dante, Pascoli e D’Annunzio).
    L’infanzia rappresenta un’età mitica ormai conclusa di comunione con la natura (il passato), mentre nell’età matura (il presente) l’individualismo porta al fallimento esistenziale. Le donne cui sono dedicate le poesie sono creature angeliche e luminose, ma anche assenti ed estranee al mondo, perciò fredde e quasi demoniache. Il mare è sicuramente un elemento ricorrente nelle poesie di Montale: mito perduto di un’unità naturale e indifferenziata dalla quale gli uomini si sono distaccati per avere un’identità individuale. Montale lamenta la propria incapacità di compiere scelte e rimpiange il mare (il quale essendo un tutt’uno non prende decisioni autonome), che diventa così memoria dell’io e modello di armonia. Il mare è pienezza di vita, negata al poeta e quindi da lui cantata. Tra gli altri elementi naturali, anche il vento ricopre un ruolo di una certa importanza, come segno di vitalità positiva e insieme realtà esterna ostile. Alla Liguria sono dedicati vari componimenti: il suo paesaggio arido indica la solitudine del poeta, ma contemporaneamente è segno dello stoicismo e dell’essenzialità che l’esistenza dovrebbe avere.
    Ciò che mi ha maggiormente colpito della poetica di Montale sono le contraddizioni interne ai temi “cari” all’autore: il mare, il vento e il paesaggio ligure sono sia forze positive in grado di aiutare il poeta a risollevarsi dal fallimento, sia realtà estranee e ostili con cui è impossibile riconciliarsi.

    ha scritto il 

  • 5

    "Portami il girasole ch'io lo trapianti
    nel mio terreno bruciato dal salino,
    e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
    del cielo l'ansietà del suo volto giallino.
    Tendono alla chiarità le cose ...continua

    "Portami il girasole ch'io lo trapianti
    nel mio terreno bruciato dal salino,
    e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
    del cielo l'ansietà del suo volto giallino.
    Tendono alla chiarità le cose oscure,
    si esauriscono i corpi in un fluire
    di tinte: queste in musiche. Svanire
    è dunque la ventura delle venture.
    Portami tu la pianta che conduce
    dove sorgono bionde trasparenze
    e vapora la vita quale essenza;
    portami il girasole impazzito di luce."

    ha scritto il 

  • 5

    Federica: senti qua Albert dimmi cosa ne pensi
    Albert: ok.
    Federica: "se la composizione musicale è come un corpo no, lascia perdere non fa niente.
    Albert: che c'è che non va?
    Federica: niente, leggev ...continua

    Federica: senti qua Albert dimmi cosa ne pensi
    Albert: ok.
    Federica: "se la composizione musicale è come un corpo no, lascia perdere non fa niente.
    Albert: che c'è che non va?
    Federica: niente, leggevo questa cosa e mi è venuto in mente il mio fidanzato.
    Albert: quindi?
    Federica: credo di amarlo quando gli dico ti amo non mi sembra strano però stare insieme a lui mi fa sentire diversa da come ero prima
    Albert: è normale.
    Federica: si ma perché? lo so che questa cosa la sanno tutti ma perche è normale che è cosi?
    Albert: non saprei come spiegartelo. Pensaci un po' su e parlamene.
    Federica: va bene ma non so se ce la faccio
    Albert: ma sì che ce la fai. Tranquilla.
    Federica: ok.
    Albert: e comunque
    Federica: attenzione
    Albert: cosa?
    Federica: dobbiamo scansarci, la roccia sta tornando indietro.

    ha scritto il 

Ordina per