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Otmenost ježa

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3.9
(24417)

Language:Slovenčina | Number of Pages: 323 | Format: idBinding_ | In other languages: (other languages) French , Spanish , Italian , Catalan , English , Chi traditional , German , Portuguese , Swedish , Galego , Russian , Dutch , Finnish

Isbn-10: 8677020640 | Isbn-13: 9788677020644 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
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  • 5

    Finito in questo istante. Innanzitutto, non sapete la tristezza di chiudere l'ultima pagina di un libro così. Se lo avete letto capirete bene la mia sensazione senza bisogno di fare spoiler sulla trama.
    Un libro che fin da subito mi ha incantato, molto diverso dalle mie solite letture. La ...continue

    Finito in questo istante. Innanzitutto, non sapete la tristezza di chiudere l'ultima pagina di un libro così. Se lo avete letto capirete bene la mia sensazione senza bisogno di fare spoiler sulla trama.
    Un libro che fin da subito mi ha incantato, molto diverso dalle mie solite letture. La storia racconta la vita principalmente di due persone, una portinaia, Renee', che ha una vastissima cultura ma che con molti di coloro che la circondano impersona lo stereotipo della portinaia, senza lasciar trasparire nulla di sé. E l'altra è Paloma, una ragazzina di dodici anni che ha deciso di suicidarsi per il suo compleanno.
    Le loro vite si intrecciano perché abitano nello stesso stabile, dove Renee lavora e Paloma vive.
    Il libro è principalmente un monologo dei pensieri di questi due personaggi, ma le loro riflessioni, i dubbi e le esperienze mi hanno fatto riflettere tantissimo.
    Per chi non l'avesse letto consiglio di comprarlo, secondo me è un libro che non dovrebbe mancare in nessuno scaffale.
    Soprattutto se riesce a farti sentire, chiudendo l'ultima pagina, così triste per dover lasciare dei personaggi così intensi.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    La prima volta che ho letto questo libro l'ho amato, forse perché parlava di cose che adoro: il Giappone, la lentezza, le tazze di té, il cinema, la letteratura ... o forse per una sorta d'identificazione nel personaggio dell'autodidatta o della bambina disincantata.


    A dicembre, ho provat ...continue

    La prima volta che ho letto questo libro l'ho amato, forse perché parlava di cose che adoro: il Giappone, la lentezza, le tazze di té, il cinema, la letteratura ... o forse per una sorta d'identificazione nel personaggio dell'autodidatta o della bambina disincantata.

    A dicembre, ho provato a rileggerlo, e dopo tre mesi ho deciso di abbandonarlo.
    A distanza di qualche anno, i personaggi che prima mi avevano colpito positivamente mi irritano. René è fastidiosa tanto quanto i finti intellettuali che lei disprezza, poiché mentre questi ostentano un'erudizione da settimanale di cultura, e spesso ignorano l'ambiente che li circonda, pur di far sapere al mondo che, sì, loro Heidegger l'hanno letto, che sì possiedono un lessico da trenta e lode, Mme Michel incarna l'altro tipo d'intellettuale, quello puro, ripiegato su sé stesso e affamato di sapere e sarebbe ammirevole se non disprezzasse gli altri e la loro ristrettezza morale. È il cosiddétto orgoglio della povertà.
    E poi ci sono le continue citazioni, pressanti, opprimenti, come una manciata di figure retoriche gettate a gonfiare una sola pagina. Immagini tratte dalla cinematografia, dalla letteratura, dalla filosofia, dalla musica. Anche questo, che cos'è? Se non sbattere davanti al lettore la cultura dell'autrice o anche, se non rafforzare qualcosa che potrebbe anche non essere interessante?
    Ci si identifica in questo libro. Ci si immagina eleganti, pur essendo ricci. Ma i ricci sono animali che finiscono spiaccicati sull'asfalto.

    said on 

  • 3

    “d’ora in poi, per te, andrò alla ricerca dei sempre nel mai. La bellezza, qui, in questo mondo”.

    E’ un libro che ho letto un po’ di tempo fa e, devo dire, non ha lasciato in me una profonda impressione. A parte il finale scioccante, è una narrazione di delicati sentimenti, di tenue ricerca della Verità e della Felicità, mette in scena una filosofia delle piccole cose in cui rintracciare la v ...continue

    E’ un libro che ho letto un po’ di tempo fa e, devo dire, non ha lasciato in me una profonda impressione. A parte il finale scioccante, è una narrazione di delicati sentimenti, di tenue ricerca della Verità e della Felicità, mette in scena una filosofia delle piccole cose in cui rintracciare la vera Bellezza.
    Si potrebbe definire una versione cartacea de Il favoloso mondo di Amélie, uscito nelle sale cinque anni prima. Contiene pensieri degni di nota, che ne fanno quasi un piccolo dizionario filosofico; ma troviamo soprattutto uno sguardo curioso aperto a tutto ciò che il mondo, in particolare nelle sue manifestazioni artistiche, è disposto ad offrire, reso bene nel film dagli occhi grandi e sognanti di Audrey Tautou.
    Eppure manca qualcosa. L’autrice scrive, a un certo punto: “Vi sorprendereste di quello che si dicono le persone modeste. Preferiscono le storie alle teorie, gli aneddoti ai concetti, le immagini alle idee. Ciò non impedisce loro di filosofeggiare”. Quello che qui manca è proprio la storia, che pare affacciarsi sulla pagina timidamente, quasi si considerasse un’intrusa tra le grandi idee e i nobili Maestri che vi si affollano, tanto che tutta la trama sembra sussurrata, restando sul piano delle intenzioni e dell’inespresso, come l’affetto tra la portinaia Renée e Monsieur Ozu o la tendenza suicida dell’adolescente Paloma. Ma in un romanzo la storia è tutto e tutto si esprime attraverso la storia che vi viene narrata; d’altra parte, per una simile perfetta integrazione di vita e pensiero, serve la sconvolgente energia creativa di un Tolstoj, tanto per citare un Maestro molto presente in questo romanzo.

    said on 

  • 3

    Le disquisizioni filosofiche di Renée sono davvero pesanti. Fosse stato scritto in maniera un po' più leggibile, la storia ci avrebbe guadagnato alla grande.
    La classe e l'eleganza giapponese vincono sempre su tutto.

    said on 

  • 4

    Parola chiave: eleganza

    Romanzo dalla prosa elegante (a tratti forse un po' spocchioso) mi ha appassionato sin dalle prime pagine grazie alla caratterizzazione dei due personaggi narranti.
    Ottimo il lavoro di traduzione dal francese.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Mi sono accostata alla lettura di questo libro con un po' di perplessità. Mi ricordo, infatti, che la sua pubblicazione aveva riscosso tanto successo e, in genere, i libri più acclamati sono quelli che mio malgrado apprezzo meno. In questo caso, invece, è avvenuto il contrario; come molti sono st ...continue

    Mi sono accostata alla lettura di questo libro con un po' di perplessità. Mi ricordo, infatti, che la sua pubblicazione aveva riscosso tanto successo e, in genere, i libri più acclamati sono quelli che mio malgrado apprezzo meno. In questo caso, invece, è avvenuto il contrario; come molti sono stata affascinata da questo libro e per alcuni motivi ben precisi:
    - la trama non è affatto scontata e inoltre lancia molti spunti di riflessione;
    - la caratterizzazione dei personaggi è ben fatta; i personaggi principali maturano durante il corso degli eventi e sono spinti a rivalutare le situazioni e le altre persone;
    - l'ambientazione è descritta con una tale naturalezza e precisione che sembra di essere in prima persona nei luoghi citati.
    Ci sono però alcuni aspetti negativi che, infatti, mi hanno frenato nel dare una stellina in più; ad esempio alcuni passi filosofici che mi sono sembrati molto saccenti e poco funzionali allo snodarsi della trama oppure le ampie parentesi sull'uso della lingua italiana che hanno solo appesantito il racconto.
    In ogni caso penso sia un libro che tutti dovrebbero leggere perchè è un invito ad andare oltre le apparenze, è un inno alla speranza perchè invece che essere banale e avere un lieto fine; il colpo di scena finale mi ha fatto capire che la vita è imprevedibile e spesso anche subdola (la morte arriva quando inizi d apprezzare la vita) ma quello che conta realmente è aver saputo apprezzare quello che di buono abbiamo costruito o vissuto o almeno renderci conto che possiamo scegliere ogni giorno se vedere il lato positivo o negativo delle cose e agire di conseguenza.

    said on 

  • 1

    Scadente e snob...

    E' un libro che mi ha suscitato noia ed anche un po' di perplessità.
    I personaggi secondo me non sono verosimili e non rispecchiano la realtà. Ma andiamo! una portinaia indottrinata e un'adolescente figlia di un ministro che vuole morire per motivi di rifiuto del mondo e che decide di uccid ...continue

    E' un libro che mi ha suscitato noia ed anche un po' di perplessità.
    I personaggi secondo me non sono verosimili e non rispecchiano la realtà. Ma andiamo! una portinaia indottrinata e un'adolescente figlia di un ministro che vuole morire per motivi di rifiuto del mondo e che decide di uccidersi a 13 anni il giorno del suo compleanno!!
    Mah! Se l'autrice doveva per forza scatenare la sua fantasia, avrebbe potuto inventare qualcosa di più creativo.
    Inoltre trovo snob e poco fantasiosa tutta la vicenda.
    Non riesco a capire, infine qual è il messaggio che scaturisce da questo libro.
    Che cosa ci vuol dire l'autrice?
    Non mi ha dato nulla questa lettura e l'ho trovata scialba e inutile..
    Uno spreco di tempo.
    Per ovvie ragioni non mi sento di consigliarlo come lettura agli altri.
    Saluti.
    Ginseng666

    said on 

  • 4

    Un piccolo gioiello, una poesia dal cuore, non dò l'ultima stellina solo per alcuni passaggi estremamente filosofici e quindi un pò troppo difficili da seguire per i miei gusti

    said on 

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