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Otras inquisiciones

By Jorge Luis Borges

(37)

| Paperback | 9788420633169

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Book Description

56 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un grande del Novecento tra letteratura e filosofia

    Si può rimandare alle note finali magistralmente redatte da Fabio Rodríguez Amaya per tutto quel che concerne la storia del libro (a cominciare dal significato del titolo) e dei testi che lo compongono e che erano apparsi singolarmente tra il 1934 e ...(continue)

    Si può rimandare alle note finali magistralmente redatte da Fabio Rodríguez Amaya per tutto quel che concerne la storia del libro (a cominciare dal significato del titolo) e dei testi che lo compongono e che erano apparsi singolarmente tra il 1934 e il 1952.
    Non è il Borges dei racconti ormai classici della letteratura novecentesca, ma quanto a scrittura la differenza è alquanto impalpabile. Come tutti i grandi Borges resta uguale a sé stesso in ogni riga che scrive su qualsiasi tema si voglia esprimere.
    La sua figura, che tanti epigoni ha prodotto nelle letterature che lo hanno seguito, resta comunque inimitabile e irripetibile per l’alternanza di filosofia, teologia e letteratura.
    Probabilmente se avesse optato per una sola di questa attività, no sarebbe risultato altrettanto grande e pervasivo. Così invece è stato e resta “incontournable”.

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    Gabe57 said on Feb 13, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Inquisire i miracoli

    Seth Lloyd , illustre informatico e fisico statunitense , raccontò che da studente a Cambridge, nel 1983, gli capitò di incontrare per caso il grande scrittore argentino ; con intento ,forse, provocatorio, Lloyd fece notare a Borges che il suo raccon ...(continue)

    Seth Lloyd , illustre informatico e fisico statunitense , raccontò che da studente a Cambridge, nel 1983, gli capitò di incontrare per caso il grande scrittore argentino ; con intento ,forse, provocatorio, Lloyd fece notare a Borges che il suo racconto "Il giardino dei sentieri che si biforcano" presentava molti elementi in comune con le moderne teorie della fisica quantistica; l'anziano e ormai cieco autore sorrise placidamente e ribatté di non conoscere nulla di fisica e invitò lo studente a non stupirsi del fatto che la scienza potesse replicare quanto già detto dalla letteratura, visto che, dopotutto, anche i fisici leggono i libri.

    Questo piccolo aneddoto la dice lunga sull'importanza che Borges attribuiva alla letteratura; Kubrick disse che se qualcosa può essere pensato , allora può essere filmato; Borges avrebbe probabilmente detto che se qualcosa può essere scritto o raccontato, allora può essere pensato. Leggendo "Altre Inquisizioni" ciò che si percepisce costantemente, aldilà degli innumerevoli spunti, è l'idea di onnipotenza della letteratura. Se puoi raccontare qualcosa, puoi crearlo. E nel suo sforzo colossale di far confluire nei propri scritti ogni disciplina immaginabile (storia, geografia, antropologia, linguistica, matematica, geometria, filosofia, zoologia di animali mitologici...), Borges le annulla tutte quante per sgombrare la via alla bellezza della parola scritta. Molti critici ricercano nella letteratura i risvolti filosofici; alcuni vedono la letteratura come etica,altri come storia, altri come estetica; Borges è l'unico a cercare di vedere la letteratura come miracolo; non c'è un perché nella letteratura.

    Nel racconto dell'Aleph "Storia del guerriero e della prigioniera" , Borges si dice commosso dalla vicenda di un guerriero longobardo giunto con le sue orde dalle foreste ad assediare la città di Ravenna; una volta lì, Droctulf (così si chiama) rimane d'un tratto estasiato dall'immensità della meravigliosa civiltà con cui è entrato in contatto e , obbedendo ad un impulso di cui non sa spiegare l'origine, abbandona i propri compagni ed i propri cari , i propri dei e la propria gente, passa dalla parte della città assediata e cade difendendola. Non credo sia inopportuno sostituire Borges a Droctulf e la letteratura alla città di Ravenna.

    Nei racconti dei saggi ebraici chassidici compare talora la parola "lishma" ; viene detto che beato è chi riuscirà a leggere le Scritture non per desiderio di conoscenza, non per obbligo, non per timore del castigo divino, né per desiderio di essere salvato, bensì chi le leggerà per sé stesse , per la grazia di leggerle, le lettura disinteressata ed estatica ; questo è "lishma". Echkart disse che si salverà chi arriverà a donarsi a Dio rinunciando persino al desiderio di farlo. Non credo di sbagliare di molto nel sostenere che Borges fosse fortemente religioso, non importa che il suo dio fosse quello dei cristiani, la letteratura, o altro. Tutti sentiamo il bisogno di amare qualcosa per sé, di essere mistici a nostro modo e tuffarci in qualcosa senza saperne spiegare la ragione. I miracoli sono forse l'unica forma di religione che ci è concessa; ringraziamo Borges di averne creato uno per noi lettori, un rifugio dove la letteratura può ancora essere amata per sé stessa.

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    Davide il Girovago said on Dec 3, 2013 | 3 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Specchi paralleli

    Commentare un libro divino usando termini umani è impossibile.Mi limito a varcare lo specchio. E se in questo momento fossi un ragazzo di dodici anni che sta sognando di essere un vecchio? Cosa succederebbe al risveglio? Sarebbe un sogno premonitore ...(continue)

    Commentare un libro divino usando termini umani è impossibile.Mi limito a varcare lo specchio. E se in questo momento fossi un ragazzo di dodici anni che sta sognando di essere un vecchio? Cosa succederebbe al risveglio? Sarebbe un sogno premonitore l'avermi visto con la barba grigia? Oppure sarei un vecchio che ha sognato un ragazzo che sognava un vecchio...

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    roberto said on Sep 19, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Pensieri su vari argomenti redatti durante l'arco di una vita.

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    MAGIO said on Jun 20, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    come la grotta di aladino, abbaglia e seduce. qualche gemma:
    il sogno di coleridge. ho letto kubla khan all'università e mi ha ipnotizzata. il commento di borges mi ha fatto lo stesso effetto.
    il nostro povero individualismo. è l'unico saggio che mi ...(continue)

    come la grotta di aladino, abbaglia e seduce. qualche gemma:
    il sogno di coleridge. ho letto kubla khan all'università e mi ha ipnotizzata. il commento di borges mi ha fatto lo stesso effetto.
    il nostro povero individualismo. è l'unico saggio che mi ha fatta sorridere alle spese dell'autore: parla di illusioni del patriottismo, ma si rivela comicamente campanilista quando ci compiace della libertà di pensiero degli argentini.
    nathaniel hawthorne. protagonista della mia tesi di laurea, n.h. secondo borges inventa situazioni, non personaggi: quindi sono migliori i racconti rispetto ai romanzi, dove i personaggi non reggono la misura della narrazione. un'osservazione illuminante. poi c'è questa frase, che traduco dalla mia copia in spagnolo: "hawthorne era uomo di continua e curiosa immaginazione, ma refrattario, diciamo così, al pensiero. non dico che fosse stupido; dico che pensava per immagini, per intuizioni, come sono solite pensare le donne, non tramite un meccanismo dialettico". be', ecco. andiamo avanti.
    il primo wells. una frase interessante sull'onniscienza del narratore: "quando un autore si limita a riferire dei fatti o a tracciare il tenue vagare di una coscienza, possiamo presumerlo onnisciente, possiamo confonderlo con l'universo o con dio; quando si abbassa a ragionare, lo scopriamo fallibile". autori, non sporcatevi le mani con le discussioni.

    la vastissima cultura di borges, le innumerevoli fonti cui attinge e le tante lingue in cui cita con naturalezza sono universi in cui ci si perde volentieri a bocca aperta. confesso però che a un certo punto l'ho tradito e non ho finito il saggio sulla refutazione del tempo - troppa filosofia, per me. preferisco la letteratura.

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    terra said on May 22, 2013 | Add your feedback

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