Nelle intercapedini del reale nascono ogni volta nuove avventure improbabili: un volto riflesso sul finestrino mette in movimento il sentimento amoroso secondo una logica combinatoria legata ai percorsi sotterranei della metropolitana; i morti tornan ...Continua
Matteo Fumagalli
Ha scritto il 08/01/17
Male di vivere, morti, fantasmi, turbe.
Leggere questo libro è immergersi nella psiche, nei train-of-thoughts e nei deliri di personaggi con mondi e demoni dentro. Non si capisce tutto e non è necessario; perché si dovrebbe, d'altronde? Bisogna lasciarsi trasportare, dato che questa è lett...Continua
Rossocono
Ha scritto il 14/10/16
Otto racconti con sottotraccia il male di vivere, sociale e personale. I primi due racconti sono belli e profondi. Gli altri, per me, sono dimenticabili. Non è il miglior Cortazar, almeno non quello che amo. L'arte del racconto è difficile e spesso s...Continua
Sbachechi
Ha scritto il 22/08/15
quello strano sapore
uno strano sapore rimane nella mente e nel cuore dopo aver letto questi magistrali otto racconti dello sfuggente, imprendibile scrittore argentino, rimane e rimarrà come le tracce incompiute che suggerisce la sua scrittura, (i passi sulle impronte)...Continua
MrMaatt  che...
Ha scritto il 03/03/14

liliana che piange
estate
le fasi di severo
collo di gattino nero

quattro racconti tormentati, splendidi...

Federico
Ha scritto il 26/02/13
Il primo racconto, "Liliana che piange", è semplicemente un capolavoro: per la scrittura superba, per l'uso dei tempi verbali, per la manipolazione del tempo che scorre in modo diverso da quello dei nostri orologi, per la leggerezza del modo con cui...Continua

Ailairia Di Meo
Ha scritto il Apr 18, 2016, 07:56
Desiderare tanto quella ciocca nera che le pettinava la fronte, desiderarla come un termine, veramente come l’ultima stazione dell’ultimo metro della vita
Ailairia Di Meo
Ha scritto il Apr 18, 2016, 07:56
per la prima volta in me stesso come in un incredibile paese straniero
Ailairia Di Meo
Ha scritto il Apr 18, 2016, 07:55
Non possiamo separarci così, prima di esserci incontrati
Deb.
Ha scritto il Sep 19, 2009, 09:40
ma pareva che l'orsetta intendesse più il tono della sua voce che le parole, come lui quando si era innamorato a dodici anni della maestra, che importanza avevano le parole in confronto a quella ninna-nanna, quella cosa che nasceva dalla voce come un...Continua
Pag. 73
Deb.
Ha scritto il Sep 17, 2009, 11:17
In nessun momento fummo enfatici, parlammo come da cosa già conosciuta e accettata, guardandoci senza farci male, credo che Marie-Claude mi permettesse di venire e di rimanere nel suo presente come forse Margrit avrebbe risposto al mio sorriso nel ve...Continua
Pag. 42

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