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Our Friends from Frolix 8

(Panther Science Fiction)

By Philip K. Dick

(7)

| Paperback | 9780586042953

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Book Description

WHAT HAD ANSWERED MANKIND'S CALL FOR HELP

Thors Provoni had gone to the stars to seek help for his fellow men. So far there was no evidence that any other intelligent race existed out there at all, let alone one willing to aid ordinary homo sapie Continue

WHAT HAD ANSWERED MANKIND'S CALL FOR HELP

Thors Provoni had gone to the stars to seek help for his fellow men. So far there was no evidence that any other intelligent race existed out there at all, let alone one willing to aid ordinary homo sapiens on in Earth where he had become a second-class citizen. For in the 22nd Century dominance in human affairs had passed to a cabal of genetic freaks - telepaths, precogs, 'New Men' with IQs which went off the scale - and ordinary men didn't have much of a chance.

Suddenly a message came from Provoni. He was coming back, miraculously, with friends from Frolix 8 to champion the 'Old Men'. But who, or what, and just how friendly, were these friends?

16 Reviews

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    Un simpatico racconto di fantascienza/fantapolitica su un'umanità ormai tripartita tra Uomini Vecchi, Uomini Nuovi e Uomini Insoliti e queste ultime due categorie con poteri mentali (logici o telepatici) nettamente superiori.
    Una società chiusa ed el ...(continue)

    Un simpatico racconto di fantascienza/fantapolitica su un'umanità ormai tripartita tra Uomini Vecchi, Uomini Nuovi e Uomini Insoliti e queste ultime due categorie con poteri mentali (logici o telepatici) nettamente superiori.
    Una società chiusa ed elitaria che viene sconvolta dal ritorno di un uomo fuggiasco insieme a uno strano alieno.
    Domina in tutto il racconto l'ironia e il sarcasmo verso certe élite e certe logiche (molto americane) tipica di Dick in questo tipo di racconto, nel quale non si gioca tra universi paralleli e allucinazioni che si mescolano con la realtà.

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    MaxManga said on May 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nostri amici da Frolix 8 è un romanzo distopico di Philip K. Dick pubblicato nel 1970, e uno dei lavori meno famosi di uno dei più grandi scrittori di fantascienza mai esistiti.

    Il mondo è governato da due mutazioni, gli Uomini Nuovi con un cervello ...(continue)

    Nostri amici da Frolix 8 è un romanzo distopico di Philip K. Dick pubblicato nel 1970, e uno dei lavori meno famosi di uno dei più grandi scrittori di fantascienza mai esistiti.

    Il mondo è governato da due mutazioni, gli Uomini Nuovi con un cervello modificato e super-intelligenti e gli Insoliti con capacità paranormali come telepatia, telecinesi e preveggenza. Per gli Uomini Nuovi, gli uomini come noi, non c’è possibilità di scalata sociale né benessere. Lo Stato è poliziesco e repressivo, i concorsi per l’assegnazione dei posti pubblici sono pilotati e truccati. Gli unici che cercano di ribellarsi sono gli Uomini Nascosti, che stampano volantini in attesa del ritorno del loro leader, Thors Provoni, fuggito anni prima su un astronave per cercare nello spazio degli esseri in grado di liberarli.

    Un libro che come il più famoso 1984 di George Orwell è ancora attualissimo e interessante; che descrive un mondo che è si di fantascienza, ma non così lontano dal nostro, dove la classe politica rimane pressoché identica a se stessa e dove la polizia è schierata violenta alla difesa del sistema.

    Un libro da non perdere, se vi piace la fantascienza, ben più piacevole del più famoso Ubik. Con un finale da brivido, anche quello spaventosamente illuminante. Sembra quasi di sentire Fabrizio De Andrè in “Nella mia ora di libertà”:

    Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d’obbedienza
    Fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza
    Però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni
    Da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni

    Da non perdere. Assolutamente. In fondo l’unica speranza è illuminare gli Uomini Vecchi per creare Uomini Nascosti…

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    Zorba said on Sep 7, 2013 | Add your feedback

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    Il solito, fantastico PKD

    Sto cercando di diluire la lettura dei romanzi di PKD, uscendo dal tunnel Dickiano in cui ero immerso tempo fa. Ma ogni volta che torno a leggerlo, mi sorprende. Questo romanzo contiene tutti i suoi temi, remixati con una sapienza e una maestria che ...(continue)

    Sto cercando di diluire la lettura dei romanzi di PKD, uscendo dal tunnel Dickiano in cui ero immerso tempo fa. Ma ogni volta che torno a leggerlo, mi sorprende. Questo romanzo contiene tutti i suoi temi, remixati con una sapienza e una maestria che fa di lui un grande. L'idea dell'umanità tripartita è geniale. Così come la conclusione del libro, che sfiora i temi metafisico-religiosi cari a questo autore. Alla fine molte domande risultano ancora insolute (ed è ingenuo considerare la conclusione ingenua!), il che lascia un retrogusto a questo libro davvero notevolissimo.

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    Aldotorre said on Mar 11, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In linea con il miglior Dick

    Ci sono tutti gli ingredienti che mi fanno riconoscere un libro di Dick come un 'libro di Dick'. Il finale non si perde in un delirio oppiaceo come in altri tra i suoi migliori romanzi; questo per quanto mi riguarda è un punto a favore di questo libr ...(continue)

    Ci sono tutti gli ingredienti che mi fanno riconoscere un libro di Dick come un 'libro di Dick'. Il finale non si perde in un delirio oppiaceo come in altri tra i suoi migliori romanzi; questo per quanto mi riguarda è un punto a favore di questo libro.
    Voltata l'ultima pagina resta il ricordo di una veloce occhiata su un mondo, che è poi il nostro, per il quale non si vede una via di uscita dall'interno.
    Sembra difficile anche immaginarsi una via d'uscita tout court, infatti quella che ci viene presentata viene digerita con l'amaro in bocca anche dai personaggi del libro.
    Insomma veramente bello!

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    Ilmatte said on Sep 16, 2012 | Add your feedback

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    Cuando necesito algo insólito e inesperado que me haga sentir otras realidades, otros mundos imposibles, una historia donde las dimensiones se cruzan y se alteran, se busca a dios en los confines del espacio o se plantea una realidad subvertida, me a ...(continue)

    Cuando necesito algo insólito e inesperado que me haga sentir otras realidades, otros mundos imposibles, una historia donde las dimensiones se cruzan y se alteran, se busca a dios en los confines del espacio o se plantea una realidad subvertida, me acerco a mi biblioteca y busco entre mis libros pendientes a Philip K. Dick. Sé que encontraré todo eso, también locura, el espacio y tiempo desplazados de su eje, el amor como algo incontrolable, una voz irónica y triste, un puñado de protagonistas que se sienten perdidos y golpeados en un mundo que no acaban de comprender y, aún así, plantan cara e intentan encontrar una respuesta que ordene el caos.

    Nuestros amigos de Frolik 8 tiene una fuerte carga política, la humanidad se ha dividido entre los antiguos, humanos que no han evolucionado en los últimos siglos, y la clase gobernante, telépatas y seres de una inteligencia fuera de lo común que se suceden en el poder, semi dioses que todo lo ven, que deciden destinos y vidas a su antojo. Dentro de esa sociedad dictatorial hay quien lucha y resiste, pequeños grupos de antiguos que conservan añejas tradiciones, distribuyen panfletos con un tono religioso y político y esperan el regreso de Provoni, un hombre que viajó a los confines de la galaxia en busca de ayuda entre los planetas desconocidos. Resistencia, espera y salvación, el tono, política y religión, uno de los puntos fuertes de Dick.

    En este futuro, Nick Appleton, un antiguo, despierta de su letargo tras ver cómo rechazan a su hijo para entrar en el servicio civil, conoce a algunos de los miembros de la resistencia, se enamora de una joven impulsiva y descubre un mundo subterráneo que desconocía. Hay un amor extraño, pura aventura, una toma de conciencia paulatina, el cansancio de sentirse esclavo, una esperanza, la necesidad de desmarcarse del rumbo marcado. Los protagonistas de Dick son imperfectos, pocas veces saben qué ocurre a su alrededor, son golpeados y pierden muchas peleas, pero llega un punto donde se cuestionan la realidad y es en esa duda donde descubren otras realidades invisibles.

    Al conflicto político, la toma de conciencia, el amor aventurero e irreal y la lucha, se le une la llegada de Provoni con ayuda del espacio exterior, un habitante del planeta Frolik 8. El clima se enrarece, la clase dirigente ve amenazada su hegemonía, los antiguos sienten la esperanza de un nuevo mundo. Dick se detiene en cada escenario, en cada protagonista de la historia, el tono es de tensión y espera. Me gusta la escritura imperfecta y a trazos de Dick, que abra varios caminos y los deje inconclusos, esa ironía salvaje que me hace sonreír, que nunca adivine cuál será el siguiente paso en la historia, que me haga sentir que dentro de la realidad hay cientos de posibilidades que no consigo ver.

    ¡Gaditano lindo, muchísimas gracias por este regalo!

    Charley, sin responder, cogió uno de los folletos, lo abrió y leyó en voz alta:
    «La medida de un hombre no es su inteligencia. No es la altura a la que se eleva en este terrible Estado. La medida de un hombre es ésta: ¿con qué rapidez sabe reaccionar ante las necesidades ajenas? ¿Y cuánto es capaz de dar de sí mismo? Darse a sí mismo es una verdadera donación, sin recibir nada a cambio, o al menos...»
    -Seguro – razonó Nick-, dar siempre te da algo a cambio. Tú le das algo a alguien y, más tarde, ese alguien te devuelve el favor dándote algo a cambio. Eso está claro.
    -Eso no es dar, sino traficar. Escuche esto: « Dios nos dice...»
    -Dios ha muerto -la interrumpió Nick-. Encontraron su cadáver en 2019, flotando en el espacio cerca de Alfa.
    -Encontraron los restos de un organismo varios miles de veces más avanzado que nosotros -explicó Charley-. Evidentemente, podía crear mundos habitables y poblarlos con organismos vivos, derivados de él mismo. Pero esto no demuestra que fuese Dios.

    ( ... )

    —Esto es verdad —asintió el Frolikan—. Me trastorna cuando se duerme... como tú lo llamas.
    —Morgo Rahn Wilc —dijo Provoni, en la oscuridad—. Siempre estás preocupado. Nosotros dormimos cada veinticuatro horas; dormimos de ocho a...
    —Lo sé —dijo Morgo— Pero considera esto: gradualmente pierdes la personalidad, tu corazón late más despacio, lo mismo hace el pulso... Pareces un muerto. —Pero uno sabe que no lo está —objetó Provoni.
    —Es el funcionamiento mental lo que más cambia, y eso nos pone nerviosos. Tú no te das cuenta, pero mientras duermes tiene lugar una actividad mental violenta, inusitada. Primero, penetras en un mundo que, hasta cierto punto, te resulta familiar y, en tu mente, hay amigos personales, enemigos y seres a los que has conocido socialmente...
    —En otras palabras —le atajó Provoni—, sueños.
    —Esta clase de sueño forma una especie de recapitulación de la jornada, de lo que has hecho, de las personas en las que pensaste, con las que hablaste. Y eso no nos alarma. Es la siguiente fase. Entonces, caes en un nivel mucho más inferior; encuentras seres a los que no conoces, situaciones en las que jamás has estado. Y se inicia una desintegración de tu propio yo; te fundes con entidades primordiales de un tipo semejante a Dios, poseyendo una fuerza enorme; y mientras tanto corres el peligro...
    —El inconsciente colectivo —le interrumpió Provoni—. Esto es lo que descubrió el más grande de los pensadores humanos, Carl Jung. Retroceder hasta antes del momento de nacer, retroceder a vidas anteriores, a otros lugares poblados por arquetipos, como Jung.
    —¿Subrayó Jung el hecho de que uno de esos arquetipos podía, en un momento dado, absorberse? ¿Y que jamás tendría lugar una reforma de tu yo? ¿Que podrías llegar a ser sólo una extensión móvil y parlante del arquetipo?
    —Por supuesto que lo subrayó. Pero el arquetipo no surge durante el sueño nocturno, sino durante el día. Cuando aparece de día es precisamente cuando uno queda destruido.
    —O sea, cuando sueñas despierto.
    Philip K. Dick
    Nuestros amigos de Frolik 8 (traducción de Antonio Ribera. Minotauro)

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    elchicoanalogo said on May 15, 2012 | Add your feedback

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    Philip K.Dick – Nostri amici da Frolix 8
    La terra è dominata da un dittatore telepata e da un apparato degenerato; l’eroe che molti anni prima era partito per lo spazio alla ricerca di nuove intelligenze sta per tornare e portare con sé dal pianeta F ...(continue)

    Philip K.Dick – Nostri amici da Frolix 8
    La terra è dominata da un dittatore telepata e da un apparato degenerato; l’eroe che molti anni prima era partito per lo spazio alla ricerca di nuove intelligenze sta per tornare e portare con sé dal pianeta Frolix 8 un ectoplasma che permetterà di trasformare la situazione in cambio di….. Una storia piena di ironia e sarcasmo.

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    Gomodeozorini said on Jan 2, 2012 | Add your feedback

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