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Out

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Publisher: Kodansha International

4.0
(2195)

Language:English | Number of Pages: 360 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , German , Spanish , Japanese , French , Dutch , Portuguese , Czech , Swedish

Isbn-10: 4770029055 | Isbn-13: 9784770029058 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Stephen Snyder

Also available as: Paperback , Audio CD , Audio Cassette

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
OUT was awarded the Grand Prix of the Mystery Writers of Japan in 1997-the Asian equivalent of an Edgar.
It is a dynamic example of the work of a new breed of Asian women writers excelling in the smart, hard-nosed, well-written, and realistically plotted mystery novel. Kirino' crime story can stand comparison with the work of other top-notch Western women writers in this genre, like Sarah Paretsky and
Ruth Rendell.
The story-though a bare summary makes it seem merely brutal and bloodthirsty, when it is much more than that-focuses on four women who work together in a lunch-box factory in the suburbs of Tokyo. One of them suffers from spouse abuse and, unable to take it any longer, murders her husband and
appeals to her co-workers to help her dispose of the corpse. One of these friends---the brain behind the coverup-after cutting up the body in the bathroom of her house, has the other two dump it as garbage. The money from the man's life insurance is then divided among them. But this is only the
beginning. The successful, unpremeditated crime and the rewards it brings are the seed of other, premeditated schemes, escalating from one localized use of violence to a rash of similar deeds, with unpredictable outcomes for the women behind them.
As a study in the psychology of domestic repression and the dynamics of violent crime, OUT works on several levels, gripping the reader from its smoldering beginning to the fireburst of its finale.
In hardcover in its original language it sold over 300,000 copies, and a movie version will have its premiere in Tokyo at the end of 2002, with international distribution under discussion.
Sorting by
  • 5

    Lady Macbeth e le altre

    Tre amiche casalinghe che lavorano in fabbrica di notte aiutano una quarta collega a far sparire il corpo del marito di lei facendolo a pezzi. Un libro forse troppo grosso per quello che va a racconta ...continue

    Tre amiche casalinghe che lavorano in fabbrica di notte aiutano una quarta collega a far sparire il corpo del marito di lei facendolo a pezzi. Un libro forse troppo grosso per quello che va a raccontare, eppure non mi ha annoiata nemmeno un attimo, tanto è vero che l'ho terminato in un fine settimana.
    Un Giappone e un periodo un po' troppo lontani, dove cellulari e computer non avevano ancora preso il posto delle chiacchierate e dove, evidentemente, si poteva chiamare un'amica a casa e dirle "ho strangolato mio marito, mi aiuti a farlo sparire?" senza che la polizia pensasse di risalire ai tabulati telefonici come si vede nelle serie tv.
    Grande protagonista Masako senza cuore né pietà: il momento di debolezza in cui continua a vedere sulle mani il sangue come Lady Macbeth è stupendo.
    Il finale non mi è piaciuto, quello no. Ma almeno la grassona stupida non può fare altri danni e forse quella vecchia rompipalle è finita arrosto.

    said on 

  • 5

    Da ora in avanti, a ogni passo, dietro ogni angolo, poteva aprirsi una tenebra nera come le ali di un corvo, che non aspettava altro che inghiottirle tutte quante.

    Trovare un genere letterario per "Le quattro casalinghe di Tokyo" non è un'impresa facile. Non esattamente un thriller, non soltanto un romanzo psicologico, forse giungerei ad incasellarlo come "noir" ...continue

    Trovare un genere letterario per "Le quattro casalinghe di Tokyo" non è un'impresa facile. Non esattamente un thriller, non soltanto un romanzo psicologico, forse giungerei ad incasellarlo come "noir". Un noir che mi ha sorpresa e rapita fin dalle prime pagine.
    E' una storia di violenza, d'odio, di colpe, di riscatti e ricatti; è un viaggio tra le abitazioni di Tokyo, tra i suoi clubs, le sue fabbriche, i suoi parchi. E' un'immersione nelle parti più oscure dell'uomo (anzi, soprattutto delle donne), quelle parti che ognuno di noi ha ma che pochi -purtroppo o per fortuna- riescono a tirare fuori.
    La trama è molto semplice: quattro donne si ritrovano legate l'una all'altra a causa di un omicidio che cercano di coprire. Nonostante possa apparire banale, non lo è affatto, perchè nel corso del libro si alternano punti di vista diversi, storie di vita di molti personaggi, in un modo o nell'altro connessi alla vicenda, ed il tutto, ad un certo punto, prende una piega inaspettata.
    Non avevo mai letto nulla di questa autrice, ma ha avuto la capacità di tenermi incollata al romanzo come se fosse un telefilm: pagina dopo pagina (puntata dopo puntata, metaforicamente parlando), sono giunta al finale, che, nonostante mi abbia un po' delusa -Masako, Masako, ma cosa mi combini?- ha comunque messo un punto a questa storia che, alla fin fine, non penso sia neanche poi così lontana da certe realtà.

    Bello, avvincente e scritto benissimo. Mi ha veramente colpita!

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Beh, era partito proprio bene e alla fine è andato tutto nel verso giusto, almeno per quanto riguarda le simpatie del lettore: tutti (chi nel bene e chi nel male) hanno avuto o si sono presi la propri ...continue

    Beh, era partito proprio bene e alla fine è andato tutto nel verso giusto, almeno per quanto riguarda le simpatie del lettore: tutti (chi nel bene e chi nel male) hanno avuto o si sono presi la propria via di uscita. Uno strano libro forse perché il lettore sta dalla parte delle cattive invece che dalla parte delle vittime. Strano perché non è propriamente un thriller, la polizia compare ma in fondo è solo un complemento necessario alla storia e non si sa nulla o quasi delle indagini. Strano anche perché le situazioni spesso sono raccontate dai punti di vista dei vari soggetti e allora la scena cambia, quello che tu lettore avevi immaginato alla fine si rivela diverso. Altra impressione che ho avuto è che fosse il "romanzo manifesto" della teoria dei sei gradi di separazione (che qui peraltro sono anche meno): una persona conosce un'altra persona che una volta conosceva qualcuno e quel qualcuno conosce quell'altro e alla fine il cerchio si chiude. Solo mi ha lasciata un po’ perplessa il finale. L’attimo di debolezza di Masako mi ha deluso e anche se alla fine si riprende (come sempre) mi lascia un po’ di amaro in bocca. Possibile che quello che cerchiamo noi donne, anche le più forti o ciniche o corazzate, alla fine sia solo l’amore? Anche se poi reagisce e va incontro al futuro sola e sapendo di poter contare solo su sé stessa. Allora preferivo un bel lieto fine, lei che se ne va in Brasile con il ragazzotto e con i soldi, che in fondo questa storia è proprio una favola.

    said on 

  • 5

    Discesa all’inferno senza ritorno. Un plot trappola e protagonisti intrappolati in una teoria di eventi rigorosamente consequenziali, nei quali la volontà umana determina solo il primo punto di svolta ...continue

    Discesa all’inferno senza ritorno. Un plot trappola e protagonisti intrappolati in una teoria di eventi rigorosamente consequenziali, nei quali la volontà umana determina solo il primo punto di svolta, per poi subire le fatali conseguenze della prima scelta. Le quattro “casalinghe” (che tali, peraltro, non sono: brutto titolo italiano) costrette ad una solidarietà, frutto della comune alienazione. Romanzo estremo, nella migliore tradizione orientale, dove l’ordinario tracima inevitabilmente, e naturalmente, nello straordinario. Immagini vivide di ordinario squallore, psicologie dense e portate all’eccesso. Pessimismo, cattiveria e amoralità, in un mondo privo di tenerezza, ove prevale l’ego e ove il personaggio dell’immigrato brasiliano, unico in grado di formulare sentimenti “positivi”, è destinato ad essere relegato all’irrilevanza. Tokio, una città che fagocita i suoi abitanti e ne corrompe l’anima, senza lasciare via di scampo. L’autrice disseziona cadaveri e psicologie diverse, senza pregiudizi etici, indugiando sull’orrore senza risparmiarsi, e risparmiarci, gli abissi imperscrutabili del subconscio. Emerge il tratto caratteristico della letteratura giapponese: la totale assenza di autocensura, il non ritrarsi di fronte all’orrore che si nasconde tra le pieghe dell’animo umano, l’intensa capacità di esprimere la disperazione e l’ineluttabilità fino a quelle estreme conseguenze, alle soglie delle quali, normalmente, gli scrittori “occidentali” tendono, talora pavidamente, a fermarsi. Tragicamente epico.

    said on 

  • 5

    È un noir coinvolgente fin dalle prime pagine. Crudele, truculento ma quello che smuove è lo scavare nell'animo dei personaggi. Finalmente un finale che non ti aspetti. Che convince nonostante la viol ...continue

    È un noir coinvolgente fin dalle prime pagine. Crudele, truculento ma quello che smuove è lo scavare nell'animo dei personaggi. Finalmente un finale che non ti aspetti. Che convince nonostante la violenza. 620 pagine tutte da assaporare.

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  • 4

    te e mezzo/quattro - Stile, caratterizzazioni personaggi, contesto sociale e tenuta della narrazione perfetti, un romanzo potente. Però... una lettura crudele, terribile. Non credo leggerò altro della ...continue

    te e mezzo/quattro - Stile, caratterizzazioni personaggi, contesto sociale e tenuta della narrazione perfetti, un romanzo potente. Però... una lettura crudele, terribile. Non credo leggerò altro della Kirino.

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  • 5

    L'inizio mi e' piaciuto e mi ha divertito per quella trama nippo-pulp, e per quella velata promessa di riscatto. Lo svolgimento degli eventi l'ho adorato per quella svolta introspettiva che ha sviscer ...continue

    L'inizio mi e' piaciuto e mi ha divertito per quella trama nippo-pulp, e per quella velata promessa di riscatto. Lo svolgimento degli eventi l'ho adorato per quella svolta introspettiva che ha sviscerato i desideri dei suoi protagonisti.
    Infine mi ha stupita e emozionata il truculento epilogo... di carne, sangue, furore e poesia.

    "Masako capi' Satake... e lo amo'"

    said on 

  • 2

    Un noir che più noir non si può

    Un noir che più noir non si può, fatto con una miscela di violenza inusitata, disperazione sadismo, masochismo, lavoro alienante, solitudine, povertà, incomunicabilità, abbandono e fuga dalla realtà. ...continue

    Un noir che più noir non si può, fatto con una miscela di violenza inusitata, disperazione sadismo, masochismo, lavoro alienante, solitudine, povertà, incomunicabilità, abbandono e fuga dalla realtà. Una trama improbabile che non regge, con dialoghi infantili ed un finale a gran sorpresa ma, purtoppo, del tutto assurdo. Metto due stelle, anziché una, solo perchè sono riuscito a finirlo (a fatica).

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Masako, Kuniko, Yoshie e Yayoi, quattro donne di età, di carattere e di formazione differenti, accomunate solo da un ripetitivo e snervante lavoro notturno che non le soddisfa, ma di cui non possono f ...continue

    Masako, Kuniko, Yoshie e Yayoi, quattro donne di età, di carattere e di formazione differenti, accomunate solo da un ripetitivo e snervante lavoro notturno che non le soddisfa, ma di cui non possono fare a meno. Sono figure che emergono lentamente, come se avessero pudore dei propri sentimenti e non volessero lasciare spoglia ed indifesa la loro anima, ma le vicende della vita rivelano di quale atrocità, tutte insieme, si possano macchiare, anche se con maggiore o minore partecipazione.
    Un’arma per dimenticare, anzi per cancellare le mostruosità commesse, è quella di convincersi che non vi sia nessuna via d’uscita, la ragione spesso si rifiuta di riflettere, ma non si può eludere il problema a lungo e le quattro ‘amiche’ rivelano in pieno come le loro vicende personali possano caratterizzarle: forte Masako, codarda Kuniko, ansiosa Yoshie, confusa Yayoi. Comunque ognuna cerca di continuare a vivere secondo il proprio istinto, secondo la propria visione di una vita ormai sconvolta che infonde in tutte una sorta di euforia per il ‘dio denaro’ ma anche un ‘brivido di terrore’ soprattutto per la personale esistenza, tanto da affrontare il ‘nemico misterioso’ in modo totalmente diverso.
    Due uomini, Jumonji e Satake, giocano ruoli diversi e a loro modo fondamentali per lo sviluppo e la conclusione della macabra vicenda.

    ”…noi siamo i figli perduti della società!

    said on 

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