Outer dark

(Vintage International)

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Publisher: Vintage

3.8
(778)

Language: English | Number of Pages: 242 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian , French

Isbn-10: 0679728732 | Isbn-13: 9780679728733 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Library Binding , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Outer Dark is a novel at once fabular and starkly evocative, set is an unspecified place in Appalachia, sometime around the turn of the century.  A woman bears her brother's child, a boy; he leaves the baby in the woods and tells her he died of natural causes.  Discovering her brother's lie, she sets forth alone to find her son.  Both brother and sister wander separately through a countryside being scourged by three terrifying and elusive strangers, headlong toward an eerie, apocalyptic resolution.
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  • 4

    "Ho visto tanta cattiveria tra gli uomini che non so perché Dio non ha ancora spento il sole e non se n’è andato."
    Secondo romanzo di McCarthy, si inserisce a pieno titolo nella galleria degli orrori ...continue

    "Ho visto tanta cattiveria tra gli uomini che non so perché Dio non ha ancora spento il sole e non se n’è andato."
    Secondo romanzo di McCarthy, si inserisce a pieno titolo nella galleria degli orrori che ha il suo culmine in Meridiano di sangue. Ambientato in luoghi polverosi senza nome e senza tempo, è il racconto del girovagare solitario di un ragazzo alla ricerca della sorella, che a sua volta cerca il neonato incestuoso strappatole dal fratello/padre e da questi abbandonato al suo destino.
    Le figure cenciose incontrate dai due nel corso del loro viaggio senza meta danno la possibilità a McCarthy di esibire la sua maestria nell'imbastire dialoghi a tratti ironicamente metafisici. Il paesaggio è luogo magnificamente ostile e indifferente : "La strada proseguiva insinuandosi nel folto della foresta e in un'umidità perenne, e la casa era coperta da una spessa coltre vellutata di muschio e lichene ed avvolta da un palpabile miasma di decomposizione. I polli avevano grattato via la terra dal cortile, al punto che nodosità e sporgenze delle radici degli alberi spuntavano ovunque dal suolo in grottesche configurazioni, simili ad una congrega di folli improvvisamente denudati in tutti i loro contorti atteggiamenti di dolore."
    La terra di McCarthy è un luogo senza speranza, dove il buio regna sovrano.

    said on 

  • 5

    “Sono tempi duri. È la gente dura che rende duri i tempi. Ho visto tanta cattiveria fra gli uomini che non so perché Dio non ha ancora spento il sole e non se n'è andato.”

    E’ il 1968 quando Cormac McCarthy pubblica questo suo secondo romanzo.
    Altamente metaforico e di grande potenza narrativa, “Il buio fuori” esige un lettore vigile non solo ai repentini cambi di scena ...continue

    E’ il 1968 quando Cormac McCarthy pubblica questo suo secondo romanzo.
    Altamente metaforico e di grande potenza narrativa, “Il buio fuori” esige un lettore vigile non solo ai repentini cambi di scena ma anche ad un registro linguistico accurato e cesellato che reclama un’attenzione particolare.
    In breve, non è un libro che si concilia con una lettura frettolosa e superficiale.

    ****

    Culla e Rinthy Holme sono fratello e sorella e vivono assieme in un luogo remoto:
    isolati come due paria.
    Quello che hanno da nascondere è la gravidanza della giovane Rinthy frutto di un torbido legame incestuoso che li unisce.
    Nessun parente, nessuno al mondo.

    ” Non fare entrare degli sconosciuti mentre sono via.
    Lei sospirò a fondo. Non c'è un'anima al mondo che non sia sconosciuta, per me, rispose.”

    Devono bastare a se stessi fino al giorno in cui si separano intraprendendo due viaggi differenti nel mondo al di fuori dell’antro che si erano costruiti.
    Fin dall’incipit, accanto alla storia dei due giovani (che, per l’appunto, poi si sdoppia) si profila la misteriosa e inquietante comparsa di tre uomini spietati che vengono colti in gesti di estrema violenza fino ad un finale macabro che riproduce le atmosfere di una tregenda.

    Lo sdoppiamento del viaggio dei due fratelli parla anche di destini differenti.
    Da un lato Culla schiverà più volte la morte trovando sul suo cammino molta ostilità e finendo per essere additato e accusato per ogni evento nefasto coincidente con il suo arrivo.
    Rinthy, che viaggia con i seni doloranti e gonfi di latte per la recente maternità, al contrario del fratello, troverà accoglienza e aiuto come fosse una piccola miraggio nel tetro quadro che McCarthy dipinge.

    Entrambi intraprendono una ricerca che, tuttavia, cammino facendo appare sempre più vana.
    Brutalità, solitudine: nessuna speranza per un futuro positivo.
    Guardando davanti a sé, là fuori soltanto oscurità, il buio…

    Un capolavoro dell’esistenzialismo statunitense.

    ” La donna lo scosse e lui si ritrovò sveglio nell'oscurità silenziosa. Zitto, disse lei. Smettila di gridare. L'uomo si mise a sedere. Cosa? disse. Cosa? Lo aveva scosso facendolo emergere dal buio al buio, fuori da una calca vociante sotto un sole nero, e adesso era sveglio in una notte ancora più dolorosa, seduto, e imprecava sottovoce nel letto che divideva con la donna e con il peso senza nome che lei portava nel ventre.”

    said on 

  • 5

    La nostra angoscia di uomini

    Ci fossero state regioni più buie della notte, lui le avrebbe trovate.
    Sdraiato con le dita infilate nelle orecchie per non sentire il suono acuto del silenzio,
    mentre giacevo sul materasso, non più v ...continue

    Ci fossero state regioni più buie della notte, lui le avrebbe trovate.
    Sdraiato con le dita infilate nelle orecchie per non sentire il suono acuto del silenzio,
    mentre giacevo sul materasso, non più vinto dal sonno, sentii qualcosa di spettrale correre per la stanza e saltar fuori dalla finestra aperta.
    Mi sollevai a fatica, ma quella cosa non c’era più.

    Sentivo i cani latrare, uggiolii di strazio e guaiti come d’agonia che salivano dalla valle, in fondo all’Ortobene.
    Ero molto piccolo, e non posso ricordare nulla. Ma quella cosa non la scorderò mai.

    Non avrei voglia di scrivere su questo libro.

    Perché parlare di una cosa che disturba?
    Il buio fuori cos’è se non la nostra angoscia di uomini.

    Crediamo non ci appartenga, ma è in noi. Il nostro dolore di essere individui. Sicché, ci adattiamo a essere senza essere assieme.

    Devo averlo pensato, lo sapevo che avrei avuto a che fare con storie come questa.

    Una giovane dà alla luce un bambino. Il padre è suo fratello, che si libera del neonato abbandonandolo in riva al fiume. Convinta che il bimbo sia vivo, lei parte alla sua ricerca. A sua volta, il padre rincorre la sorella, con la stessa convinzione di ritrovarla in un incessante vagabondare dentro un mondo crudele e violento.

    Portiamo la nostra parte di notte, lungo la strada.

    Quelle notti della mente degli uomini quando riempiamo il nostro spazio di risentimento,
    quando nessuna lampada o nessuna luna svela il segno,
    e nessuna stella nasce dentro di noi facciamo l’abitudine al buio.

    Infine, il giorno incontriamo la strada, dritti.
    La parola buio, — oscurità, ecc. è poco citata. Al contrario, la parola luce o simili compare più volte nella stessa pagina.

    Sì, davvero disturbante.

    said on 

  • 4

    null

    Una favola nera, nessuna via d'uscita viaggiando in una specie di road story nel ventre marcio dell'incubo americano prima che venissero erette le quinte del Sogno. Due fratelli poverissimi, un bambin ...continue

    Una favola nera, nessuna via d'uscita viaggiando in una specie di road story nel ventre marcio dell'incubo americano prima che venissero erette le quinte del Sogno. Due fratelli poverissimi, un bambino nato da un probabile - mai dichiarato - rapporto incestuoso, il tentativo di sbarazzarsene che diventa il grimaldello per spezzare il circolo chiuso sordido, claustrofobico delle loro vite. La ragazza parte per ritrovarlo, il fratello sulle tracce di lei, entrambi perseguitati da un destino grottesco e crudele. L'apocalissi di The Road è già tutta qui, nell'umanità che scambia per valori i rapporti di forza, la giustizia con l'applicazione di regole che tengono in piedi un sistema feroce, rabbioso, spietato. Sembra la parabola di un cancro che è dentro e attorno a noi.
    Tolta qualche tendenza alla verbosità che sarebbe svanita nelle opere successive, è un McCarthy di buon livello. Al solito.

    said on 

  • 4

    E' la gente dura che rende i tempi duri..

    Culla e Rinthy Holme, rispettivamente fratello e sorella, vivono soli in una baracca putrida e fatiscente circondata da boschi e paludi, una zona acquitrinosa pregna di umidità, avvolta da una perenne ...continue

    Culla e Rinthy Holme, rispettivamente fratello e sorella, vivono soli in una baracca putrida e fatiscente circondata da boschi e paludi, una zona acquitrinosa pregna di umidità, avvolta da una perenne foschia in cui i raggi del sole si disperdono cedendo tutto il loro calore, già abbondantemente filtrato dagli alberi secolari della foresta.
    Non c'è vita intorno a loro, se non quella animale, selvaggia; sembrano naufraghi su un'isola sperduta, nessuna traccia dei loro genitori, l'unica orma umana è quella del calderaio che sporadicamente attraversa quel territorio trainando il suo carretto stracolmo di cianfrusaglie di ogni genere. E poi c'è quel bimbo che Rinthy è in procinto di partorire.
    Un bimbo che rimarrà senza nome perché questo è il suo destino, quello di non esistere, frutto di un errore, di un rapporto sbagliato, contro natura, tra un fratello ed una sorella.
    Non c'è futuro, non c'è speranza, non c'è luce là fuori per quel bambino, ha varcato una porta che per lui doveva rimanere chiusa, spinto in un mondo che non può essere il suo; ma è inutile opporsi, inutile sperare di sopraffare l'ineluttabilità della sorte.
    Quando Culla, padre sbagliato, riporterà il bambino al suo giusto padre, la natura, abbandonandolo appena nato nel mezzo della palude sperando che da essa sia risucchiato, quando il calderaio passando lì per caso lo sottrarrà ancora una volta al suo destino affidandolo ad una balia, quando Rinthy animata dal legame di sangue e dalla certezza che il figlio sia ancora vivo deciderà di fuggire dal fratello e partire alla ricerca del bambino, inizierà un viaggio che metaforicamente rappresenta un tentativo di riscatto, di ribellione, il desiderio di ritrovare la luce, la propria luce, nell'oscurità dilagante.
    Un viaggio attraverso terre senza tempo, hanno un nome che le localizza nel Wyoming ma potrebbero essere ovunque, terre impervie, desolate, dominate dalla natura ed abitate da uomini e donne che sembrano privi di anima, di sentimenti, vuoti dentro, aridi e polverosi come la terra che li circonda, quasi disumani nella loro abulia.
    Abbandonate ogni speranza voi che leggete: il viaggio nell'inferno di McCarthy è una discesa senza freni nel baratro più profondo, senza possibilità di risalita; non c'è purgatorio né paradiso, ma ci sono le tre fiere, tre belve feroci, tre uomini che seminano morte ovunque passino, senza pietà, perché non c'è pietà in questo mondo e non c'è un Dio interessato alla sorte degli uomini.
    Il mondo di McCarthy è avvolto in una cortina di pessimismo e di implacabilità, la descrizione del paesaggio ne è intrisa ed abbonda di similitudini cupe e sempre più angoscianti:
    "La strada proseguiva insinuandosi nel folto della foresta e in un'umidità perenne, e la casa era coperta da una spessa coltre vellutata di muschio e lichene ed avvolta da un palpabile miasma di decomposizione. I polli avevano grattato via la terra dal cortile, al punto che nodosità e sporgenze delle radici degli alberi spuntavano ovunque dal suolo in grottesche configurazioni, simili ad una congrega di folli improvvisamente denudati in tutti i loro contorti atteggiamenti di dolore."
    Il finale è inevitabile, come inevitabile sarà la fine del mondo, vana è la lotta contro l'oscurità di chi cerca di procurarsi da solo la propria luce, di costruirsi un proprio destino: tutto prima o poi viene riavvolto nel buio, là fuori:

    "Perché non pregate per riavere i vostri occhi?
    Credo che sarebbe un peccato. Quei poveri occhi possono solo farvi vedere ciò che accadrebbe comunque. Se un cieco avesse bisogno degli occhi, avrebbe gli occhi.
    Eppure sono convinto che vi piacerebbe vedere dove state andando.
    Che bisogno ha un uomo di vedere dove sta andando, se verrà comunque mandato là ?"

    said on 

  • 3

    Buio. Ovunque.

    Sono tre stelle e mezzo in verità.
    Libro bello e cupissimo, nella migliore tradizione di McCarthy che già in questa sua primissima opera mostra, in embrione, tutta la potenza della sua scrittura.
    "Il ...continue

    Sono tre stelle e mezzo in verità.
    Libro bello e cupissimo, nella migliore tradizione di McCarthy che già in questa sua primissima opera mostra, in embrione, tutta la potenza della sua scrittura.
    "Il buio fuori" è il racconto della cattiveria: i protagonisti, i gemelli incestuosi Culla e Rinthy Holme, sono degli "ultimi", dei vinti che nulla hanno potuto o voluto fare per sollevarsi dalla propria condizione.
    Hanno ,anzi, perseverato, scendendo tutti i gradini dell'abbruttimento. Quando hanno un figlio gli eventi precipitano: il bambino è recepito dai due in modo molto diverso, come una macchia, una vergogna ( da Culla) e come una speranza ( da Rinthy).
    Questo bambino sarà il motore di tutte le vicende del racconto, verrà perso e cercato, come un vello d'oro, nella migliore tradizione epica e biblica.
    E proprio "biblico" è l'aggettivo che, a mio parere, meglio si addice a questo romanzo di McCarthy: dipinge personaggi vividi, impotenti, spaventati, perduti...personaggi che lottano contro un dio che fa incombere il destino sulle loro teste come una spada di Damocle.
    In questa condizione lo scrittore immerge tutti i personaggi, protagonisti e comparse nonchè lo scenario che si fa teatro ideale del misero destino dell'umanità tutta, umanità che ( per quanto possa lottare e scalciare) non sarà mai in grado di liberarsi di quella bestialità insita nella propria natura: è il buio.
    La scrittura di McCarthy è bellissima, mostra tutto senza raccontare. L'ho trovata molto cinematografica: impossibile non immaginare nitidamente tutte le scene e le descrizioni. Mi è piaciuta moltissimo.
    Consiglio di leggerlo. Come tutto McCarthy, in generale!
    ( Io stessa leggerò presto altro di suo).

    said on 

  • 4

    Non avere paura del buio, ti aiuterà a trovare la luce

    Ma per Culla e Rinthy Holme la luce sembra non arrivare mai.
    Per tutte le pagine del libro camminano in una notte oscura, sperduti in un mondo desolatamente triste, tetro e senza speranza, popolato d ...continue

    Ma per Culla e Rinthy Holme la luce sembra non arrivare mai.
    Per tutte le pagine del libro camminano in una notte oscura, sperduti in un mondo desolatamente triste, tetro e senza speranza, popolato da uomini violenti ed ignoranti, privi di moralità e di scrupoli. Assomiglia molto al mondo de La strada, anche se in quello c'era solo freddo e cenere ed in questo gli alberi sono verdi e rigogliosi.

    Lo aveva scosso facendolo emergere dal buio al buio, fuori da una calca vociante sotto un sole nero, e adesso era sveglio in una notte ancor più dolorosa, seduto, e imprecava sottovoce nel letto che divideva con la donna e con il peso senza nome che lei portava nel ventre.

    I due ragazzi, orfani dei genitori, vivono da sempre in una catapecchia sperduta e solitaria sui monti Appalachi; sono anime candide e sprovvedute ma, pur essendo fratello e sorella, sono anche amanti.
    Una primavera nasce un bimbo che Culla abbandona nel bosco in piena notte qualche ora dopo il parto, all'insaputa di Rinthy, a cui racconta poi che è morto mentre lei dormiva. Forse lo abbandona per vergogna, forse per timore della paternità, non si sa. Il neonato viene raccolto da un orrido venditore ambulante che passava di lì col suo carro pieno di ciarabattole, e portato lontano.

    E' questo il preludio di una nerissima e tragica vicenda, in cui si intrecciano senza sosta temi di violenza, povertà, analfabetismo, malattia, superstizione, fanatismo religioso, brutalità gratuita.
    Non c'è speranza, nei mondi raccontati da McCarty, e nemmeno possibilità di riscatto. C'è solo il buio.
    Ma questo buio lui lo dipinge magistralmente.

    ✰✰✰✰ che spiccano nell'oscurità

    said on 

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