Pétalo carmesí, flor blanca

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Publisher: Anagrama

3.8
(3832)

Language: Español | Number of Pages: 1035 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , French , German , Dutch , Portuguese , Greek

Isbn-10: 8433972820 | Isbn-13: 9788433972828 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Sugar tiene diecinueve años y ejerce la prostitución desde los trece, cuando su madre introdujo a uno de sus clientes en su cama. William Rackham es un caballero de treinta y un años, educado en Oxford, condenado a suceder a su padre en la industria familiar, pero que siempre ha deseado llevar una vida de goces intelectuales. Está casado con la hermosa Agnes, a la que ama, aunque ella odia el sexo y abomina de la maternidad. Y un día en que William se siente más iracundo que nunca, cae en sus manos un folleto donde recomiendan el prostíbulo de la señora Castaway, y elogian a su pupila Sugar. La jovencita seduce a William. Y él decide no compartirla con nadie, aunque tenga que optar por la empresa de su padre, y dividirse entre el pétalo carmesí y el blanco. . . Versión posmoderna de la novela victoriana, es también una apasionante indagación en el enigma de la femineidad.
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  • 5

    Il racconto si svolge nell’arco di diversi anni e si alternano pagine con ritmo lento e pacato a pagine con ritmi molto rapidi e a volte con ellissi temporali. L'accurata ricostruzione storica e la ca ...continue

    Il racconto si svolge nell’arco di diversi anni e si alternano pagine con ritmo lento e pacato a pagine con ritmi molto rapidi e a volte con ellissi temporali. L'accurata ricostruzione storica e la caratterizzazione dei personaggi permette un'immersione totale nei bassifondi e negli ambienti borghesi della Londra vittoriana.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Questo romanzo è stato una piacevolissima scoperta: fin dalle prime pagine sono stata conquistata dalla prosa di Faber, caratterizzata da un ritmo incalzante, descrizioni dettagliate e mai ridondanti, ...continue

    Questo romanzo è stato una piacevolissima scoperta: fin dalle prime pagine sono stata conquistata dalla prosa di Faber, caratterizzata da un ritmo incalzante, descrizioni dettagliate e mai ridondanti, un plot originale e ben strutturato! Nulla in quest'opera é lasciato al caso, si sente il desiderio dell'autore di rendere unico e inimitabile ogni singolo paragrafo e le 980 pagine che lo compongono servono tutte, nessuna esclusa... anzi, arrivati alla conclusione, quest'ultima scivola via veloce, guizza tra le mani come un pesce appena pescato, che si rituffa nel laghetto lasciando il pescatore con un palmo di naso! L'autore, infatti, si accommiata a mio avviso, troppo frettolosamente, senza dare l'idea di come si completi la storia dei vari personaggi coinvolti, lasciando al lettore una propria libera interpretazione del proseguo... forse questa conclusione è l'unica pecca del romanzo per me ed è per questo che non ho dato il voto pieno, sebbene debba riconoscere che quest'opera rimane una delle migliori che mi sia capitato di leggere durante l'ultimo lustro!

    said on 

  • 3

    Il petalo cremisi e il bianco mi ricorda un feuilleton ma dei giorni nostri, nonostante la vicenda si svolga nella Londra dell'ottocento infatti risente del lavoro, lungo ben dieci anni, di Faber che ...continue

    Il petalo cremisi e il bianco mi ricorda un feuilleton ma dei giorni nostri, nonostante la vicenda si svolga nella Londra dell'ottocento infatti risente del lavoro, lungo ben dieci anni, di Faber che aspirava a due autori come Dickens e Collins ma, in verità, c'è ben poco che li possa accomunare.
    Prima ho detto feuilleton perchè è quello a cui ho subito pensato a fine lettura: un romanzo lungo, lunghissimo, quasi mille pagine in cui le ripetizione abbondano; però come la maggior parte dei romanzi d'appendice almeno intrattiene piacevolmente e si legge con fluidità.
    Faber mi ha colpito per la particolarità con cui apre il romanzo, il narratore infatti si rivolge al lettore come se fosse un vero e proprio personaggio, peccato che questa peculiarità perduri per le prime trecento pagine e poi venga abbandonata e ripresa solo successivamente nelle ultime frasi finali; sarebbe stato invece più interessante continuare con questa "voce fuori campo" per tutto lo svolgimento del romanzo, o almeno sarebbe stato più originale.

    La storia racconta l'ascesa sociale (se così vogliamo chiamarla) di una giovane prostituta, Sugar, che diventa l'amante di un industriale riuscendo così a lasciarsi alle spalle la squallida vita al servizio di una madre snaturata e di uomini viziosi.
    Sugar è un personaggio che ho detestato dall'inizio, difficilmente l'avrei vista protagonista in uno dei romanzi dell'Ottocento a cui aspirava Faber: orgogliosa e so-tutto-io, è fredda e calcolatrice, una donna che ammalia (non ho capito ancora come sia possibile) e che fa sfoggia della propria conoscenza degli uomini e dei loro più reconditi desideri. E' un'attrice e l'umiltà non è di casa e io personaggi così proprio li detesto.
    William, il salvatore, è un uomo che subisce una cambiamento repentino: da aspirante scrittore, amante dell'arte e delle belle cose, diventa un uomo d'affari, sempre impegnato a viaggiare per lavoro, o rispondere a lettere, o in fabbrica e il tempo per il resto è poco. Il suo cambiamento è sì voluto, del resto è proprio lui stesso che decide di entrare finalmente nell'azienda di famiglia così da poter mantenere la famiglia e l'amante, ma dall'altra parte è anche una conseguenza di quella rivoluzione industriale che cambierà il mondo.
    William è anche il personaggio contro cui l'autore si schiera apertamente e c'è soprattutto un aspetto che non mi è piaciuto, il rapporto con le donne: ad un certo punto della storia viene folgorato da Sugar e da quel momento niente più esiste tranne lei e il suo corpo; poi entra in scena Agnes, la moglie, con cui ha un rapporto di amore-odio che lo sfianca psicologicamente, sempre allerta a preoccuparsi per lei ma non così tanto da prendere in considerazione rimedi estremi; e poi di nuovo Sugar entra nelle mura di casa ed è come se il desiderio venisse a mancare e che i sensi di colpa verso la moglie riemergessero in superficie, per finire poi con l'indifferenza più totale e un possibile sentimento per una terza donna.
    Ho citato Agnes e come non parlare anche di lei, la donna vittoriana per eccellenza: la moglie tanto affranta fisicamente e psicologicamente, sempre alla mercé di medici che la credono pazza. In realtà è semplicemente un donnina la cui morte precoce della madre ha fatto sì che venissero a marcarle anche le più piccole conoscenze sul corpo femminile, sugli uomini e sul matrimonio, una donna anche lei insopportabile con le crisi isteriche, i continui svenimenti e i repentini cambi d'umore. E' una donna che si aggrappa ad una fede quasi ossessiva e che crede di vedere angeli e che esistano vie terrene per il paradiso ma soprattutto una madre che non accenna minimamente alla figlia, come se non esistesse, una madre che non sente il bisogno di amare il prossimo e che vive nella sua profonda ignoranza e stupidità.

    Sono le tre personalità che sovrastano tutte le altre ma devo dire che, nelle tante pagine, il ritratto dei personaggi non è affatto superficiale. Questo è un punto a favore del libro come del resto lo sono il contesto sociale ed economico: i vent'anni di ricerca da questo punto di vista hanno dato i propri frutti, la società vittoriana è caratterizzata molto bene, soprattutto se si ci concentra sulla miseria e sullo squallore delle zone più povere di Londra.
    Un aspetto negativo del romanzo invece lo devo assegnare al linguaggio utilizzato dall'autore nelle parti che si svolgono nei bassifondi londinesi: vero è che gli si frappongono termini colti e linguaggi più educati ma c'è una presenza massiccia di termini volgari e rozzi, per non parlare di frasi volutamente scurrili e pesanti che non danno di certo maggior contributo storico al romanzo in sé ma hanno l'ovvia conseguenza di infastidire il lettore.
    Un altro appunto lo devo fare all'intera ultima parte del romanzo che si perde in lungaggini inutili e imbarazzanti ribaltamenti di situazioni per poi cadere nell'insoddisfazione di un finale, non aperto, ma tagliato e del tutto inconcludente.
    Ricapitolando posso dire che questo romanzo mi ha piacevolmente intrattenuta per qualche giorno, nonostante alcune pecche ci sono anche degli aspetti positivi, certo non posso dire che il romanzo abbia un certo valore letterario e soprattutto siamo lontani anni luce dalla bravura di un certo Dickens nel raccontare la miseria della società vittoriana.
    Voto: 3.5

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  • 4

    Uno stile stupendo, personaggi ben costruiti ed estremamente "reali". Faber ti fa entrare nel romanzo e ti accompagna in un viaggio meraviglioso nella Londra di fine Ottocento.

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  • 5

    Venti anni di ricerche, dieci di scrittura e poco più di dieci giorni per leggerlo. Bellissimo, non riuscivo a staccarmi dalla lettura. Al di là della storia, tanto di cappello all'autore per l'accura ...continue

    Venti anni di ricerche, dieci di scrittura e poco più di dieci giorni per leggerlo. Bellissimo, non riuscivo a staccarmi dalla lettura. Al di là della storia, tanto di cappello all'autore per l'accuratezza delle ricerche svolte e la scrittura. Per tutta la durata della lettura avevo la sensazione di essere dentro il romanzo.
    Bello! Non capisco come si possa definire noioso... anche il finale non mi é dispiaciuto anche se ora sono tentata di comprare il seguito, ma ho paura possa rivelarsi una delusione.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Perchè?!

    Allora, da dove iniziare, è partito tutto con Caroline e lei mi è piaciuta tanto come personaggio, la sua storia triste mi ha stretto il cuore.
    Poi ha continuato con Sugar che ho iniziato ad odiare e ...continue

    Allora, da dove iniziare, è partito tutto con Caroline e lei mi è piaciuta tanto come personaggio, la sua storia triste mi ha stretto il cuore.
    Poi ha continuato con Sugar che ho iniziato ad odiare e finito per adorare; per essere una giovane prostituta l'ho trovata un personaggio molto maturo intelligente e sofisticato, all'inizio era lei ad avere le redini e il controllo della relazione con William, ma poi, MA POI, mi chiedo cosa è successo, l'autore ha lasciato tutto a metà tutto a metà, su Agnes che non si sa bene la sua fine, dove vanno Sophie e Sugar e che fine fa psicologicamente William, sono senza parole e tutti gli altri personaggi che fine fanno?
    Perchè Michel ha lasciato a metà il libro, perchè lo dico e rimasto a metà non c'è una fine vera e propria.
    William ho finito per odiarlo, Sugar invece ho finito per amarla.
    L'inizio del libro e i personaggi erano descritti nei minimi dettagli, poi si è lasciato andare, i personaggi e le descrizioni si sono perse, troppe cose tutte insieme.
    Il libro è molto bello per carità ma il finale è stato lasciato a metà.

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  • 1

    il petalo bianco e il cremisi

    Non è facile scrivere la recensione di questo romanzo. E' un romanzo storico ambientato ala fine dell'800 e l'autore descrive la società di quell'epoca in modo attento e puntuale non tralasciando null ...continue

    Non è facile scrivere la recensione di questo romanzo. E' un romanzo storico ambientato ala fine dell'800 e l'autore descrive la società di quell'epoca in modo attento e puntuale non tralasciando nulla, luci e ombre, ricchi e poveri.
    La storia è fondamentalmente banale e si riassume in poche parole, essendo la narrazione della vita di Sugar, una prostituta particolarmente ricercata, che grazie al ricco William si distacca dalla vita dei bassifondi di Londra, per diventare l'amante fissa di William. Ma questa storia si svolge su quasi 1000 pagine, decisamente troppe, e quindi ogni avvenimento viene descritto fin nei minimi particolari.
    L'inizio del libro è molto particolare, poichè Faber si rivolge al lettore come fosse un personaggio del romanzo stesso, esortandolo a seguire i personaggio minori fino ad incontrare William prima e Sugar poi.
    Sugar è il personaggio positivo del romanzo essendo passata attraverso una serie di esperienze che potrebbero annichilire chiunque, a partire dall'iniziazine alla prostituzione quando è ancora una bambina da parte della mamma. Ma lei con la sua intelligenza e cultura, strana per essere prima di tutto una donna e poi una prostituta, riesce ad elevarsi fino ai livelli più alti, rimanendo però sempre ai margini. Sicuramente simpatico non è William, prima dandy frivolo e nullafacente, per diventare poi il fenomenale gestore delle profumerie Rackam fino a farle rifiorire, tralasciando però tutti coloro che gli sono intorno, senza accorgersi delle loro esigenze, a partire dal fratello Henry, la moglie Agnes, quanto di più insulso possa esistere, e la figlia Sophie, che, pur essendo vero che la società impone che venga educata da tutrici. non ha mai nessun contatto con i genitori e trova rifugio nell'affetto di Sugar.
    Ho fatto molta fatica a leggere questo romanzo, a partire dal tipo di linguaggio utilizzato, in cui viene alternato un linguaggio aulico a quello più popolare farcito di parole volgari.
    Il ritmo del racconto è molto lento, pieno di riflessioni e pensieri dei personaggi che si interrogano su qualsiasi minimo avvenimento. Mi sono annoiata leggendolo, e mi sono persa cercando di trovare un nesso nelle varie vicende visto che spesso il passaggio da un personaggio all'altro è talmente repentino da non rendersene nemmeno conto.
    Sicuramente è un romanzo ricco di particolari e sicuramente rispecchia la società di fine 1800 in maniera molto fedele, visto che per scriverlo l'autore ha impiegato circa 10 anni.
    Ma, secondo me. non ha raggiunto lo scopo sperato, a meno che non volesse scrivere un romanzo soporifero per conciliare il sonno anche al lettore più insonne!
    Non lo consiglio affatto!

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  • 4

    e poi?

    Sono rimasta così intrigata da questo libro! La storia di Sugar e della sua apparente scalata sociale è di per sé una trama capace di carpire anche gli animi più disincantati e la scrittura di Faber è ...continue

    Sono rimasta così intrigata da questo libro! La storia di Sugar e della sua apparente scalata sociale è di per sé una trama capace di carpire anche gli animi più disincantati e la scrittura di Faber è coinvolgente e scorrevole. Se non fosse che alla fine Michael si stufa e tronca la storia praticamente a metà: Sugar fugge con Sophie, ma non si ha nemmeno il tempo di salutarle perché non ci si rende conto che quella sarà la loro ultima apparizione. Lo stesso vale per Agnes, la cui fine rimane piuttosto incerta. E William? Come prenderà il tutto? Boh, non sono contraria ai finali aperti, ma qui di fatto un finale non c'è proprio e dopo essermi tanto innamorata di un libro questo é inaccettabile.

    said on 

  • 1

    null

    La colpa è mia che dò sempre una chance ai libri, anche a quelli più brutti, anche a questo che è l'apoteosi della bruttezza e della noia. Scritto malissimo, tradotto anche peggio, con pagine, pagine ...continue

    La colpa è mia che dò sempre una chance ai libri, anche a quelli più brutti, anche a questo che è l'apoteosi della bruttezza e della noia. Scritto malissimo, tradotto anche peggio, con pagine, pagine e pagine sprecate a descrivere il nulla. Facciamo un piccolo paragone: immaginate di dover fare un viaggio da Mazara del Vallo al San Gottardo e come mezzo abbiate scelto una Fiat cinquecento immatricolata negli anni '60. Arrivate a Vibo Valentia in prima marcia, ma in un attimo di follia ingranate la seconda, per poi tornare in prima a Napoli perché le emozioni sono eccessive. Fra prima e seconda (se siete riusciti a non fondere il motore, nella fattispecie, tirare il libro nel tritatutto) arrivate sui tornanti alpini, dove quasi arrivati a destinazione ingranate la terza... e finite in un burrone. Cosa voleva essere, un libro storico, erotico, un saggio sulla produzione di profumi? Qualsiasi intenzione avesse, il risultato è stato un'accozzaglia di nozioni inutili sulla Londra di fine 1800, messe lì perché venute fuori durante le ricerche durate dieci anni (dieci anni... non ci posso pensare!) intorno alla quale è stata costruita una storia che non c'è. Il libro comincia con lo scrittore che parla al lettore come se stesse conversando con un imbecille e lo fa per le prime 200 pagine almeno. Vi si narrano poi le vicende di una prostituta intelligentissima che fra un cliente e l'altro riesce a leggere saggi e classici dell'epoca, e non si capisce come fa a comprarli, perché non esce mai, se non per adescare clienti in un pub. Un giorno incontra William, un mentecatto nullafacente, un essere mediocre, incapace quasi di tornare a casa da solo, e insieme, da un momento all'altro, diventano capitani d'industria, non perché il di lui padre sia morto ma perché nota che William folgorato sulla via di damasco si è messo a leggere delle carte, e tanto gli basta per capire che il figlio è in grado di portare avanti l'azienda di famiglia.
    Parallele corrono le vicende del fratello di William, Henry, che hanno un senso nel libro come un sasso in una scarpa, e che poveraccio viene fatto morire nell'unico momento di gioia di cui gode in 400 pagine. Quindi si parla di Agnes, la moglie di William, una donna affetta da allucinazioni dovute ad un problema fisico e che tutti considerano pazza... In realtà è una ragazza di una stupidità disarmante. La prostituta grazie a William passerà dalla casa di tolleranza a una casarella tutta sua, dove però lui la verrà a trovare di meno, fino ad approdare proprio in casa di lui per fare da istitutrice alla figlia, dove lui smetterà anche di guardarla. Mah!
    Comunque il momento più alto ed emozionante del libro è quando si scopre che la micia di Henry (quello che muore) in realtà è un micio... Pelle d'oca alta tre centimetri!!!!

    said on 

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