Pétalo carmesí, flor blanca

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Publisher: Anagrama

3.8
(3838)

Language: Español | Number of Pages: 1035 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , French , German , Dutch , Portuguese , Greek

Isbn-10: 8433972820 | Isbn-13: 9788433972828 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Sugar tiene diecinueve años y ejerce la prostitución desde los trece, cuando su madre introdujo a uno de sus clientes en su cama. William Rackham es un caballero de treinta y un años, educado en Oxford, condenado a suceder a su padre en la industria familiar, pero que siempre ha deseado llevar una vida de goces intelectuales. Está casado con la hermosa Agnes, a la que ama, aunque ella odia el sexo y abomina de la maternidad. Y un día en que William se siente más iracundo que nunca, cae en sus manos un folleto donde recomiendan el prostíbulo de la señora Castaway, y elogian a su pupila Sugar. La jovencita seduce a William. Y él decide no compartirla con nadie, aunque tenga que optar por la empresa de su padre, y dividirse entre el pétalo carmesí y el blanco. . . Versión posmoderna de la novela victoriana, es también una apasionante indagación en el enigma de la femineidad.
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  • 4

    Quando hai letto tanti libri e molti di questi pure bellissimi, diventa sempre più complicato trovarne uno ancora più intenso. Un conto è fare un confronto tra 10 libri e un altro è fare un confronto ...continue

    Quando hai letto tanti libri e molti di questi pure bellissimi, diventa sempre più complicato trovarne uno ancora più intenso. Un conto è fare un confronto tra 10 libri e un altro è fare un confronto tra centinaia di libri letti... è normale essere esigenti o avere il timore di trovarsi di fronte a una delusione. Ho letto Il petalo cremisi e il bianco in un momento particolare della mia vita e quel titolo mi fissava dalla libreria da un tempo infinito. Di solito prediligo i romanzi contemporanei e con Il petalo cremisi e il bianco ho deciso di fare un’ eccezione.Mi spaventava la quantità di pagine e il periodo storico, visto che non sono così amante del genere, però ho messo da parte questi "pregiudizi", l'ho afferrato e iniziato a sfogliare. Senza rendermene conto sono arrivata alla parola fine tutto d'un fiato, e mi sono sentita immediatamente orfana. E questo succede dopo che un libro ti esplode dentro il cuore.
    La storia di Sugar, una giovane prostituta vissuta a fine 1800, è entrata in punta di piedi nella mia vita, per poi catturare completamente la mia attenzione in un battito di ciglia. Ho divorato in pochi giorni più di 900 pagine, e la cosa ha davvero dell'incredibile perchè non riuscivo a staccarmi dalla storia. Ero totalmente rapita, affascinata da Sugar e da quello che aveva da raccontarmi. Assisteremo da vicino all'ascesa sociale di Sugar, una giovane prostituta che tenta di ribaltare la sua vita. Michel Faber ha impiegato tantissimi anni per scrivere questo romanzo e per fare tutte le ricerche necessarie, ed è riuscito a regalarci un capolavoro. Il petalo cremisi e il bianco non è un romanzo facile o adatto a tutti, ma è un libro che consiglio perché trasuda mille emozioni contrastanti. L'autore riesce a prenderci per mano e trascinarci in una Londra polverosa del XIX secolo, tra vicoli, strade, case e ambienti dell'epoca vittoriana, e lo fa senza tralasciare un solo dettaglio. Sembra di essere catapultati in quel tempo e in quella città, camminiamo passo a passo con i personaggi e spiamo le loro storie come se fossimo nascosti dietro una tenda. Già solo l'incipit, per me, merita tutti i complimenti che posso fare.
    E leggerlo è una piacevole avventura da affrontare in compagnia di Sugar.

    said on 

  • 5

    Siamo a Londra nel 1875...

    ...in piena epoca vittoriana quindi, il narratore onnisciente del romanzo ci tiene a farci sapere che esiste e ci accompagna lungo le vie di Londra - dalle più misere e sordide alle più ricche e splen ...continue

    ...in piena epoca vittoriana quindi, il narratore onnisciente del romanzo ci tiene a farci sapere che esiste e ci accompagna lungo le vie di Londra - dalle più misere e sordide alle più ricche e splendide - facendoci conoscere una serie di personaggi: Sugar, William, Agnes, Henry, Emmaline, Sophie e tanti altri... La protagonista è Sugar, giovane prostituta che lavora in una casa di appuntamenti, qui conosce William che ne rimane folgorato e la vita cambierà completamente per entrambi. William prende in mano le redini dell'azienda di famiglia e diventa un uomo ricco, lo fa per potersi permettere di avere Sugar come amante in esclusiva. Michel Faber ci racconta l'evolversi del loro rapporto, non solo una storia di sesso ma un qualcosa di più profondo, una unione tra affini che però non potrà compiersi per svariate ragioni, non ultimi i valori di rispettabilità ipocrita che William persegue. Gli altri personaggi del romanzo sono l'infelice e disturbata Agnes, moglie di William, loro figlia Sophie abbandonata nelle mani della balia che troverà spessore e felicità grazie a Sugar, il fratello di William Henry che vive una vocazione tormentata dai sensi di colpa che gli porta l'amore per Emmaline, vedova votata alla salvezza delle prostitute... mi fermo qui che la trama è intricata e complessa, in ogni modo nel corso del romanzo vediamo come Sugar si trasforma e da prostituta che nasconde un odio profondo verso gli uomini (e la madre che ha cominciato a farla prostituire giovanissima) riesce in qualche modo a diventare una donna libera, andrà via lontano giurando a se stessa che non tornerà più a battere e l'intelligenza e l'orgoglio che la sostengono non ce lo fanno dubitare. Alla fine del romanzo chi ne uscirà peggio sarà proprio William, che perderà Sugar e il fondamentale sostegno che lei era anche se certo non sarà capace di rendersene conto. La mia impressione e di avere davanti a noi una storia di emancipazioni femminili: quella di Sugar da puttana e donna libera, quella di Sophie da bambina trascurata a bambina amata, quella di Agnes che riuscirà a vivere le sue fantasie, quella di Emmaline dalla rigidità delle convenzioni sociali... Non tutte sono emancipazioni a lieto fine, Agnes è malata e Emmaline ha sofferto molto per la perdita di Henry, ma tutte queste donne riescono in modo più o meno consapevole a cambiare il proprio destino, non sappiamo se alla fine saranno felici, Faber ci lascia nell'ignoranza, ma ci piace immaginarlo. Oltre che per loro ci rimane un po' di nostalgia per Caroline, prostituta amica di Sugar che lasceremo alla fine del romanzo dove l'abbiamo conosciuta.

    Ultima notazione: la ricostruzione dell'epoca vittoriana e fenomenale, Faber ha letto e studiato molto e ci dona un mondo vivo e vitale, ancorché profondamente ingiusto.

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  • 5

    Il racconto si svolge nell’arco di diversi anni e si alternano pagine con ritmo lento e pacato a pagine con ritmi molto rapidi e a volte con ellissi temporali. L'accurata ricostruzione storica e la ca ...continue

    Il racconto si svolge nell’arco di diversi anni e si alternano pagine con ritmo lento e pacato a pagine con ritmi molto rapidi e a volte con ellissi temporali. L'accurata ricostruzione storica e la caratterizzazione dei personaggi permette un'immersione totale nei bassifondi e negli ambienti borghesi della Londra vittoriana.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Questo romanzo è stato una piacevolissima scoperta: fin dalle prime pagine sono stata conquistata dalla prosa di Faber, caratterizzata da un ritmo incalzante, descrizioni dettagliate e mai ridondanti, ...continue

    Questo romanzo è stato una piacevolissima scoperta: fin dalle prime pagine sono stata conquistata dalla prosa di Faber, caratterizzata da un ritmo incalzante, descrizioni dettagliate e mai ridondanti, un plot originale e ben strutturato! Nulla in quest'opera é lasciato al caso, si sente il desiderio dell'autore di rendere unico e inimitabile ogni singolo paragrafo e le 980 pagine che lo compongono servono tutte, nessuna esclusa... anzi, arrivati alla conclusione, quest'ultima scivola via veloce, guizza tra le mani come un pesce appena pescato, che si rituffa nel laghetto lasciando il pescatore con un palmo di naso! L'autore, infatti, si accommiata a mio avviso, troppo frettolosamente, senza dare l'idea di come si completi la storia dei vari personaggi coinvolti, lasciando al lettore una propria libera interpretazione del proseguo... forse questa conclusione è l'unica pecca del romanzo per me ed è per questo che non ho dato il voto pieno, sebbene debba riconoscere che quest'opera rimane una delle migliori che mi sia capitato di leggere durante l'ultimo lustro!

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  • 3

    Il petalo cremisi e il bianco mi ricorda un feuilleton ma dei giorni nostri, nonostante la vicenda si svolga nella Londra dell'ottocento infatti risente del lavoro, lungo ben dieci anni, di Faber che ...continue

    Il petalo cremisi e il bianco mi ricorda un feuilleton ma dei giorni nostri, nonostante la vicenda si svolga nella Londra dell'ottocento infatti risente del lavoro, lungo ben dieci anni, di Faber che aspirava a due autori come Dickens e Collins ma, in verità, c'è ben poco che li possa accomunare.
    Prima ho detto feuilleton perchè è quello a cui ho subito pensato a fine lettura: un romanzo lungo, lunghissimo, quasi mille pagine in cui le ripetizione abbondano; però come la maggior parte dei romanzi d'appendice almeno intrattiene piacevolmente e si legge con fluidità.
    Faber mi ha colpito per la particolarità con cui apre il romanzo, il narratore infatti si rivolge al lettore come se fosse un vero e proprio personaggio, peccato che questa peculiarità perduri per le prime trecento pagine e poi venga abbandonata e ripresa solo successivamente nelle ultime frasi finali; sarebbe stato invece più interessante continuare con questa "voce fuori campo" per tutto lo svolgimento del romanzo, o almeno sarebbe stato più originale.

    La storia racconta l'ascesa sociale (se così vogliamo chiamarla) di una giovane prostituta, Sugar, che diventa l'amante di un industriale riuscendo così a lasciarsi alle spalle la squallida vita al servizio di una madre snaturata e di uomini viziosi.
    Sugar è un personaggio che ho detestato dall'inizio, difficilmente l'avrei vista protagonista in uno dei romanzi dell'Ottocento a cui aspirava Faber: orgogliosa e so-tutto-io, è fredda e calcolatrice, una donna che ammalia (non ho capito ancora come sia possibile) e che fa sfoggia della propria conoscenza degli uomini e dei loro più reconditi desideri. E' un'attrice e l'umiltà non è di casa e io personaggi così proprio li detesto.
    William, il salvatore, è un uomo che subisce una cambiamento repentino: da aspirante scrittore, amante dell'arte e delle belle cose, diventa un uomo d'affari, sempre impegnato a viaggiare per lavoro, o rispondere a lettere, o in fabbrica e il tempo per il resto è poco. Il suo cambiamento è sì voluto, del resto è proprio lui stesso che decide di entrare finalmente nell'azienda di famiglia così da poter mantenere la famiglia e l'amante, ma dall'altra parte è anche una conseguenza di quella rivoluzione industriale che cambierà il mondo.
    William è anche il personaggio contro cui l'autore si schiera apertamente e c'è soprattutto un aspetto che non mi è piaciuto, il rapporto con le donne: ad un certo punto della storia viene folgorato da Sugar e da quel momento niente più esiste tranne lei e il suo corpo; poi entra in scena Agnes, la moglie, con cui ha un rapporto di amore-odio che lo sfianca psicologicamente, sempre allerta a preoccuparsi per lei ma non così tanto da prendere in considerazione rimedi estremi; e poi di nuovo Sugar entra nelle mura di casa ed è come se il desiderio venisse a mancare e che i sensi di colpa verso la moglie riemergessero in superficie, per finire poi con l'indifferenza più totale e un possibile sentimento per una terza donna.
    Ho citato Agnes e come non parlare anche di lei, la donna vittoriana per eccellenza: la moglie tanto affranta fisicamente e psicologicamente, sempre alla mercé di medici che la credono pazza. In realtà è semplicemente un donnina la cui morte precoce della madre ha fatto sì che venissero a marcarle anche le più piccole conoscenze sul corpo femminile, sugli uomini e sul matrimonio, una donna anche lei insopportabile con le crisi isteriche, i continui svenimenti e i repentini cambi d'umore. E' una donna che si aggrappa ad una fede quasi ossessiva e che crede di vedere angeli e che esistano vie terrene per il paradiso ma soprattutto una madre che non accenna minimamente alla figlia, come se non esistesse, una madre che non sente il bisogno di amare il prossimo e che vive nella sua profonda ignoranza e stupidità.

    Sono le tre personalità che sovrastano tutte le altre ma devo dire che, nelle tante pagine, il ritratto dei personaggi non è affatto superficiale. Questo è un punto a favore del libro come del resto lo sono il contesto sociale ed economico: i vent'anni di ricerca da questo punto di vista hanno dato i propri frutti, la società vittoriana è caratterizzata molto bene, soprattutto se si ci concentra sulla miseria e sullo squallore delle zone più povere di Londra.
    Un aspetto negativo del romanzo invece lo devo assegnare al linguaggio utilizzato dall'autore nelle parti che si svolgono nei bassifondi londinesi: vero è che gli si frappongono termini colti e linguaggi più educati ma c'è una presenza massiccia di termini volgari e rozzi, per non parlare di frasi volutamente scurrili e pesanti che non danno di certo maggior contributo storico al romanzo in sé ma hanno l'ovvia conseguenza di infastidire il lettore.
    Un altro appunto lo devo fare all'intera ultima parte del romanzo che si perde in lungaggini inutili e imbarazzanti ribaltamenti di situazioni per poi cadere nell'insoddisfazione di un finale, non aperto, ma tagliato e del tutto inconcludente.
    Ricapitolando posso dire che questo romanzo mi ha piacevolmente intrattenuta per qualche giorno, nonostante alcune pecche ci sono anche degli aspetti positivi, certo non posso dire che il romanzo abbia un certo valore letterario e soprattutto siamo lontani anni luce dalla bravura di un certo Dickens nel raccontare la miseria della società vittoriana.
    Voto: 3.5

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  • 4

    Uno stile stupendo, personaggi ben costruiti ed estremamente "reali". Faber ti fa entrare nel romanzo e ti accompagna in un viaggio meraviglioso nella Londra di fine Ottocento.

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  • 5

    Venti anni di ricerche, dieci di scrittura e poco più di dieci giorni per leggerlo. Bellissimo, non riuscivo a staccarmi dalla lettura. Al di là della storia, tanto di cappello all'autore per l'accura ...continue

    Venti anni di ricerche, dieci di scrittura e poco più di dieci giorni per leggerlo. Bellissimo, non riuscivo a staccarmi dalla lettura. Al di là della storia, tanto di cappello all'autore per l'accuratezza delle ricerche svolte e la scrittura. Per tutta la durata della lettura avevo la sensazione di essere dentro il romanzo.
    Bello! Non capisco come si possa definire noioso... anche il finale non mi é dispiaciuto anche se ora sono tentata di comprare il seguito, ma ho paura possa rivelarsi una delusione.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Perchè?!

    Allora, da dove iniziare, è partito tutto con Caroline e lei mi è piaciuta tanto come personaggio, la sua storia triste mi ha stretto il cuore.
    Poi ha continuato con Sugar che ho iniziato ad odiare e ...continue

    Allora, da dove iniziare, è partito tutto con Caroline e lei mi è piaciuta tanto come personaggio, la sua storia triste mi ha stretto il cuore.
    Poi ha continuato con Sugar che ho iniziato ad odiare e finito per adorare; per essere una giovane prostituta l'ho trovata un personaggio molto maturo intelligente e sofisticato, all'inizio era lei ad avere le redini e il controllo della relazione con William, ma poi, MA POI, mi chiedo cosa è successo, l'autore ha lasciato tutto a metà tutto a metà, su Agnes che non si sa bene la sua fine, dove vanno Sophie e Sugar e che fine fa psicologicamente William, sono senza parole e tutti gli altri personaggi che fine fanno?
    Perchè Michel ha lasciato a metà il libro, perchè lo dico e rimasto a metà non c'è una fine vera e propria.
    William ho finito per odiarlo, Sugar invece ho finito per amarla.
    L'inizio del libro e i personaggi erano descritti nei minimi dettagli, poi si è lasciato andare, i personaggi e le descrizioni si sono perse, troppe cose tutte insieme.
    Il libro è molto bello per carità ma il finale è stato lasciato a metà.

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