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Pétalo carmesí, flor blanca

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Publisher: Anagrama

3.8
(3686)

Language:Español | Number of Pages: 1035 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , French , German , Dutch , Portuguese , Greek

Isbn-10: 8433972820 | Isbn-13: 9788433972828 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
Sugar tiene diecinueve años y ejerce la prostitución desde los trece, cuando su madre introdujo a uno de sus clientes en su cama. William Rackham es un caballero de treinta y un años, educado en Oxford, condenado a suceder a su padre en la industria familiar, pero que siempre ha deseado llevar una vida de goces intelectuales. Está casado con la hermosa Agnes, a la que ama, aunque ella odia el sexo y abomina de la maternidad. Y un día en que William se siente más iracundo que nunca, cae en sus manos un folleto donde recomiendan el prostíbulo de la señora Castaway, y elogian a su pupila Sugar. La jovencita seduce a William. Y él decide no compartirla con nadie, aunque tenga que optar por la empresa de su padre, y dividirse entre el pétalo carmesí y el blanco. . . Versión posmoderna de la novela victoriana, es también una apasionante indagación en el enigma de la femineidad.
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  • 2

    Nonostante la descrizione accurata di ambienti, luoghi, usi e costumi dell'epoca vittoriana, ho trovato questo libro pesante e inutilmente prolisso, con frequenti digressioni fini a sé stesse che null ...continue

    Nonostante la descrizione accurata di ambienti, luoghi, usi e costumi dell'epoca vittoriana, ho trovato questo libro pesante e inutilmente prolisso, con frequenti digressioni fini a sé stesse che nulla aggiungono al contesto (compresi momenti trash assolutamente gratuiti).
    I personaggi sono ben delineati e approfonditi, ma la storia mi è parsa poco verosimile e… accidenti… dopo più di 900 pagine non si sa neanche come va a finire: tutto resta nel vago, affidato all'immaginazione del lettore.
    Alla fine dentro mi è rimasto ben poco e secondo me non vale la pena perderci del tempo, anche perché, di genere simile, esistono libri migliori.

    said on 

  • 4

    non si può salvare nessuno a questo mondo, tranne se stessi; Dio ricava il Suo piacere dallo spargere cibo, calore e amore bastevole per nutrire cento persone, sopra una moltitudine sgomitante di mili ...continue

    non si può salvare nessuno a questo mondo, tranne se stessi; Dio ricava il Suo piacere dallo spargere cibo, calore e amore bastevole per nutrire cento persone, sopra una moltitudine sgomitante di milioni di esseri che strisciano in terra

    Ho gradito soprattutto il finale inaspettato...

    said on 

  • 3

    Quello che rende Sugar una perla rara è che fa qualsiasi cosa farebbe la più disperata delle battone dei vicoli, ma la fa con un sorriso d'innocenza infantile.

    Sono riuscita a superare l'effetto mattone attratta dalla trama. L'abilità di Faber è condurre il lettore per mano all'interno della storia e il gioco pare funzionare per un pò, però a un certo punto ...continue

    Sono riuscita a superare l'effetto mattone attratta dalla trama. L'abilità di Faber è condurre il lettore per mano all'interno della storia e il gioco pare funzionare per un pò, però a un certo punto si rompe l'incantesimo che quell' affabulatore del narratore aveva saputo creare. Quando si giunge un pò a fatica alla fine tutto sembra sfumare in una sensazione di vacuità e di sospensione. Nella Londra vittoriana le situazioni descritte nel romanzo risulterebbero quantomeno surreali. La mia impressione è che le premesse per renderlo un capolavoro c'erano, ma sono state sfruttate con inadeguatezza.

    said on 

  • 3

    Quasi mille pagine, vent'anni di lavoro da parte dell'autore e ... e...il finale???

    Con i libri è un po' come con le persone. Deve scattare una sorta di ... alchimia. E purtroppo con questo libro non è scattata. Non per me. Questo non toglie valore o bellezza al libro. E' uno di quei ...continue

    Con i libri è un po' come con le persone. Deve scattare una sorta di ... alchimia. E purtroppo con questo libro non è scattata. Non per me. Questo non toglie valore o bellezza al libro. E' uno di quei casi in cui vi invito cmq a provare a dargli una possibilità perchè non è un libro che boccio o nel quale non abbia trovato nulla di meritevole anzi tutt'altro, ne riconosco il valore e ammiro l'opera e la sua stesura, semplicemente non è adatto a me. Non guardatemi scetticamente, vi dico soltanto che terminato il petalo ho acquistato un altro libro dello stesso autore.
    Non sono pazza...o forse sì?
    Questo romanzone di mille pagine si apre con un espediente narrativo che ho apprezzato molto. Una voce fuori campo si rivolge direttamente a te lettore, invitandoti a seguirlo per le vie di Londra. Ti introduce nella storia, quasi prendendoti per mano, quasi a ricordarti che la lettura è un viaggio da fare insieme.
    Ti porta nella parte più povera di Londra. Oh povera è un pallido eufenismo. Dimenticate i romanzi di Jane Austen o la povertà descritta elegantemente in molti romandi della Londra vittoriana, perchè Faber non usa appellativi, non usa descrizioni aggraziate ma usa i termini più reali, più duri per descrivere la povertà, una povertà che di elegante non ha nulla. Forse proprio per la realtà descritta in maniera tanto veritiera e non velata non è un libro che mi sentirei di consigliare ad un pubblico troppo giovane.
    faber non lascia nulla all'immaginazione nè per quanto riguarda le immagini, nè per quanto riguarda il linguaggio e la terminologia.
    Protagonista di questa Storia è Sugar. Una giovane prostituta di 19 anni. E nn entra in scena immediatamente. La voce fuori campo ti accompagna da lei molto lentamente. Ti fa conoscere prima la sua fama, perchè Sugar è una delle più note prostitute della Londra di fine 800; e quando entra in scena nel romanzo lo fa da grande protagonista. La vedi entrare nella locanda e il turbinio di voci, di canzoni... tutto sembra fermarsi per lasciar spazio a lei, tu stesso lettore rimani incantato, sebbene l'autore abbia sottolineato che non ha nulla di trascendentale nella sua bellezza esteriore. Ma ne rimani cmq incantanto.
    Sugar è una donna indipendente, una donna sicura di sè ma non è appunto per la sua bellezza che ammalia i suoi amanti quanto piuttosto per la sua intelligenza, la sua sensibilità nel capire chi ha di fronte e assecondare i suoi desideri fisici o intelletuali ancora prima che li esprima. Una donna che offre pareri, incoraggiamento e che sa affrontare discorsi importanti nelle più svariate matetrie. Una donna bel lontana dalle moglie civettuole e superficiali della maggior parte degli uomini che si sono rivolti a lei ma anche ben lontana dallo squallore che caratterizza la maggior parte delle prostitute senza un'istruzione.
    Questo riesce ad affascinare i suoi amanti e questo ha fatto di lei la prostituta più nota e richiesta di Londra.
    Dietro la sua facciata accondiscendente si cela però un carattere forte e arrabbiato contro quel mondo che l'ha costretta in quella vita. una vita che lei conduce da quando ha 13 anni. Non voglio svelarvi come e soprattutto da chi viene spinta in quel baratro. Preferisco che lo scopriate e che rimaniate allibiti come sono rimasta io stessa.
    A voler cambiare il suo destino è William. Il rampollo della famiglia Rackman, famiglia che detiene le redini di una delle più grandi profumerie di Londra. William è frustrato dalla mediocrità della vita che non gli sta dando ciò che vorrebbe, oppresso dalla necessità di prendere in mano l'azienda di famiglia e da una moglie che lo guarda con sufficienza per non avergli dato il futuro che sperava per lei.
    Non trova conforto nello squallore di una normale prostituta, lui vuole Sugar, quella Sugar tanto decantata e richiesta. Ed è di lei che diventa ossessionato dopo aver passato una notte, e poi un'altra. Lei lo ascolta, lo sostiene, gli da piccoli suggerimenti per l'azienda di famiglia.
    William inizia ad avere sempre più spesso la necessità di vederla e non tollera nemmeno il pensiero che un altro uomo possa trascorrere del tempo con lei, decide quindi, di salvarla. O almeno così la vede lui. Le offre un vitalizio in campo del possesso esclusivo della ragazza. Le compra un appartamento e qualsiasi cosa di cui abbia bisogno. Sugar diventa in qualche modo una sua proprietà, non perchè la tenga segregata in casa anzi. Ma perchè la sua vita, il suo benessere non dipende più da se stessa ma da un'altra persona. Non è più schiava di quanto lo sia prima, solo che ora lo è in una bella casa.
    Giorno dopo giorno Sugar cerca di mantenere vivo l'interesse di William, cerca di legare William a lei, inizia a diventare lei, questa volta, ossessionata da quell'uomo. E l'unico modo che conosce Sugar per legare un uomo a sè è attraverso la seduzione. Un'arma che però non si rivelerà così sicura purtroppo.
    Riesce lentamente a penetrare nella vita di William tanto da diventare la governante di sua figlia Sophie.
    Attorno a William e Sugar si sviluppano una moltitudiine di altri personaggi, perfettamente caratterizzati e per nulla secondari. La moglie di William, delicata angelica e un po' pazza. Cresciuta in un modo completamente diverso da quello di Sugar ne rappresenta il suo esatto opposto. Non sa nulla della vita, del rapporto tra uomo e donna o di come nascano i bambini. Ha avuto una figlia ma non lo sa, è convinta sia uscito un demone insanguinato dal suo corpo e per non turbarla suo marito ha fatto in modo che nei sei anni successivi non vedesse più sua figlia. Lei non sa di avere una figlia. Era una donna malata, una malattia forse provocata dall'ambiente in cui è cresciuta ma della quale William non si è mai sentito minimamente in parte responsabile.
    Oh com è bravo lui a scaricare le responsabilità. Era da tanto, tanto tempo che non arrivavo ad odiare un personaggio a tal punto credetemi. Ma nelle ultime 100 pagine circa avrei voluto ucciderlo con le mie mani.
    Mi sono chiesta spesso se William amasse sua moglie. I ricordi dei loro primi incontri che riaffiorano spesso nella sua mente e la rabbia e l'angoscia che lo dilaniano alla scomparsa della moglie suggerirebbero una risposta positiva, Ma...non ne sono sicura. Temo piuttosto che amasse la possibilità dell'idea di famiglia che aveva cullato e che si era spezzata. la possibilità di avere una famiglia normale, una moglie che lo stimasse e lo rendesse fiero invece di una donna pazza. Amava quindi Sugar? oh cielo no. Potreste essere portati a pensarlo nella prima lunga e interminabile parte del libro, ma no, non amava Sugar e il trattamento che le riserva nelle ultime 100 pagine ne è la palese dimostrazione. Sugar era l'amante, colei che nutriva il suo ego e soddisfava i suoi bisogni. Ma lui veniva prima di chiunque altro. Qualsiasi errore, tragedia o sventura non erano mai dovute minimamente a lui. C'è però una storia d'amore in queste pagine, ed è un amore tenero che si insinuerà lentamente in voi. Non lo avete ancora capito? L'amore tra Sophie e Sugar. Due creature cresciute senza che nessuno insegnasse loro ad amare, ad amare davvero, due creature che conoscevano solo la solitudine e i freddi rapporti personali. Questa è l'unica vera storia d'amore che troverete tra queste pagine e quella per la quale tiferete fino alla fine...anzi no fin dopo l'ultimo punto.
    In merito al finale non voglio svelarvi nulla. Io l'ho odiato, non amo quindi i libri non chiudono i cerchi aperti... non voglio ovviamente dire una parola di più.
    A questo punto vi chiederete perchè, all'inizio abbia detto che non c'è stata alchimia. Vi ricordo che non ho mai affermato che questo libro non mi sia piaciuto e questa descrizione credo ne sia in qualche modo la prova. Ho trovato però la narrazione lentissima. Faber si dilunga in decine e decine di pagine di descrizioni. Descrive ogni cosa, ogni vasellame, canta con voi ogni nota di ogni canzone della locanda. Le prime 600 pagine sono di una lunghezza interminabile. Io purtroppo non ho mai amato le storie eccessivamente descrittive, sarà dovuto al fatto che non sono mai stata un persona molto paziente.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Dopo averlo comprato, iniziato e abbandonato più volte, finalmente ora, a distanza di nove anni l'ho ripreso e finito. Libro bello, scritto bene anche se in certi punti fin troppo prolisso e nonostant ...continue

    Dopo averlo comprato, iniziato e abbandonato più volte, finalmente ora, a distanza di nove anni l'ho ripreso e finito. Libro bello, scritto bene anche se in certi punti fin troppo prolisso e nonostante man mano mi sia appassionata, sono rimasta con l'amaro in bocca. Le ultime cento pagine le leggevo di corsa, volevo finire, volevo capire e arrivare all'epilogo o almeno capire dove voleva portarmi l'autore e nonostante come già detto sia scritto benissimo, non mi piace per niente dove siamo arrivati...L'autore fin dalle prime parole vuole che il lettore concepisca la lettura come un viaggio da fare insieme..il viaggio mi è piaciuto, la destinazione l'avrei decisamente cambiata...lo meritava Sugar e lo meritavo io!

    said on 

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