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Pace perpetua

Di

Editore: Rusconi

3.7
(373)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8818701983 | Isbn-13: 9788818701982 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Non-fiction , Philosophy , Political

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Descrizione del libro
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  • 4

    Quest' opera è forse utopica per certi versi, ma nemmeno poi così tanto visto che si tratta di principi che tutti applicherebbero se si usasse la ragione su cui il povero Immanuel ha tanto discusso. Verso Kant ci sono un po' troppi pregiudizi e si tende a considerare i suoi scritti come vane spec ...continua

    Quest' opera è forse utopica per certi versi, ma nemmeno poi così tanto visto che si tratta di principi che tutti applicherebbero se si usasse la ragione su cui il povero Immanuel ha tanto discusso. Verso Kant ci sono un po' troppi pregiudizi e si tende a considerare i suoi scritti come vane speculazioni metafisiche quando invece anche dalla astrattissima prima Critica si potrebbe imparare molto su come stare al mondo in maniera civile.

    "La guerra è un male perchè produce più persone malvagie di quante non ne tolga di mezzo"

    ha scritto il 

  • 3

    Il mercimonio tra economia e politica

    Interessante riflessione sulla pace, sulla guerra e sul governo delle nazioni. Alcune riflessioni sono ormai obsolete in quanto superate dalla Storia, altre vivacissime e tutt'ora aperte. Proprio per questo il saggio di Kant, letto in prospettiva, ci pone domande (a volte esplicite, altre implici ...continua

    Interessante riflessione sulla pace, sulla guerra e sul governo delle nazioni. Alcune riflessioni sono ormai obsolete in quanto superate dalla Storia, altre vivacissime e tutt'ora aperte. Proprio per questo il saggio di Kant, letto in prospettiva, ci pone domande (a volte esplicite, altre implicite) scomode cui sarebbe opportuno cercare risposte.
    Da segnalare l'ingenua convinzione di Kant che il commercio avrebbe portato la pace nel mondo: di questo genere di convinzioni stiamo pagando le conseguenze oggi più che mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Immanuel caro,


    mio esimio mentore, tu sai che io non posso che stimarti oltre ogni ragionevole misura. Però questa idea di un diritto internazionale fondato sull'equilibrio delle forze e non su di un sano – ancorché suscettibile di pericolose degenerazioni – potere coercitivo globale ...continua

    Immanuel caro,

    mio esimio mentore, tu sai che io non posso che stimarti oltre ogni ragionevole misura. Però questa idea di un diritto internazionale fondato sull'equilibrio delle forze e non su di un sano – ancorché suscettibile di pericolose degenerazioni – potere coercitivo globale, ecco, questa idea a me sembra un po' una cazzata.

    Con devoti ossequi,

    tuo Federico

    ha scritto il 

  • 4

    Kant, il diritto internazionale e il cimitero!

    Oltre ai famosi testi di metafisiche varie piuttosto pesanti, una delle opere che suscita un certo interesse, soprattutto alla luce del nuovo contesto europeo e internazionale, è un libro dal titolo piuttosto particolare: Per la Pace Perpetua. L’idea del titolo nasce dall’insegna di una locanda o ...continua

    Oltre ai famosi testi di metafisiche varie piuttosto pesanti, una delle opere che suscita un certo interesse, soprattutto alla luce del nuovo contesto europeo e internazionale, è un libro dal titolo piuttosto particolare: Per la Pace Perpetua. L’idea del titolo nasce dall’insegna di una locanda olandese dove sotto la scritta “pace perpetua” era raffigurato un cimitero... simpatici gli olandesi!
    Per continuare a leggere la recensione: http://www.dubbiometodico.it/lettere-e-letture/125-per-la-pace-perpetua-kant-il-diritto-internazionale-e-il-cimitero.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Art. 6 (Tieni a mente)

    Nessuna Potenza in guerra deve permettersi atti di ostilità
    che rendano impossibile la fiducia reciproca nella pace
    futura.

    ha scritto il 

  • 4

    "Un trattato di pace non può valere come tale se viene fatto con la segreta riserva di materia per una futura guerra" "La guerra è un male perchè produce più persone malvagie di quante non ne tolga di mezzo"

    "In ogni Stato la costituzione civile deve essere repubblicana" "Il diritto internazionale deve fondarsi su un federalismo di liberi Stati" "Il diritto cosmopolita deve essere limitato alle condizioni dell'ospitalità universale"

    ha scritto il 

  • 3

    "Un trattato di pace non può valere come tale se viene fatto con la segreta riserva di materia per una futura guerra" "La guerra è un male perchè produce più persone malvagie di quante non ne tolga di mezzo"

    "In ogni Stato la costituzione civile deve essere repubblicana" "Il diritto internazionale deve fondarsi su un federalismo di liberi Stati" "Il diritto cosmopolita deve essere limitato alle condizioni dell'ospitalità universale"

    ha scritto il 

  • 3

    il mondo non perirà se diminuiscono gli uomini malvagi

    riflessione sulla pace da parte di Kant che, mi sento di dire, è in gran parte utopistica; insieme viene infatti analizzata la natura umana,la sua psicologia e il suo modo di condurre la politica, si può intendere ke la pace perpetua può realizzarsi solo nel caso in cui ogni capo di stato abbia c ...continua

    riflessione sulla pace da parte di Kant che, mi sento di dire, è in gran parte utopistica; insieme viene infatti analizzata la natura umana,la sua psicologia e il suo modo di condurre la politica, si può intendere ke la pace perpetua può realizzarsi solo nel caso in cui ogni capo di stato abbia come obbiettivo finale il bene universale e non il proprio tornaconto, come molto spesso accade

    ha scritto il 

  • 3

    Le sue idee restano tra le più audaci e illuminanti che mai siano state concepite sul grande tema e costituiscono ancora oggi una base di discussione e un sicuro orientamento per chiunque sia convinto che il problema della eliminazione della guerra è il problema cruciale del nostro tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ospitalità universale

    L’uomo è finito. Se si esclude una piccola nicchia di santi, ultraraccomandati e supereroi, questo è un fatto.
    La finitudine è il bordo tagliente su cui corre la coscienza dell’uomo, coscienza che si rivela nell’angoscia al pensiero della morte (fai ciao ciao con la manina ad Heidegger); ne ...continua

    L’uomo è finito. Se si esclude una piccola nicchia di santi, ultraraccomandati e supereroi, questo è un fatto.
    La finitudine è il bordo tagliente su cui corre la coscienza dell’uomo, coscienza che si rivela nell’angoscia al pensiero della morte (fai ciao ciao con la manina ad Heidegger); nell’impossibilità di esprimere appieno la propria personalità, di rivelarsi una volta per tutte con una parola o con un’azione (Jaspers); nell’impossibilità di fare tutto nello stesso tempo nella vita, essendo l’uomo costretto a scegliere, per necessità, liberamente ma arbitrariamente, tra le differenti possibilità che il fluire temporale ci offre (Sartre).
    La finitudine ci pone di fronte a scelte continue, e ogni scelta ci sminuisce. Scegliere vuol dire scartare, togliere i se e i ma per tenere il sé più recondito, la nostra asse di simmetria fra bene e male, sinistra e destra, mare e montagna, fra un “gelato dolce e un po’ salato” e la musica heavy metal. In tutto questo, il lucido e appassionato Kant, precursore dei brutti ceffi testé citati, oltreché dell’idea di Unione Europea, di CEE, di ONU, e perché no, dell’UNESCO, indica la via da seguire.
    Se effettivamente il singolo vive nell’angoscia, nell’impossibilità oggettiva di superarsi, nella continua rastremazione, perché non scegliere il bene comune, la contrattazione collettiva, il diritto cosmopolitico come una grande gestalt che ci lasci liberi, ma che ci unisca tutti? Il concetto è quello di “ospitalità universale”, e le parole sono strazianti:

    Ospitalità significa il diritto di uno straniero, che arriva sul territorio altrui, di non essere trattato ostilmente. Egli può essere allontanato, se ciò può essere fatto senza suo danno; ma sino a quando se ne sta pacificamente al suo posto, non va trattato da nemico.

    E ancora:

    Se è un dovere, e insieme una fondata speranza, realizzare una situazione di diritto pubblico, sebbene solo con una approssimazione progressiva all’infinito, allora la pace perpetua, che succederà a quelli che sino ad ora sono stati falsamente denominati trattati di pace (propriamente, armistizi), non è idea vuota. E anzi sarà un compito che, assolto per gradi, si avvicinerà sempre più velocemente al suo adempimento (perché è sperabile che i periodi di tempo in cui avverranno tali progressi si facciano sempre più brevi).

    E’ proprio vero Immanuel, è proprio vero. Peccato che nella Loggia, al Club e in Villa, nelle Stanze dei Bottoni, questo tuo testo non si trovi mai! Guarda caso…

    ha scritto il 

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