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Pachnidło

By

Publisher: Zysk i S-ka Wydawnictwo

4.1
(20745)

Language:Polski | Number of Pages: 220 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Spanish , Chi traditional , Chi simplified , Portuguese , German , Catalan , French , Japanese , Russian , Italian , Dutch , Swedish , Turkish , Romanian , Greek , Indonesian , Basque , Hungarian , Czech

Isbn-10: 837150389X | Isbn-13: 9788371503894 | Publish date: 

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Anestetizzante... una noia pazzesca.

    Lento. Estremamente lento e viscoso. Questo libro è rimasto per qualche anno sulla mia libreria. Come dico sempre ogni libro ha il suo momento. Ricordo di averlo comprato dopo avere visto le prime sce ...continue

    Lento. Estremamente lento e viscoso. Questo libro è rimasto per qualche anno sulla mia libreria. Come dico sempre ogni libro ha il suo momento. Ricordo di averlo comprato dopo avere visto le prime scene del film una sera in tv. Mi ci ero imbattuta casualmente, ma conoscevo il titolo del libro. Così, dopo aver spento (ovviamente) il televisore mi ero annotata di comprarlo. La quarta di copertina, soprattutto quando riporta pareri esterni, è sempre la cosa più fuorviante. Anche perché non sarebbe possibile trovarci un’indicazione quale: “decisamente il più noioso dell’ultimo secolo”, quand’anche fosse l’unica cosa sensata da riportare. Ma ammetto che un po’ per fama, un po’ per le impressioni, ci sono cascata pure io. Un serial killer in pieno settecento, wow! Già, wow .. peccato che Suskind si sia interessato a tutto tranne che a quello. Aveva tra le mani un ottimo personaggio, aveva creato dal nulla un capolavoro… la cosa più difficile!
    Ed è riuscito a distruggerlo dopo 300 pagine di pura agonia. Da non credere.
    Vediamo di andare con ordine.

    Jean Baptiste Grenouille nasce e sopravvive per fare un dispetto alla vita e, dopo poche ore, miete la sua prima vittima, anche se involontariamente: sua madre, accusata di tentato infanticidio e abbandono viene giustiziata. Senza un motivo preciso questo bambino porta su di sé il marchio della crudeltà e della cattiveria fin da subito. Rifiutato da molte balie e perfino dai religiosi di Parigi, viene affidato alle cure di una donna che si occupa (dietro pagamento) di bambini abbandonati. Lei, stranamente, non sembra percepire l’inquietudine che il ragazzo emana per il semplice fatto di non avere un odore personale. Il fatto che egli non abbia, come tutti gli uomini, un odore proprio, lo rende sospetto agli occhi degli altri. Ma Jean Baptiste è troppo preso dagli odori del mondo per rendersi conto che solo lui ne è privo. Il ragazzo non solo percepisce gli odori ed i profumi che tutti percepiscono, ma sente molto distintamente una categoria inaccessibile ai più: l’odore del vetro, del legno, di un gattino appena nato, del denaro, di ogni singolo animale, dei sassi, di qualsiasi cosa semplicemente esista. Allontanato dalla casa famiglia, trova lavoro presso una conceria. È questo il periodo del suo primo omicidio. Guidato attraverso Parigi da un profumo, che lui definisce “il profumo dell’amore”, arriva alla finestra di una fanciulla. Lei è di spalle alle prese con della frutta, e non sia accorge di nulla. Ma Jean Baptiste si avvicina troppo, annusandola con voluttà e lei percepisce una presenza alle sue spalle. Il tempo di girarsi ed il ragazzo la strangola. Neanche il tempo di un ulteriore respiro. E come se non bastasse la spoglia, per annusare tutto il suo profumo, immagazzinarlo nella sua mente e non dimenticarlo più. Già, perché se lo dimenticasse, sarebbe irrimediabilmente perduto per sempre. La sua vita riprende esattamente come se nulla fosse; lavora sodo, senza lamentarsi di nulla, senza essere pagato; il mestiere è pesante ma Jean Baptiste ha una cosa sola in mente: riuscire a lavorare alla profumeria Baldini. La rinomata profumeria di Baldini è una delle più vecchie e prestigiose di tutta Parigi e lì, Jean Baptiste, intende imparare l’arte del conservare gli odori. Con un escamotage che ha dell’incredibile, il ragazzo guadagna la fiducia del profumiere, che fino a cinque minuti prima dell’incontro aveva deciso di chiudere bottega, vendere e tornarsene in Italia, a Messina. Invece compra (letteralmente) l’apprendista dal mastro della conceria e si prepara a fare faville. La profumeria rinasce, cresce e si rinnova con le squisite essenze create di nascosto da Jean Baptiste, che mille ne crea e altre diecimila ne immagina e pensa. Nessuno sa che non è il buon vecchio Baldini a creare le fragranze, ma il ragazzo non vuole fama né successo, né tantomeno soldi, vuole solo che gli venga insegnata l’arte con la quale racchiudere tutti gli odori del mondo in altrettante gocce di essenza. Ma quando si rende conto che il maestro profumiere non è in grado di insegnargli questo, Jean Baptiste si ammala gravemente. Si riprende solo ed esclusivamente quando viene a sapere che a Grasse insegnano altri metodi di estrazione delle essenze. Come arrivarci da uomo libero? Dopo altri tre annidi lavoro e parecchie promesse, finalmente il ragazzo, ormai diciottenne, parte con il suo diploma di garzone nelle mani e qualche soldo. Nel suo lungo viaggio verso Grasse, però, il giovane Grenouille si rende conto che è nauseato dagli odori degli uomini, che, dopo essersi finalmente lasciato Parigi alle spalle, non vuole più sentirne lo sgradevole, inconfondibile essenza. Schiva così ogni presenza umana per giorni, arrivando ad allungare notevolmente il suo viaggio e in qualche modo, portandolo a termine fermandosi su una montagna assolutamente arida ed inospitale per la bellezza di sette anni. Sette anni chiuso in una spelonca dormendo per la maggior parte del tempo, vivendo nelle innumerevoli stanze che la sua mente ha creato. Fino a quando, finalmente, la consapevolezza di non avere un odore lo turba e lo scuote a tal punto da ridestarsi e rimettersi in marcia. Uno straccio d’uomo, un cencio di 25 anni, con la barba fino a terra e i capelli incolti, le unghie sporche e lunghe, un mostro curvo e mezzo nudo si aggira per i campi spaventando chiunque. Per salvare sé stesso Jean Baptiste racconta di essere stato tenuto prigioniero per sette anni, rapito e poi misteriosamente liberato. La sua storia attira l’attenzione di uno pseudo scienziato: il marchese Taillade-Espinasse; quest’uomo aveva una teoria della quale era fermamente convinto e Grenouille sembrava davvero la prova in carne ed ossa della stessa. Secondo il marchese infatti il contatto e la vicinanza con la terra portano l’uomo ad ammalarsi gravemente e quindi a morire. Più ci si allontana dai gas veleniferi emanati dal terreno, più si vivrà. Jean-Baptiste era stato sicuramente stato ridotto così dalla forzata permanenza in una grotta nella roccia nuda, pericolosamente infida. Il ragazzo coglie l’espediente per rimettersi in sesto e crea per l’occasione “un profumo” che gli consenta di odorare come tutti gli uomini. In questo modo egli potrà aggirarsi per Montpellier senza dare nell’occhio. Finito il suo compito … semplicemente sparisce. Arriva finalmente a Grasse dove trova facilmente di nuovo lavoro presso una profumeria, quella della vedova Arnulfi. Ma a grasse, il ragazzo, trova anche un’altra cosa: un profumo, ancora più potente di quello della fanciulla di Parigi, un po’ più acerbo poiché colei al quale appartiene è ancora una bimba. Quel profumo tra due anni esploderà con tutta la sua forza e Grenouille giura a se stesso che in due anni troverà il modo per preservare finalmente quel profumo, stillarlo, estrarlo e creare con quello il suo reale proposito: il profumo dell’Amore. Grasse però, dovrà pagare caramente la follia di quest’uomo, al quale nulla e nessuno può sfuggire.

    Jean Baptiste de Grenouille (nella finzione letteraria) ha ucciso 24 ragazze più 2.. e Suskind perde tre quarti di libro a raccontare cose assolutamente … noiose. Sono d’accordo su una cosa: ha saputo creare un personaggio unico ed inquietante, peccato non abbia saputo bene cosa farne. L’inizio del libro è già abbastanza denso, quando Suskind descrive tutti gli odori che si possono percepire per le strade di Parigi. Una lunghissima sequela di effluvi che pare non finire mai. Due pagine e mezza buone, quasi tre, che manco Eco per descrivere il portale del convento ne “Il nome della rosa”. Un’ansia pazzesca. Ora grandissimo merito va al lessico, sicuramente notevole e mai scontato, con una ricerca di parole e sinonimi davvero mastodontica, quasi eroica… però a parer mio non basta. In poco più di 50 pagine si compiono ventitré omicidi e non uno, nemmeno uno, viene descritto. Come se il libro parlasse di tutt’altro, come se gli omicidi fossero marginali. Probabilmente nella mente di Suskind era decisamente così. Forse, pur avendo creato un serial killer, l’autore non ne ha compreso la potenza letteraria, declinando tutta l’attenzione del lettore su altro. In questo libro il lettore si sente un cane randagio, indesiderato peraltro, alle calcagna di Grenouille, così, per tutto il romanzo, senza sosta. Senza che sia chiaro fino in fondo (e nemmeno in fondo) per quale dannato motivo Jean Baptiste sia così cattivo, insensibile, quasi avesse il male geneticamente insediato e quasi avesse nel male la sua unica possibilità di vita. Lo stesso male che inutilmente riversa verso se stesso, in un ultimo estremo atto di egoismo. Vuole essere amato, si, ma di un amore finto, idolatrante, annichilente e totalmente malato.

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  • 3

    Difficile dare un giudizio

    Io so solo che ho fatto fatica a finire questo libro, mi sono dovuta un po' "obbligare" ad arrivare in fondo. Di solito, quand'è così, si sa subito dire cosa non andava nella lettura. Eppure in questo ...continue

    Io so solo che ho fatto fatica a finire questo libro, mi sono dovuta un po' "obbligare" ad arrivare in fondo. Di solito, quand'è così, si sa subito dire cosa non andava nella lettura. Eppure in questo caso non è semplice; personalmente, mi viene più facile esprimere ciò che questo libro non è, piuttosto che ciò che è. Non è sicuramente avvincente. Non è scontato. Non è scritto male - tuttavia gli manca qualcosa. Ho come la sensazione che l'autore volesse dirci davvero un qualcosa di più...a cui però io non sono arrivata, non totalmente di sicuro, o avrei dato anche io un giudizio concordante con la media del libro.

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  • 5

    Storia di un Assassino, un criminale, un mostro in molti sensi. Ho letto questo che può considerarsi ormai un classico (ha oltre 30 anni, il libro) e come spesso mi accade in presenza dell’eccezional ...continue

    Storia di un Assassino, un criminale, un mostro in molti sensi. Ho letto questo che può considerarsi ormai un classico (ha oltre 30 anni, il libro) e come spesso mi accade in presenza dell’eccezionalità, eccomi perdutamente innamorata di un personaggio anormale, un uomo sbagliato, diverso, segnato, che in molti definirebbero ‘disgustoso’. Eppure mi sono innamorata di lui, come sono stata perdutamente innamorata di Renton, L’eroinomane di “Trainspotting” (oddio, come mi batteva forte il cuore per lui, fantasma magrissimo, dipendente dalla droga, senza speranza di vedere la vecchiaia) oppure per Johnny Smith della “Zona Morta” di King, il veggente che nessuno sta a sentire e che ha un solo destino: morire ritenuto pazzo. Ora c’è Grenouille il Ranocchio, nel mio cuore. Un essere tanto imperfetto e profondamente amorale, Grenuille. Brutto forse, piccolo, gracile, pelle butterata, niente di rimarchevole nella sua persone se non il naso. Eccolo il NASO, o meglio, l’olfatto, il vero protagonista. O uno dei protagonisti di questa storia dannata. L’Olfatto sopraffino del Ranocchio e il suo bisogno patologico di essere amato, sono loro i protagonisti di questo gioiello della narrativa. Sembra fatto di ghiaccio, Grenouille, egli non avverte il disprezzo, il disgusto, la paura che la sua persona suscita. Eppure ecco la grande metafora, il suo vero crimine: farsi amare ad ogni costo, contro la volontà di chiunque. Prendere la gente per un braccio e sputargli in faccia una sola parola: AMAMI! Amami! Amami adesso! Grenouille il Ranocchio non è mai stato amato, accettato. La sua natura di ‘spettro senza odore’ non innesca normali istinti nell’animale-uomo, non genere sentimenti nelle persone: la madre non lo ama, non ne avverte il profumo di neonato e l’istinto materno non s’innesca. Niente feromoni, niente odore. Grenouille è una statua che cammina, si muove, nemmeno una statua, no! Anche il marmo ha di certo un odore, che forse solo il naso di Grenouille potrebbe avvertire e riconoscere. Questo suo isolamento, il rifiuto, la paura inizialmente gli fanno creare, da maestro profumiere eccelso quale solo lui può diventare, viste le sue doti sovrannaturali, un profumo da essere umano, che tranquillizzi gli animali-uomini, che invii al loro cervello rettile un segnale di ‘normalità’. Uomo tra gli uomini con un profumo di ‘essere umano’. Qui si fermano le dimostrazioni di rigetto e paura, Grenouille è per la prima volta ‘come gli altri’. E come gli altri inizia a desiderare: accettazione, forse ascendente, potere. Finché compie un’evoluzione e decidere di essere amato. La composizione dell’Amore è crudele come solo certe sfumature di questo sentimento possono essere. L’amorale, anaffettivo Grenouille crea, utilizzando gli ‘aromi’ di fanciulle appena in boccio, il profumo che scatena in tutti gli uomini e le donne l’Amore. Ma non è Amore Vero, è un inganno. Anche il Ranocchio comprende la grande verità: il suo è un falso, lui è nato mostro e non c’è profumo prodigioso che possa cambiare le cose. Forse una sorta di risveglio di coscienza? Forse per la prima volta ‘sente’ l’umanità? L’Amore Artificiale lui lo usa per annientarsi, perché ha forse inteso che per lui non esiste un posto al mondo. Si annulla, di lui non rimane più nulla, come un profumo che dopo un po’ svanisce nell’aria.
    Parole bellissime, lessico da Nobel, Suskind ha fatto di me una ‘Grenouille della Parola’, ho desiderato appropriarmi delle sue parole, potrei mescolarle con quelle della Cardoso, di Nabokov, di Cormac McCarthy o Safran Foer e di altri scrittori sopraffini. Potrei ucciderli tutti (chi di loro non è già trapassato), raccoglierne i resti,metterli a macerare da qualche parte e creare un ‘profumo di parole’ perfetto, e far sì che chiunque mi legga automaticamente mi ami. Ma sarebbe solo un inganno. Dietro a quel paravento d’oro e diamanti sarei sempre io, una povera ladra di parole.
    Suskind, grazie e grazie Grenouille, uno dei miei personaggi preferiti di sempre.

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  • 2

    Diverso dal solito

    Questo romanzo è molto particolare, ben scritto, sempre interessante. Purtroppo però un po' ripetitivo nelle intenzioni. Penso valga comunque la pena leggerlo.

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  • 2

    Dalla quarta di copertina: Così straordinario, così fiabesco a al tempo stesso così angosciante, pieno di fantasia e di estro linguistico.

    Corretto. Ma io aggiungo:
    Questa capacità letteraria è posta al servizio di un fumettone fantasy, pieno, come tale, di assurdità e banalità. Probabilmente le nozioni di profumeria sono esatte. In ques ...continue

    Corretto. Ma io aggiungo:
    Questa capacità letteraria è posta al servizio di un fumettone fantasy, pieno, come tale, di assurdità e banalità. Probabilmente le nozioni di profumeria sono esatte. In questo caso può essere utilizzato come: Manuale teologico del profumiere.
    Le ultime pagine sono esaltanti: Mi sono piaciute più del kolossal '10.000 vergini per Godzilla.' Mia moglie mi ha detto: sporcaccione.
    Tuttavia, onestamente, occorre dire che si legge tutto in un fiato.

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  • 4

    Una nera nerissima favola, non ho mai voluto vedere il film: l'inizio era troppo violento, la folla di Parigi non ha mai destato le mie simpatie, proprio come nel romanzo risulta cattiva sporca e puzz ...continue

    Una nera nerissima favola, non ho mai voluto vedere il film: l'inizio era troppo violento, la folla di Parigi non ha mai destato le mie simpatie, proprio come nel romanzo risulta cattiva sporca e puzzolente.
    Ma dopo aver letto il libro credo che sopporterò la prima parte per godermi questo Forrest Gamp cattivissimo che al contrario di quello americano porta il male ovunque vada.
    Tutto questo circondato da un'aurea del mondo dei profumi che è descritta in modo fantasioso (sorvolo sul truculento) tutto sommato un libro divertente.......

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  • 4

    Il profumo

    È un libro scritto talmente bene che sembra di sentire gli odori e i profumi che vi sono descritti. Davvero bella la storia di questo assurdo personaggio, capace di distinguere tutti gli pdori del mon ...continue

    È un libro scritto talmente bene che sembra di sentire gli odori e i profumi che vi sono descritti. Davvero bella la storia di questo assurdo personaggio, capace di distinguere tutti gli pdori del mondo ma ossessionato dal non averne uno suo.

    said on 

  • 4

    Libro di grande particolarità . Ho sempre avuto la curiosità di leggerlo dopo aver visto il film, e non mi ha deluso affatto. Grenouille è praticamente una specie di "genio" il cui unico scopo,dopo av ...continue

    Libro di grande particolarità . Ho sempre avuto la curiosità di leggerlo dopo aver visto il film, e non mi ha deluso affatto. Grenouille è praticamente una specie di "genio" il cui unico scopo,dopo aver realizzato di essere capace a sentire tutti gli odori del mondo, è quello di dar vita ad un profumo mai stato creato prima, qualcosa che lo possa far apparire quasi un Dio anche agli occhi della società in cui vive (dato che si considera già un Dio lui stesso). Man mano che la storia prosegue si scopre che Grenouille tenta disperatamente di raggiungere questo obiettivo perchè ,in fondo, pur essendo un ragazzo privo di qualsiasi sentimento o di qualsiasi sensazione,che siano positive o negative, vuole essere in qualche modo amato dalla gente che lo circonda, e quindi non passare inosservato come è invece accaduto per gran parte della sua vita. Riesce così a raggiungere più o meno il suo obiettivo con la creazione di un profumo che nessun altro ha mai sentito prima e che ha la capacità di inebriare e mandare in estasi chiunque lo senta. Infatti, appena lo prova su di sè, la gente inizia a guardarlo affascinata e a provare per lui un'irresistibile attrazione ed interesse di cui mai era stato oggetto. Ad un tratto,però, pur avendo apparentemente raggiunto lo scopo iniziale, Grenouille si rende conto che alla fine tutto ciò è solo apparenza, perchè in realtà tutte quelle persone che lo adoravano, non adoravano lui in sè, ma solo il profumo che aveva creato. Quindi l'odio che aveva provato nei confronti della gente fino a quel momento non fa altro che acuirsi , fino a portarlo alla decisione finale : lasciarsi morire, per non essere riuscito a raggiungere ciò che più desiderava. Indubbiamente la storia è molto grottesca e a tratti inquietante (soprattutto nelle parti in cui Grenouille inizia a dare la caccia alle giovani fanciulle per poterne ricavare il profumo), ma la sua bellezza sta appunto tutta qui. Molto belle anche le descrizioni di tutti gli ambienti con i relativi profumi, in particolare quelle di Parigi : a tratti si ha la sensazione di essere lungo quelle strade e di sentire quegli stessi odori (sebbene non molto gradevoli alcuni! ). Il tutto contornato da un trionfo di megalomania relativa agli altri personaggi : il profumiere che fa da maestro a Grenouille, che ha l'ostinazione di diventare famoso (e di definirsi tale agli occhi dei clienti) quando in realtà quello che fa è copiare i profumi di qualcun altro ; il Marchese che non fa altro che sottolineare la grandiosità della sua teoria del "flusso letale" ...tutte persone che a lungo andare saranno più o meno distrutte dalla loro megalomania, come a sottolineare quanto in realtà siano diffuse la superbia e la stupidità umana e quanto possano portare alla propria distruzione o al proprio fallimento. In conclusione,gran bel libro davvero.

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