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Paddy Clarke ah ah ah!

By Roddy Doyle

(42)

| Others | 9788850224821

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152 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La letteratura anglosassone é la mia preferita.
    sono di parte.
    Ma....
    quIrlanda Roddy Doyle é un libro magnifico , che parla di infanzia, dI irlanda, di cambiamenti sociali, di famiglia, di dolore.
    Paddy clarke é uno di quei personaggi che vorre ...(continue)

    La letteratura anglosassone é la mia preferita.
    sono di parte.
    Ma....
    quIrlanda Roddy Doyle é un libro magnifico , che parla di infanzia, dI irlanda, di cambiamenti sociali, di famiglia, di dolore.
    Paddy clarke é uno di quei personaggi che vorresti veder crescere nella vita, per vedere come gli è andata, perché lui si merita il meglio.

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    marco z said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Paddy ha nove anni, una mamma e un papà giovani, un fratello minore da tormentare e due sorelline troppo piccole per essere davvero degne di nota. Paddy ha un migliore amico, Kevin, e una banda di amici nemici con cui vivere avventure su e giù per il ...(continue)

    Paddy ha nove anni, una mamma e un papà giovani, un fratello minore da tormentare e due sorelline troppo piccole per essere davvero degne di nota. Paddy ha un migliore amico, Kevin, e una banda di amici nemici con cui vivere avventure su e giù per il loro paese, fienili, scavi, siepi, riti di iniziazione, esperimenti, botte, scuola, lezioni.
    Uno spiraglio di infanzia maschile, spensierata e crudele, fino alla conclusione, amarissima.

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    Joe Banana's great granddaughter ((the original Pieroe from SanDonà)) said on Dec 15, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dopo aver letto e riletto (con molto godimento) "Dentro la foresta" ho provato a rileggere anche questo libro, che tanto successo ha avuto, ma che ricordavo non mi fosse piaciuto.
    Confermo: non mi piace

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    Julo d. said on Nov 25, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Raccontare bene è difficile, raccontare bene l'infanzia è quasi impossibile. Doyle ci riesce, al pari dei grandissimi, come per esempio McCourt.

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    stefano said on Nov 10, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Pregio.
    Descrizione realistica del mondo visto con gli occhi di un bambino irlandese.
    Difetti.
    Troppo lungo. Mi sono trovato a saltare, anche a causa dell'assenza di una trama, pagine su pagine del libro.

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    niklaus said on Sep 17, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Inizio col dire che ho assegnato un voto in difetto al libro, perché sappiamo benissimo che Anobii non permette i mezzi voti. In realtà, infatti, sarebbe un 4+ o 4 1/2. Voti che al liceo farebbero schifo, ma qui no.
    Altra storia raccontata interament ...(continue)

    Inizio col dire che ho assegnato un voto in difetto al libro, perché sappiamo benissimo che Anobii non permette i mezzi voti. In realtà, infatti, sarebbe un 4+ o 4 1/2. Voti che al liceo farebbero schifo, ma qui no.
    Altra storia raccontata interamente da un bambino, e questo mese siamo giá a tre. Anche in questo caso (con L'evoluzione di Calpurnia, invece, i giorni si susseguivano con filo logico e le vicende narrate pure) abbiamo eventi random, non per forza collegati tra loro, narrati dal nostro protagonista, Patrick 'Paddy' Clarke, appunto.
    Rimango sempre stupita dall'infinito numero di dettagli, che i bambini notano. Agli occhi di un adulto, probabilmente, determinate cose non parrebbero neanche importanti; per un bambino, invece no.
    Il bambino è alla continua scoperta di novità, di cose nuove, che, vedendole per la prima volta, gli suscitano curiosità.
    Anche in questo caso abbiamo un bambino molto intelligente, che nota tutto, anche stramberie, che si pone delle domande e che cerca di arrivare a delle conclusioni. Molto spesso fanno sorridere le macchinazioni e i pensieri che frullano nella testa del protagonista. E l'ingenuità anche in questo caso ricorre spesso ma..dopotutto è il bello dei bambini.
    Come accennato prima, viviamo assieme a Paddy le vicende che riguardano lui, i suoi amici, o finti tali, la sua famiglia, il suo fratellino Francis detto Sinbad, a random, ma che nascondono sempre, nel profondo, una morale celata.
    Un fatto che mi ha lasciata un po' shoccata e che mi ha stupito, è arrivare alla consapevolezza di quanto cattivi e un po' perversi possano essere i bambini, tra di loro soprattutto, ma anche con alcuni adulti che, forse, ritengono deboli e quindi facili da prendere di mira.
    La cattiveria con cui talvolta vediamo si trattano tra di loro, mi ha anche un po' rattristata. Nella loro ottica era probabilmente tutto un gioco o, magari, un modo per risultare più grandi e maturi.

    Ho dovuto iniziare il libro due volte, anche se alla prima andata non avevo letto molto. Inizialmente l'ho trovato un po' noisetto e la percentuale di pagine lette che aumentava a fatica sul Kindle, mi faceva temere di non riuscire a proseguire. Invece ce l'ho fatta perché, mano a mano, seppur le vicende continuassero ad essere a caso, il libro, la storia, mi ha preso. Ogni volta che spegnevo l'e-reader, mi mancavano tutti i personaggi e l'estrema lucidità e, di nuovo, ingenuità, con cui Paddy ammira il mondo dei grandi, ma anche quello dei piccoli.
    Più la storia prosegue, poi, e più il focus inizia a spostarsi sulla famiglia, sulla situazione a casa, sui litigi, sempre più frequenti, fra mamma e papà. Piano piano quello inizia a diventare il punto principale e più ricorrente.
    Arriviamo alla conclusione con una tristezza amara che ti ha preso giá da un po' di pagine per quel qualcosa che 'non va'.
    Arriviamo alla fine, con un piccolo groppo in gola, non tanto per quello che è successo (va be', anche) ma, soprattutto, per il modo in cui Paddy ci accompagna, verso il finale.
    E scopriamo anche il perché del titolo.
    Sì, i bambini possono essere proprio cattivi, quando vogliono.

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    Niki__♥ said on Sep 9, 2013 | 1 feedback

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