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Paesaggio lacustre con Pocahontas

By Arno Schmidt

(50)

| Paperback | 9788895538587

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Book Description

Qualche giorno di vacanza su un lago dell’Oldemburgo, dove due reduci di guerra, uno scrittore disoccupato e un imbianchino che ha fatto fortuna, incontrano due stenodattilografe. Arno Schmidt lancia la sua sfida linguistica nel segno di un erotismo Continue

Qualche giorno di vacanza su un lago dell’Oldemburgo, dove due reduci di guerra, uno scrittore disoccupato e un imbianchino che ha fatto fortuna, incontrano due stenodattilografe. Arno Schmidt lancia la sua sfida linguistica nel segno di un erotismo lacustre e utopico, e di un ateismo impertinente, da maestro d’irriverenza: dare voce alla sessualità gli valse un procedimento penale per pornografia, giocare con le istanze della fede l’accusa di vilipendio della religione. Eppure questa prosa, definita da Bernd Rauschenbach «una delle più belle storie d’amore di tutta la letteratura tedesca», è stata e resta innanzitutto un’autentica rivelazione letteraria, una via d’accesso privilegiata al mondo artistico del grande scrittore tedesco e un geniale controcanto a ogni nazificazione del corpo e dell’anima. Non solo. Con estremo rigore la scrittura di Schmidt ha saputo trasformarsi in sguardo affilato che libera la visione da tutto ciò che di solito la ingombra. Ne scaturiscono descrizioni paesaggistiche che rimandano a mille altri filamenti di vita, pagine grandiose la cui eco riverbera al limite del dicibile.

8 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Arno Schmidt, vertice assoluto della prosa del Novecento in uno sparuto gruppo.

    Paesaggio Lacustre con Pocahontas rappresenta molto bene la visione letteraria di uno dei più geniali prosatori del Novecento.
    Qui alle prese con un racconto lungo, la scrittura di Arno è un fuoco d'artificio continuo che esplora ogni genere di possi ...(continue)

    Paesaggio Lacustre con Pocahontas rappresenta molto bene la visione letteraria di uno dei più geniali prosatori del Novecento.
    Qui alle prese con un racconto lungo, la scrittura di Arno è un fuoco d'artificio continuo che esplora ogni genere di possibilità.
    Flusso di pensieri, paesaggistica, dialoghi, punteggiatura, narrazione, descrizione, riflessione.
    Capolavoro assoluto. Un obbligo leggerlo per chiunque.

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    Frank Solitario said on Mar 10, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un tuffo dove l'acqua è più blu

    Venghino signori venghino! Ssuperbo sspettacolo quessta ssera, formidabile sscontro tra tittani, immmperdibile débacle cuuultural-sstilisstica! Ssi affronnntano, ssenza essclussione di colpi ssignori, il campione in carica intramontabile “Forma e Con ...(continue)

    Venghino signori venghino! Ssuperbo sspettacolo quessta ssera, formidabile sscontro tra tittani, immmperdibile débacle cuuultural-sstilisstica! Ssi affronnntano, ssenza essclussione di colpi ssignori, il campione in carica intramontabile “Forma e Contenutto”, contro lo ssfidante, l’atlettico e agueritto “Ssperimentalissmo fine a sse sstesso”! Sspettacolo assicuratto!

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    laGinestra said on Jan 11, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sono rimasta completamente spiazzata di fronte a questo lavoro di Arno Schmidt, autore che non conoscevo affatto. Dalle recensioni lette non avevo probabilmente capito non tanto il contenuto o la trama, bensì la complessità dello stile. Oserei dire c ...(continue)

    Sono rimasta completamente spiazzata di fronte a questo lavoro di Arno Schmidt, autore che non conoscevo affatto. Dalle recensioni lette non avevo probabilmente capito non tanto il contenuto o la trama, bensì la complessità dello stile. Oserei dire che la sua è una scrittura visionaria, sintassi spezzata, citazioni e riferimenti letterari e culturali abbondanti, che possono rasentare l’oscurità, anche con le note di spiegazione. A me piace però di un libro sentire, annusare l’aria e lo spirito con cui l’autore l’ha concepito e scritto. Penso che con la sua cripticità emerga qui un uomo in crisi di identità, che cerca la realizzazione di se stesso nel presente, nella realtà circostante, nella pura fisicità; un rappresentante di un’umanità che segue i ritmi della natura, quella natura che ha il suo microcosmo nel paesaggio lacustre, descritto con dovizia di particolari da perfetto botanico, ornitologo o scienziato. Uomini e paesaggio si integrano su più piani paralleli, trasversali, natura quasi umanizzata e uomini che si “naturalizzano”. Mi ha meravigliato però in questo testo la mancanza di bellezza! Strano! Non sono belle né le ragazze, né i protagonisti e neppure, se vogliamo, tutto il paesaggio!. Per me la bellezza è armonia, equilibrio, pace, appagamento e qui non c’è nulla di tutto questo! C’è, e questo è l'aspetto più importante ed evidente, un atteggiamento critico, irriverente ma tutto sommato lucido. Sono la prosa,poi, lo stile, il punto di forza di questo libro.Le descrizioni del paesaggio, per esempio, rimandano a mille altri echi di vite e di esperienze. <<Così dolce era l’aria che si sarebbe potuto farcirne cannoli; polline della lontananza copriva i monti Dammer….Un castagno piegò con cautela la parrucca impolverata. -….>> Un testo indubbiamente da rileggere.....

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    elettra said on Oct 30, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non posso negare che non mi abbia affascinata,ma lo stile della scrittura,così frammentato e particolare non me lo ha fatto apprezzare appieno.

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    Silviakirsche said on Oct 28, 2011 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    "Essenziali non sono azioni e trame, ma condizioni e mentalità" (Arno Schmidt)

    "Pensare. Non contentarsi di credere: andare avanti. Sempre avanti per i gironi del sapere, amici! E nemici. Non interpretate: studiate e descrivete. Non futurate: siate. E morite senza ambizioni: siete stati. Al più, pieni di curiosità. L'eternità n ...(continue)

    "Pensare. Non contentarsi di credere: andare avanti. Sempre avanti per i gironi del sapere, amici! E nemici. Non interpretate: studiate e descrivete. Non futurate: siate. E morite senza ambizioni: siete stati. Al più, pieni di curiosità. L'eternità non è nostra (malgrado Lessing!): ma questo lago estivo, questo canale di bruma, ombre a quadri colorati, la puntura di vespa sull'avambraccio, il sacchetto stampato delle mirabelle. Laggiù il lungo ventre carpiato della ragazza".

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    Lilicka said on Aug 2, 2011 | 2 feedbacks

  • 38 people find this helpful

    Non sapevo cosa mi aspettava, aprendo questo libro nella cui copertina una gigantesca e impudica Pocahontas con i piedi a mollo in un laghettopozzanghera (anche Arno Schmidt, ho scoperto, fonde talvolta le parole, le salda per assecondare una sua par ...(continue)

    Non sapevo cosa mi aspettava, aprendo questo libro nella cui copertina una gigantesca e impudica Pocahontas con i piedi a mollo in un laghettopozzanghera (anche Arno Schmidt, ho scoperto, fonde talvolta le parole, le salda per assecondare una sua particolare percezione della realtà, oppure unifica due idee, due concetti, due contenuti secondo una nuova, originale e personalissima formaparola ) pare osservare il mondo dall’alto, mentre gioca a yo-yo con il sole. Un mondo case-campi-strade che sfuma in pochi tratti in una lontananza indistinta di orizzonti e cieli. Ma lì, al centro, dove convergono l’occhio e la mente, c’è lei, Pocahontas -il nome preso a prestito da un vecchio articolo del Reader’s Digest, che la sorella ha spedito a Schmidt da New York proprio nel periodo in cui egli sta lavorando al progetto di questa opera. C’è lei, a dar corpo con la sua rosea nudità alle aspettative di chi legge, al pensiero e all’intenzione di chi scrive -la copertina è dello stesso autore, che si propone, nella Pocahontas, di sviluppare una nuova forma di prosa, una forma esattamente corrispondente a un certo stato di coscienza. E poiché -nota Schmidt - nel “ricordare” un vissuto, compaiono dapprima immagini singole, (“foto”) attorno alle quali occorre poi aggiungere i vari frammenti esplicativi, le note d’integrazione (“testi”), è allora l’unione di varie foto-testi la miscela che rende attuabile il tentativo cosciente del ricordo.
    In particolare, chi scrive deve tradurre il “semicaos intimo-personale” del proprio vissuto in una chiara e articolata catena, perché esso possa risultare comprensibile e facilitare in chi legge una possibile identificazione.
    La scrittura di Schmidt, ho scoperto subito, ha una sua fisicità, una corporeità tutta particolare che, leggendo, occorre imparare a conoscere. Come entrare in un elemento liquido, e sentirlo in ogni parte di sè. Avvertire la sua densità, la sua concretezza, la sua temperatura, il suo colore perfino.
    Leggere, anzi, è azione riduttiva in questo caso. Perché bisogna piuttosto “farsi strada” tra le parole, lasciare fuori della porta-copertina tutto ciò che può intralciare il percorso che ci si accinge a compiere -la zavorra di ogni stereotipo, modello o luogo comune, ad esempio- e lasciarsi condurre nell’esplorazione dell'architettura ardita e insolita cui esse (le parole!) danno origine (ah, quelle inconsuete aggettivazioni, quelle frasi che sovvertono ordini ed equilibri, quelle prospettive così sorprendenti da cogliere impreparati, quele sonorità onomatopeiche, quei respiri a singhiozzo o profondissimi della punteggiatura, quei profili arditi dei segni grafici quando si allineano in gruppi di quattro, cinque! -pensare che capita spesso anche a me, scrivendo!).
    Pensieri, sprazzi di ricordo, di sogno, processi di coscienza, paesaggio (quanto belle le descrizioni!), azioni, dialoghi -un continuo passaggio dal mondo esterno a quello interiore, da un “vedere” a un “sentire"… Numerosi riferimenti, continui rimandi e frequenti citazioni a testimoniare la sterminata cultura di Scmidt. La letteratura, la storia, la filosofia... E ancora: i classici, l'attualità, la politica... Ma anche: la geografia, la botanica, la zoologia...
    E quella scrittura che “costruisce”, “traduce” -il mondo dei segni, il mondo dei suoni e quello del pensiero che diventano tutti i mondi-realtà della pagina.
    Leggere equivale anche a scoprire un proprio modo di farlo -io ho utilizzato occhi e orecchi per “vedere” e “udire” le parole. Vedere la forma che hanno, toccare il loro corpo. Ascoltarne la sonorità, la voce, il ritmo.
    Un’esperienza nuova, in cui la storia ha rischiato di essere qualcosa di secondario rispetto a come viene “mostrata” al lettore, o meglio: a chi percorre le pagine. Non fosse che l’autore tedesco, partendo da una trama fatta di pochi elementi -una breve vacanza presso il lago Dümmer, nell’Oldenburgo; l’incontro con due giovani donne; le uscite in canoa; le passeggiate; il sesso (gli valse una denuncia per diffusione della pornografia, oltre a quella per vilipendio, questa Pocahontas) e di pochi personaggi -lo scrittore disoccupato che narra; il suo amico Erich, un imbianchino che si è arricchito; Annemie e Selma; qualche “comparsa” locale- ha saputo pensarescrivere quella che è, secondo Rauschenbach, “una delle più belle storie d’amore di tutta la letteratura tedesca”.
    Credo che dovrò rileggerlo. Ripercorrerlo...

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    Occhi di velluto said on Jul 19, 2011 | 5 feedbacks

Book Details

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    • 5 stars
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  • Paperback 84 Pages
  • ISBN-10: 8895538587
  • ISBN-13: 9788895538587
  • Publisher: Zandonai
  • Publish date: 2011-06-01
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