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Pagine esoteriche

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 391)

3.8
(119)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845912817 | Isbn-13: 9788845912818 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Curatore: Silvano Peloso

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
Poeta-alchimista, appassionato di cabbala e conoscitore della tradizioneteosofica ed ermetica, fin da giovane Pessoa si inoltra per le segrete viedell'occulto, spinto dalla volontà di penetrare quel mistero iniziatico di cuila creazione letteraria gli appare manifestazione e sintesi. La ricerca delGraal si identifica così per lui con la ricerca di quella Parola Perduta, diquella scrittura magica che dovevano servire "all'elaborazione di una linguanuova in grado di esprimere e spiegare la natura di tutte le cosesimultaneamente", la lingua della quale avevano parlato i testi dei Rosacroce.Di tale "quete" sussistono testimonianze emerse fra i documenti che compongonolo spoglio Pessoa alla Biblioteca Nazionale di Lisbona.
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  • 4

    Ogni libro che tratta di esoterismo contiene un barlume di verità e una traccia di follia,talvolta li si trova volutamente mescolati. La verità e nascosta e celata nella follia addirittura.Ci sono alcuni riferimenti interessanti che non conoscevo e che interessano chi come me si interessa della s ...continua

    Ogni libro che tratta di esoterismo contiene un barlume di verità e una traccia di follia,talvolta li si trova volutamente mescolati. La verità e nascosta e celata nella follia addirittura.Ci sono alcuni riferimenti interessanti che non conoscevo e che interessano chi come me si interessa della storia della Tradizione. Da rileggere e studiare.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è possibile votarlo come cinque stelle, in quanto necessariamente sfilacciato, essendo stato stampato postumo alla scomparsa del poeta. E' comunque una lettura di primaria importanza per gli studiosi di esoterismo, in quanto traccia il pensiero di un intellettuale molto esperto in questo camp ...continua

    Non è possibile votarlo come cinque stelle, in quanto necessariamente sfilacciato, essendo stato stampato postumo alla scomparsa del poeta. E' comunque una lettura di primaria importanza per gli studiosi di esoterismo, in quanto traccia il pensiero di un intellettuale molto esperto in questo campo. Ha dei passaggi ...illuminanti!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Il traduttore invisibile

    "La principale virtù della letteratura - il non essere musica - è insieme il suo principale difetto. Deve essere comunque composta ed espressa in una lingua. E' quindi costretta, per quanto diffusamente tale lingua sia parlata o conosciuta, a non potersi rivolgere alla totalità del genere umano. ...continua

    "La principale virtù della letteratura - il non essere musica - è insieme il suo principale difetto. Deve essere comunque composta ed espressa in una lingua. E' quindi costretta, per quanto diffusamente tale lingua sia parlata o conosciuta, a non potersi rivolgere alla totalità del genere umano. In ciò per cui è più esplicita di qualsiasi altra arte, proprio per questo è meno universale.

    Occorre poi chiedersi attraverso quale processo, in letteratura, si diventa universalmente celebri come i pochi, ma in proporzione tanti, che lo sono; attraverso quale processo si è celebri nello spazio e, soprattutto, nello spazio e nel tempo, quando, per forza di cose, e tanto più in poesia che è il genere letterario più alto, nessuna traduzione, se anche esiste, può far conoscere l'opera nella sua completa e vera vita.

    Perchè sicuramente la maggior parte di noi non mente nè finge quando, senza sapere il greco, si lascia trasportare dall'entusiasmo per Omero, oppure, con una conoscenza profana e superficiale del latino, ha il culto di Orazio e di Catullo. Non mentiamo nè fingiamo: presentiamo. E questo presentimento, frutto di non so quale insieme di intuizione, suggestione e oscura comprensione, è una specie di traduttore invisibile, che accompagna da un'èra all'altra e rende universale, come la musica, l'arte espressa attraverso la lingua, questo prodotto di Babele con la cui rovina l'uomo è caduto per la seconda volta.

    Quanto c'è di più alto in questo mondo parla, che lo si voglia o meno, un linguaggio simbolico, capito da pochi con la vera chiave ermetica, l'intelligenza, e dai più con l'istinto che bisogna capire, cioè con l'intuizione. I primi sono, nel caso dell'opera letteraria, coloro che conoscono la lingua in cui l'opera è scritta, perchè è la loro madrelingua; gli altri quelli che non la conoscono altrettanto bene o non la conoscono affatto, ma che, pur non conoscendo la lingua, sono tuttavia in grado di capire l'opera.

    Ma c'è di più, e di più strano. Possiamo, per intuizione o con quel che sia, figurarci l'anima e la vita di un'opera poetica di cui non sappiamo niente, o di cui, nella migliore delle ipotesi, conosciamo solo una versione in prosa, che è un'altra forma, più complessa, dello stesso niente. Molti di noi, però, si figurano con discreto esito l'anima e la vita di opere che non hanno mai letto grazie a vaghe reminiscenze di riferimenti, a oscure e casuali allusioni; e lo stesso vale per opere, sempre in lingua straniera, di cui non esiste, o perlomeno non abbiamo mai letto, nessuna traduzione. Qui il traduttore invisibile opera invisibilmente. Non ci muoviamo più per intuizione: indoviniamo. E' come se ci fosse in noi una parte superiore dell'anima che per natura conoscesse tutte le lingue e avesse letto tutte le opere.

    In fin dei conti, che cos'è un'opera letteraria se non la proiezione in linguaggio di uno stato dello spirito, o di un'anima umana? E quest'opera è il simbolo vivente dell'anima che l'ha scritta, o del momento in cui quest'anima - una piccola anima contingente - l'ha proiettata. Perchè dovrebbe esserci una comunicazione occulta da anima ad anima, un comprendersi senza parole, mediante il quale indoviniamo l'ombra visibile attraverso la conoscenza del corpo visibile che la proietta, e comprendiamo il simbolo, non per esperienza diretta, ma perchè conosciamo ciò di cui è simbolo?

    Chissà, perfino, se in qualche stato prenatale non ci siamo trovati faccia a faccia con l'opera, non nel corpo verbale che possiede in questo mondo, ma nel suo spirito; se non sia possibile, soltanto sentendone parlare, sapere subito di che si tratta, nella sua autenitca essenza e vita; e se poi, leggendo male o non leggendo affatto, non venga suscitata in noi, non una comprensione, sia pure intuitiva, ma una profonda e sottile memoria?

    Chissà, per di più, se in questo stato prenatale, ancora fuori dallo spazio e dal tempo, non abbiamo già visto tutto, il passato e il futuro di questo mondo, sub specie aeternitatis; e così, una volta in grado di risvegliare in noi questa anamnesis, se non siamo, oggi, noi stessi traduttori invisibili, signori inconsapevoli delle opere che devono ancora nascere nel corso del futuro del mondo?"

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho trovato un libro completo, in grado di dare spunti -dove mancano- sull'argomento.
    Avanza più teorie e più punti cardine della visione esoterica invogliando ad ampliare le proprie conoscenze là dove si crede di non conoscere molto.
    Io ad esempio mi sono appassionata ai Rosacroce dopo aver l ...continua

    L'ho trovato un libro completo, in grado di dare spunti -dove mancano- sull'argomento. Avanza più teorie e più punti cardine della visione esoterica invogliando ad ampliare le proprie conoscenze là dove si crede di non conoscere molto. Io ad esempio mi sono appassionata ai Rosacroce dopo aver letto questo saggio e non ho frenato l'impulso di conoscenza. Lo consiglio a chiunque sia anche solo un poco incuriosito dall'argomento :)

    ha scritto il 

  • 5

    "Vale di più, figlioli, l'ombra di un albero che la conoscenza della verità, perchè l'ombra dell'albero è vera finché dura, mentre la conoscenza della verità è di per sé falsa".


    "Riconoscere la verità come verità, e al tempo stesso come errore; vivere i contrari senza accettarli; sentire t ...continua

    "Vale di più, figlioli, l'ombra di un albero che la conoscenza della verità, perchè l'ombra dell'albero è vera finché dura, mentre la conoscenza della verità è di per sé falsa".

    "Riconoscere la verità come verità, e al tempo stesso come errore; vivere i contrari senza accettarli; sentire tutto in tutte le maniere, e non essere nient'altro, alla fine, se non la comprensione di tutto - quando l'uomo si innalza a questa vetta, è libero, come su ogni vetta, è solo, come su ogni vetta è unito al cielo, cui mai è unito, come su ogni vetta".

    ha scritto il 

  • 4

    "Vale di più, figlioli, l'ombra di un albero che la conoscenza della verità, perchè l'ombra dell'albero è vera finché dura, mentre la conoscenza della verità è di per sé falsa".


    "Riconoscere la verità come verità, e al tempo stesso come errore; vivere i contrari senza accettarli; sentire t ...continua

    "Vale di più, figlioli, l'ombra di un albero che la conoscenza della verità, perchè l'ombra dell'albero è vera finché dura, mentre la conoscenza della verità è di per sé falsa".

    "Riconoscere la verità come verità, e al tempo stesso come errore; vivere i contrari senza accettarli; sentire tutto in tutte le maniere, e non essere nient'altro, alla fine, se non la comprensione di tutto - quando l'uomo si innalza a questa vetta, è libero, come su ogni vetta, è solo, come su ogni vetta è unito al cielo, cui mai è unito, come su ogni vetta".

    ha scritto il 

  • 4

    Chi pensa che Pessoa scriva in modo semplice avrà modo di grattare sotto la crosta dello scrittore e vedere il suo pensiero esoterico. Adatto a chi legge Guenon per svagarsi Sconsigliato a chi crede nei fiori di Bach

    ha scritto il 

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