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Palestina

Graphic Novel 4

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.3
(828)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 367 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000083178 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Isabella Zani ; Prefazione: Joe Sacco , Luca Raffaelli , Paul Karasik , Paolo Interdonato

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Comics & Graphic Novels , History , Political

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Descrizione del libro
Tra il 1991 e il 1992 Joe Sacco, fino allora celebre per aver raccontato a fumetti le tournée di gruppi rock, decide di andare a visitare Israele e i Territori occupati. Viaggia senza una meta precisa, facendosi spesso guidare dalla casualità, incontrando la gente del luogo e condividendone la difficile vita quotidiana. In quei giorni intervista uomini e donne dalle storie diverse, alla ricerca di esperienze e drammi personali e collettivi. Il suo blocco, la sua macchina fotografica, il suo registratore, si riempiono di scenografie, volti, parole, racconti. Tornato a casa, a Portland, nell’Oregon, trae da tutto il materiale raccolto il primo libro etichettato come reportage a fumetti. Un volume unico e straordinario, pubblicato in mezzo mondo, che ha ricevuto il prestigioso American Book Award nel 1996 e che molti hanno definito come l’erede del Maus di Art Spiegelman. In queste pagine Sacco riesce a raccontare la sua inchiesta, inserendo se stesso come personaggio e usando uno stile particolarissimo, realizzando un fumetto-verità che accosta il dramma a frammenti d’umorismo, considerazioni personali e testimonianze dirette. Palestina riesce così ad essere una delle più ricche inchieste sulla realtà del popolo palestinese. Un documentario unico. Un documentario a fumetti.

“Come mi sono ritrovato a fare il viaggio in Palestina? Diciamo che mi sono sentito spronato a farlo perché ero sconvolto – e lo sono ancora – da quel che succedeva in Medio Oriente; e per come vanno le cose, è probabile che tra dieci o quindici anni sarò ancora sconvolto.”
Joe Sacco
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  • 4

    Niente da dire, Joe Sacco è un autore che merita. Le storie raccolte dalla palestina restituiscono in modo chiaro ed inequivocabile la situazione che c'è stata e sono quindi indispensabile chiave di lettura per quella che vivono oggi in quei luoghi.
    Lettura consigliata, per capire.

    ha scritto il 

  • 4

    "Un gruppo di soldati israeliani fermò un ragazzo palestinese di 12 o 13 anni. I soldati si ripararono sotto una tettoia. Dissero al ragazzo di togliersi la kufiyah e di rimanere sotto la pioggia... Il ragazzo rimase lì a rispondere alle loro domande. Che scelta aveva? Ma a cosa pensava? Pensa ...continua

    "Un gruppo di soldati israeliani fermò un ragazzo palestinese di 12 o 13 anni. I soldati si ripararono sotto una tettoia. Dissero al ragazzo di togliersi la kufiyah e di rimanere sotto la pioggia... Il ragazzo rimase lì a rispondere alle loro domande. Che scelta aveva? Ma a cosa pensava? Pensava: un giorno ci sarà un mondo migliore e questi soldati e io ci saluteremo come vicini? O pensava soltanto: un giorno... E al di là di quel particolare atto di sopraffazione, al di là degli interrogativi davvero grandi (la stato di Gerusalemme, il futuro degli insediamenti, il ritorno dei profughi ecc...) che devono essere subito posti e subito superati se mai dovrà esserci pace quaggiù, c'è qualcos'altro... Un ragazzo in piedi sotto la pioggia, e a cosa pensa? Prima di arrivare qui avevo fatto delle congetture e una volta arrivato, avevo scoperto con stupore come può diventare chi crede di avere il potere dalla sua. Ma poi... Come diventa chi crede di non averne alcuno?"

    ha scritto il 

  • 4

    Un'ottima idea quella di creare un fumetto descrivendo una storia molto triste come quella della palestina e i palestinesi, ma dandogli comunque (attraverso le vignette appunto) un tocco di leggerezza, nonostante i racconti siano inverosimilmente pesanti!

    ha scritto il 

  • 4

    Disturbante

    Ho fatto fatica a leggerlo. Sacco rappresenta la sua inchiesta palestinese documentandosi da giornalista e riportando in modo accurato dati, racconti personali, documenti ufficiali. Mi ha chiarito la genesi dei territori occupati e cosa realmente significa per le persone che in Palestina vivono. ...continua

    Ho fatto fatica a leggerlo. Sacco rappresenta la sua inchiesta palestinese documentandosi da giornalista e riportando in modo accurato dati, racconti personali, documenti ufficiali. Mi ha chiarito la genesi dei territori occupati e cosa realmente significa per le persone che in Palestina vivono. Il disegno ed il modo di comporre le inquadrature mi piacciono poco, a volte mi sembra che rallentino la lettura a prescindere. Lo trovo un buon racconto di informazione, tuttora tristemente attuale ma non una graphic novel straordinaria, un racconto fortissimo da cui però mi sono sentita come in distanza. Mi ritrovo a pensare frammenti di quello che ho letto con un forte senso di irrisolto e di tristezza. E' stato interessante leggerlo ma non ci dedicherò un secondo passaggio.

    ha scritto il 

  • 4

    Iniziato con qualche pregiudizio e invece bisogna fare proprio I complimenti a Joe Sacco. E’ un fumetto ma nello stesso tempo un pezzo giornalistico di vera informazione. I disegni si alternano a spiegazioni e malgrado riporti più fatti dalla parte dei palestinesi l’ironia e le battutine fanno ...continua

    Iniziato con qualche pregiudizio e invece bisogna fare proprio I complimenti a Joe Sacco. E’ un fumetto ma nello stesso tempo un pezzo giornalistico di vera informazione. I disegni si alternano a spiegazioni e malgrado riporti più fatti dalla parte dei palestinesi l’ironia e le battutine fanno sì che sia in qualche modo “non di parte”. Certo la situazione israelo-palestinese è molto complicata e ragioni e torti sono da entrambe le parti, come gli estremisti. Quello che mi ha colpito di più è la descrizione delle carceri israeliane sapendo quello che erano i lager nazisti. Mi ha ricordato che non bisogna mai aver fiducia ad “occhi chiusi nella bontà innata del genere umano”; del resto l’esperimento a Stanford su carcerati e carcerieri lo ha ampiamente dimostrato.

    ha scritto il 

  • 5

    Denso e profondo con note di leggerezza e autoironia (a partire dal suo modo di ritrarsi) che stemperano di quando in quando il ritratto di una condizione umana seria e grave. Sacco fa un reportage d'inchiesta accurato che resta attuale malgrado il passare degli anni. Per raccontare una storia ch ...continua

    Denso e profondo con note di leggerezza e autoironia (a partire dal suo modo di ritrarsi) che stemperano di quando in quando il ritratto di una condizione umana seria e grave. Sacco fa un reportage d'inchiesta accurato che resta attuale malgrado il passare degli anni. Per raccontare una storia che molti di noi conoscono già usa le singole storie delle persone che incontra, e a quel punto la storia ti resta addosso come se non l’avessi mai sentita prima. Con una patina di pesantezza costante, ma non può che essere così, se passi otto settimane tra i campi profughi palestinesi, e comunque “pesante” è la condizione umana diffusa che ritrae e racconta. Una storia così raccontata da un maestro del graphic novel è impareggiabile.

    ha scritto il