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Palomar

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

4.0
(1983)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Olandese , Catalano , Greco

Isbn-10: 8804335106 | Isbn-13: 9788804335108 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
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  • 3

    Guarda osserva pensa ragiona vivi..........

    Elucubrazioni di un tizio, che sono talvolta astruse e talvolta invece hanno il sapore della normalità nascosta in ognuno di noi.
    Non facile sempre da leggere, ma interessante...

    ha scritto il 

  • 0

    Un esercizio di stile, paragonabile a "Le città invisibili". ma contrariamente alla maggior parte delle persone, preferisco Palomar, in quanto i pensieri, in questo caso, sono concreti, tangibili, anc ...continua

    Un esercizio di stile, paragonabile a "Le città invisibili". ma contrariamente alla maggior parte delle persone, preferisco Palomar, in quanto i pensieri, in questo caso, sono concreti, tangibili, anche se spesso abbondano di concetti filosofici abbastanza distanti dalla cultura media di capre come me. Eppure, quello che fa Palomar, non è altro che quello che spesso succede in maniera automatica ed inconsapevole nel cervello di chiunque (anche nel mio, sembra incredibile ma forse è davvero così). una serie di considerazioni personali a partire da una immagine, un dettaglio, qualsiasi cosa si incontri nel nostro percorso quotidiano. in effetti i ragionamenti sulla signorina in topless li avrò fatti spesso anche io sulla spiaggia di Senigallia di tanto in tanto, certamente con un linguaggio rozzo e poco argomentato. ma è il processo mentale di Palomar, quello che ad una lettura ti fa pensare: no, io forse a questo punto avrei valutato la questione in altra maniera, o , sarei andato a parare verso altre conclusioni.
    E' una lettura non semplice secondo me. ogni tanto ho dovuto sforzare la mente per seguire gli intrecci mentali di Palomar e non perdermi nei miei che parallelamente avanzavano. oppure Calvino si proponeva di dimostrare proprio gli arzigogoli della mente e allora alla fine, è stato tutto un enorme successo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Cosa può esserci di più stabile del nulla? Eppure anche del nulla non si può essere sicuri al cento per cento." (p. 47)

    "Forse l’io non è altro che la finestra attraverso la quale il mondo guarda il ...continua

    "Cosa può esserci di più stabile del nulla? Eppure anche del nulla non si può essere sicuri al cento per cento." (p. 47)

    "Forse l’io non è altro che la finestra attraverso la quale il mondo guarda il mondo." (p. 116)

    ha scritto il 

  • 2

    Palomar è, secondo me, un esperimento mal riuscito. L'idea è quella di un personaggio che osserva più che partecipare, come evidenzia il nome ripreso da uno dei più importanti telescopi esistenti. E a ...continua

    Palomar è, secondo me, un esperimento mal riuscito. L'idea è quella di un personaggio che osserva più che partecipare, come evidenzia il nome ripreso da uno dei più importanti telescopi esistenti. E alcune descrizioni sono davvero eccellenti, frutto di un'attenzione meticolosa al dettaglio. Tuttavia questo carattere è inserito in una struttura piuttosto rigida, frutto della passione di Calvino per certe corrispondenze matematiche che però, quando vogliono forzare la carne viva del racconto, non fanno che inaridire e raffreddare la scrittura.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrivere di Calvino mi emoziona sempre tanto. E’ stato un autore per me unico, speciale, una persona profondamente umana, una mente geniale come pochi.
    Palomar, come tanti altri suoi romanzi, vede al ...continua

    Scrivere di Calvino mi emoziona sempre tanto. E’ stato un autore per me unico, speciale, una persona profondamente umana, una mente geniale come pochi.
    Palomar, come tanti altri suoi romanzi, vede al centro la capacità di osservare il mondo senza pregiudizi e senza illusioni, capacità che, purtroppo, solo poche persone al mondo possiedono.
    Palomar è un uomo semplice, lontano dagli standard della società odierna(una sorta di Marcovaldo), un uomo che vede dinanzi a sé un mondo frenetico, un mondo che cambia continuamente, un mondo caotico nel quale solo Palomar cerca una logica, cerca una sua spiegazione, ma tutto si trasforma in un fallimento continuo, perché non esiste logica nella vita, esiste solo un tempo che finisce e che ci lascia dentro una sorta di rimpianto e di rimorso per tutto ciò che non siamo riusciti a fare.
    E’ l’ultimo romanzo scritto da Calvino, il suo testamento che ci regala una grande lezione morale: in un mondo in cui tutti parlano e stra-parlano, in un mondo in cui tutti si interessano solo a loro stessi, in un mondo in cui prevale solo l’individualismo e la mercificazione anche nei rapporti, c’è un uomo che ascolta(cosa che in pochi oggi sanno fare), che preferisce fermarsi e osservare il mondo.
    Sembra un uomo freddo agli occhi di un lettore superficiale, ma in realtà Palomar è dotato di una sensibilità unica e rara, una sensibilità che lo fa approcciare agli altri in un modo tutto suo, ma che spesso non viene compreso.
    Un libro di una bellezza unica, un piccolo capolavoro di sensibilità e di intelligenza, un piccolo libro nel quale ritrovare sé stessi e tutte le domande che ci poniamo durante la nostra esistenza.
    Certo, molti non lo capiranno, ma questo è da mettere in conto quando si parla di Calvino, un autore che ha rappresentato una rarità nel panorama letterario e un uomo che ha rappresentato una rarità nel mondo umano, perché di esseri umani siamo in milioni su questo pianeta, ma di esseri davvero umani se ne contano sulle dita di una mano.

    “Il problema è capirsi. Oppure nessuno può capire nessuno: ogni merlo crede d’aver messo nel fischio un significato fondamentale per lui, ma che solo lui intende; l’altro gli ribatte qualcosa che non ha relazione con quello che lui ha detto; è un dialogo tra sordi, una conversazione senza né capo né coda. Ma i dialoghi umani sono forse qualcosa di diverso?”

    ha scritto il 

  • 2

    Adoro Calvino, davvero. Tuttavia non sono proprio riuscito ad apprezzare Palomar. Prometto a me stesso di riprovarci prima o poi, ma so già che continuerò a non apprezzarlo. Sia ben chiaro, la colpa è ...continua

    Adoro Calvino, davvero. Tuttavia non sono proprio riuscito ad apprezzare Palomar. Prometto a me stesso di riprovarci prima o poi, ma so già che continuerò a non apprezzarlo. Sia ben chiaro, la colpa è mia: preferisco una scrittura lineare, dei racconti privi di riflessioni che si contorcono su se stesse, insomma ciò che ho già visto con tutte le opere di Calvino che ho letto fino ad oggi. La profondità nella semplicità. Questo è quello che chiedo in un libro e che ho sempre trovato in lui, eccetto con Palomar. Ho apprezzato diversi racconti (in particolare "La spada del sole", "Gli amori delle tartarughe") non lo stile. Ma ripeto, la colpa è mia, non lasciatevi influenzare.

    ha scritto il 

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