Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Palude

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai (Romanzi e racconti)

3.5
(148)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: Paperback

Isbn-10: 886620241X | Isbn-13: 9788866202417 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Palude?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Pennacchi, Palude e Mussolini: ovvero l'assurdo realismo delle pianure pontine

    Personalmente scoprii Pennacchi con la lettura, quasi casuale, de " Il Fasciocomunista " e da allora non ho più mollato la presa su questo personaggio anomalo e sopra le righe.
    Con " Palude " l'autore ...continua

    Personalmente scoprii Pennacchi con la lettura, quasi casuale, de " Il Fasciocomunista " e da allora non ho più mollato la presa su questo personaggio anomalo e sopra le righe.
    Con " Palude " l'autore ci regala un altro abbondate assaggio del suo mondo narrativo.
    Già solo l'incipit rende congruo il prezzo di copertina.
    Non è forse il suo capolavoro, ma resta - ad ogni modo - un libro con dei gran bei tagli, ondeggianti tra l'assurdo e il geniale.
    Il fantasma di Mussolini in sella ad una moto a far danni in giro permette, di per sé, una lettura godibile.
    Impareggiabili anche i ritratti su misura di " personaggi e fatti puramente casuali " che casuali, poi, non è che lo siano proprio così strettamente.
    In un questo universo di storia pontina, battutacce, frecciatine acri, narrazioni divertenti e tristi, fabbrica quale immancabile luogo della coscienza e del ricordo collettivo e individuale, casacce, donne, mogli, compagne, compagni, fascisti, comunisti, socialisti e la trasformazione sociale dell'Italia all'interno del piccolo paradigma della FulgorCavi, si stagliano, immensi, loro due: Palude e il suo cuore un po' troppo... ballerino.
    Lettura non sempre scorrevole, ma di livello comunque superiore.
    In Italia qualcosa di interessante sembra essersi mosso dalla crisi in qua; vediamo dove vanno a finire questi autori da tempi duri e argomenti impegnati.
    Pennacchi c'è, per di più con una certa qualità.

    ha scritto il 

  • 5

    Non era ectoplasmatico

    Questo libro è stato pubblicato nel 1995 e l’anno successivo vinse il Premio Pisa.
    Nel 2000 l’autore decise di “rimaneggiarlo parecchio” inserendo anche un piccolo epilogo.
    L’autore è Antonio Pennacch ...continua

    Questo libro è stato pubblicato nel 1995 e l’anno successivo vinse il Premio Pisa.
    Nel 2000 l’autore decise di “rimaneggiarlo parecchio” inserendo anche un piccolo epilogo.
    L’autore è Antonio Pennacchi, lo stesso che ha scritto “Canale Mussolini”.
    Questo racconto in un certo senso introduce la storia di “Canale Mussolini” ed aiuta ad arricchirla di altri episodi.

    La lettura risulta veloce ed interessante, ricca di frasi espresse in dialetto veneto/pontino debitamente tradotte per chi non riesce a comprenderle.

    Ho trovato geniale l’idea di inserire varie figure onomatopeiche per produrre i vari suoni che circondano i personaggi.
    Molto spesso il lettore stesso riesce a sentire il rumore della motocicletta che sta arrivando oppure la pioggia che batte incessante.

    I temi trattati principalmente sono: le paludi Agro Pontine, amore, spettri e trapianti.

    In questo volume si raccontano le vicende di Bonfiglio Ferrari chiamato dagli amici Palude, il perché lo scoprirete leggendo il libro!

    La storia è ambientata a Littoria, attuale Latina della quale si narra anche la fondazione.
    Nella terra insalubre, risanata negli anni del Duce.

    La scrittura è diretta come un dialogo fra vecchi amici.
    Lo stile rimane ironico e talvolta derisorio tanto che spesso mentre lo si legge capita di sorridere delle vicende e dei dialoghi riportati.

    Lo scrittore ci descrive le “piazze squadrate”, le “strade larghe” e la miriade di piante di eucalipto.

    È un libro che mi è piaciuto moltissimo, lo consiglio a tutti perché anche se in parte è una leggenda, Pennacchi con il suo stile di scrittura riesce quasi a farla diventare reale.

    Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 2

    Dopo Canale MUssolini e Mammut mi sono convinta che Pennacchi non fa per me.
    La storia all'inizio mi stava quasi piacendo, ma poi ha degenerato;quado ho letto il Duce con Maria Goretti, mi sono chiest ...continua

    Dopo Canale MUssolini e Mammut mi sono convinta che Pennacchi non fa per me.
    La storia all'inizio mi stava quasi piacendo, ma poi ha degenerato;quado ho letto il Duce con Maria Goretti, mi sono chiesta dove fossero finiti Gargamella e Grande Puffo!

    ha scritto il 

  • 4

    Affabulazione

    Come molte delle mie recensioni,anche questa è decisamente di parte, perché Pennacchi mi ha conquistata sin dalla prima lettura (Il fasciocomunista). Palude si svolge dalle stesse parti, che poi sono ...continua

    Come molte delle mie recensioni,anche questa è decisamente di parte, perché Pennacchi mi ha conquistata sin dalla prima lettura (Il fasciocomunista). Palude si svolge dalle stesse parti, che poi sono le solite: Latina e dintorni. L'epos della pianura bonificata, con le storie dei personaggi che in vita sono già leggenda e dopo la vita si accompagnano con i santi e con la storia, mi incanta ogni volta. I colti diranno che questa poetica è già presente in altri autori nobili, Zavattini per esempio. Può darsi. Ma Pennacchi racconta come se bofonchiasse tra sé mentre lavora - memorabili i passaggi in punta di chiave inglese. O come se il suo narrare fosse un lungo filò sul muretto d'estate, in osteria d'inverno. Sarà che siamo padani, e i padani sotto tutti un po' matti, compreso Zavattini.

    ha scritto il 

  • 4

    Nel 1813 un Rossini ventunenne scrive un'opera, "Aureliano in Palmira" che dopo alcune rappresentazioni sparisce dalle scene. Tre anni dopo il musicista ne riciclerà l'Ouverture in quel capolavoro che ...continua

    Nel 1813 un Rossini ventunenne scrive un'opera, "Aureliano in Palmira" che dopo alcune rappresentazioni sparisce dalle scene. Tre anni dopo il musicista ne riciclerà l'Ouverture in quel capolavoro che è "Il barbiere di Siviglia". Pur senza essere Rossini, il Pennacchi qui ne riprende il modello. Pertanto si può scrivere l'equazione "palude:aureliano in palmira=canale mussolini:barbiere di siviglia". Con questo non voglio dire che "palude" sia un brutto libro, anzi. Semplicemente è un'opera minore che probabilmente non sarebbe stata ripubblicata se non ci fosse stato il successo di Canale Mussolini. Gli stessi ambienti, spesso gli stessi episodi, la stessa verve, ma meno omogenea e decisamete più "soprannaturale" del fratello maggiore. Dovendo leggere solo uno dei due non ci sono dubbi su quale scegliere... avendo del tempo e magari un po' di nostalgia delle "appi" diventa una piacevole ri-lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando il surreale diventa storia

    Un consiglio: leggete subito le note finali; entusiasmatevi per la descrizione del processo creativo e poi – ma solo poi – abbandonatevi alla trama: l’amore per l’onestà disarmante e disarmata di ques ...continua

    Un consiglio: leggete subito le note finali; entusiasmatevi per la descrizione del processo creativo e poi – ma solo poi – abbandonatevi alla trama: l’amore per l’onestà disarmante e disarmata di questa storia vi aiuterà a ignorarne i vizi (che ci sono) e ad assaporarne fino in fondo le virtù (che sono moltissime).
    Le paludi pontine, funestate dall’inedita coppia comica Duce-Cencelli, sono un Macondo fantastico in cui non è più possibile distinguere la leggenda dalla realtà, la suggestione dalla finzione narrativa.
    Il gusto del racconto, un sarcasmo tagliente e alcune trovate meravigliose (l’agonia di Maria Goretti è un pezzo di bravura) definiscono l’ossatura di un’opera che non vanta, forse, la dignità letteraria di Canale Mussolini, ma che cattura senz’altro la simpatia del lettore dalla prima all’ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro molto strano, con dei momenti interessanti in cui il libro somiglia a Canale Mussolini e altri (la maggior parte, sfortunatamente) nei quali diventa un libro molto pesante, parlando di politi ...continua

    Un libro molto strano, con dei momenti interessanti in cui il libro somiglia a Canale Mussolini e altri (la maggior parte, sfortunatamente) nei quali diventa un libro molto pesante, parlando di politica e guerre...

    ha scritto il