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Pamela, or Virtue Rewarded

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3.1
(684)

Language:English | Number of Pages: 380 | Format: Others | In other languages: (other languages) French , Italian , Spanish , Chi simplified

Isbn-10: 140683887X | Isbn-13: 9781406838879 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Romance

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Book Description
First published in 1740, this novel created an epoch in the history of English fiction, and, with its successors, exerted a wide influence upon Continental literature.
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  • 1

    Una porcheria ignominiosa

    E niente, su. Una delle peggiori porcherie su cui abbia mai poggiato gli occhi. Il fatto che abbia trecento anni, o giù di lì, non aggiunge fascino o pregio a questo insulso susseguirsi di sonnolente ...continue

    E niente, su. Una delle peggiori porcherie su cui abbia mai poggiato gli occhi. Il fatto che abbia trecento anni, o giù di lì, non aggiunge fascino o pregio a questo insulso susseguirsi di sonnolente svenevolezze in cui 'sta tizia, Pamela, predica una virtù talmente ferrea da far passare la voglia di praticarla.
    Nonostante i miei stoici sforzi per portarne a termine la lettura, mi sono vista costretta ad abbandonare quest'orrido libraccio pruriginoso, che trasuda ipocrisia, bassi istinti e una qualità letteraria che meglio mia nonna che buonanima aveva la quinta elementare.
    Insomma. Se vi piacciono (e reputate anche solo vagamente credibili) le storie in cui una tipa sviene PER ORE solo perché un uomo le sfiora le dita di una mano, accomodatevi, è il romanzo per voi. Altrimenti, risparmiatevi travasi di bile e ore preziose conservandovi per qualche vero capolavoro letterario.

    said on 

  • 4

    La scandalosa storia d'amore del ricco signor B. e di una diciassettenne di strepitosa avvenenza. Lo scandalo è che lui s'innamora davvero.

    No, Samuel Richardson non è uno pseudonimo di Ilda Bocassini.

    E continuando a parlare di letteratura, ora un commento più fedele al testo, come lo sarà Pamela al suo sposo.

    «Come bramo di fare del ben ...continue

    No, Samuel Richardson non è uno pseudonimo di Ilda Bocassini.

    E continuando a parlare di letteratura, ora un commento più fedele al testo, come lo sarà Pamela al suo sposo.

    «Come bramo di fare del bene!» esclama Pamela Andrews, esprimendo la sua eccitazione secondo il codice linguistico che si è consentita, e che sciocco sarei se dimenticassi – nonostante sia così facile dimenticarmelo – che Pamela è l'invenzione letteraria di un tipografo di circa cinquant'anni, con l'occhio rivolto alle richieste della clientela bacchettona ma con le due mani inzuppate nell'inchiostro fino ai gomiti.

    Samuel è la sua credibilissima Pamela, una fanciulla quindicenne che ha presso di sé tutte le grazie, la perfetta incarnazione della fregola di un moralista del Settecento. Pamela deve tutto ai suoi genitori, due poveracci i cui figli maschi hanno lasciato indebitati morendo anzitempo, e alla sua padrona morta a inizio di romanzo, che non l'ha mai pagata per il servizio, lasciandola alla bontà del suo caro figlio malandrino, quindi tanto giusta non me la racconta nemmeno la madre del signor B., come del resto non me la racconta Pamela, che per seicento pagine non fa che appellarsi ai suoi amatissimi genitori e alla cara padrona morta ma se non fosse stato per il padre, che copre due volte a piedi il tragitto tra la sua casupola e la casa di servizio di Pamela, lei avrebbe continuato a rimandare l'ambito incontro, così come è stato con la madre: il romanzo finisce e Pamela continua a scriverle lettere, quasi temesse che se un bel giorno venisse anche lei a trovarla, poi con la scusa di mandarle a chi avrebbe potuto continuare a redigerne? E non conosco i costumi nell'Inghilterra dell'epoca, ma di fare una capatina sulla tomba della cara padrona morta non se ne fa mai parola.

    Le cinicherie sul “Pamela” si sprecavano già nel Settecento, quindi farne altre e adesso sarebbe mooolto poco originale, mentre originalissimo è stato il romanzo allora, e lo è ancora adesso: la struttura è parecchio azzardata, lo svolgimento della vicenda prende la sua piega perché i personaggi al suo interno leggono il romanzo stesso, ovvero le lettere che lo compongono, mentre Pamela le scrive, e il signor B. non avrebbe infine rinunciato ai suoi tutto sommato fiacchi tentativi di violenza se non avesse conosciuto Pamela attraverso la sua capacità di scrivere, di scriversi, di rivelarsi inventandosi con le sue parole, rivelando gli altri a se stessi tramite i suoi giudizi, con il suo stile. Le menate contemporeanee sull'autoficion ci fanno una figura drammatica da bamboccioni, al cospetto del romanzo di Richardson.

    Il signor B., alla lunga, si scopre essere una pastasciutta d'uomo: duella per gli amici, se ingravida una donna fa il gesto di seguirla fino in Giamaica e continua a prendersi cura dell'illegittima nata dalla relazione, fa quattrini semplicemente spostando un dito, e ha una discreta passione per le belle lettere. Siccome ogni interpretazione personale è ben accetta, io scommetto che il signor B. abbia tormentato Pamela per il gusto di farle scrivere altre letterine e di potersele poi leggere nel suo studio, perché prima di Pamela, e di Richardson, un romanzo bello da leggere proprio non c'era. Un sadico intellettuale ben più raffinato di quel meccanico teatrale di De Sade.

    Pamela, da parte sua, essendo come detto l'incarnazione della donna perfetta secondo il borghese Samuel Richardson, è tutta una furia quando si tratta di difendere la sua verginità contro i soprusi del suo padrone, una che ci sta subito attizza solo le persone equilibrate o sfigate croniche, mica i viziati dalla sazietà alla nascita, e per le prime quattrocento pagine e dopo l'ennesima volta che la sua ripartenza verso casa dei suoi viene rimandata per un altro nonnulla catastrofico, io sono rimasto in completa ammirazione per lo scrittore, per la sua bravura nel dare al tutto grande verosimiglianza, anche se è proprio ai limiti dell'assurdo che una ragazza di poi compiuti sedici anni, succeda quel che le succeda, trovi sempre il modo di mettersi composta da qualche parte a scrivere il resoconto della giornata, o delle ultime due giornate, o dell'ultima ora o degli ultimi dieci minuti, neanche mantenesse un blog aggiornato in tempo quasi reale. A preferenze sessuali non è che mi discosti molto da un borghese del Settecento, lo dico!

    Quel che però non era riuscita a fare la minaccia della violenza carnale, riesce alle dichiarazioni d'amore più damerino: a Pamela basta il signor B. le faccia la sua dichiarazione d'amore senza trucchi e senza inganni perché diventi la donnina scendiletto dei sogni di tutt'e due, una sottomessa persa, addio dignità tanto è diventata la moglie ex-povera di un ricco garantito, e se non fosse stato per le sciabolate dialettiche poi scambiate con la sorella del suo due volte padrone poiché anche marito signor B. il romanzo si sarebbe potuto chiudere quando – ma come? – la cerimonia delle nozze non è stata interrotta dall'ennesima rottura di cuffia nella cappelletta.

    La rovina di Pamela è stato l'amore a lieto fine. Però secondo wikipedia c'è un continuo del romanzo dove a Pamela dicono peste e corna, ma non alla lettera.

    E che classe, Richardson, quando fa sposare il signor B. e Pamela e nelle lettere di Pamela – e ci sta, è ai suoi genitori che scrive, viva la decenza – non fa trapelare niente sulla prima notte, non ne fa un cenno che sia uno. A Pamela era il disonore a terrorizzarla: del resto è golosissima, al punto da non farne finire una briciolina, nei suoi scritti. Per esser rincuorato e star certo che i due dormano assieme e che Pamela non continui con i suoi isterismi di pudicizia ci vuole di nuovo la sorella del signor B., che li becca, scandalizzata, tutt'e due nel letto dove lei è stata concepita: ah, che sollievo!

    E che a Richardson non manchi l'ironia mondana poi sfoggiata da Fielding – il quale, per me, nemmeno nel suo Tom Jones ottiene la simpatia intrigante che sornionamente si sprigiona qua e là in Pamela – lo dimostra la frase con la quale glissa sulla gravidanza indesiderata di una delle prime amanti dell'allor minorenne Signor B. : “l'effetto dei loro frequenti colloqui divenne troppo evidente per potersi nascondere.” Ripeto: che classe.

    Richardson ci tiene a farci sapere quante volte Pamela frigna, sviene e si butta ginocchioni a pregare perché chi ci sia in giro lo senta e al signor B. cadano le braccia e non le braghe, ma una che si butta ginocchioni ai tuoi piedi stringendosi alle tue gambe per pregarti di lasciarla stare credo sia una topica del bondage dai secoli dei secoli; le fa fare continui attestati di umiltà ma le fa anche confessare che le è bastato provare a raschiare un piatto di feltro per farsi uscire due vescichette alle mani, insomma il primo a spandere ironia inglesissima suoi suoi personaggi – dai servi di casa, uno più doppiogiochista dell'altro, ai sacerdoti puritani, vigliacchi ciascuno a modo suo, fino alla media nobiltà tra i cui membri non ce ne è uno che si discosti dalla mediocrità ciarliera, dal gusto del pettegolezzo per le donne e dell'elogio ammiccante per gli uomini – è lui, e quando ormai non c'è più da contare su Pamela per smascherare l'infantilismo del viziatissimo signor B, ci pensa Richardson, mettendogli in bocca, testimoniano le lettere, le teorie più imbarazzanti: va bene se un uomo sposa la sua cameriera ma mai sia che una donna sposi il suo stalliere; le donne per meritarsi l'amore di un uomo devono fare di lui il loro gelosissimo dio in terra; se il negretto mandato dalla Giamaica per occuparsi di una figlia illegittima muore di colera nel giro di pochi mesi non c'è da spenderci più di un rigo sopra. E questo è la luce degli occhi di Pamela, che ci vedeva meglio quando se li annegava nelle lacrime di disperazione.

    Che romanzo spassoso, com'è avvincente l'impertinenza di Pamela, il suo appropriarsi del linguaggio dei suoi nemici per rivoltarglielo contro.

    Perché, diabolicamente pia Pamela, hai rinunciato al mio divertimento per sposarti bene e sistemare a vita te, la tua famiglia e tutta la tua discendenza con quell'imbusto del signor B. di Brendon-Hill che secondo me a breve acquisterà anche una squadra di football inglese e che proverà a ottenere il monopolio delle tipografie della contea?

    Più leggo i romanzi inglesi sette-ottocenteschi e più capisco perché allora si dicesse che non fossero adatti alle signore e perché ora li si vorrebbe far passare per romanzi per signore e basta: prima non si voleva che le donne li leggessero, ora si preferirebbe che non li leggessero nemmeno gli uomini.

    Quando la letteratura ribalta di fatto l'ordine sociale – una servetta che sposa il padrone è come se oggi un operaio della FCA (l'ex-FIAT, sapete) se ne intendesse di fantafinanza al punto di far innamorare di sé la ex moglie di Marchionne (a parità di gergo manageriale, lei preferisce quello a cui la tuta dona di più specie quando gli tira giù la zip) la quale diventa la sua ex proprio per togliersi il capriccio di star con il bel operaio, che è anche il front-man di una cover band heavy metal che suona alle feste aziendali, com'era fiero Marchionne di aver deposto un fondo per l'iniziativa, e che prima di lasciarlo si è intortato Marchionne come lui s'è intortato tutti gli italiani, riuscendo a farsi intestare tutto, ma: tuttora!, e l'operaio, impalmato, sarà felice di farsi praticare il fisting da lei, come prima da lui, pensando: prima di me anche Marchionne pretendeva il fisting da sua moglie – è rivoluzionaria e vale dal momento in cui è stata scritta, e pubblicata, al momento dell'ultima sua lettura avvenuta, sempre che chi legge la sappia leggere con i giusti occhi, quelli per intenderci di una Pamela che brama per cambiare la sua vita e le leggi consuetudinarie che la sovradeterminano da così a così.

    said on 

  • 2

    Non posso dire che non mi abbia svagato. L'ho comprato appena l'ho trovato in traduzione italiana, e mi ha fatto passare delle buone ore di sana distrazione. Ma chi apprezza i toni delicati e precisi, ...continue

    Non posso dire che non mi abbia svagato. L'ho comprato appena l'ho trovato in traduzione italiana, e mi ha fatto passare delle buone ore di sana distrazione. Ma chi apprezza i toni delicati e precisi, i personaggi cesellati dalle abili mani di Jane Austen, non può infine non condividerne il severo giudizio: quanti svenimenti, quante lacrime, quante prediche – e insieme, quanta falsa pruderie, nella storia di questa 'serva padrona'! Il parallelo che molti fanno con O&P mi sembra quasi offensivo nei confronti della sua autrice.

    said on 

  • 4

    divertente e pungente..in alcuni tratti ripetitivo. Il romanzo epistolare non è il genere che preferisco ma questo libro non è male!!

    Lady Davers è insopportabile!!

    said on 

  • 3

    ce l'ho fatta. In 8 mesi circa. e' un libro lento, prolisso, pieno di retorica, al punto che mentre lo leggi puoi capire perché Fielding ha scritto Shamela prendendo in giro l'autore. eppure, qualcosa ...continue

    ce l'ho fatta. In 8 mesi circa. e' un libro lento, prolisso, pieno di retorica, al punto che mentre lo leggi puoi capire perché Fielding ha scritto Shamela prendendo in giro l'autore. eppure, qualcosa, scavando sotto la patina degli anni e delle usanze, dei luoghi comuni c'è, ed è qualcosa che non si trova facilmente nei libri di oggi: l'insegnare il rispetto come base della convivenza sociale. e non è poco. giustifica il martirio della lettura.

    said on 

  • 3

    Pamela è la cameriera personale di una donna facoltosa, alla morte di quest'ultima viene affidata, con tutta la servitù, al figlio della "padrona" Mr B.. Pamela è una ragazza molto bella e, seppur di ...continue

    Pamela è la cameriera personale di una donna facoltosa, alla morte di quest'ultima viene affidata, con tutta la servitù, al figlio della "padrona" Mr B.. Pamela è una ragazza molto bella e, seppur di umili origini, è molto ben educata ed eccelle in tutto ciò che fa: canto, ricamo, scrittura ecc.. (Insomma, qualcuno direbbe che per essere perfetta le mancava solo un difetto!) E' timorata di Dio e reputa la sua Virtù (parola chiave del romanzo) il suo bene più prezioso da difendere a costo della vita. Per virtù qui altro non si intende che la sua verginità. Questa fanciulla così perfetta non poteva non attirare l'attenzione di quel libertino del suo padrone che tenterà più volte di attentare con la forza alla sua virtù (le descrizioni di questi tentativi rivelano una sorta di morbosità e di sensualità repressa che stridono con le finalità edificanti che Richardson si proponeva).
    Ma la nostra eroina, a suon di svenimenti e lacrime, riuscirà a tenersi "onesta" e a far fruttare al massimo la sua Virtù: riuscirà infatti a farsi sposare dal suo nobile padrone.
    Pamela di Richardson è, in generale, abbastanza interessante, anche se diverse parti del romanzo sono piuttosto noiose e ripetitive. Lo stile epistolare mi piace molto: secondo me, permette al lettore di sentirsi ancora più coinvolto nella vicenda, nella disavventure della giovane e, sicuramente, di gioire ancora di più al momento del meritato lieto fine.
    Questo romanzo è diviso in due parti ed è lunghissimo (nell'edizione Garzanti, questo romanzo epistolare è di 1060 pagine, se non mi sbaglio!). Direi che la parte che mi è piaciuta di più è la prima, perchè c'è un pò d'interesse per gli sviluppi della trama e l'autore trova sempre dei colpi di scena, alcuni inaspettati, altri più banali per attirare l'attenzione del lettore. La seconda, invece, l'ho trovata noiosa.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Pamela Sue e la sua virtù

    In realtà sarebbero tre stelle e mezzo, proprio come la media voti di aNobii, ma preferisco arrotondare a quattro perché tre sarebbero comunque poche.
    Preambolo a parte, per certi tratti la lettura ri ...continue

    In realtà sarebbero tre stelle e mezzo, proprio come la media voti di aNobii, ma preferisco arrotondare a quattro perché tre sarebbero comunque poche.
    Preambolo a parte, per certi tratti la lettura risulta forse un po' pesante, ma nell'insieme il libro scorre piuttosto celermente. La trama di per sé è abbastanza semplice e ha fornito spunti e ispirazioni per molte altre opere (soprattutto televisive, credo), risultando un inno di umiltà e virtù contro l'alterigia, l'arroganza e la superficialità. Certo i costumi sono ormai cambiati ed è anche giusto così; tuttavia, in cuor mio penso che dalle avventure di questa cameriera elevata alla condizione di dama tramite un matrimonio d'amore si possano imparare la moderazione e il rispetto verso gli altri - e prima ancora verso se stessi.
    Inoltre, a chi ha paragonato questo romanzo a un banalissimo Harmony, risponde che, per lo meno, oltre ad essere scritto con maestria maggiore, Pamela di Richardson ispira sentimenti di gran lunga superiori.

    In ultimo, dirò una sciocchezza: leggendo di Pamela, non ho potuto non pensare alla leggendaria figura di Mary Sue.

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  • 3

    telenovela del '700

    la virtù ricompensata, per la sedicenne servetta che subisce molestie dal padrone, non può essere che la strenua difesa della verginità.
    La ragazza mostra fermezza ma anche astuzia, ricorda Rosina con ...continue

    la virtù ricompensata, per la sedicenne servetta che subisce molestie dal padrone, non può essere che la strenua difesa della verginità.
    La ragazza mostra fermezza ma anche astuzia, ricorda Rosina con le sue cento trappole (prima di cedere, of course); e tutto viene minuziosamente descritto nelle lettere ai genitori e in un diario, dando un quadro interessante dei costumi inglesi dell'epoca.
    Dopo 350 pagine, al giovanotto non resta che proporre il matrimonio e mi sono chiesta che altro poteva succedere nelle 300 successive: il riconoscimento da parte della nobile società e della famiglia del marito di tutte le qualità della virtuosa fanciulla!- sempre dettagliatamente narrato nelle lettere ai genitori. E poi c'è chi critica SMS e social network.
    L'introduzione di Masolino d'Amico oltre che utile è piacevole e arguta. Però Clarissa me lo risparmio.

    said on 

  • 4

    Mia madre aveva (ed ho) una vecchissima riduzione in forma non epistolare ... ricordo anche che nel 1953 o 1954 ne fecero una riduzione radiofonica alle 9 del mattino che, credo, nessuna casalinga ita ...continue

    Mia madre aveva (ed ho) una vecchissima riduzione in forma non epistolare ... ricordo anche che nel 1953 o 1954 ne fecero una riduzione radiofonica alle 9 del mattino che, credo, nessuna casalinga italiana perdeva. Scusate la reiterazione di un vecchio concetto: oggi, le casalinghe che girano per casa alle nove del mattino a sfaccendare, cosa ascoltano, cosa viene proposto?

    Perché riparlare di Pamela o la virtù premiata oggi?

    La Cenerentola degli anni Ottanta era Pretty woman; quella di oggi è la protagonista delle Cinquanta sfumature.

    Ora il sesso è stato sdoganato (con perdita dell’adrenalitico senso del peccato), si simulano amplessi in pubblicità che vengono trasmesse in qualsiasi orario, si sorride con aria saputa quando se ne parla (tutte Messaline nell’alcova). Però si spendono sempre soldi per un abito bianco e matrimonio in chiesa (magari ci si è entrate l’ultima volta ai tempi della Cresima), il massimo della trasgressione è l’abito colorato (anche nero, che ribellione) o tette e schiene esposte al piacere dell’officiante e del pubblico. Parlo sempre del 51%, il 49% non conta. Come la storia dei polli.

    Questo romanzo, scritto da un uomo, per di più commerciante, fu il must della sua epoca, che era il 1740. Già, quasi 50 anni prima della rivoluzione francese.
    E’ scritto sotto forma di lettere (quasi tutte di Pamela al padre) o di brani di diario della protagonista. All’epoca era un sistema di moda. Ed e’ stato sicuramente letto da E.L. James.

    Non è che i rapporti sessuali a largo spettro siano figli del nostro tempo, anche nel 1740 si davano da fare come matti e in una varietà a cui credo che non si sia aggiunto molto, direi nulla.
    Ma proprio perché erano così inflazionati dal libertinaggio, fece grande successo la storia di una che non la da. Forse erano più originali di noi, togliete pure il forse.
    Forse vi era una necessità di moralismo nella società borghese che stava diventando sempre più presente.
    Nel 1722 era uscito Moll Flanders, che però era dichiaratamente un memoria pubblica della vita di Moll. Pamela è invece una storia privata. Tutta la vicenda alla fine della quale Pamela conquisterà il suo premio, può farla sembrare calcolatrice, tesa ad un’arrampicata sociale in sui la sua rettitudine è un mezzo non una virtù in se stessa. Ebbene, se fosse così, qual è la sorpresa? Quale altro sistema rimane alla ragazzina sulla strada che la porterebbe ad essere una nuova Moll?
    Per non parlare della frustrazione sessuale di entrambi i protagonisti. Tra l’eccitazione della sensualità e il sogno di Cenerentola, fu inevitabile il successo, sia tra i borghesi repressi che tra i poveri sognatori.

    Una servetta di 14/15 anni, molto ma molto carina, piace tanto al suo padrone, ricco, bello, autoritario, abituato ad essere obbedito e con un segreto doloroso alle spalle (lettrici di Mr Grey, vi dice qualcosa?). Viene circuita in mille modi, quasi stuprata, ma resiste: eppure il suo duca le piace tanto! Dopo una serie di imbrogli, ricatti, tenerezze, il duca si deciderà: se proprio la vuole, la deve sposare. E non è che lei accetti subito, visto che non si fida. Quando lo farà e finalmente si sposeranno, dovrà mettere tutto il suo impegno (visto che la verginità ormai non richiedeva sforzi ulteriori) nel farsi accettare dalla società di lui.

    La scrittura in forma di lettera/diario può non apparire agevole, però è un’ottima scrittura. Se uno lo legge dopo la James, lo troverà difficoltoso. Ma questo non credo vada a detrimento di Pamela.

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  • 3

    La trama di per sè non è brutta, anche se al lettore moderno potrebbe apparire sciocca o banale, ma vanno considerati i tempi di pubblicazione (parliamo della metà del Settecento), quindi ripeto che i ...continue

    La trama di per sè non è brutta, anche se al lettore moderno potrebbe apparire sciocca o banale, ma vanno considerati i tempi di pubblicazione (parliamo della metà del Settecento), quindi ripeto che il "problema" non è che la protagonista sia una sedicenne di buona famiglia, tanto bella quanto cattolicissima e assolutamente devota, d'animo pio, buono, desiderosa di mantenere la propria virtù a tutti i costi...; non è neanche che il protagonista maschile sia un giovanotto nobile e scanzonato, arrogante e poco rispettoso dei valori morali e religiosi della ragazza desiderata e che cerchi in tutti i modi di farla cedere...
    Gli aspetti che non mi hanno entusiasmato di questo romanzo, sono stati:
    - il carattere stesso della giovanissima Pamela; ok la purezza e la ferma intenzione di mantenerla (scelta, in fondo, ancora adesso presente nella mentalità e nella concezione di tanti giovani, di restare puri fino al matrimonio; sì, ok, non sarà una cosa frequente, ma ce ne sono), ma lei ha esagerato anche nelle reazioni ogni qualvolta si trovava in presenza del seduttore, il conte di Belfort.... Sembrava fosse in presenza di uno stupratore seriale....
    - l'esagerazione dell'Autore nel presentarci il protagonista di sesso maschile quale antagonista di Pamela, portando quasi all'eccesso e all'estremo la sua ossessione per la fanciulla e il desiderio prepotente di possederla, di non rispettare la sua volontà... Richardson me l'ha dipinto come un mostro o quasi, ecco.... Non solo: un rapitore di bassa lega....
    Il dubbio che Pamela fosse l'unica donna appetibile nelle vicinanze m'è venuto, lo ammetto...
    - dialoghi un po' noiosetti, patetici, situazioni che si sarebbero potute sbrigare con poco ed invece allungate fino a rendere il tutto prolisso, oltre che inutile nell'economia della narrazione.
    - per quanto apprezzi le sequenze riflessive, in un romanzo, in modo da avere un quadro dei profili psicologici dei personaggi principali anche il questo caso... ne ho ravvisato un eccesso, che mi ha dato a noia (non s'era capito, eh...? ^_^)
    mi rendo conto che si tratta pur sempre di un classico e che evidentemente l'intento dell'Autore era proprio quello di mostrarci come la coerenza e la dirittura morale di una giovinetta sola ma con le idee chiare, riesca non solo a farla resistere alle tentazioni di un baldo giovane, di cui è tra l'altro innamorata, pur di non disonorare se stessa e la famiglia, ma questa stessa coerenza conduca al ravvedimento lo stesso "cattivone"...!!

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