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Pamela, or Virtue Rewarded

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3.1
(665)

Language:English | Number of Pages: 380 | Format: Others | In other languages: (other languages) French , Italian , Spanish

Isbn-10: 140683887X | Isbn-13: 9781406838879 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Romance

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Book Description
First published in 1740, this novel created an epoch in the history of English fiction, and, with its successors, exerted a wide influence upon Continental literature.
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  • 4

    divertente e pungente..in alcuni tratti ripetitivo. Il romanzo epistolare non è il genere che preferisco ma questo libro non è male!!

    Lady Davers è insopportabile!!

    said on 

  • 3

    ce l'ho fatta. In 8 mesi circa. e' un libro lento, prolisso, pieno di retorica, al punto che mentre lo leggi puoi capire perché Fielding ha scritto Shamela prendendo in giro l'autore. eppure, qualcosa, scavando sotto la patina degli anni e delle usanze, dei luoghi comuni c'è, ed è qualcosa che no ...continue

    ce l'ho fatta. In 8 mesi circa. e' un libro lento, prolisso, pieno di retorica, al punto che mentre lo leggi puoi capire perché Fielding ha scritto Shamela prendendo in giro l'autore. eppure, qualcosa, scavando sotto la patina degli anni e delle usanze, dei luoghi comuni c'è, ed è qualcosa che non si trova facilmente nei libri di oggi: l'insegnare il rispetto come base della convivenza sociale. e non è poco. giustifica il martirio della lettura.

    said on 

  • 3

    Pamela è la cameriera personale di una donna facoltosa, alla morte di quest'ultima viene affidata, con tutta la servitù, al figlio della "padrona" Mr B.. Pamela è una ragazza molto bella e, seppur di umili origini, è molto ben educata ed eccelle in tutto ciò che fa: canto, ricamo, scrittura ec ...continue

    Pamela è la cameriera personale di una donna facoltosa, alla morte di quest'ultima viene affidata, con tutta la servitù, al figlio della "padrona" Mr B.. Pamela è una ragazza molto bella e, seppur di umili origini, è molto ben educata ed eccelle in tutto ciò che fa: canto, ricamo, scrittura ecc.. (Insomma, qualcuno direbbe che per essere perfetta le mancava solo un difetto!) E' timorata di Dio e reputa la sua Virtù (parola chiave del romanzo) il suo bene più prezioso da difendere a costo della vita. Per virtù qui altro non si intende che la sua verginità. Questa fanciulla così perfetta non poteva non attirare l'attenzione di quel libertino del suo padrone che tenterà più volte di attentare con la forza alla sua virtù (le descrizioni di questi tentativi rivelano una sorta di morbosità e di sensualità repressa che stridono con le finalità edificanti che Richardson si proponeva).
    Ma la nostra eroina, a suon di svenimenti e lacrime, riuscirà a tenersi "onesta" e a far fruttare al massimo la sua Virtù: riuscirà infatti a farsi sposare dal suo nobile padrone.
    Pamela di Richardson è, in generale, abbastanza interessante, anche se diverse parti del romanzo sono piuttosto noiose e ripetitive. Lo stile epistolare mi piace molto: secondo me, permette al lettore di sentirsi ancora più coinvolto nella vicenda, nella disavventure della giovane e, sicuramente, di gioire ancora di più al momento del meritato lieto fine.
    Questo romanzo è diviso in due parti ed è lunghissimo (nell'edizione Garzanti, questo romanzo epistolare è di 1060 pagine, se non mi sbaglio!). Direi che la parte che mi è piaciuta di più è la prima, perchè c'è un pò d'interesse per gli sviluppi della trama e l'autore trova sempre dei colpi di scena, alcuni inaspettati, altri più banali per attirare l'attenzione del lettore. La seconda, invece, l'ho trovata noiosa.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Pamela Sue e la sua virtù

    In realtà sarebbero tre stelle e mezzo, proprio come la media voti di aNobii, ma preferisco arrotondare a quattro perché tre sarebbero comunque poche.
    Preambolo a parte, per certi tratti la lettura risulta forse un po' pesante, ma nell'insieme il libro scorre piuttosto celermente. La trama ...continue

    In realtà sarebbero tre stelle e mezzo, proprio come la media voti di aNobii, ma preferisco arrotondare a quattro perché tre sarebbero comunque poche.
    Preambolo a parte, per certi tratti la lettura risulta forse un po' pesante, ma nell'insieme il libro scorre piuttosto celermente. La trama di per sé è abbastanza semplice e ha fornito spunti e ispirazioni per molte altre opere (soprattutto televisive, credo), risultando un inno di umiltà e virtù contro l'alterigia, l'arroganza e la superficialità. Certo i costumi sono ormai cambiati ed è anche giusto così; tuttavia, in cuor mio penso che dalle avventure di questa cameriera elevata alla condizione di dama tramite un matrimonio d'amore si possano imparare la moderazione e il rispetto verso gli altri - e prima ancora verso se stessi.
    Inoltre, a chi ha paragonato questo romanzo a un banalissimo Harmony, risponde che, per lo meno, oltre ad essere scritto con maestria maggiore, Pamela di Richardson ispira sentimenti di gran lunga superiori.

    In ultimo, dirò una sciocchezza: leggendo di Pamela, non ho potuto non pensare alla leggendaria figura di Mary Sue.

    said on 

  • 3

    telenovela del '700

    la virtù ricompensata, per la sedicenne servetta che subisce molestie dal padrone, non può essere che la strenua difesa della verginità.
    La ragazza mostra fermezza ma anche astuzia, ricorda Rosina con le sue cento trappole (prima di cedere, of course); e tutto viene minuziosamente descritto ...continue

    la virtù ricompensata, per la sedicenne servetta che subisce molestie dal padrone, non può essere che la strenua difesa della verginità.
    La ragazza mostra fermezza ma anche astuzia, ricorda Rosina con le sue cento trappole (prima di cedere, of course); e tutto viene minuziosamente descritto nelle lettere ai genitori e in un diario, dando un quadro interessante dei costumi inglesi dell'epoca.
    Dopo 350 pagine, al giovanotto non resta che proporre il matrimonio e mi sono chiesta che altro poteva succedere nelle 300 successive: il riconoscimento da parte della nobile società e della famiglia del marito di tutte le qualità della virtuosa fanciulla!- sempre dettagliatamente narrato nelle lettere ai genitori. E poi c'è chi critica SMS e social network.
    L'introduzione di Masolino d'Amico oltre che utile è piacevole e arguta. Però Clarissa me lo risparmio.

    said on 

  • 4

    Mia madre aveva (ed ho) una vecchissima riduzione in forma non epistolare ... ricordo anche che nel 1953 o 1954 ne fecero una riduzione radiofonica alle 9 del mattino che, credo, nessuna casalinga italiana perdeva. Scusate la reiterazione di un vecchio concetto: oggi, le casalinghe che girano per ...continue

    Mia madre aveva (ed ho) una vecchissima riduzione in forma non epistolare ... ricordo anche che nel 1953 o 1954 ne fecero una riduzione radiofonica alle 9 del mattino che, credo, nessuna casalinga italiana perdeva. Scusate la reiterazione di un vecchio concetto: oggi, le casalinghe che girano per casa alle nove del mattino a sfaccendare, cosa ascoltano, cosa viene proposto?

    Perché riparlare di Pamela o la virtù premiata oggi?

    La Cenerentola degli anni Ottanta era Pretty woman; quella di oggi è la protagonista delle Cinquanta sfumature.

    Ora il sesso è stato sdoganato (con perdita dell’adrenalitico senso del peccato), si simulano amplessi in pubblicità che vengono trasmesse in qualsiasi orario, si sorride con aria saputa quando se ne parla (tutte Messaline nell’alcova). Però si spendono sempre soldi per un abito bianco e matrimonio in chiesa (magari ci si è entrate l’ultima volta ai tempi della Cresima), il massimo della trasgressione è l’abito colorato (anche nero, che ribellione) o tette e schiene esposte al piacere dell’officiante e del pubblico. Parlo sempre del 51%, il 49% non conta. Come la storia dei polli.

    Questo romanzo, scritto da un uomo, per di più commerciante, fu il must della sua epoca, che era il 1740. Già, quasi 50 anni prima della rivoluzione francese.
    E’ scritto sotto forma di lettere (quasi tutte di Pamela al padre) o di brani di diario della protagonista. All’epoca era un sistema di moda. Ed e’ stato sicuramente letto da E.L. James.

    Non è che i rapporti sessuali a largo spettro siano figli del nostro tempo, anche nel 1740 si davano da fare come matti e in una varietà a cui credo che non si sia aggiunto molto, direi nulla.
    Ma proprio perché erano così inflazionati dal libertinaggio, fece grande successo la storia di una che non la da. Forse erano più originali di noi, togliete pure il forse.
    Forse vi era una necessità di moralismo nella società borghese che stava diventando sempre più presente.
    Nel 1722 era uscito Moll Flanders, che però era dichiaratamente un memoria pubblica della vita di Moll. Pamela è invece una storia privata. Tutta la vicenda alla fine della quale Pamela conquisterà il suo premio, può farla sembrare calcolatrice, tesa ad un’arrampicata sociale in sui la sua rettitudine è un mezzo non una virtù in se stessa. Ebbene, se fosse così, qual è la sorpresa? Quale altro sistema rimane alla ragazzina sulla strada che la porterebbe ad essere una nuova Moll?
    Per non parlare della frustrazione sessuale di entrambi i protagonisti. Tra l’eccitazione della sensualità e il sogno di Cenerentola, fu inevitabile il successo, sia tra i borghesi repressi che tra i poveri sognatori.

    Una servetta di 14/15 anni, molto ma molto carina, piace tanto al suo padrone, ricco, bello, autoritario, abituato ad essere obbedito e con un segreto doloroso alle spalle (lettrici di Mr Grey, vi dice qualcosa?). Viene circuita in mille modi, quasi stuprata, ma resiste: eppure il suo duca le piace tanto! Dopo una serie di imbrogli, ricatti, tenerezze, il duca si deciderà: se proprio la vuole, la deve sposare. E non è che lei accetti subito, visto che non si fida. Quando lo farà e finalmente si sposeranno, dovrà mettere tutto il suo impegno (visto che la verginità ormai non richiedeva sforzi ulteriori) nel farsi accettare dalla società di lui.

    La scrittura in forma di lettera/diario può non apparire agevole, però è un’ottima scrittura. Se uno lo legge dopo la James, lo troverà difficoltoso. Ma questo non credo vada a detrimento di Pamela.

    said on 

  • 3

    La trama di per sè non è brutta, anche se al lettore moderno potrebbe apparire sciocca o banale, ma vanno considerati i tempi di pubblicazione (parliamo della metà del Settecento), quindi ripeto che il "problema" non è che la protagonista sia una sedicenne di buona famiglia, tanto bella quanto ca ...continue

    La trama di per sè non è brutta, anche se al lettore moderno potrebbe apparire sciocca o banale, ma vanno considerati i tempi di pubblicazione (parliamo della metà del Settecento), quindi ripeto che il "problema" non è che la protagonista sia una sedicenne di buona famiglia, tanto bella quanto cattolicissima e assolutamente devota, d'animo pio, buono, desiderosa di mantenere la propria virtù a tutti i costi...; non è neanche che il protagonista maschile sia un giovanotto nobile e scanzonato, arrogante e poco rispettoso dei valori morali e religiosi della ragazza desiderata e che cerchi in tutti i modi di farla cedere...
    Gli aspetti che non mi hanno entusiasmato di questo romanzo, sono stati:
    - il carattere stesso della giovanissima Pamela; ok la purezza e la ferma intenzione di mantenerla (scelta, in fondo, ancora adesso presente nella mentalità e nella concezione di tanti giovani, di restare puri fino al matrimonio; sì, ok, non sarà una cosa frequente, ma ce ne sono), ma lei ha esagerato anche nelle reazioni ogni qualvolta si trovava in presenza del seduttore, il conte di Belfort.... Sembrava fosse in presenza di uno stupratore seriale....
    - l'esagerazione dell'Autore nel presentarci il protagonista di sesso maschile quale antagonista di Pamela, portando quasi all'eccesso e all'estremo la sua ossessione per la fanciulla e il desiderio prepotente di possederla, di non rispettare la sua volontà... Richardson me l'ha dipinto come un mostro o quasi, ecco.... Non solo: un rapitore di bassa lega....
    Il dubbio che Pamela fosse l'unica donna appetibile nelle vicinanze m'è venuto, lo ammetto...
    - dialoghi un po' noiosetti, patetici, situazioni che si sarebbero potute sbrigare con poco ed invece allungate fino a rendere il tutto prolisso, oltre che inutile nell'economia della narrazione.
    - per quanto apprezzi le sequenze riflessive, in un romanzo, in modo da avere un quadro dei profili psicologici dei personaggi principali anche il questo caso... ne ho ravvisato un eccesso, che mi ha dato a noia (non s'era capito, eh...? ^_^)
    mi rendo conto che si tratta pur sempre di un classico e che evidentemente l'intento dell'Autore era proprio quello di mostrarci come la coerenza e la dirittura morale di una giovinetta sola ma con le idee chiare, riesca non solo a farla resistere alle tentazioni di un baldo giovane, di cui è tra l'altro innamorata, pur di non disonorare se stessa e la famiglia, ma questa stessa coerenza conduca al ravvedimento lo stesso "cattivone"...!!

    said on 

  • 4

    Tre stelle e mezzo

    Stasera si alzarono da tavola discutendo ancora dell’immenso romanzo di Samuel Richardson, Pamela.
    “Secondo voi le dimensioni del libro sono giustificate dalla complessità della storia?” domandò Grey, sporgendosi in avanti per accendersi un sigaro spuntato alla fiamma della candela sulla
    ...continue

    Stasera si alzarono da tavola discutendo ancora dell’immenso romanzo di Samuel Richardson, Pamela.
    “Secondo voi le dimensioni del libro sono giustificate dalla complessità della storia?” domandò Grey, sporgendosi in avanti per accendersi un sigaro spuntato alla fiamma della candela sulla credenza. “Dopotutto deve rappresentare una grossa spesa per l’editore, oltre che richiedere al lettore un notevole sforzo, un libro di quella lunghezza.”
    Fraser sorrise. Poiché al canto suo non fumava, aveva deciso di bere Porto, stasera, essendo l’unica bevanda alcolica il cui gusto non sarebbe stato guastato dal puzzo del tabacco.
    “Quanto è lungo, duecento pagine? Aye, credo di sì. Dopotutto è difficile riassumere le complicazioni di una vita in uno spazio breve, se si spera di comporre un resoconto accurato.”
    “Vero. C’è chi sostiene, tuttavia, che l’arte di un romanziere risieda nell’abile selezione dei dettagli. Non credete che un volume di quella lunghezza possa indicare una mancanza di disciplina in una simile selezione, e di conseguenza una mancanza di abilità?”
    Fraser ci pensò su, sorseggiando lentamente il liquido color rubino.
    “Ho visto libri in cui in effetti è così, certo” rispose. “Libri in cui l’autore cerca di convincere chi legge sommergendolo con un vero e proprio fiume di dettagli. Ma non mi sembra il caso di questo libro in particolare. Qui ogni personaggio è attentamente ponderato, e tutti gli eventi scelti sono necessari alla storia. No, io credo che alcune storie richiedano semplicemente più spazio per essere raccontate”. Bevve un altro sorso e scoppiò a ridere.
    “Certo, devo ammettere una certa parzialità al riguardo, Maggiore. Date le circostanze in cui lessi Pamela, sarei stato contesissimo se il libro fosse stato lungo il doppio”.
    “E quali erano, queste circostanze?” Grey arriccio le labbra e soffiò con cura un anello di fumo che si mise a fluttuare verso il soffitto.
    “Ho vissuto in una grotta delle Highlands per parecchi anni, Maggiore”, rispose Fraser con beffarda malinconia. “Avevo di rado più di tre libri con me, e dovevano durarmi per parecchi mesi di fila. Aye, devo dire che ho debole per i tomi prolissi, ma devo anche ammettere che non si tratta di una preferenza universale”.
    “Proprio vero”, concordò Grey. Strizzò gli occhi per seguire la scia del primo anello di fumo, poi ne soffiò un altro che, mancato per un pelo il bersaglio, si spostò lentamente di lato.
    “Ricordo”, continuò aspirando con forza il suo sigaro per incoraggiarlo a tirare, “che un’amica di mia madre … vide il libro … nel salottino di mamma …” Aspirò a fondo e soffio di nuovo, con un piccolo borbottio di soddisfazione allorché il nuovo anello colpì il primo, disperdendolo in una nuvoletta.
    “Lady Hensley, sì, era lei. Prese in mano il libro, lo guardò con quell’aria smarrita che spesso le signore ostentano e poi esclamò: “Oh, Contessa! Siete talmente coraggiosa ad affrontare un libro di dimensioni così straordinarie. Temo che io non oserei neanche iniziarlo, con tutte quelle pagine”. Grey si schiarì la gola dal falsetto che aveva iniziato ad usare per imitare Lady Hensley.
    “Al che mia madre replicò”, disse tornando alla sua voce normale: “Non preoccupartene affatto, mia cara, tanto non lo capiresti comunque”.
    Fraser rise, poi tossì, allontanando con la mano i resti di un altro anello di fumo.

    dal IL CERCHIO DI PIETRE di DIANA GALBADON - CAPITOLO 11 – IL GAMBETTO TORREMOLINOS

    Ho scoperto questo libro grazie al succitato “Il cerchio di pietre”.
    All’inizio la lettura è stata un po’ stentata, dovevo prenderlo a piccole dosi perché se preso in modo eccessivo mi sarebbe stato letale, poi ho carburato e non mi sono più fermata.
    Il testo va letto contestualizzandolo nel XVIII secolo, solo così, credo, si possono superare quegli atteggiamenti che adesso sarebbero ritenuti quantomeno strani. Per esempio se amassi così una persona, non la metterei in mostra come un fenomeno da baraccone come ha fatto il signor B., ma farei di tutto per evitargli qualsiasi imbarazzo; mi è anche difficile accettare il comportamento compiacente e sottomesso di Pamela verso il marito. Del resto, nelle letture relative a quel periodo, è facile incontrare racconti dove i servitori sono più che orgogliosi di servire determinati padroni e se ne fanno un vanto.
    Il finale è piuttosto stucchevole (senza tener conto che ho scoperto che Richardson ha pure scritto il seguito di Pamela, altri due volumi dove, a quanto pare, le carte sono nuovamente rimescolate >_<).
    I personaggi sono abbastanza contradditori.
    Il signor B. è perfido, malvagio, arrogante, prepotente, intelligente (grande complottista) ma è anche tenero (a volte mi faceva quasi pena), appassionato e anche un po’ ingenuo; come può passare dall’inganno, dalla perfidia più nera, alla più dolce tenerezza nel giro di poche ore, solo grazie a poche parole contenute in un diario?
    Pamela è, ovviamente, super virtuosa, determinata, perspicace, ma anche ingenua, pedante, petulante e falsamente umile; come può passare dal terrore, dal timore, dall’‘insofferenza che nutre per un uomo, all’amore compiacente, senza che ci sia stato un minimo accenno a questa travolgente passione?
    Pur avendo un atteggiamento sgradevole e totalmente differente, per esempio da quel Jamie Fraser (anche lui uomo del XVIII sec.), protagonista della serie da dove è tratto il paragrafo iniziale e anche se io gli avrei risposto ogni tre per due ma vaff…. Str… , il mio favore va al signor B.
    Nonostante tutto, il libro mi è piaciuto, ed è anche divertente; come ho già detto in un altro commento (Colpevole d’amare della Ward, altro genere ^.*) alla fine si tratta dell’ennesima rivisitazione di Cenerentola e, che ci posso fare, impazzisco sempre per tutte le versioni ^^
    Questi racconti non fanno che aumentare il mio desiderio di poter viaggiare nel tempo, giusto per togliermi lo sfizio di vedere se alcuni comportamenti erano proprio così (uno su tutti: ma svenivano veramente così in continuazione e a comando?) ^^

    said on 

  • 3

    Letto per curiosità, mi ha colpito per gli argomenti affrontati all'epoca anche se devo ammettere che in alcuni punti la noia ha avuto la meglio. Probabilmente perchè il pensiero di quei tempi era troppo distante dal nostro.

    said on 

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