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Pan

Di

Editore: Marsilio Editori

4.1
(659)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 464 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8831795007 | Isbn-13: 9788831795005 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nelle notti romane ci sono bambini che sognano, e che nel sogno, ogni volta, ripetono il viaggio verso una grande isola che non c’è. Nelle notti romane ci sono ville borghesi illuminate dalla luna piena, e dai loro giardini spesso s’innalzano, non visti, mastodontici galeoni pirata. Nelle notti più fredde di una Roma moderna, pulsante, segreta, qualcuno ormai comincia ad avvertirlo: uno spirito folle sta bussando alla porta, uno spirito anarchico e sensuale, passionale e libertino, pronto a tornare per rapirci. Qualcuno lo vuol chiamare Peter; un tempo era noto come Pan.
Tra mito, pop, psichedelia e vecchio racconto d’avventura, Francesco Dimitri riesce a costruire un romanzo affascinante nei toni e nelle suggestioni quanto avvincente nella trama. A cento anni di distanza dalla sua prima comparsa, il Peter Pan di Barrie rivela oggi più che mai la propria carica eversiva, la propria primordialità vitale, erotica, libera, il proprio rifiuto verso ogni forma di dogmatismo. Nei cieli di Roma lo scontro si sta preparando: bambini e pirati, vecchie e nuove divinità, in un’inquietante favola nera che finirà per insegnarci come, talvolta, per vedere il mondo del sogno dal mondo reale, non serva altro che alzare la testa.

IN LIBRERIA DAL 4 GIUGNO 2008
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  • 0

    "La meravigliosa Wendi"

    Ci sono poche parole per definire la bizzarra creatura che è Pan. Eppure ne servirebbero tante. È un romanzo semplicemente folle, un raro esempio di fantasy italiano eccellente, un Urban Fantasy maturo dal punto di vista dei contenuti e della forma. L’autore è Francesco Dimitri, trentenne rolepla ...continua

    Ci sono poche parole per definire la bizzarra creatura che è Pan. Eppure ne servirebbero tante. È un romanzo semplicemente folle, un raro esempio di fantasy italiano eccellente, un Urban Fantasy maturo dal punto di vista dei contenuti e della forma. L’autore è Francesco Dimitri, trentenne roleplayer che riversa nella sua scrittura sia le sue passioni nerd, sia la sua cultura umanistica.
    È davvero un peccato che questo libro sia stato poco pubblicizzato all’uscita, come denuncia l’autore stesso nel post dell’annuncio. Spero vivamente che la sua pubblicazione in formato digitale possa, almeno in parte, restituirgli l’attenzione e la pubblicità che gli sono state negate finora. Perché ribadisco che Pan è un romanzo che merita davvero.

    Il primo impatto con questo libro rischia di essere un po’ traumatico: la narrazione al presente, il turbinio continuo di personaggi, la sensazione di guardare dall’alto frammenti di vite che non si sfiorano se non per sbaglio e poi tornano nell’oblio… Eppure, è proprio questo ciò che attrae subito. Il desiderio di “vedere cosa c’è dopo”, la tensione inconscia del lettore che vuole ritrovare notizie di quella storia su cui ha appena avuto il tempo di gettare una sola occhiata.
    Ben presto il turbinio di nomi e storie rallenta, e come nel rallentare di una giostra iniziamo a riconoscere le forme degli oggetti che ci circondano così i fili che legano la storia si fanno più nitidi, cominciano ad emergere da quello che fino ad un istante prima sembrava caos.
    Distinguiamo allora dietro nomi che lì per lì avevamo distrattamente registrato il richiamo a qualcosa che bene o male ha fatto parte della nostra infanzia, e la consapevolezza è immediata: “Pan” non è semplicemente una rilettura adulta del romanzo di Berrie.
    È un lavoro colto, ricchissimo di spunti letterari e culturali. I piani narrativi si intrecciano così come s’intrecciano Incanto, Sogno e Carne, l’esperienza del passaggio in qualche modo fluido tra gli Aspetti è resa comprensibile al lettore dalla facilità con cui vengono attraversati i confini narrativi.

    E poi... chi non ha mai sentito parlare dell’Isolachenonc’è? E quale bambino non ha almeno una volta desiderato di non crescere mai? Quale adulto non ha voluto, a volte, essere ancora troppo piccolo per assumersi responsabilità, per avere doveri da adempiere? La leggenda lo dice chiaro: l’Isolachenonc’è è solo per i bambini, solo per chi è capace ancora di sognare.
    Nel cuore di Roma, nel nostro tempo, lui è tornato: il dio del panico, delle emozioni forti. Non c'è essere che non subisca il suo fascino, che non si faccia prendere almeno per un momento dalle proprie passioni e dai propri istinti, portati all'estremo. Chi è allora Peter? Peter Pan è Pan nel mondo che tutti vedono. Così i tre fratelli Cavaterra imparano sulla loro pelle che la realtà è molto più complessa di quanto potevano pensare. Essa si manifesta in tre aspetti: Carne, Incanto e Sogno. Così Pan è un fauno nella Carne e Peter Pan nell'Incanto. L'Incanto è vero e non meno fisico e concreto della Carne; ciò che li distingue è la fantasia, l'immaginazione: nell'Incanto è possibile vivere liberamente in preda delle proprie pulsioni, è il luogo in cui tutto è amplificato, portato all'eccesso. La Carne, al contrario, è il luogo in cui un solo stato assumono le cose: l'ordine.

    Il romanzo di Dimitri è crudo, dal ritmo incalzante, in certi casi un po' prevedibile. Ciò che lo rende interessante, concettualmente parlando, è questa lotta tra entità alla pari che non incarnano valori. Al posto della solita contrapposizione tra Bene e Male, Dimitri propone l'antagonismo di due principi di realtà, entrambi necessari a questa per renderla viva. Non esistono assoluti: ogni bene è male ed ogni male è bene. L'essere umano che partecipa a questa lotta terribile tra divinità facilmente soccombe ma, altro spunto interessante, benché gli uomini sembrino pedine nelle mani degli dei, è pur vero che sono solo le loro capacità mentali, non solo quelle legate alla razionalità ma anche e soprattutto quelle dell'immaginazione, che danno potere agli dei stessi.
    Il romanzo di Dimitri, in conclusione, cattura l'attenzione del lettore con facilità, ma potrebbe non essere per tutti. Sicuramente, va guardato anche più nel profondo per essere apprezzato davvero.

    ha scritto il 

  • 4

    La Meraviglia è un gioco di ruolo urban fantasy

    "Dietro di loro giungono gli spiriti.
    Quelli più grandi, Asfalto e Velocità, Traffico e Neon, Cellulare e Computer, condotti da Tevere in persona, nell'aspetto di un signore ciccione e pacifico. E dietro di loro le driadi dei lampioni, i gargoyle animati, gli gnomi dell'asfalto, gli element ...continua

    "Dietro di loro giungono gli spiriti.
    Quelli più grandi, Asfalto e Velocità, Traffico e Neon, Cellulare e Computer, condotti da Tevere in persona, nell'aspetto di un signore ciccione e pacifico. E dietro di loro le driadi dei lampioni, i gargoyle animati, gli gnomi dell'asfalto, gli elementali elettrici, fulmini e serpenti, e forme fatte di rumori e odori."

    ha scritto il 

  • 3

    Ottima la prima parte, peggiore la seconda...ma insomma, è un romanzo ambizioso, ed è di uno scrittore italiano; già per il solo fatto che non parla di precari che vorrebbero scopare sedicenni, trentenni in crisi che scopano sedicenni, sedicenni che hanno la sifilide e infettano precari e ...continua

    Ottima la prima parte, peggiore la seconda...ma insomma, è un romanzo ambizioso, ed è di uno scrittore italiano; già per il solo fatto che non parla di precari che vorrebbero scopare sedicenni, trentenni in crisi che scopano sedicenni, sedicenni che hanno la sifilide e infettano precari e trentenni in crisi, meriterebbe considerazione, anche se non fosse un gran che.
    E invece è anche buono.

    ha scritto il 

  • 5

    Incanto puro

    Chi alla Meraviglia chiude gli occhi,di morte sente tredici rintocchi!
    Non si possono certo chiudere gli occhi davanti a questa Meraviglia!
    Stupendo,da tempo aspettavo un libro del genere.
    Correrò a prendere altri libri di Dimitri.
    Troppo,troppo,troppo bello!

    "Non l ...continua

    Chi alla Meraviglia chiude gli occhi,di morte sente tredici rintocchi!
    Non si possono certo chiudere gli occhi davanti a questa Meraviglia!
    Stupendo,da tempo aspettavo un libro del genere.
    Correrò a prendere altri libri di Dimitri.
    Troppo,troppo,troppo bello!

    "Non lo senti?"chiede stupita.
    "Su ogni muro appaiono i suoi segni,ogni strada parla di lui.
    Era via,lontano,esilato dall'asfalto e dal disincanto,ma questa è la bellezza del mondo:quel che è antico rinasce,creato ancora in forme nuove.Le vecchie storie ritornano alla Carne.
    Il Dio Cornuto..hai sentito parlare di Fauno,o Pan signore d'Arcadia?
    Sta tornando."

    ha scritto il 

  • 5

    Allùr, finito Pan di Dimitri e nonostante sia stato un libro pieno, pregno e pungolante, mantengo la "tradizione" di non recensire (da un bel pò me ne è passata la voglia). Dico solo che è a metà tra il piacermi e il farmi perdere nella sua storia, è in quel confine sottile che appartiene all'irr ...continua

    Allùr, finito Pan di Dimitri e nonostante sia stato un libro pieno, pregno e pungolante, mantengo la "tradizione" di non recensire (da un bel pò me ne è passata la voglia). Dico solo che è a metà tra il piacermi e il farmi perdere nella sua storia, è in quel confine sottile che appartiene all'irrazionale, come la natura di Pan e che me lo fa apprezzare più di un libro che semplicemente "mi piace".
    Questo libro mi è stato consigliato da un contatto, sapendo che era per me. Non so perchè a primo acchito pensavo si sbagliasse nonostante le giuste premesse. Invece no, sono io -sottolineo e ripeto-, nel lottare a fianco dell'irrazionale ma nel rifiutarne gli eccessi (gli stupri di Pan non sono molto meglio del divino uncino).
    Fondere mitologia e quotidianità, mossa azzardata Dimitri! Ma prima di iniziare il libro ho dato un occhio al tuo background e avevi le carte in regola per provarci (voglio leggere altro di suo, non necessariamente un "romanzo", se ne ha scritti altri, questa parte l'ho tralasciata). Solo un altro, tra quelli letti da me, c'era riuscito così: Gaiman con "American Gods", che addirittura mi sembra al netto dei ricordi più "maccheronico" (non me ne voglia il grande Neil).

    Ne avrei di citazioni da postare, di molte non ho tenuto conto perchè troppo intessute nella storia (cerco sempre quelle più "generali", è un mio difetto), ma molti concetti "contro" le più potenti creature degli uomini *gli dei* li ho apprezzati.

    Infine prima si vuol far sì che la storia sia un proseguio di uno scontro titanico che dall'Incanto si tuffa (o forse meglio trascina) nella Carne poi iniziano i paralleli con Wendy, con le rielaborazione di "Trilli", dei Bambini Perduti (molto, ma molto perduti verrebbe da aggiungere). Insomma un libro che merita, una trattato di mitologia ridotto all'osso e frammentato nella quotidianità. La creazione, mai banale, di un mondo spirituale e divino in ciò che si è sempre detto abbia portato a rifiutare tali aspetti (per chi crede esistano). Un libro chiaro, dove si mette in luce la realtà di una certa religione alleata del grigiore, della monotonia, della morte in vita. E si mette in chiaro come quella vita che libererebbe tutti (e la "religione" che "permette" ciò) sia stata castrata dalla stessa. Lo consiglio, merita, talmente che ho fatto quello che negavo di voler fare...una recensione

    ha scritto il 

  • 2

    Sono un ribelle mamma

    Peccato perché fino alla prima metà questo libro mi stava piacendo davvero. L'atmosfera era inquietante al punto giusto, i personaggi sufficientemente realistici e il ritmo narrativo incalzante; ho apprezzato anche l'idea degli spiriti cittadini, che mi è sembrata molto poetica.
    Poi, il dis ...continua

    Peccato perché fino alla prima metà questo libro mi stava piacendo davvero. L'atmosfera era inquietante al punto giusto, i personaggi sufficientemente realistici e il ritmo narrativo incalzante; ho apprezzato anche l'idea degli spiriti cittadini, che mi è sembrata molto poetica.
    Poi, il disastro. Arrivo alla seconda parte del libro, che è così infarcita di boiate da costringermi a farne un grazioso elenco puntato.

    1. Una volta raggiunto il momento di creare una cornice sistemica che desse senso al racconto, Dimitri ha voluto descrivere lo scontro tra due forze che non rappresentassero chiaramente bene e male, per cui logicamente avrebbe dovuto fare in modo che il lettore potesse schierarsi alternativamente dalla parte dell'una o dell'altra a seconda dei momenti. E va bè che il libro si chiama Pan, ma mi sembra chiaro che se l'autore continua a dirmi che il dio del caos farà anche casino, ma è tanto tanto figo, mentre l'ordine me lo rappresenta come un pazzo omicida bigotto non è che io abbia molta libertà di scegliere chi mi sta più simpatico.

    2. Sesso e feste sono apprezzabilissimi momenti della vita di ognuno, ma l'idea che siano sufficienti a mettere a posto il mondo la potevi sostenere giusto fino agli anni'60. O da adolescentino brufoloso che la mamma non fa uscire la sera.

    3. Se non sei capace di descrivere scene erotiche, non provi a descriverle mettendoti nei panni di una persona del sesso opposto, che per forza poi ti escono male. E mai ho visto delle conseguenze di uno stupro trattate con tanta leggerezza.

    4. Le donne quando vengono liberate sessualmente vanno a fare burlesque. Mi sembra ovvio, noiosi bigotti!

    5. Ho capito che ti sta antipatico il cristianesimo, pure io non ci sono in ottimi rapporti, ma ripetermelo per 200 pagine mi pare esagerato.

    6. Le lezioncine di storia sono belle se fatte con cognizione di causa; nessuno che ne sappia un minimo (e basta aver ascoltato la prof alle superiori) può pensare che i romani fossero un popolo votato al caos (ditelo ai miei libri di diritto romano) e il medioevo un periodo di ordine e stretta repressione sessuale.

    Poi queste sono tutte opinioni soggettive, mi rendo anche conto che se mi scelgo libri leggeri per rilassarmi e poi faccio il pelo anche alle virgole sono un po' problemi miei.

    http://www.youtube.com/watch?v=j22FnmgOgRs

    ha scritto il 

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