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Pandemonium

Delirium II

By

Publisher: SM

4.2
(428)

Language:Español | Number of Pages: 379 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Catalan , French , German , Italian , Dutch , Portuguese , Polish

Isbn-10: 8467553189 | Isbn-13: 9788467553185 | Publish date:  | Edition 1

Category: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Lo ha conseguido. Lena ha llegado a Tierra Salvaje y se ha salvado, pero el camino no ha sido fácil. Poco a poco, va recordando los pasos que le han llevado hasta la comunidad de inválidos a la que pertenece. Pero ahora Lena es un miembro de la Resistencia, y tiene una misión importante que cumplir: luchar por un mundo donde el amor no sea considerado una enfermedad.
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  • 3

    Come una formichina mi sto avvicinando alla fine di questa trilogia.
    Pian pianino, perché la Oliver non si può macinare, ho superato Chaos e ho in attesa Requiem e poi sarà la fine.
    Delirium, il pri ...continue

    Come una formichina mi sto avvicinando alla fine di questa trilogia.
    Pian pianino, perché la Oliver non si può macinare, ho superato Chaos e ho in attesa Requiem e poi sarà la fine.
    Delirium, il primo titolo della trilogia, mi era piaciuto da impazzire - giusto per rimanere in tema - e mi aveva convinta a proseguire non solo la sua serie ma anche a coltivare il distopico, leggendo altre autrici e altre serie.
    Non so se è stata colpa delle aspettative troppo alte, derivate dall'entusiasmo del primo, o se semplicemente ho risentito dei commenti troppo appassionati, ma per me Chaos è stata una lettura nettamente inferiore rispetto a Delirium.
    Inferiore ma non brutta, non noiosa o carente. Un po' statica, forse, a tratti immobile, con questi prima e dopo alternati che hanno costruito l'anticipazione per qualcosa che avviene solo in parte e solo alla fine.
    Il ritmo lento della Oliver non è qualcosa che mi disturba durante la lettura, non mi scoraggia e non influenza in nessun modo il mio giudizio. Mi piace che l'autrice non corra verso il compimento di una scena ma assapori le sfumature dei cambiamenti, dando importanza a elementi che di solito si perdono in un distopico dal ritmo veloce. Mi piace che il suo stile sia personale e che rispecchi la natura dei personaggi, lasciando anche al lettore il tempo di abituarsi a ciò che rende speciale questa trilogia (e lo dico anche sulla fiducia, visto che non l'ho finita).
    Quello che mi ha costretta pian piano ad abbassare i punti è stata l'assenza di azione - o di sostanza - che avrebbe movimentato la trama. Non sono una fan sfegatata degli action e non sento la necessità di avventure rocambolesce però in un distopico - di solito - la scena d'azione è quella di svolta, quella che porta al punto di rottura e al cambiamento drastico o drammatico del ritmo. Qui, invece, la Oliver costruisce un crescendo che rimane sospeso e che sfuma in una scena finale troppo scarna rispetto alle aspettative. Naturalmente basta farsene una ragione ma, a saperlo prima, avrei assaporato di più quello che stavo leggendo e - probabilmente - avrei dato un voto molto più alto.
    La storia riprende dal punto esatto dove Delirum finisce, dove il lettore rimane impalato e dolorante e le pagine finiscono. Lì comincia Chaos.
    L'inizio di questo romanzo è bellissimo: la confusione e il dolore di Lena, la sua paura e la sua fragilità nelle Terre Selvagge rispecchiano lo squilibrio della storia, lo stesso che ha provato il lettore di fronte al cliffhanger finale. Ogni piano e ogni certezza, così come le speranze per il futuro, sono solo fumo e ripartire da zero senza Alex è impensabile. Lena sopravvive per pura forza di volontà e grazie alle cure forzate di Raven, ma la domanda che le gira in testa è sempre quella: perché andare avanti? Perché tollerare una vita di stenti, rischiare la morte per un ideale che, per lei, non ha più senso? Perché non tornare alla vita che conosceva e farsi risucchiare dal vuoto dei curati, tanto senza Alex niente e nessuno potrà farla emergere dal buio del dolore.
    Così, insieme a Lena, impariamo a conoscere la vita vera degli Invalidi, di chi non vuole farsi curare e decide di vivere libero. Non è semplice, non è priva di rischi, non c'è la spensieratezza che Alex le aveva fatto provare e non c'è una sorta di sicurezza che le dà uno scopo. Ogni episodio legato al prima, alla sua vita nelle Terre Selvagge, è un colpo in più nella forgiatura della sua corazza. Lena, la nuova Lena, è coriacea, dura, razionale, è una combattente della Resistenza e procede spedita nel suo ruolo. Poche cose la fanno tentennare e quasi tutte sono legate al ricordo di Alex.
    Nelle parti del prima non c'è nulla da cercare al di là di ciò che l'autrice scrive; niente crescendo, niente scoppio finale, niente che la separi dall'adesso. Il prima è ciò che è accaduto, senza abbellimenti, senza doppi sensi, senza uno scopo: le Terre Selvagge e il modo in cui ti cambiano.
    E' l'adesso, è ciò che Lena sta vivendo a fare la differenza. Il sequestro insieme a Julian, le interminabili scene del rapimento dove pochi elementi sono in scena e le parole occupano tutto lo spazio, i dettagli che emergono dal buio forzato nei tunnel e nei cunicoli sporchi, la rinascita di un sentimento che rimane nel buio fino alla fine e poi ritrova la via per emergere nella nuova Lena.
    Ogni cosa si prende il suo tempo ma si radica a fondo. Tutto tranne l'aspetto romantico che, in Chaos, è decisamente meno sviluppato rispetto a Delirium. Il sentimento per Julian c'è ma non si vede, non ha un vero sfogo e subito viene tarpato dal finale - un po' citofonato, c'è poco da fare.
    Non che mi lamenti, dell'amore romantico stucchevole non se ne sente la mancanza, anzi questa asetticità esalta anche la più piccola briciola di sentimento.
    Senza dubbio a breve concluderò la trilogia e mi farò un'idea più completa, però lo scivolone di Chaos ha sicuramente ridimensionato il mio modo di vedere questa serie.

    said on 

  • 2

    Sicuramente il più brutto dei tre libri.
    In certi passaggi l'ho trovato noiosetto ed eccessivamente lento in altri superficiale.
    Ad esempio non viene mai spiegato come Lena e Raven hanno fatto a torna ...continue

    Sicuramente il più brutto dei tre libri.
    In certi passaggi l'ho trovato noiosetto ed eccessivamente lento in altri superficiale.
    Ad esempio non viene mai spiegato come Lena e Raven hanno fatto a tornare a Portland alla loro vita di copertura.

    said on 

  • 4

    Full review here: http://abookislife.blogspot.it/2015/03/recensione-13-chaos-di-lauren-oliver.html

    Attenzione! Se non avete letto Delirium potreste incappare in qualche spoiler per via della trama ste ...continue

    Full review here: http://abookislife.blogspot.it/2015/03/recensione-13-chaos-di-lauren-oliver.html

    Attenzione! Se non avete letto Delirium potreste incappare in qualche spoiler per via della trama stessa del libro.

    Vi avevo già parlato di Delirium, e vi avevo detto che mi era piaciuto tantissimo :) Dopo il finale da-bocca-aperta di Delirium ho subito (o quasi) letto il secondo libro di questa trilogia distopica: Chaos.

    Ritroviamo quindi la nostra Lena in preda alla disperazione per la perdita di Alex, la vediamo unirsi alla popolazione delle Terre Selvagge e cercare piano piano di dimenticare Alex, il ragazzo che l'aveva "infettata" di delirium, ovvero l'amore, che è considerato la più temuta delle malattie.

    Se nel primo libro quasi tutta la storia era ambientata in una città regolata, abitata da persone per la maggior parte curate, quindi sicura e con tutti gli agi, in questo secondo libro la storia è ambientata per gran parte del tempo nelle Terre Selvagge dove Lena impara a conoscere la fame, l'"arte dell'arrangiarsi" e la condivisione di quel poco che si ha.

    Full review here: http://abookislife.blogspot.it/2015/03/recensione-13-chaos-di-lauren-oliver.html

    said on 

  • 5

    Maravilloso

    La pluma de Lauren Oliver me deja sin aliento. He disfrutado de este libro muchísimo más que la primera vez que lo leí. Y es que no sé como lo hace la autora, pero consigue que me meta de lleno en la ...continue

    La pluma de Lauren Oliver me deja sin aliento. He disfrutado de este libro muchísimo más que la primera vez que lo leí. Y es que no sé como lo hace la autora, pero consigue que me meta de lleno en la historia y parece como si estuviese yo misma allí. De verdad que si tenéis la oportunidad de leer esta trilogía no lo dudéis.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    "WTF?"Reazione iniziale.... "spoileroneeee"

    "Cosa???????! Eh??? Ma che scherziamo????" e via dicendo.....
    Secondo capitolo, molto più interessante che ho letto in poche ore. Lena finalmente è cresciuta e nonostante tutto vuole sopravvivere! E c ...continue

    "Cosa???????! Eh??? Ma che scherziamo????" e via dicendo.....
    Secondo capitolo, molto più interessante che ho letto in poche ore. Lena finalmente è cresciuta e nonostante tutto vuole sopravvivere! E c riesce, impara cosa vuol dire vivere nelle terre selvagge, entra a far parte della resistenza per lottare contro gli "zombie" nuovo nomignolo per i curati.
    Incontra degli amici, una quasi famiglia. E un nuovo amore. Julian, un quasi curato, che però capisce grazie a lei cosa è giusto e cosa non lo è....
    Ma come sempre in questo libro le cose non vanno per il verso giusto subito. Ma la nuova Lena non s fa abbattere e corre in aiuto del "suo" Julian.
    Fin qui è tutto normale, dove sarà il "cooosa????" alla fine, quando i morti tornano in vita! E non sono più quelli di un tempo!
    Alex è tornato, ed è stato prigioniero delle cripte, e non prende bene la nuova storia d Lena, lui che ha tenuto duro solo per lei!
    Ma bisogna anche capire Lena, anche lei ha tenuto duro inventandosi che un giorno l'avrebbe riabbracciato, ma al cuor non si comanda.
    Questo libro m ha ricordato Twilight, precisamente New Moon. E m ha fatto piacere la reazione di Lena. Vede Alex praticamente spacciato e non s abbandona al suicidio come la famosa Bella, no lei reagisce e la sprona a continuare a vivere perchè lui avrebbe voluto così. Questo si che è amore, un amore che aiuta non che demolisce! Che rende forti che t fa andare avanti con la tua vita, perchè sai che lei avrebbe voluto così...
    E' un bell'esempio....

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Ho capito che con questa saga non riuscirò ad andare oltre le 3 stelle (salvo stravolgimenti finali con il volume conclusivo).
    Il fatto è che mi piace, l'ho letto in due giorni, però c'è anche una lun ...continue

    Ho capito che con questa saga non riuscirò ad andare oltre le 3 stelle (salvo stravolgimenti finali con il volume conclusivo).
    Il fatto è che mi piace, l'ho letto in due giorni, però c'è anche una lunga lista di cose che mi fanno storcere il naso. Sarà che Lena non mi ispira molta simpatia, e tutta questa introspezione dal suo punto di vista spesso la trovo eccessiva. Naturalmente c'è stato il cambiamento nel suo personaggio, la cosa che NON doveva succedere secondo me. Ora, capisco che mesi e mesi passati nelle Terre Selvagge in qualche modo ti influenzino, però da qui a passare per la nuova eroina di turno e super coraggiosa ce ne passa. Non ho ancora deciso se preferisco questa Lena o la vecchia Lena, quella lagnosa (ATTENZIONE: ci sono sprazzi della vecchia Lena anche qui).
    Poi c'è Julian, il nuovo interesse amoroso di Lena, ma lei ama ancora Alex e si instaura questo triangolo amoroso con un morto. Julian è la versione femminile della Lena del primo libro e non ne sentivo proprio il bisogno. Lui è carino ma io preferisco un Alex nel mondo dei morti che un Julian vivo.
    Ma non disperiamoci, ché tanto il triangolo amoroso ci sarà lo stesso grazie al grandissimo colpo di scena finale: Alex è vivo! (Ma va?). Insomma, faccio il tifo per lui ma la cosa era prevedibilissima e aspettavo la sua uscita già da molto. Invece ho dovuto soffrire e vedere Lena provare qualcosa per un nuovo personaggio, sapendo già che si sarebbe creato un maledetto triangolo.
    Fra i nuovi personaggi salvo sicuramente Raven e Tack. È interessante vedere finalmente all'opera la Resistenza anche se la Oliver non ci si sofferma più di tanto. Secondo me questo è un difetto del libro, così come l'alternarsi del racconto tra il Prima e l'Adesso. Succede che si cerca di raccontare tutto ma alla fine non ne esce fuori niente. Lena come ha fatto a entrare sotto copertura a New York? Quando l'hanno deciso? Chi l'ha deciso?
    Forse la Oliver doveva rinunciare a qualche descrizione o a una delle sue mille metafore per dare spazio a più azione, più spiegazione e ad altri personaggi (vedi Hana)

    said on 

  • 1

    Nuova situazione, nuovi personaggi, nuova vita, nuova Lena...praticamente un' altra serie... davvero, sembra di leggere completamente un' altra cosa rispetto a “Delirium”...e questo non mi è piaciuto. ...continue

    Nuova situazione, nuovi personaggi, nuova vita, nuova Lena...praticamente un' altra serie... davvero, sembra di leggere completamente un' altra cosa rispetto a “Delirium”...e questo non mi è piaciuto. Avrei preferito più continuità e cose in comune tra i due libri, invece sembra di leggere proprio due serie diverse.
    Inoltre è pieno di scelte secondo me veramente pessime. Prima di tutto mi fa fuori già nel primo libro praticamente l' unico motivo per cui il primo libro mi era piaciuto...e già così mi ha perso. Poi, già in questa serie di ironia non se ne vede neanche l' ombra, con l' aggiunta di Julian, che è una piaga, la situazione peggiora esponenzialmente...una depressione! Ho odiato la divisione dei capitoli in Prima/Adesso, l' avrei apprezzato di più se fosse stato più lineare, così mi ha fatto venire il nervoso e basta, sempre ad interrompere la storia, una o l'altra che fosse. Tra l'altro non c'è proprio motivo per questa scelta, non è che renda le cose più originali o simili, porta solo confusione e fastidio, una scelta insensata. Oltretutto le due vicende (che poi sono una sola, ma spezzata alla cavolo) non mi hanno suscitato chissà quale interesse, ne una, ne l'altra ed il tutto risulta lento.
    La dinamica delle “relazioni amorose” della protagonista non è delle più originali, tutt'altro.
    Non so come possa esserci qualcosa tra Lena e Julian, visto che rappresentano esattamente l' opposto di quello in cui crede l' altro (convinzioni per cui hanno rischiato la vita, oltretutto!) e che, in più, si conoscono da 5 secondi. Tutto quello che possono provare è pena e probabilmente si piacciono fisicamente...davvero dei ragazzi molto profondi, sensati e con dei valori. Poi Julian comincia a diventare pure viscido, non bastava che fosse insulso, insignificante, lamentoso, rammollito, per niente sicuro di se e di quello in cui dovrebbe credere! Un pessimo personaggio. E questo è il “sostituto” di Alex...che ridere.
    Per completare il tutto il romanzo è costellato da situazioni che meno credibili di così non si può.
    Il finale era, non telefonato, di più! Ci avrei scommesso che sarebbe finito con quel nome!
    Insomma una tristezza infinita...non vedevo l'ora di finirlo solo per poter passare al successivo...questo prima di scoprire che il successivo a quanto pare è anche peggio...una gioia proprio.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Non sapevo cosa aspettarmi dal secondo volume di Delirium. Non avevo letto né la trama né commenti/recensioni, quindi ho letto Chaos con due speranze: per tutta la prima parte, ho sperato che Alex si ...continue

    Non sapevo cosa aspettarmi dal secondo volume di Delirium. Non avevo letto né la trama né commenti/recensioni, quindi ho letto Chaos con due speranze: per tutta la prima parte, ho sperato che Alex si fosse salvato; la seconda speranza è il suo contrario, e cioè che Alex non riapparisse nella storia.
    Nel primo volume mi è piaciuta molto la storia d'amore tra Lena e Alex, anche se trovavo lei indecisa, immatura e lagnosa. Però, il loro rapporto era molto tenero ed è cresciuto poco a poco, in modo naturale. Per questo speravo di rivedere Alex.
    Il secondo volume mi è piaciuto molto di più, soprattutto per via di Lena. È maturata tantissimo, non è più indecisa e paurosa, anzi è determinata, forte, pronta a reagire e non si piange addosso. Poi l'idea di alternare il Prima e l'Adesso ha permesso di mostrare questo cambiamento e ha reso la narrazione molto più coinvolgente.
    Poi arriva Julian. È il nemico, fissato con la cura e disposto a sottoporsi all'operazione a costo della sua vita. Sembra già curato nel comportamento, nei pensieri e nelle parole ma poco a poco si scopre la sua storia e una parte di lui che tiene nascosta, una parte fragile che non ha poi così paura dell'amore. Mi è piaciuto molto come personaggio: anche se Lena incarna tutto ciò contro cui combatte, si dimostra maturo nel rendersi d'aiuto durante la fuga e si comporta in modo protettivo e tenero con Lena. In più, dopo un primo momento, decide di fidarsi di lei e provare a capire il suo mondo tanto da cambiare idea riguardo alla cura. Ho trovato molto emozionanti i momenti in cui si aprono l'uno con l'altra, soprattutto quando lui le racconta del fratello. Ed è qui che ho cominciato a pensare che Lena è molto diversa dalla Lena di Alex e che non mi sarebbe dispiaciuto se alla fine lei fosse riuscita a superare il lutto grazie a Julian.
    Ma ovviamente non avevo ancora letto le ultime pagine. Avrei accettato la morte di Alex, ma un triangolo amoroso con tre bei personaggi a cui non ci si può non affezionare, no. Spero che il terzo volume risolva la faccenda senza causare troppi feriti.

    said on 

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