Pandemonium

Delirium II

By

Publisher: SM

4.2
(436)

Language: Español | Number of Pages: 379 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Catalan , French , German , Italian , Dutch , Portuguese , Polish

Isbn-10: 8467553189 | Isbn-13: 9788467553185 | Publish date:  | Edition 1

Category: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Lo ha conseguido. Lena ha llegado a Tierra Salvaje y se ha salvado, pero el camino no ha sido fácil. Poco a poco, va recordando los pasos que le han llevado hasta la comunidad de inválidos a la que pertenece. Pero ahora Lena es un miembro de la Resistencia, y tiene una misión importante que cumplir: luchar por un mundo donde el amor no sea considerado una enfermedad.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Sicuramente molto diverso dal primo, ma non per questo meno bello.Inizialmente i continui salti temporali mi spiazzavano un pó, nel senso che dovevo far mente locale per recuperare il punto della situ ...continue

    Sicuramente molto diverso dal primo, ma non per questo meno bello.Inizialmente i continui salti temporali mi spiazzavano un pó, nel senso che dovevo far mente locale per recuperare il punto della situazione; poi peró mi sono abituata e la storia è stata molto scorrevole fino alla fine.
    Essendomi molto affezionata ai protagonisti e alla storia, visto il colpo di scena finale, sono curiosa di vedere come affronterà il tutto l'autrice nel terzo, se rimarrà originale o se cadrà nel banale (spero proprio di no).
    Saró sincera, fino ad adesso Alex è più di una spanna al di sopra di Julian.
    Tiferó per lui!

    said on 

  • 5

    Almeno, quando dormo posso sognare di essere di nuovo con Alex, posso sognare di essere in un mondo diverso. Qui, in questo mondo, non ho nulla: niente famiglia, niente casa, nessun posto in cui anda ...continue

    Almeno, quando dormo posso sognare di essere di nuovo con Alex, posso sognare di essere in un mondo diverso. Qui, in questo mondo, non ho nulla: niente famiglia, niente casa, nessun posto in cui andare. Alex non c’è più."

    Lena è riuscita a salvarsi e a scappare nelle Terre Selvagge, lasciando però dietro di se, dall'altra parte della rete Alex il ragazzo di cui è innamorata e che l'ha salvato da una vita senza amore. Ma la vita va avanti, e Lena è intenzionata più che mai a portare avanti la rivolta contro il sistema che prevede, una volta compiuti i 18 anni, la somministrazione di una cura contro il Delirium, cioè l'amore. Ecco, che per raggiungere il suo obiettivo stringerà amicizie e alleanze con i ribelli che popolano le Terre Selvagge. Una volta addestrata, Lena sarà mandata in missione, il suo obiettivo è uno: Julian, figlio di uno dei massimi esponenti favorevoli alla cura. La vita di Julian sta per cambiare, così come la storia...
    Questo secondo libro l'ho aspettato con intrepida frenesia, ma per una serie di impegni sono riuscita a leggerlo solo di recente.
    "Chaos", secondo libro della trilogia di Oliver Lauren, è un libro che si articola su due piani temporali. Un piano temporale è ambientato nel passato, subito dopo che Lena è costretta a scappare sola nelle Terre Selvagge senza il suo amato Alex. Qui incontrerà nuovi personaggi, con i quali instaurerà dei rapporti di alleanza e amicizia, spicca il personaggio di Reven, giovane donna a capo di un gruppo di rivoltosi. Il secondo piano temporale è ambientato nel presente e segue la missione di Lena, cioè quella di rapire Julian e di consegnarlo ai ribelli.
    Il vario "avanti e indietro" nel tempo non risulta fastidioso o dispersivo, anzi l'ho trovato essenziale alla autenticità del personaggio di Lena. Solo capendo che cosa ha dovuto affrontare la protagonista, il lettore può apprezzare questa nuova sua personalità. Se in "Delirium" Lena aveva scoperto l'amore, ora in "Chaos" scopre il dolore e l'odio. Impara a diventare forte, a cavarsela da sola, a prendersi cura di se, a combattere e a difendersi da sola. Lena non è più la neo 18enne che scopre l'amore e una vita diversa da quella che le era stata proposta, ora è una donna che sceglie. Sceglie la rivolta, sceglie l'odio e sceglie anche l'amore. Il suo è un continuo scoprire i sentimenti e un continuo scegliere il tipo di persona che vuole essere.
    In questo secondo libro manca Alex, un personaggio che io avevo amato in "Delirium". Devo ammettere che la sua mancanza si sente, anche perché la scrittrice lascia fino all'ultima pagina il lettore all'oscuro riguardo a il destino di questo bellissimo personaggio. Alex sarà vivo o morto?
    Mi è molto piaciuto il personaggio di Julian. All'inizio ero diffidente nei suoi confronti, pensavo che fosse un chiaro rimpiazzo della figura maschile di Alex. Invece, Julian e Alex in comune hanno ben poche cose. Julian vuole curarsi a rischio della propria vita per far felice suo padre, che però è un uomo senza sentimenti per via della cura. Julian è inteligente, dolce, ingenuo e sta imparando a scoprire i sentimenti. Ecco, è come si vi sia un chiasmo fra il primo e il secondo libro. Se in "Delirium" era Lena che veniva messa davanti a una nuova scelta e alla possibilità di amare, in questo secondo libro è Lena che insegna a un altra persona ad amare e a volere una vita che si possa definire tale.
    Non mi ha convinto al 100% il personaggio di Reven che a tratti l'ho trovato non coerente e caricaturale.
    La trama riprende i temi centrali del primo libro: l'amore, la ribellione e la differenza fra il bene e il male.
    Alcune parti del libro mi hanno richiamato alla mente altri libri distopici come "Hungher Games" e "1984". Ma penso che sia normale, d'altronde ultimamente il genere distopico è così diffuso che sono inevitabili le assomiglianze fra i vari libri.
    Il libro rimane, comunque, molto bello, questo grazie anche alla capacità di scrivere dell'autrice. Oliver Lauren è capace di mantenere un livello di scrittura alto ma allo stesso tempo scorrevole, pieno di colpi di scena e dialoghi toccanti e profondi, ma anche ironici.
    L'ultima pagina poi lascia a bocca aperta e con l'ansia di sapere come finirà questa meravigliosa trilogia...
    Insomma, se avete letto "Delirium" non potete non leggere "Chaos".

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  • 3

    Segunda parte...

    Pues sí, que me lo he leído y sí, que me ha gustado, pero creo que tiene un defecto interesante y es que es absoluta y completamente predecible; mientras uno avanza sabe lo que va a pasar, sabe perfec ...continue

    Pues sí, que me lo he leído y sí, que me ha gustado, pero creo que tiene un defecto interesante y es que es absoluta y completamente predecible; mientras uno avanza sabe lo que va a pasar, sabe perfectamente a donde llegan los indicios, ni siquiera necesito decirlo del final, que se lee desde la mitad y sabemos perfectamente que terminará la novela con una bofetada de ese tipo (casi se podría decir que ya había leído el final desde que inicié la novela).

    No obstante la novela se mantiene, logra su cometido de emocionar y entretener, no será una lectura para la posteridad, porque fallos tiene, pero al menos logra darle continuidad a la primera parte; es una novela adolescente, yo hasta me atrevería a usarla como introducción a las distopias: oye, antes de leerte Battle Royale o The Hunger Games, ten, léete Delirium para que sepas en que te estás metiendo.

    Y ojo, no porque deba ser la primera de la lista, sino porque su imperfección sirve para que el lector novel sepa en la que se va a meter y disfrute de las otras con las manos en los bolsillos y la sonrisa en los labios; buena novela... aunque no lo suficiente.

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  • 3

    Come una formichina mi sto avvicinando alla fine di questa trilogia.
    Pian pianino, perché la Oliver non si può macinare, ho superato Chaos e ho in attesa Requiem e poi sarà la fine.
    Delirium, il pri ...continue

    Come una formichina mi sto avvicinando alla fine di questa trilogia.
    Pian pianino, perché la Oliver non si può macinare, ho superato Chaos e ho in attesa Requiem e poi sarà la fine.
    Delirium, il primo titolo della trilogia, mi era piaciuto da impazzire - giusto per rimanere in tema - e mi aveva convinta a proseguire non solo la sua serie ma anche a coltivare il distopico, leggendo altre autrici e altre serie.
    Non so se è stata colpa delle aspettative troppo alte, derivate dall'entusiasmo del primo, o se semplicemente ho risentito dei commenti troppo appassionati, ma per me Chaos è stata una lettura nettamente inferiore rispetto a Delirium.
    Inferiore ma non brutta, non noiosa o carente. Un po' statica, forse, a tratti immobile, con questi prima e dopo alternati che hanno costruito l'anticipazione per qualcosa che avviene solo in parte e solo alla fine.
    Il ritmo lento della Oliver non è qualcosa che mi disturba durante la lettura, non mi scoraggia e non influenza in nessun modo il mio giudizio. Mi piace che l'autrice non corra verso il compimento di una scena ma assapori le sfumature dei cambiamenti, dando importanza a elementi che di solito si perdono in un distopico dal ritmo veloce. Mi piace che il suo stile sia personale e che rispecchi la natura dei personaggi, lasciando anche al lettore il tempo di abituarsi a ciò che rende speciale questa trilogia (e lo dico anche sulla fiducia, visto che non l'ho finita).
    Quello che mi ha costretta pian piano ad abbassare i punti è stata l'assenza di azione - o di sostanza - che avrebbe movimentato la trama. Non sono una fan sfegatata degli action e non sento la necessità di avventure rocambolesce però in un distopico - di solito - la scena d'azione è quella di svolta, quella che porta al punto di rottura e al cambiamento drastico o drammatico del ritmo. Qui, invece, la Oliver costruisce un crescendo che rimane sospeso e che sfuma in una scena finale troppo scarna rispetto alle aspettative. Naturalmente basta farsene una ragione ma, a saperlo prima, avrei assaporato di più quello che stavo leggendo e - probabilmente - avrei dato un voto molto più alto.
    La storia riprende dal punto esatto dove Delirum finisce, dove il lettore rimane impalato e dolorante e le pagine finiscono. Lì comincia Chaos.
    L'inizio di questo romanzo è bellissimo: la confusione e il dolore di Lena, la sua paura e la sua fragilità nelle Terre Selvagge rispecchiano lo squilibrio della storia, lo stesso che ha provato il lettore di fronte al cliffhanger finale. Ogni piano e ogni certezza, così come le speranze per il futuro, sono solo fumo e ripartire da zero senza Alex è impensabile. Lena sopravvive per pura forza di volontà e grazie alle cure forzate di Raven, ma la domanda che le gira in testa è sempre quella: perché andare avanti? Perché tollerare una vita di stenti, rischiare la morte per un ideale che, per lei, non ha più senso? Perché non tornare alla vita che conosceva e farsi risucchiare dal vuoto dei curati, tanto senza Alex niente e nessuno potrà farla emergere dal buio del dolore.
    Così, insieme a Lena, impariamo a conoscere la vita vera degli Invalidi, di chi non vuole farsi curare e decide di vivere libero. Non è semplice, non è priva di rischi, non c'è la spensieratezza che Alex le aveva fatto provare e non c'è una sorta di sicurezza che le dà uno scopo. Ogni episodio legato al prima, alla sua vita nelle Terre Selvagge, è un colpo in più nella forgiatura della sua corazza. Lena, la nuova Lena, è coriacea, dura, razionale, è una combattente della Resistenza e procede spedita nel suo ruolo. Poche cose la fanno tentennare e quasi tutte sono legate al ricordo di Alex.
    Nelle parti del prima non c'è nulla da cercare al di là di ciò che l'autrice scrive; niente crescendo, niente scoppio finale, niente che la separi dall'adesso. Il prima è ciò che è accaduto, senza abbellimenti, senza doppi sensi, senza uno scopo: le Terre Selvagge e il modo in cui ti cambiano.
    E' l'adesso, è ciò che Lena sta vivendo a fare la differenza. Il sequestro insieme a Julian, le interminabili scene del rapimento dove pochi elementi sono in scena e le parole occupano tutto lo spazio, i dettagli che emergono dal buio forzato nei tunnel e nei cunicoli sporchi, la rinascita di un sentimento che rimane nel buio fino alla fine e poi ritrova la via per emergere nella nuova Lena.
    Ogni cosa si prende il suo tempo ma si radica a fondo. Tutto tranne l'aspetto romantico che, in Chaos, è decisamente meno sviluppato rispetto a Delirium. Il sentimento per Julian c'è ma non si vede, non ha un vero sfogo e subito viene tarpato dal finale - un po' citofonato, c'è poco da fare.
    Non che mi lamenti, dell'amore romantico stucchevole non se ne sente la mancanza, anzi questa asetticità esalta anche la più piccola briciola di sentimento.
    Senza dubbio a breve concluderò la trilogia e mi farò un'idea più completa, però lo scivolone di Chaos ha sicuramente ridimensionato il mio modo di vedere questa serie.

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  • 2

    Sicuramente il più brutto dei tre libri.
    In certi passaggi l'ho trovato noiosetto ed eccessivamente lento in altri superficiale.
    Ad esempio non viene mai spiegato come Lena e Raven hanno fatto a torna ...continue

    Sicuramente il più brutto dei tre libri.
    In certi passaggi l'ho trovato noiosetto ed eccessivamente lento in altri superficiale.
    Ad esempio non viene mai spiegato come Lena e Raven hanno fatto a tornare a Portland alla loro vita di copertura.

    said on 

  • 4

    Full review here: http://abookislife.blogspot.it/2015/03/recensione-13-chaos-di-lauren-oliver.html

    Attenzione! Se non avete letto Delirium potreste incappare in qualche spoiler per via della trama ste ...continue

    Full review here: http://abookislife.blogspot.it/2015/03/recensione-13-chaos-di-lauren-oliver.html

    Attenzione! Se non avete letto Delirium potreste incappare in qualche spoiler per via della trama stessa del libro.

    Vi avevo già parlato di Delirium, e vi avevo detto che mi era piaciuto tantissimo :) Dopo il finale da-bocca-aperta di Delirium ho subito (o quasi) letto il secondo libro di questa trilogia distopica: Chaos.

    Ritroviamo quindi la nostra Lena in preda alla disperazione per la perdita di Alex, la vediamo unirsi alla popolazione delle Terre Selvagge e cercare piano piano di dimenticare Alex, il ragazzo che l'aveva "infettata" di delirium, ovvero l'amore, che è considerato la più temuta delle malattie.

    Se nel primo libro quasi tutta la storia era ambientata in una città regolata, abitata da persone per la maggior parte curate, quindi sicura e con tutti gli agi, in questo secondo libro la storia è ambientata per gran parte del tempo nelle Terre Selvagge dove Lena impara a conoscere la fame, l'"arte dell'arrangiarsi" e la condivisione di quel poco che si ha.

    Full review here: http://abookislife.blogspot.it/2015/03/recensione-13-chaos-di-lauren-oliver.html

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  • 5

    Maravilloso

    La pluma de Lauren Oliver me deja sin aliento. He disfrutado de este libro muchísimo más que la primera vez que lo leí. Y es que no sé como lo hace la autora, pero consigue que me meta de lleno en la ...continue

    La pluma de Lauren Oliver me deja sin aliento. He disfrutado de este libro muchísimo más que la primera vez que lo leí. Y es que no sé como lo hace la autora, pero consigue que me meta de lleno en la historia y parece como si estuviese yo misma allí. De verdad que si tenéis la oportunidad de leer esta trilogía no lo dudéis.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    "WTF?"Reazione iniziale.... "spoileroneeee"

    "Cosa???????! Eh??? Ma che scherziamo????" e via dicendo.....
    Secondo capitolo, molto più interessante che ho letto in poche ore. Lena finalmente è cresciuta e nonostante tutto vuole sopravvivere! E c ...continue

    "Cosa???????! Eh??? Ma che scherziamo????" e via dicendo.....
    Secondo capitolo, molto più interessante che ho letto in poche ore. Lena finalmente è cresciuta e nonostante tutto vuole sopravvivere! E c riesce, impara cosa vuol dire vivere nelle terre selvagge, entra a far parte della resistenza per lottare contro gli "zombie" nuovo nomignolo per i curati.
    Incontra degli amici, una quasi famiglia. E un nuovo amore. Julian, un quasi curato, che però capisce grazie a lei cosa è giusto e cosa non lo è....
    Ma come sempre in questo libro le cose non vanno per il verso giusto subito. Ma la nuova Lena non s fa abbattere e corre in aiuto del "suo" Julian.
    Fin qui è tutto normale, dove sarà il "cooosa????" alla fine, quando i morti tornano in vita! E non sono più quelli di un tempo!
    Alex è tornato, ed è stato prigioniero delle cripte, e non prende bene la nuova storia d Lena, lui che ha tenuto duro solo per lei!
    Ma bisogna anche capire Lena, anche lei ha tenuto duro inventandosi che un giorno l'avrebbe riabbracciato, ma al cuor non si comanda.
    Questo libro m ha ricordato Twilight, precisamente New Moon. E m ha fatto piacere la reazione di Lena. Vede Alex praticamente spacciato e non s abbandona al suicidio come la famosa Bella, no lei reagisce e la sprona a continuare a vivere perchè lui avrebbe voluto così. Questo si che è amore, un amore che aiuta non che demolisce! Che rende forti che t fa andare avanti con la tua vita, perchè sai che lei avrebbe voluto così...
    E' un bell'esempio....

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Ho capito che con questa saga non riuscirò ad andare oltre le 3 stelle (salvo stravolgimenti finali con il volume conclusivo).
    Il fatto è che mi piace, l'ho letto in due giorni, però c'è anche una lun ...continue

    Ho capito che con questa saga non riuscirò ad andare oltre le 3 stelle (salvo stravolgimenti finali con il volume conclusivo).
    Il fatto è che mi piace, l'ho letto in due giorni, però c'è anche una lunga lista di cose che mi fanno storcere il naso. Sarà che Lena non mi ispira molta simpatia, e tutta questa introspezione dal suo punto di vista spesso la trovo eccessiva. Naturalmente c'è stato il cambiamento nel suo personaggio, la cosa che NON doveva succedere secondo me. Ora, capisco che mesi e mesi passati nelle Terre Selvagge in qualche modo ti influenzino, però da qui a passare per la nuova eroina di turno e super coraggiosa ce ne passa. Non ho ancora deciso se preferisco questa Lena o la vecchia Lena, quella lagnosa (ATTENZIONE: ci sono sprazzi della vecchia Lena anche qui).
    Poi c'è Julian, il nuovo interesse amoroso di Lena, ma lei ama ancora Alex e si instaura questo triangolo amoroso con un morto. Julian è la versione femminile della Lena del primo libro e non ne sentivo proprio il bisogno. Lui è carino ma io preferisco un Alex nel mondo dei morti che un Julian vivo.
    Ma non disperiamoci, ché tanto il triangolo amoroso ci sarà lo stesso grazie al grandissimo colpo di scena finale: Alex è vivo! (Ma va?). Insomma, faccio il tifo per lui ma la cosa era prevedibilissima e aspettavo la sua uscita già da molto. Invece ho dovuto soffrire e vedere Lena provare qualcosa per un nuovo personaggio, sapendo già che si sarebbe creato un maledetto triangolo.
    Fra i nuovi personaggi salvo sicuramente Raven e Tack. È interessante vedere finalmente all'opera la Resistenza anche se la Oliver non ci si sofferma più di tanto. Secondo me questo è un difetto del libro, così come l'alternarsi del racconto tra il Prima e l'Adesso. Succede che si cerca di raccontare tutto ma alla fine non ne esce fuori niente. Lena come ha fatto a entrare sotto copertura a New York? Quando l'hanno deciso? Chi l'ha deciso?
    Forse la Oliver doveva rinunciare a qualche descrizione o a una delle sue mille metafore per dare spazio a più azione, più spiegazione e ad altri personaggi (vedi Hana)

    said on 

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