Pane e tempesta

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica)

3.6
(2742)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 248 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8807722356 | Isbn-13: 9788807722356 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Quali sono le ventisette azioni dell’uomo civile? Lo scoprirete a Montelfo, il paese più magico e fantastico del mondo. In un romanzo di sfrenata comicità. Stefano Benni monta un grande circo di creature indimenticabili: il Nonno Stregone, Ispido Manidoro, Trincone Carogna, Sofronia e Rasputin, Archimede detto Archivio, Frida Fon, lo gnomo Kinotto, il beato Inclinato, Simona Bellosguardo, il gargaleone e il cinfalepro, Fen il Fenomeno, Piombino, Raffaele Raffica, Alice, don Pinpon e don Mela, Zito Zeppa, la Jole, Gino Saltasù, il sindaco Velluti, Ottavio Talpa, Bubba Bonazzi, Bum Bum Fattanza, Nestorino e Gandolino, Sibilio Settecanal, Tramutone, la Mannara, Giango, i fratelli Sgomberati, Bingo Caccola e Tamara Colibrì, Maria Sandokan, Adelmo il Cupo, Checca e Caco.
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  • 5

    Stefano Benni è un genio.
    Su questo non si piuò dire nulla.
    Nei mondi grotteschi, fiabeschi e un po' malinconici che crea riesce a descrivere la realtà in maniera tragicomica.
    E qui siamo tornati nel ...continua

    Stefano Benni è un genio.
    Su questo non si piuò dire nulla.
    Nei mondi grotteschi, fiabeschi e un po' malinconici che crea riesce a descrivere la realtà in maniera tragicomica.
    E qui siamo tornati nel paesello del Bar Sport dove la vita di questo piccolo borgo continua, trasformandosi con il passare del tempo e seguendo, in differita, l'evolversi del mondo. E quindi ascoltiamo incantati le storie bislacche di Nonno Stregone, un po' ridendo e un po' pensando.

    ha scritto il 

  • 1

    me lo ha regalato un buon amico quindi non potrò andarci giù pesante come vorrei (in ogni caso, buon amico, se mi leggi ho comunque apprezzato il gesto del tuo dono).
    ma andando al contenuto del libro ...continua

    me lo ha regalato un buon amico quindi non potrò andarci giù pesante come vorrei (in ogni caso, buon amico, se mi leggi ho comunque apprezzato il gesto del tuo dono).
    ma andando al contenuto del libro devo constatare amaramente che è proprio una merda.
    Trattasi di una serie di mini storie o mini fiabe strampalate unite da personaggi e luoghi ormai abusati dallo scrittore (lo avreste mai detto? c'è il Bar Sport! azz vi ho svelato una pietra di trama!)
    Il libro penso sia stato scritto partendo dall'ultimo (penultimo) capitolo: unica parte decente che da un senso all'uso di inchiosto, carta, colla e colori per la produzione di questa esca da usare per accendere un fuoco che scaldi cuore e mani all'inizio di un gelido inverno quando si tira la cinghia per non accendere ancora il riscaldamento.
    Tutta la parte prima è un riempitivo: sono storielle "non-sense" ma non di quello positivo che ti fa sognare, pensare, ragionare e riflettere... sono brutte e basta.
    Sembrano storie scritte da un malato di alzhaimer che, sputacchiando e muovendo le mani vorticosamente, sbraita parole, nomi e immagini a caso e in un stream of consciousness di idee senza seguito le costruisce e le mette su carta.
    Quando poi, forse in uno sprazzo di lucidità, si consapevolizza che non sa piu dove andare a parare, entra il momento comico che rigorosamente sfocia in qualcuno che "scoreggia" (risate) o quando vuole andarci giu pesante passa direttamente a parlare di merda (grasse risate).
    Penso che i Vanzina siano fierissimi di questa comicità e tutti quelli che apprezzano i film dei citati registi anche, individuabili in tutti quegli ut(o)nti che danno a questo libro piu di tre stelle (mio buon amico che mi ha regalato il libro ho visto che te gli hai dato 3 stelle, quindi indico il baratro umano in quelli che danno piu di tre stelle, a te voglio bene).
    Che dire.. se proprio siete appassionati di Benni il mio personale consiglio sarebbe quello di andare in libreria, leggere di straforo gli ultmi due capitoletti, e ritenervi felici e soddisfatti.
    Se invece volete contribuire agli introiti di uno scrittore che per il solo fatto che si è fatto un nome in passato si permette di vendere bitume, senza propria vergonga, spacciandolo per testo scritto: compratelo, ve lo meritate, poi so già che verrete qui per dargli 4 o 5 stelle per rifarvi moralmente su qualche stronzo che passa per anobii, vede la vostra valutazione alta e corre a comprarlo speranzoso, contribuendo in una piccola percentuale ad aumentare l'asse ereditario dei figli, parenti e coniuge dello scrittore in un giorno futuro "de cuius"

    ha scritto il 

  • 3

    Benni: a volte si, a volte no.

    Stavolta, con questo libro, no.

    Si tratta infatti dell'ennesima vicenda tra il fantasioso e il fantastico ambientata nel solito paesino di montagna dell'Italia centrale. La storia, praticamente ai lim ...continua

    Stavolta, con questo libro, no.

    Si tratta infatti dell'ennesima vicenda tra il fantasioso e il fantastico ambientata nel solito paesino di montagna dell'Italia centrale. La storia, praticamente ai limiti dell'inconsistenza, non è che un pretesto per inanellare la solita serie di personaggi tipici e originali, per mettere insieme un po' di racconti, alcuni più riusciti e altri meno, per esporre le proprie tesi. Peccato, peccato davvero che le tesi in questione siano assolutamente giuste: diffidare della prostituzione dei luoghi e delle persone a fini turistici e commerciali; nessun revisionismo sulla Resistenza e alla larga dai tentativi di pacificazione sociale; tenersi lontani dalla sinistra che adotta discorsi ed argomenti sempre più simili a quelli della destra.

    ha scritto il 

  • 3

    Le storie ricche.

    Definirei questo libro sostanzioso. Sia per quanto riguarda i personaggi, sia per i racconti che, in generale, la storia in sé.

    Il Nonno Stregone ci racconta come tutte le mattine, lui compie le venti ...continua

    Definirei questo libro sostanzioso. Sia per quanto riguarda i personaggi, sia per i racconti che, in generale, la storia in sé.

    Il Nonno Stregone ci racconta come tutte le mattine, lui compie le ventisette azioni quotidiane di uomo.
    Una tra queste, è quella di recarsi nel Bar sport presente a Montelfo. Luogo di ritrovo per eccellenza, colonna portante di tutto il paese e dei suoi cittadini.
    Fra storie del passato, presente e anche futuro possiamo farci un'idea chiara di come la gente ha vissuto e vive tutt'ora. Difficoltà mescolate a modernità che quasi sempre ci aiutano, ma sempre pane e tempesta dobbiam mangiare per vivere.

    Adoro Benni e tutti i suoi romanzi, mi aspettavo qualcosina di più da questo libro, ma una volta chiuso ho pensato che, sì, questa storia mi ha trasmesso un po' Il concetto della speranza per tutti.
    Il presente si basa sul passato e il futuro non esiste senza gli ultimi due. Penso che in qualsiasi paese o città che si visiti o si abiti, ci dev'essere un Nonno Stregone che ci insegna a continuare a vivere bene e a non demoralizzarsi quando s'incontra un ostacolo diverso sulle nostre abitudini. Infondere speranza con racconti: un ottimo rimedio.

    ha scritto il 

  • 3

    PANE E TEMPESTA

    Sempre sorprendentemente ricco di inventiva e di immaginazione, Stefano Benni ci regala in questo suo libro, edito nel 2009 da Feltrinelli, una grande favola piena di pagine poetiche, di irresistibile ...continua

    Sempre sorprendentemente ricco di inventiva e di immaginazione, Stefano Benni ci regala in questo suo libro, edito nel 2009 da Feltrinelli, una grande favola piena di pagine poetiche, di irresistibile ironia e di umanità, sempre tenendo in primo piano le tematiche che lui ritiene importanti e che abbiamo potuto conoscere nei suoi precedenti libri.
    Nel paesino di Montelfo, il Nonno Stregone si risveglia apprestandosi a compiere le “ ventisette operazioni” che contraddistinguono l’essere umano medio, prima di recarsi al Bar Sport, lo storico bar del paese, cuore pulsante della varia umanità che vi si raccoglie, punto importante e vitale della vita sociale del piccolo paese. Conosceremo così tutti gli strani personaggi che lo frequentano e ascolteremo le loro storie, le loro leggende, i loro trascorsi, gli aneddoti, le bugie, le fiabe, le realtà e le fantasie strettamente legate tra loro e capaci di coabitare felicemente in un contesto sociale protetto e avulso da quella modernità che, avanzando dirompente e incontenibile, fagocita con faciloneria e distrugge senza scrupoli le radici di un passato in cui le relazioni umane sembravano avere molta più importanza. Il paesino di Montelfo e il bar stesso sono in pericolo: Max “ Massacro” Settecanal, imprenditore senza alcuna coscienza morale, aiutato dal corrotto sindaco Velluti, vuole distruggere il bosco adiacente al paese, buttare giù il bar e costruire un centro commerciale polifunzionale, senza alcun riguardo per la natura circostante che vorrebbe immolata all’altare dell’avidità e del vile denaro.
    Riusciranno gli abitanti di Montelfo, tutti insieme, vecchi e giovani, donne e uomini, animali e gnomi, gufi e cani, lepri, cinghiali, fagiani e “ cinfalepri” ad evitare questa orribile fine ?
    Un grande affresco, una coralità di voci e di racconti che ci rammentano continuamente ciò che eravamo e lo contrappongono al presente, senza mai giudicare ma lasciando a noi il compito di soppesare quale possa essere la realtà migliore, il modo di vivere più consono alla natura umana.
    Una luce di speranza filtra attraverso le parole e le vicissitudini di ogni protagonista che ci invita a non cedere ai falsi valori dettati dalla smania di potere e di denaro ma a conservare la nostra identità e la nostra purezza in armonia con la natura, traendo il coraggio di andare avanti per la nostra strada dalle lotte di chi ci ha preceduto, di chi ha sempre mangiato “pane e tempesta” ed ora sa come far fronte con determinazione alle contrarietà della vita.
    Geniale, colorito, con numerosi personaggi davvero imperdibili, esilarante e malinconico, surreale ma ancorato profondamente alla realtà quotidiana attuale, il libro si avvale di una prosa chiara e scorrevole, di trovate singolari, di feroci e non tanto sottintese satire politiche, di tratti poetici e nostalgici, anche se in alcuni punti, le storie si affastellano perdendo la loro spontaneità e il tutto sembra un po’ forzato e compresso con alternate fasi di noia (alcune pagine sono dei veri elenchi di personaggi e/o di considerazioni) e di piacevole intrattenimento. Forse Benni dovrebbe cimentarsi anche in altre tematiche per vedere dove la sua sfrenata fantasia riesce ad arrivare a stupire i suoi affezionati lettori

    ha scritto il 

  • 5

    Una serie di personaggi tanto improbabili quanto profondamente radicati nella loro umanità; una serie di episodi fin troppo attuali, eppure farciti di elementi fantastici e fiabeschi che nulla tolgono ...continua

    Una serie di personaggi tanto improbabili quanto profondamente radicati nella loro umanità; una serie di episodi fin troppo attuali, eppure farciti di elementi fantastici e fiabeschi che nulla tolgono in termini di validità e solidità ai concetti espressi una pagina dopo l'altra. Un utilizzo della lingua tanto creativo quanto funzionale, spassoso e che non suona come un mero esercizio di manierismo. Da leggere per ridere, e per fare qualche piccola riflessione.

    ha scritto il 

  • 4

    Ricco

    Un romanzo ricco... di storie, di personaggi, di riflessioni.
    La tragicità degli eventi trova speranza di riscatto nella dignità e umiltà che esprimono i protagonisti delle vicende.
    La narrazione dive ...continua

    Un romanzo ricco... di storie, di personaggi, di riflessioni.
    La tragicità degli eventi trova speranza di riscatto nella dignità e umiltà che esprimono i protagonisti delle vicende.
    La narrazione diventa mezzo e motivo di riflessione, la leggerezza dello stile e la ricercatezza linguistica creano un forte connubio che fa da cornice alla profondità del tema centrale.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Da morire dal ridere...

    ...."un cinghiale si scontrò con un guidatore di Suv che andava a centocinquanta. L'animale ebbe la peggio. Il cinghiale invece se la cavò con una zampa rotta."
    Standing ovation solo per questo.
    Quest ...continua

    ...."un cinghiale si scontrò con un guidatore di Suv che andava a centocinquanta. L'animale ebbe la peggio. Il cinghiale invece se la cavò con una zampa rotta."
    Standing ovation solo per questo.
    Quest'uomo è un grande!

    ha scritto il 

  • 5

    Pagina 101

    Tanti anni fa viveva, in un piccolo casolare di campagna, un bambino di cui nessuno ha mai saputo il vero nome. Era il podere più povero di tutta la zona. Un orticello, due alberi di mele, una mucca e ...continua

    Tanti anni fa viveva, in un piccolo casolare di campagna, un bambino di cui nessuno ha mai saputo il vero nome. Era il podere più povero di tutta la zona. Un orticello, due alberi di mele, una mucca e una gallina. Il bambino senza nome viveva lì da solo. Il babbo era morto colpito da un calcio della mucca e la mamma era scappata col macellaio e la mucca. Il bambino a sette anni doveva badare a se stesso, raccoglieva castagne e mele e mangiava ogni giorno un uovo della pennuta superstite. Era una vecchia gallina di nome Turchina, l'unico conforto nella sua vita oltre al libro Pinocchio, che leggeva ogni sera. Una notte, una volpe particolarmente bastarda e letterata rubò la gallina, il padellino per cuocere le uova e il libro.

    ha scritto il 

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