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Pane e tempesta

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica)

3.6
(2637)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 248 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8807722356 | Isbn-13: 9788807722356 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Quali sono le ventisette azioni dell’uomo civile? Lo scoprirete a Montelfo, il paese più magico e fantastico del mondo. In un romanzo di sfrenata comicità. Stefano Benni monta un grande circo di creature indimenticabili: il Nonno Stregone, Ispido Manidoro, Trincone Carogna, Sofronia e Rasputin, Archimede detto Archivio, Frida Fon, lo gnomo Kinotto, il beato Inclinato, Simona Bellosguardo, il gargaleone e il cinfalepro, Fen il Fenomeno, Piombino, Raffaele Raffica, Alice, don Pinpon e don Mela, Zito Zeppa, la Jole, Gino Saltasù, il sindaco Velluti, Ottavio Talpa, Bubba Bonazzi, Bum Bum Fattanza, Nestorino e Gandolino, Sibilio Settecanal, Tramutone, la Mannara, Giango, i fratelli Sgomberati, Bingo Caccola e Tamara Colibrì, Maria Sandokan, Adelmo il Cupo, Checca e Caco.
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  • 3

    PANE E TEMPESTA

    Sempre sorprendentemente ricco di inventiva e di immaginazione, Stefano Benni ci regala in questo suo libro, edito nel 2009 da Feltrinelli, una grande favola piena di pagine poetiche, di irresistibile ironia e di umanità, sempre tenendo in primo piano le tematiche che lui ritiene importanti e che ...continua

    Sempre sorprendentemente ricco di inventiva e di immaginazione, Stefano Benni ci regala in questo suo libro, edito nel 2009 da Feltrinelli, una grande favola piena di pagine poetiche, di irresistibile ironia e di umanità, sempre tenendo in primo piano le tematiche che lui ritiene importanti e che abbiamo potuto conoscere nei suoi precedenti libri.
    Nel paesino di Montelfo, il Nonno Stregone si risveglia apprestandosi a compiere le “ ventisette operazioni” che contraddistinguono l’essere umano medio, prima di recarsi al Bar Sport, lo storico bar del paese, cuore pulsante della varia umanità che vi si raccoglie, punto importante e vitale della vita sociale del piccolo paese. Conosceremo così tutti gli strani personaggi che lo frequentano e ascolteremo le loro storie, le loro leggende, i loro trascorsi, gli aneddoti, le bugie, le fiabe, le realtà e le fantasie strettamente legate tra loro e capaci di coabitare felicemente in un contesto sociale protetto e avulso da quella modernità che, avanzando dirompente e incontenibile, fagocita con faciloneria e distrugge senza scrupoli le radici di un passato in cui le relazioni umane sembravano avere molta più importanza. Il paesino di Montelfo e il bar stesso sono in pericolo: Max “ Massacro” Settecanal, imprenditore senza alcuna coscienza morale, aiutato dal corrotto sindaco Velluti, vuole distruggere il bosco adiacente al paese, buttare giù il bar e costruire un centro commerciale polifunzionale, senza alcun riguardo per la natura circostante che vorrebbe immolata all’altare dell’avidità e del vile denaro.
    Riusciranno gli abitanti di Montelfo, tutti insieme, vecchi e giovani, donne e uomini, animali e gnomi, gufi e cani, lepri, cinghiali, fagiani e “ cinfalepri” ad evitare questa orribile fine ?
    Un grande affresco, una coralità di voci e di racconti che ci rammentano continuamente ciò che eravamo e lo contrappongono al presente, senza mai giudicare ma lasciando a noi il compito di soppesare quale possa essere la realtà migliore, il modo di vivere più consono alla natura umana.
    Una luce di speranza filtra attraverso le parole e le vicissitudini di ogni protagonista che ci invita a non cedere ai falsi valori dettati dalla smania di potere e di denaro ma a conservare la nostra identità e la nostra purezza in armonia con la natura, traendo il coraggio di andare avanti per la nostra strada dalle lotte di chi ci ha preceduto, di chi ha sempre mangiato “pane e tempesta” ed ora sa come far fronte con determinazione alle contrarietà della vita.
    Geniale, colorito, con numerosi personaggi davvero imperdibili, esilarante e malinconico, surreale ma ancorato profondamente alla realtà quotidiana attuale, il libro si avvale di una prosa chiara e scorrevole, di trovate singolari, di feroci e non tanto sottintese satire politiche, di tratti poetici e nostalgici, anche se in alcuni punti, le storie si affastellano perdendo la loro spontaneità e il tutto sembra un po’ forzato e compresso con alternate fasi di noia (alcune pagine sono dei veri elenchi di personaggi e/o di considerazioni) e di piacevole intrattenimento. Forse Benni dovrebbe cimentarsi anche in altre tematiche per vedere dove la sua sfrenata fantasia riesce ad arrivare a stupire i suoi affezionati lettori

    ha scritto il 

  • 5

    Una serie di personaggi tanto improbabili quanto profondamente radicati nella loro umanità; una serie di episodi fin troppo attuali, eppure farciti di elementi fantastici e fiabeschi che nulla tolgono in termini di validità e solidità ai concetti espressi una pagina dopo l'altra. Un utilizzo dell ...continua

    Una serie di personaggi tanto improbabili quanto profondamente radicati nella loro umanità; una serie di episodi fin troppo attuali, eppure farciti di elementi fantastici e fiabeschi che nulla tolgono in termini di validità e solidità ai concetti espressi una pagina dopo l'altra. Un utilizzo della lingua tanto creativo quanto funzionale, spassoso e che non suona come un mero esercizio di manierismo. Da leggere per ridere, e per fare qualche piccola riflessione.

    ha scritto il 

  • 4

    Ricco

    Un romanzo ricco... di storie, di personaggi, di riflessioni.
    La tragicità degli eventi trova speranza di riscatto nella dignità e umiltà che esprimono i protagonisti delle vicende.
    La narrazione diventa mezzo e motivo di riflessione, la leggerezza dello stile e la ricercatezza lingui ...continua

    Un romanzo ricco... di storie, di personaggi, di riflessioni.
    La tragicità degli eventi trova speranza di riscatto nella dignità e umiltà che esprimono i protagonisti delle vicende.
    La narrazione diventa mezzo e motivo di riflessione, la leggerezza dello stile e la ricercatezza linguistica creano un forte connubio che fa da cornice alla profondità del tema centrale.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Da morire dal ridere...

    ...."un cinghiale si scontrò con un guidatore di Suv che andava a centocinquanta. L'animale ebbe la peggio. Il cinghiale invece se la cavò con una zampa rotta."
    Standing ovation solo per questo.
    Quest'uomo è un grande!

    ha scritto il 

  • 5

    Pagina 101

    Tanti anni fa viveva, in un piccolo casolare di campagna, un bambino di cui nessuno ha mai saputo il vero nome. Era il podere più povero di tutta la zona. Un orticello, due alberi di mele, una mucca e una gallina. Il bambino senza nome viveva lì da solo. Il babbo era morto colpito da un calcio de ...continua

    Tanti anni fa viveva, in un piccolo casolare di campagna, un bambino di cui nessuno ha mai saputo il vero nome. Era il podere più povero di tutta la zona. Un orticello, due alberi di mele, una mucca e una gallina. Il bambino senza nome viveva lì da solo. Il babbo era morto colpito da un calcio della mucca e la mamma era scappata col macellaio e la mucca. Il bambino a sette anni doveva badare a se stesso, raccoglieva castagne e mele e mangiava ogni giorno un uovo della pennuta superstite. Era una vecchia gallina di nome Turchina, l'unico conforto nella sua vita oltre al libro Pinocchio, che leggeva ogni sera. Una notte, una volpe particolarmente bastarda e letterata rubò la gallina, il padellino per cuocere le uova e il libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Beh! Che dire se non che Fen il fenomeno rimarrà per sempre nel mio immaginario l'ideale assoluto di cane... Da neofita di Benni ne esco stupita, divertita e affascinata da tanta bizzarria e immaginazione; c'è un non so che di "arruffato" e caotico nei suoi brevi racconti che mette allegria. Dai ...continua

    Beh! Che dire se non che Fen il fenomeno rimarrà per sempre nel mio immaginario l'ideale assoluto di cane... Da neofita di Benni ne esco stupita, divertita e affascinata da tanta bizzarria e immaginazione; c'è un non so che di "arruffato" e caotico nei suoi brevi racconti che mette allegria. Dai suoi personaggi sgangherati emerge la sottile vena di geniale pazzia dei semplici. Chapeau!

    ha scritto il 

  • 4

    Non il solito Benni

    ... o meglio, il solito Benni! Ma tutti sono un pò rimasti delusi da questo romanzo, io no. E' vero siamo lontani da Saltatempo e i suoi capolavori principi... ma cosa vi aspettavate quindi?!
    Il romanzo è classico, gag e racconti un pò sconclusionati di humour che hanno di comune accordo un ...continua

    ... o meglio, il solito Benni! Ma tutti sono un pò rimasti delusi da questo romanzo, io no. E' vero siamo lontani da Saltatempo e i suoi capolavori principi... ma cosa vi aspettavate quindi?!
    Il romanzo è classico, gag e racconti un pò sconclusionati di humour che hanno di comune accordo una tematica sempre profonda. Lettura bella e scorrevole (un pò ripetitiva per i benniani classici) , ma sfido chiunque a non ridere durante il racconto di Fen il fenomeno.
    Piccola altra cosa: il racconto del pozzo, il penultimo capitolo, se ne avete l'occasione, rileggetelo. Un vero diamante di questa opera un pò troppo "bastonata" dalla critica. Del resto io mi sono divertito e mi ha fatto sorridere, non è questo ciò che deve fare un libro?! :D
    Sempre grande autore Benni anche quando "appannato"

    ha scritto il 

  • 4

    Pane e tempesta, Stefano Benni

    In questo romanzo il puro piacere del raccontare e l'inquietudine per le sorti future del pianeta, ma soprattutto dell'Italia e di chi la vive, si mescolano e si amalgamano e il narrare diviene una sorta di magica medicina, di ancora di salvezza in grado di preservare la dignità, un input per ric ...continua

    In questo romanzo il puro piacere del raccontare e l'inquietudine per le sorti future del pianeta, ma soprattutto dell'Italia e di chi la vive, si mescolano e si amalgamano e il narrare diviene una sorta di magica medicina, di ancora di salvezza in grado di preservare la dignità, un input per ricominciare e per non farsi affossare dalle drammatiche avversità del vivere in una comunità in cui troppi non vedono e lasciano che l'ignoranza e l'asservimento abbiano la meglio. Pane e Tempesta è, nonostante le angosce e le difficoltà, un romanzo pieno di speranza per il futuro, ma questa speranza deve essere accompagnata dall'impegno a tenere gli occhi ben aperti intorno a sé.

    ha scritto il 

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