Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Pane nero

Donne e vita quotidiana nella seconda guerra mondiale

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Le scie)

4.0
(329)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 278 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804298405 | Isbn-13: 9788804298403 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Disponibile anche come: Altri , Copertina rinforzata per biblioteche

Genere: Fiction & Literature , History

Ti piace Pane nero?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Libri come questo mi fanno sempre arrabbiare IMMENSAMENTE, perchè la società patriarcale ha sempre voluto la donna umile, docile, sottomessa, salvo poi, nel momento del bisogno, farsi salvare le chiappe dalle vere risorse femminili che, ovviamente, vanno al di là della sottomissione e della docil ...continua

    Libri come questo mi fanno sempre arrabbiare IMMENSAMENTE, perchè la società patriarcale ha sempre voluto la donna umile, docile, sottomessa, salvo poi, nel momento del bisogno, farsi salvare le chiappe dalle vere risorse femminili che, ovviamente, vanno al di là della sottomissione e della docilità. Così è successo durante la seconda guerra mondiale, una volta partiti gli uomini a tirare la carretta sono rimaste le donne, che non solo hanno partorito e allevato figli, ma hanno anche nutrito la famiglia, lavorato, fatto salti mortali per procurare il necessario. Le donne hanno inoltre fornito un contributo indispensabile alla resistenza, alle formazioni partigiane, alla liberazione dell'Italia, un contributo però riconosciuto solo in tempi recenti, perchè finita la guerra le donne sono dovute ritornare al loro ruolo tradizionale e zitte, senza nemmeno un grazie.
    Ma non è solo questo che mi fa arrabbiare, d'altronde negli anni '40 la liberazione sessuale non era ancora arrivata, ciò che realmente mi fa arrabbiare è il qui e ora, un tempo in cui la ragione fa da padrone, in cui ci rieniamo tutti moderni e di larghe vedute, un tempo dove però le donne sono ancora discriminate, sottopagate, maltrattate, stuprate, assassinate.
    "Non dimenticate mai che sarà sufficiente una crisi politica, economica o religiosa perchè i diritti della donne siano rimessi in discussione. Questi diritti non sono mai acquisiti. Dovrete restare vigili durante tutto il corso della vostra vita." Simone de Beauvoir

    ha scritto il 

  • 5

    ... solo l'altra metà?

    Mi ha incuriosito il titolo o forse me lo aveva detto qualcuno di leggerlo; ed è davvero un gran bel libro. Varie storie di donne, prima durante e dopo il fascismo. che a volte si incontrano e a volte no. non è un romanzo, ma lo sembra. e non deve essere stato facile vivere in quegli anni, magari ...continua

    Mi ha incuriosito il titolo o forse me lo aveva detto qualcuno di leggerlo; ed è davvero un gran bel libro. Varie storie di donne, prima durante e dopo il fascismo. che a volte si incontrano e a volte no. non è un romanzo, ma lo sembra. e non deve essere stato facile vivere in quegli anni, magari anni di grandi illusioni, grandi cambiamenti e poi grandi delusioni. per me che non ho vissuto quel periodo, è importante conoscere quello che accadeva nel nostro paese e come le donne si siano date da fare.

    ha scritto il 

  • 4

    Un documento storico emozionante come pochi. Una storia che ne racchiude tante altre. Il coraggio di tante donne che hanno saputo sfidare e vincere la guerra.

    ha scritto il 

  • 4

    Frasi dal libro

    La guerra è finita: la grande ondata di emozione, violenza, coraggio, la grande ondata di paura, di tifo, di scabbia, la grande ondata di odio, fame e disobbedienza, si sta ritirando.
    La guerra è proprio finita. le donne si rimettono le calze, si sposano, abortiscono, partoriscono, lasciano ...continua

    La guerra è finita: la grande ondata di emozione, violenza, coraggio, la grande ondata di paura, di tifo, di scabbia, la grande ondata di odio, fame e disobbedienza, si sta ritirando.
    La guerra è proprio finita. le donne si rimettono le calze, si sposano, abortiscono, partoriscono, lasciano il lavoro, cercano il lavoro, affollano le parrocchie, vanno in sezione, voteranno per la repubblica, voteranno per la monarchia. Ricorderanno la guerra. la dimenticheranno. Fino alla prossima trasgressione

    http://frasiarzianti.wordpress.com/2013/01/30/pane-nero-m-mafai/

    ha scritto il 

  • 4

    Un ritratto degli anni di guerra forte e crudele, una scrittura asciutta, fluida ed essenziale. Un libro dove si apprendono notizie ed eventi talvolta poco conosciuti. Per chi non ha vissuto la guerra come me ma ne ha sentito i racconti e le storie, questo è un testo che narra la società civile, ...continua

    Un ritratto degli anni di guerra forte e crudele, una scrittura asciutta, fluida ed essenziale. Un libro dove si apprendono notizie ed eventi talvolta poco conosciuti. Per chi non ha vissuto la guerra come me ma ne ha sentito i racconti e le storie, questo è un testo che narra la società civile, soprattutto le donne, vere eroine dei conflitti di ogni epoca.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro, all'inizio, mi è sembrato un po' didascalico, con un taglio forse troppo giornalistico, e per questo non mi ha subito coinvolta. Ma poi, quando la narrazione si è fatta via via più serrata, ho capito che lo stile soggiaceva ai contenuti che, da soli, bastavano a trascinare me lettrice n ...continua

    Il libro, all'inizio, mi è sembrato un po' didascalico, con un taglio forse troppo giornalistico, e per questo non mi ha subito coinvolta. Ma poi, quando la narrazione si è fatta via via più serrata, ho capito che lo stile soggiaceva ai contenuti che, da soli, bastavano a trascinare me lettrice nella miseria di quei giorni di guerra, nell'affanno con cui le donne cercavano di procurarsi un po' di cibo, nella determinazione con cui quelle stesse donne sono state capaci di inventarsi una nuova personalità, di uscire dal guscio della femminilità che le relegava in ruoli domestici e impediva loro di essere autonome e padrone della loro vita. Ho così sentito la sofferenza, lo slancio, la voglia di lottare - spesso più in nome della giustizia che per adesione a ideologie. Mi sono commossa per chi ha pagato con la vita questa ribellione (mi ha colpito molto la fucilazione, ad opera dei fascisti, di due sorelle di 16 e 19 anni, operaie, che facevano parte dei Gruppi per la difesa delle donne), mi sono arrabbiata quando, dopo la Liberazione, le donne hanno dovuto piegare la testa e tornare nei confini che erano stati loro attribuiti prima della scoppio della guerra. Eppure il seme di quel cambiamento ha germogliato. A noi donne di oggi curare che la pianta non si inaridisca, che ciò che abbiamo conquistato non ci venga portato via. E meditare su quanto sia ingiusta e terribile ogni guerra.

    ha scritto il 

  • 5

    Un altro libro "di testo". Da adottare nelle scuole o in quello che ne rimane per ricordare da dove veniamo, a quali sacrifici impensabili le passate generazioni sono dovute sottostare.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono solo al terzo capitolo. Più cose leggo relative al ventennio e più trovo analogie con il presente. Tutta la nostra tecnologia da ventunesimo secolo e tutta la nostra presunzione da "popolo di santi, poeti e navigatori" non ci stanno servendo a un bel niente.


    Finito. Cronaca lucida, o ...continua

    Sono solo al terzo capitolo. Più cose leggo relative al ventennio e più trovo analogie con il presente. Tutta la nostra tecnologia da ventunesimo secolo e tutta la nostra presunzione da "popolo di santi, poeti e navigatori" non ci stanno servendo a un bel niente.

    Finito. Cronaca lucida, obiettiva e corale dell’Italia attraverso gli anni della guerra. La coralità si costruisce unendo le varie voci delle testimonianze, dei giornali e delle riviste, dei decreti e di altri documenti dell’epoca. L’autrice lascia così che sia il lettore a farsi un’opinione - anche se comunque avrei preferito un po’ più di racconto, un qualcosa di più personale da parte della Mafai, e magari un po’ meno di Corriere della Sera o Grazia. L’obiettività di questa cronaca nasce anche da un tono di scrittura quasi allegro, o comunque sempre pacato, non c’è nessun tentativo di creare atmosfere da tragedia, per quanto gli eventi narrati siano effettivamente tragici.

    Si tende a sottolineare come la quotidianità si sia gradualmente mescolata con il carattere di eccezionalità che la guerra necessariamente conferisce ad ogni singolo giorno - questa cosa è logica se ci si pensa ma non è facile da capire veramente a fondo per chi non l’ha vissuta. E nel parlare di quotidianità, l’autrice pone naturalmente un maggiore accento sulla vita delle donne. Generalmente non sono una fan della letteratura “al femminile” o delle questioni legate al femminismo; bisogna tuttavia riconoscere che in Italia la questione esiste, ed è un problema di mentalità (non solo degli uomini ma anche delle donne stesse) e qui si dimostra, con la lucidità di cui sopra, che il problema è passato perfettamente indenne attraverso le gravi tribolazioni della guerra, tant’è che ci ritroviamo ancora oggi a parlare di cose come occupazione/disoccupazione femminile; le retribuzioni delle donne, l’utilizzo dell’immagine del corpo delle donne, l’influenza della chiesa sul comune modo di vedere e sentire, and so on…
    Al termine della lettura prevalgono la sensazione di spavento per le similitudini con l’odierna situazione, e ancora una volta la delusione nel leggere che poco o niente è cambiato, sembra che tutto il dramma non sia servito a niente e che non si riesca ad imparare dai propri errori.

    ha scritto il 

Ordina per