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Pane nero

Donne e vita quotidiana nella seconda guerra mondiale

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Le scie)

4.0
(340)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 278 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804298405 | Isbn-13: 9788804298403 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Disponibile anche come: Altri , Copertina rinforzata per biblioteche

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 3

    CONOSCERE LA STORIA PER CRESCERE e non solo la storia dei libri di scuola...

    "PANE NERO" di Miriam Mafai racconta il Fascismo, la Seconda Guerra Mondiale, la Resistenza e la Liberazione dal punto di vista delle Donne.
    Con una raccolta di testimonianze vere di donne che hanno v ...continua

    "PANE NERO" di Miriam Mafai racconta il Fascismo, la Seconda Guerra Mondiale, la Resistenza e la Liberazione dal punto di vista delle Donne.
    Con una raccolta di testimonianze vere di donne che hanno vissuto quest'epoca, si ripercorrono gli anni che hanno segnato la Storia e si scopre la QUOTIDIANITÀ del fascismo, della guerra e della fame, della Resistenza, della lotta, dei bombardamenti e dell'arrivo degli Americani.
    Dalla tessera annonaria agli stipendi che i nostri progenitori ricevevano, dalle fucilazioni alle classi dell'alta borghesia che continuano a vivere nel lusso indifferenti alle sofferenze del popolo. Dalle giovani che si uniscono alla Resistenza e imbracciano le armi, alle multe fasciste alle donne che indossavano pantaloni. Da Mussolini e Claretta fino a Hitler, Churchill ed i soldati americani.
    Un racconto del Pane Nero che troppo spesso il popolo non aveva neanche. Un racconto del grande ruolo delle Donne che proprio nel periodo della guerra, coi mariti lontani, riscoprono/ o scoprono la propria INDIPENDENZA.

    ha scritto il 

  • 3

    Spaccato della vita italiana anni '40

    La vita delle donne italiane negli anni della seconda guerra mondiale: contadine, casalinghe, operaie, insegnanti, ma anche personaggi famosi appartenenti all'alta società, come la sarta Biki, che con ...continua

    La vita delle donne italiane negli anni della seconda guerra mondiale: contadine, casalinghe, operaie, insegnanti, ma anche personaggi famosi appartenenti all'alta società, come la sarta Biki, che continuava a produrre abiti sfarzosi durante gli anni del conflitto, e Claretta Petacci, l'amante di Mussolini che lo seguì ovunque e ne condivise la tragica fine. Donne che accolsero l'inizio della guerra quasi con allegria, come un'avventura emozionante, e poi s’incaricarono di trovare il cibo sempre più scarso x le famiglie e i bambini, di proteggere i loro uomini dai rastrellamenti, si trovarono sotto i bombardamenti nelle città, sfollate nelle campagne. E alcune parteciparono anche, come staffette o combattenti, alla lotta partigiana. Il libro è anche uno spaccato della vita italiana negli anni '40: la donna moglie, madre, succube dell'uomo da amare, accudire, cui lasciare ogni decisione. Non solo perché così voleva la dottrina fascista: era un comune modo di sentire. La guerra cambiò le cose, dando responsabilità alle donne in assenza degli uomini, concedendo loro un'indipendenza, nel campo familiare e lavorativo, cui non avrebbero più rinunciato. Un racconto molto interessante soprattutto nella prima parte, che ci fa conoscere un tempo che non è più, appartenuto alle nostre madri o nonne, nella vita quotidiana delle famiglie italiane, meno nella seconda, in cui si parla, con voce inevitabilmente di parte, della resistenza antifascista, un argomento di cui si è scritto molto e si conosce quasi tutto. Manca forse un po' troppo la presenza maschile, dando al libro un connotato sgradevolmente femminista.

    ha scritto il 

  • 5

    Libri come questo mi fanno sempre arrabbiare IMMENSAMENTE, perchè la società patriarcale ha sempre voluto la donna umile, docile, sottomessa, salvo poi, nel momento del bisogno, farsi salvare le chiap ...continua

    Libri come questo mi fanno sempre arrabbiare IMMENSAMENTE, perchè la società patriarcale ha sempre voluto la donna umile, docile, sottomessa, salvo poi, nel momento del bisogno, farsi salvare le chiappe dalle vere risorse femminili che, ovviamente, vanno al di là della sottomissione e della docilità. Così è successo durante la seconda guerra mondiale, una volta partiti gli uomini a tirare la carretta sono rimaste le donne, che non solo hanno partorito e allevato figli, ma hanno anche nutrito la famiglia, lavorato, fatto salti mortali per procurare il necessario. Le donne hanno inoltre fornito un contributo indispensabile alla resistenza, alle formazioni partigiane, alla liberazione dell'Italia, un contributo però riconosciuto solo in tempi recenti, perchè finita la guerra le donne sono dovute ritornare al loro ruolo tradizionale e zitte, senza nemmeno un grazie.
    Ma non è solo questo che mi fa arrabbiare, d'altronde negli anni '40 la liberazione sessuale non era ancora arrivata, ciò che realmente mi fa arrabbiare è il qui e ora, un tempo in cui la ragione fa da padrone, in cui ci rieniamo tutti moderni e di larghe vedute, un tempo dove però le donne sono ancora discriminate, sottopagate, maltrattate, stuprate, assassinate.
    "Non dimenticate mai che sarà sufficiente una crisi politica, economica o religiosa perchè i diritti della donne siano rimessi in discussione. Questi diritti non sono mai acquisiti. Dovrete restare vigili durante tutto il corso della vostra vita." Simone de Beauvoir

    ha scritto il 

  • 5

    ... solo l'altra metà?

    Mi ha incuriosito il titolo o forse me lo aveva detto qualcuno di leggerlo; ed è davvero un gran bel libro. Varie storie di donne, prima durante e dopo il fascismo. che a volte si incontrano e a volte ...continua

    Mi ha incuriosito il titolo o forse me lo aveva detto qualcuno di leggerlo; ed è davvero un gran bel libro. Varie storie di donne, prima durante e dopo il fascismo. che a volte si incontrano e a volte no. non è un romanzo, ma lo sembra. e non deve essere stato facile vivere in quegli anni, magari anni di grandi illusioni, grandi cambiamenti e poi grandi delusioni. per me che non ho vissuto quel periodo, è importante conoscere quello che accadeva nel nostro paese e come le donne si siano date da fare.

    ha scritto il 

  • 4

    Un documento storico emozionante come pochi. Una storia che ne racchiude tante altre. Il coraggio di tante donne che hanno saputo sfidare e vincere la guerra.

    ha scritto il 

  • 4

    Frasi dal libro

    La guerra è finita: la grande ondata di emozione, violenza, coraggio, la grande ondata di paura, di tifo, di scabbia, la grande ondata di odio, fame e disobbedienza, si sta ritirando.
    La guerra è prop ...continua

    La guerra è finita: la grande ondata di emozione, violenza, coraggio, la grande ondata di paura, di tifo, di scabbia, la grande ondata di odio, fame e disobbedienza, si sta ritirando.
    La guerra è proprio finita. le donne si rimettono le calze, si sposano, abortiscono, partoriscono, lasciano il lavoro, cercano il lavoro, affollano le parrocchie, vanno in sezione, voteranno per la repubblica, voteranno per la monarchia. Ricorderanno la guerra. la dimenticheranno. Fino alla prossima trasgressione

    http://frasiarzianti.wordpress.com/2013/01/30/pane-nero-m-mafai/

    ha scritto il 

  • 4

    Un ritratto degli anni di guerra forte e crudele, una scrittura asciutta, fluida ed essenziale. Un libro dove si apprendono notizie ed eventi talvolta poco conosciuti. Per chi non ha vissuto la guerra ...continua

    Un ritratto degli anni di guerra forte e crudele, una scrittura asciutta, fluida ed essenziale. Un libro dove si apprendono notizie ed eventi talvolta poco conosciuti. Per chi non ha vissuto la guerra come me ma ne ha sentito i racconti e le storie, questo è un testo che narra la società civile, soprattutto le donne, vere eroine dei conflitti di ogni epoca.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro, all'inizio, mi è sembrato un po' didascalico, con un taglio forse troppo giornalistico, e per questo non mi ha subito coinvolta. Ma poi, quando la narrazione si è fatta via via più serrata, ...continua

    Il libro, all'inizio, mi è sembrato un po' didascalico, con un taglio forse troppo giornalistico, e per questo non mi ha subito coinvolta. Ma poi, quando la narrazione si è fatta via via più serrata, ho capito che lo stile soggiaceva ai contenuti che, da soli, bastavano a trascinare me lettrice nella miseria di quei giorni di guerra, nell'affanno con cui le donne cercavano di procurarsi un po' di cibo, nella determinazione con cui quelle stesse donne sono state capaci di inventarsi una nuova personalità, di uscire dal guscio della femminilità che le relegava in ruoli domestici e impediva loro di essere autonome e padrone della loro vita. Ho così sentito la sofferenza, lo slancio, la voglia di lottare - spesso più in nome della giustizia che per adesione a ideologie. Mi sono commossa per chi ha pagato con la vita questa ribellione (mi ha colpito molto la fucilazione, ad opera dei fascisti, di due sorelle di 16 e 19 anni, operaie, che facevano parte dei Gruppi per la difesa delle donne), mi sono arrabbiata quando, dopo la Liberazione, le donne hanno dovuto piegare la testa e tornare nei confini che erano stati loro attribuiti prima della scoppio della guerra. Eppure il seme di quel cambiamento ha germogliato. A noi donne di oggi curare che la pianta non si inaridisca, che ciò che abbiamo conquistato non ci venga portato via. E meditare su quanto sia ingiusta e terribile ogni guerra.

    ha scritto il 

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