Pane nostro

Di

Editore: Garzanti

3.6
(49)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 231 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8811597749 | Isbn-13: 9788811597742 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Storia , Non-narrativa , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
“Pane nostro” di Predrag Matvejevic il frutto di vent’anni di lavoro e di un ricordo d’infanzia. Quando era bambino, suo padre lo mandava di nascosto a portare un po’ di pane a tre prigionieri tedeschi che pativano la fame: a ricambiare un gesto analogo, quando il padre, ai lavori forzati in Germania, era stato rifocillato da un pastore protestante. E’ un grande racconto, ricco di sapienza e di poesia. Abbraccia l’intera storia dell’umanità: dal giorno lontano in cui i nostri antenati si stupirono per la simmetria dei chicchi sulla spiga, fino a oggi, quando miliardi di essere umani ancora soffrono la fame e sognano il pane, mentre altri ne sprecano in abbondanza. Sulle rive del Mediterraneo, dalla Mesopotamia alle tavole del mondo intero, il pane è stato il sigillo della nostra alimentazione occidentale. Ha accompagnato, anche nella forma della galletta o della focaccia, i viaggiatori, i pellegrini, i marinai… Si è ritrovato al centro di dispute sanguinose e infinite: le guerre per procacciarsi il cibo, le lunghe controversie sul pane – lievitato anziché azzimo – da usare per la comunione. Perché il pane è anche simbolo, al centro del rito. E lo si ritrova, nelle sue mille verità, in molte opere d’arte, dall’Antico Egitto alla pop art. Raccontando il pane, la sua storia, i suoi miti, Matvejevic ci parla di Dio e degli uomini, della storia e della geografia, della fame e della ricchezza, della guerra e della pace, della violenza e dell’amore. Quella che ci regala Matvejevic è una sapienza modellata dai secoli, a volte temprata nel dolore, ma sempre piena di speranza.
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  • 4

    Verso la fine, nel settimo capitolo di questo libro ricchissimo,
    Pedrag Matvejevic spiega perché l'ha scritto,
    se prima non ci eravamo arrivati da soli non fa niente,
    ci aiuta e, semplicemente, ce lo ...continua

    Verso la fine, nel settimo capitolo di questo libro ricchissimo,
    Pedrag Matvejevic spiega perché l'ha scritto,
    se prima non ci eravamo arrivati da soli non fa niente,
    ci aiuta e, semplicemente, ce lo spiega.
    Non ho letto niente prima di questo autore,
    forse avrà scritto cose più "strutturate",
    forse questo è il suo stile,
    non so.
    Il racconto a tratti diventa ricordo.
    Ricerche sulla storia del pane (ma più che ricerca sembra si sia trattato di "incontri")
    che si susseguono senza un apparente filo logico, eppure non c'è una parola che non dica qualcosa.
    Se in un libro cercate coerenza, leggibilità e magari un editing riconoscibile, (insomma un prodotto che soddisfi le proprie esigenze) lasciate perdere.
    Se avete voglia di ascoltare un anziano che parla di cose interessanti e a volte inedite, a costo di qualche ripetizione, non perdetelo.

    ha scritto il 

  • 3

    Concordo pienamente con chi ha scritto che da un autore del genere, ci si poteva aspettare qualcosa in più rispetto alle "briciole" di sapere disseminate qua e là, visto che di pane si parla.
    La lettu ...continua

    Concordo pienamente con chi ha scritto che da un autore del genere, ci si poteva aspettare qualcosa in più rispetto alle "briciole" di sapere disseminate qua e là, visto che di pane si parla.
    La lettura, benché corposa, si conclude con un certo senzo di non sazietà, e a poco servono le belle prefazione e postfazione.

    Ultima notazione: nella biblioteca sotto casa ho trovato questo titolo tra i libri di cucina.

    ha scritto il 

  • 3

    Troppe molliche di pani diversi: nel lettore cresce a ogni pagina la voglia di pagnotta, o almeno di una bella fetta intera. Sfugge (forse anche all'autore) il senso di un accumulo non ordinato di sti ...continua

    Troppe molliche di pani diversi: nel lettore cresce a ogni pagina la voglia di pagnotta, o almeno di una bella fetta intera. Sfugge (forse anche all'autore) il senso di un accumulo non ordinato di stimoli, isolatamente piacevoli ma spenti dalla giustapposizione.

    La Redazione di Garzanti è momentaneamente assente: si prega di riprovare più tardi.
    Ben quattro pesci: alle pp. 57-8, 123-4, 136-7 e 153-4

    ha scritto il 

  • 4

    Il viaggio di un chicco di grano

    Il pane: il cibo più umile,ma anche il più invocato, ricercato, anelato dai popoli perchè se all'uomo manca il pane manca tutto. Cibo profetico e sostentamento quotidiano, cibo nel cui nome si è immol ...continua

    Il pane: il cibo più umile,ma anche il più invocato, ricercato, anelato dai popoli perchè se all'uomo manca il pane manca tutto. Cibo profetico e sostentamento quotidiano, cibo nel cui nome si è immolata anche la storia. Un bellissimo viaggio attraverso i secoli, i popoli e le religioni accompagnati da un pezzo di pane.

    ha scritto il 

  • 3

    faticosa lettura di coppia

    interessante e comunitario, ma scritto in modo davvero poco scorrevole...forse mal tradotto?
    Significativa e poetica la postfazione di Erri De Luca.

    ha scritto il 

  • 5

    Impeccabile analisi di un grande studioso

    Leggo da parecchi anni le opere di saggistica di Matvejevic,un fine accademico profondo conoscitore non solo della sua terra,la Bosnia,ma anche delle tematiche più diverse. Dopo gli strepitosi Breviar ...continua

    Leggo da parecchi anni le opere di saggistica di Matvejevic,un fine accademico profondo conoscitore non solo della sua terra,la Bosnia,ma anche delle tematiche più diverse. Dopo gli strepitosi Breviario mediterraneo e l'altra Venezia,in questo saggio analizza la storia,i miti,la religiosità che accompagna da sempre uno degli alimenti base della dieta,carico di simbolismi che trascendono il mero aspetto nutrizionistico. Come sempre il libro è costellato da una miriade di informazioni che lo impreziosiscono,essendo tra l'altro scritto in modo molto piano malgrado sia molto erudito.Un grande capolavoro di questo intellettuale da sempre perseguitato per le sue idee in patria.

    ha scritto il 

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