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Pao Pao

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica; 1072)

3.8
(722)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 185 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807810727 | Isbn-13: 9788807810725 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
La sigla PAO, che sta per Picchetto Armato Ordinario, evoca l'esperienza della caserma, punto di partenza di un romanzo in cui Tondelli intreccia sapientemente i fili di una trama ora sentimentale ora comica, e sempre sorretta da una vivacissima invenzione linguistica. Di fatto Pao Pao narra le storie amorose e poco marziali che travolgono una compagnia di giovani durante l'anno di servizio militare. Al grigiore dell'apparato burocratico e militare questi giovani oppongono una vitalità a volte sfrenata riuscendo ad attraversare indenni le istituzioni nonostante le infrazioni ai codici disciplinari e una più o meno larvata resistenza alla sottomissione.
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  • 2

    ..".. le occasioni della vita sono infinite e le loro armonie si schiudono ogni tanto a dar sollievo a questo nostro pauroso vagare per sentieri che non conosciamo" Nonostante queste stupende parole, per guardare. con ottimismo la vita nei suoi percorsi,il libro è noiosissimo.

    ha scritto il 

  • 2

    Lo ammetto: mi aspettavo di più.
    Il mio problema principale credo sia legato allo stile dell'autore: troppo raccontato. Mi sono trovata davanti una sequenza di eventi che si intrecciano tra i flashback in maniera tanto complessa da creare confusione. Più che un anno di militare, pare che ne sono ...continua

    Lo ammetto: mi aspettavo di più. Il mio problema principale credo sia legato allo stile dell'autore: troppo raccontato. Mi sono trovata davanti una sequenza di eventi che si intrecciano tra i flashback in maniera tanto complessa da creare confusione. Più che un anno di militare, pare che ne sono passati tre/quattro. Certo, ci sono delle frasi/concetti molto belli, in alcuni momenti, ma non è abbastanza. I personaggi compaiono e scompaiono e poi riappaiono, chiamati con tanti nomi che si confondono. Scrivere un intero libro che è praticamente privo di dialoghi (se non per una-due battute) è complicato, e ci vuole poco per renderlo pesante e/o noioso. Purtroppo seppur "Pao Pao" non sia risultato pesante, si è rivelato noioso. Ma vorrei dare una seconda possibilità a Tondelli, quindi penso che cercherò "Camere Separate".

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    D'amore e d'armi... più o meno

    Ho ultimato il romanzo questa mattina e sono un po’ disperata all’idea di non ritrovare le avventure della “mia” compagnia quando dovrò affrontare il viaggio di ritorno in treno.
    È il mio primo Tondelli e mi è piaciuto un sacco. È un libro “zuppo”, pregno, pieno, piccolo ma “pesante”, ammesso esi ...continua

    Ho ultimato il romanzo questa mattina e sono un po’ disperata all’idea di non ritrovare le avventure della “mia” compagnia quando dovrò affrontare il viaggio di ritorno in treno. È il mio primo Tondelli e mi è piaciuto un sacco. È un libro “zuppo”, pregno, pieno, piccolo ma “pesante”, ammesso esista di quest’ultimo termine un’accezione positiva (se sì, confermo l’aggettivo). I temutissimi anni di servizio militare obbligatorio vengono narrati nel libro con passione e trasporto, più che i fatti inerenti il servizio in sé, tutte le esperienze vissute dal protagonista in quel frammento di vita determinato dall’obbligo. Esperienze e conoscenze che non possono non tracciare un solco profondo nella memoria del protagonista ma, anche, di chi si porta dietro il peso della stessa avventura... suppongo, giacché il militare io non l’ho fatto, ma ho vissuto con 5 fratelli maschi, di cui nessuno è scampato al guinzaglio dell’esercito. Il protagonista vive una moltitudine di episodi, dettati dalle numerosissime conoscenze che l’esperienza detta, e a questi ci fa partecipare, attraverso la narrazione, talvolta in maniera superficiale, talvolta in modo profondo, come nel caso dei suoi amori, impossibili e non, che nascono proprio all’interno dell’ambiente coatto delle caserme.

    “È nessuno mi farà soffrire tanto quando ci lasceremo e ancora io chiederò a me stesso se davvero amavo Erik, se ero tutto per lui come dicevo o se invece altro non è stata che una bella storia nata all’improvviso e non programmata, una delle tante storie che sempre ogni giorno ci auguriamo accada di nuovo e il cui solo pensiero basta a spingerci la notte, ogni notte, alla ricerca di quel cesto di braccia fingendo con noi stessi e mentendo, poiché l’amore è come un dono degli dei che si muove sulle ali del vento sempre inafferrabile e sempre inseguito; l’amore non è mai là dove lo cerchiamo e vola via da dove lo crediamo. Proprio per queto e dell’amore e degli dei dobbiamo imparare a fare senza.”

    ha scritto il 

  • 5

    "Che può fare di più un uomo quando ama oltre l'amore?"

    Sporca è la vita nelle pagine di Tondelli, sporca, graffiante, ruggente, il fremito schizofrenico della migliore (o peggiore) gioventù incastrata nel servizio di leva.
    In questo breve romanzo si ritrova il Tondelli di Altri libertini, il linguaggio sporco, gergale, eppure estremamente vi ...continua

    Sporca è la vita nelle pagine di Tondelli, sporca, graffiante, ruggente, il fremito schizofrenico della migliore (o peggiore) gioventù incastrata nel servizio di leva. In questo breve romanzo si ritrova il Tondelli di Altri libertini, il linguaggio sporco, gergale, eppure estremamente vitale, con toni decisamente lontani da quel Camere separate che segna, forse, la fine della spensierata giovinezza. Nelle mirabolanti avventure del protagonista e della sua banda di mattacchioni, giovani di ogni parte d'Italia che girovagano in ogni parte d'Italia, Tondelli restituisce un ritratto commovente, divertente, dissacrante ed entusiasmante della giovinezza, che stringe legami con la stessa facilità con cui li scioglie, sullo sfondo di quei primi anni Ottanta che volano veloci tra una tirata di coca e l'altra e che ancora non conoscono la sigla AIDS. Ma già qualcosa si intravede; si annuncia, soprattutto, quel languore, quell'angoscia, quello stordimento esistenziale che ti prende quando ti abbandoni senza difese all'amore: e se il protagonista fuggirà appena in tempo, per salvarsi, destino diverso toccherà ai personaggi di Camere separate. Con una scrittura già magistrale Tondelli scava nella profonda Italia, dipinge uno spazio urbano, per lo più notturno, in cui gli angoli più nascosti di Orvieto, le caserme più amene e i gloriosi monumenti di Roma si fondono in uno sfondo sul quale scorrazzano i suoi giovani, un melting pot geografico al quale ne corrisponde uno squisitamente linguistico. In un'operazione che vuole suonare quasi blasfema, Tondelli scolpisce la vita laddove la vede elevarsi: nelle mani di due ragazzi che si intrecciano sotto un tavolo, nei baci nascosti dietro gli autobus, nel petting febbrile sugli scalini dell'ara pacis - nel furor giovanile che cerca i propri spazi e grida al mondo la sua esistenza.

    ha scritto il 

  • 2

    ".. prima si fa meglio è, prima ci si dice questa è la mia storia e non c'è niente al mondo che possa scostarla di tanto così, prima ci si mette la coscienza in pace e allora si possono aprire gli occhi e guardare e curiosare e allacciare immediatamente sguardi di complicità, [...] piazzarsi all' ...continua

    ".. prima si fa meglio è, prima ci si dice questa è la mia storia e non c'è niente al mondo che possa scostarla di tanto così, prima ci si mette la coscienza in pace e allora si possono aprire gli occhi e guardare e curiosare e allacciare immediatamente sguardi di complicità, [...] piazzarsi all'interno dell'ambiente, circondarlo del tuo self, allungare e protendere la propria storia per inscenarla lì, d'ora in poi è tutto lì, sarà tutto lì"

    ha scritto il 

  • 1

    Quando l'autore è acerbo...meglio non pubblicarlo!

    Piú che un romanzo è un diario senza senso e senza forma delle bravate di un anno di servizio militare. Il discorso senza punteggiatura con tratti di romanesco può sembrare simpatico e originale all'inizio, ma poi stanca tanto. Unica eccezione i discorsi sull'amore e sulla vita vissuta che fanno ...continua

    Piú che un romanzo è un diario senza senso e senza forma delle bravate di un anno di servizio militare. Il discorso senza punteggiatura con tratti di romanesco può sembrare simpatico e originale all'inizio, ma poi stanca tanto. Unica eccezione i discorsi sull'amore e sulla vita vissuta che fanno riflettere e sanno di saggezza. Siamo lontanissimi da quel Camere Separate che, in confronto, è poesia vera.

    ha scritto il 

  • 0

    A mio parere notevolmente inferiore allo stupendo "Camere separate" dello stesso Tondelli, ma pur sempre un'opera dallo stile originale e con frasi di sublime profondità e appassionato sentimento.

    ha scritto il 

  • 5

    Risistemando la mia libreria dopo un trasloco (che ancora non è finito) ho ritrovato una vecchia edizione di "Pao Pao" [prima edizione 1982, ed. Giacomo Feltrinelli Editore] comprata ad un mercatino del libro usato, durante l'anno del servizio militare ad Orvieto. Che grande esperienza! Sia il se ...continua

    Risistemando la mia libreria dopo un trasloco (che ancora non è finito) ho ritrovato una vecchia edizione di "Pao Pao" [prima edizione 1982, ed. Giacomo Feltrinelli Editore] comprata ad un mercatino del libro usato, durante l'anno del servizio militare ad Orvieto. Che grande esperienza! Sia il servizio militare, che leggere il romanzo di Tondelli in quel periodo. Momenti che non torneranno più, ma che mi hanno segnato molto. Sto sfogliando il libro per cercare qualche frase che mi ricordi qualcosa di speciale, ma mi accorgo che le pagine sono sottolineate e hanno dei rimandi. Ma la frese che mi piace trascrivere è il saluto con cui PVT chiude il suo romanzo: "... e tutti gli altri che continuo fortunosamente a incontrare a mille miglia di distanza mentre sto scrivendo questa storia, poiché le occasioni della vita sono infinite e le loro armonie si schiudono ogni tanto a dar sollievo a questo nostro pauroso vagare per sentieri che non conosciamo."

    ha scritto il 

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