Pao Pao

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica; 1072)

3.8
(777)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 185 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807810727 | Isbn-13: 9788807810725 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
La sigla PAO, che sta per Picchetto Armato Ordinario, evoca l'esperienza della caserma, punto di partenza di un romanzo in cui Tondelli intreccia sapientemente i fili di una trama ora sentimentale ora comica, e sempre sorretta da una vivacissima invenzione linguistica. Di fatto Pao Pao narra le storie amorose e poco marziali che travolgono una compagnia di giovani durante l'anno di servizio militare. Al grigiore dell'apparato burocratico e militare questi giovani oppongono una vitalità a volte sfrenata riuscendo ad attraversare indenni le istituzioni nonostante le infrazioni ai codici disciplinari e una più o meno larvata resistenza alla sottomissione.
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  • 3

    Ingredienti: un anno di servizio militare passato tra Orvieto e Roma, la ricerca di una via di scampo dalla naia attraverso trasgressioni, passioni e distrazioni, le prime esperienze omosessuali con i ...continua

    Ingredienti: un anno di servizio militare passato tra Orvieto e Roma, la ricerca di una via di scampo dalla naia attraverso trasgressioni, passioni e distrazioni, le prime esperienze omosessuali con i commilitoni, un’esperienza di vita che lascerà ricordi indelebili.
    Consigliato: a chi vuole scoprire un narratore leggero e profondo, crudo e poetico, a chi vuole riportare alla luce una tappa obbligata di crescita, per fortuna tramontata.

    ha scritto il 

  • 4

    Io non ho fatto il militare, cosa della quale un po' mi dispiaccio; sono stato riformato grazie alla mia carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (no, non sto morendo, però non presentatevi da me in ...continua

    Io non ho fatto il militare, cosa della quale un po' mi dispiaccio; sono stato riformato grazie alla mia carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (no, non sto morendo, però non presentatevi da me in primavera coi campi di fave in fiore perché non sono un bello spettacolo: divento verde come Gorn, l'uomo lucertola della serie classica di Star Trek, soffro di fortissimi mal di testa e comunico solo tramite grugniti). Anamnesi conclusa, ritorniamo alla naja. Per essere riformato ho dovuto comunque fare la visita di leva, esperienza che non mi ha lasciato grandi ricordi - eccezion fatta per il gran numero di sederi nudi e mani a coppa davanti alle pudenda, beata gioventù. Ho sempre pensato che, nonostante la paura, l'esperienza mi sarebbe potuta piacere, avrei potuto conoscere ragazzi di tutti i generi ed estrazione, sfidare me stesso; poi chi effettivamente l'ha fatto me ne parla come di un anno da galera, orrendo, segnato da vessazioni e umiliazioni, una perdita di tempo imperdonabile da scambiare volentieri col servizio civile.

    E Pao Pao? Tondelli racconta la naja come solo lui poteva fare, ovvero a meraviglia, condendo anche le esperienze più truci d'una ironia acida, scattante, vibrante. In fin dei conti la vita di caserma è solo un fondale, grigio, stantio, rigido, fatto della stessa materia degli incubi di Kafka: uffici stretti e opprimenti, la danza macabra del timbro che vidima, del foglio protocollo ingiallito e spillato, del permesso, del signorsì, del rimbalzo spossante e snervante da un gabbiotto all'altro. Contro questo grigiore si staglia ancora più viva, più fresca, più eccitante, la giovinezza sfrenata, l'immortalità stessa del giovane che spreme il meglio dalla quotidianità militare imposta, cavandone una manciata di esperienze da conservare nella memoria per il resto della vita. E non è certo una prerogativa della vita di leva quella di costruirsi una brigata di spiriti affini, per gusti e atteggiamenti, il passare da una sbronza a un'infatuazione impossibile, d'infrascarsi in qualche bosco per consumare su due piedi una pulsante passione giovanile.

    Notevole, inoltre, la leggerezza e freschezza nell'affrontare l'insito omoerotismo della convivenza fra giovani militari; so che questo libro fece storcere il nasino agli omosessuali più politicamente impegnati - ormai trentacinque anni fa. In effetti, a differenza di Altri libertini in Pao Pao manca l'elemento più spinto, più sporco, più cupo e pesante, dal sapore quasi punk, che fece dell'opera prima di Tondelli lo scandalo che fu, ma che forniva anche una fortissima calamita per la rivendicazione di un determinato stile di vita, per la legittimazione della diversità. Ma questa non è una mancanza negativa, è solo una visione diversa, dove la giovinezza si riscatta e soprattutto dove chiunque - etero o omosessuale - può identificarsi e riconoscere l'universalità d'una esperienza che sino a pochi fa capitava tra capo e collo una volta compiuta la maggiore età.

    E in conclusione: che rabbia non avere più Tondelli con noi, che scandalosa ingiustizia cosmica.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il segreto per non farci umiliare dalla caserma, dalle sue leggi, dalla sua meschinità, dalla sua violenza, era quello di occuparla con le nostre storie e la nostra sensibilità" (Ufficiali e Gentiluo ...continua

    "Il segreto per non farci umiliare dalla caserma, dalle sue leggi, dalla sua meschinità, dalla sua violenza, era quello di occuparla con le nostre storie e la nostra sensibilità" (Ufficiali e Gentiluomini, da "Un weekend postmoderno").

    Tutto qui, forse, il senso di questo romanzetto. Il senso della crescita di chi decide - pur nel contesto più spersonalizzante - di non rinunciare a se stesso, al "self" tante volte citato.

    O, più in sintesi: Tondelli.

    ha scritto il 

  • 5

    Una scrittura maestosa, che ti incolla alle pagine: Tondelli, che è meravigliosamente capace di scrivere per come parla, scrive nel 1982 questa sorta di racconto sull'esperienza della leva la quale di ...continua

    Una scrittura maestosa, che ti incolla alle pagine: Tondelli, che è meravigliosamente capace di scrivere per come parla, scrive nel 1982 questa sorta di racconto sull'esperienza della leva la quale diviene ben presto, sfondo alle numerose vicende umane con cui la storia dello scrittore si intreccia. La vicenda inizia ad Orvieto per il reclutamento e si sposta a Roma per il resto del servizio di leva. Tondelli evoca ancora una volta le vicende di un sottobosco generazionale che non esiste più, di rara umanità e di particolare caratterizzazione cui fanno sfondo le piazze e i luoghi del centro di Roma. Da leggere, assolutamente.

    ha scritto il 

  • 4

    un viaggio dentro l'universo militare degli anni' 80, storie di amori e di stecca, alcool e canne, di licenze e di imboscati in fureria. un pezzo di mondo ormai scomparso (ma che ricordo bene) e che T ...continua

    un viaggio dentro l'universo militare degli anni' 80, storie di amori e di stecca, alcool e canne, di licenze e di imboscati in fureria. un pezzo di mondo ormai scomparso (ma che ricordo bene) e che Tondelli riproduce con ritmo e vivacità, con il suo solito stile

    ha scritto il 

  • 3

    Se più che romanzo assomiglia ad un diario dove le giornate e le esperienze sono effettivamente interscambiabili, nel grigiore della caserma prorompe la sfrenata voglia di vivere con le sue oscurità d ...continua

    Se più che romanzo assomiglia ad un diario dove le giornate e le esperienze sono effettivamente interscambiabili, nel grigiore della caserma prorompe la sfrenata voglia di vivere con le sue oscurità dei commilitoni, in un epoca dove, ciò a cui non si poteva dare un nome per 'decenza', era foriero di felicità molto più di ciò che oggi definiamo con facilità. A tratti malinconico, a tratti comico, a tratti grottesco, Tondelli riesce delicatamente a tenerti sul filo della narrazione con semplicità e spregiudicatezza.

    ha scritto il 

  • 2

    ..".. le occasioni della vita sono infinite e le loro armonie si schiudono ogni tanto a dar sollievo a questo nostro pauroso vagare per sentieri che non conosciamo"
    Nonostante queste stupende parole, ...continua

    ..".. le occasioni della vita sono infinite e le loro armonie si schiudono ogni tanto a dar sollievo a questo nostro pauroso vagare per sentieri che non conosciamo"
    Nonostante queste stupende parole, per guardare. con ottimismo la vita nei suoi percorsi,il libro è noiosissimo.

    ha scritto il 

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