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Papà Gambalunga

By Jean Webster

(61)

| Paperback | 9788809765993

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Book Description

135 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Operazione nostalgia riuscita. Per questo gli do un 5, anche se tutto sommato il romanzo rispetto all’anime visto in gioventù risulta meno approfondito e ricco, soprattutto nei personaggi oltre che nella trama. Ma anche se si sa già come andrà a fini ...(continue)

    Operazione nostalgia riuscita. Per questo gli do un 5, anche se tutto sommato il romanzo rispetto all’anime visto in gioventù risulta meno approfondito e ricco, soprattutto nei personaggi oltre che nella trama. Ma anche se si sa già come andrà a finire è sempre comunque una piacevole lettura, delle gioie, delle brevi arrabbiature e subitanee scuse e riappacificazioni di Jerusha “Judy” Abbot con il suo misterioso papà John Smith, del suo racconto della vita universitaria e delle piacevoli scoperte durante le vacanze. Il tutto in un quasi monologo, dato che il benefattore ha chiesto che lei gli scriva delle lettere a cui lui non risponderà mai. Ma la scelta di questo strumento narrativo originale è sicuramente azzeccata, adatta al tema, e riesce a coinvolgere di più il lettore che non se fosse stato un romanzo scritto in modo “tradizionale”. Mi è venuta voglia di rivedere il cartone animato.

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    Accipiter said on Apr 19, 2014 | Add your feedback

  • 7 people find this helpful

    Quando ho iniziato la lettura di Papà Gambalunga, breve romanzo epistolare uscito nel 1912 dalla penna di Jean Webster, non nutrivo grandi aspettative: immaginavo l'ennesima storiella dalle tinte pastello, colma di buoni sentimenti, ineccepibi ...(continue)

    Quando ho iniziato la lettura di Papà Gambalunga, breve romanzo epistolare uscito nel 1912 dalla penna di Jean Webster, non nutrivo grandi aspettative: immaginavo l'ennesima storiella dalle tinte pastello, colma di buoni sentimenti, ineccepibili insegnamenti morali, e un'immancabile quantità di melassa... Insomma, ciò che generalmente ci si attende da un romanzo "per signorine" scritto un secolo fa.
    Papà Gambalunga, invece, malgrado gli accostamenti semplicisti di cui è spesso vittima, ha poco a che fare coi più celebri capolavori della letteratura per ragazze, in primis Piccole donne; superato il capitolo introduttivo, infatti, ci si trova di fronte un racconto che, malgrado una trama a prima vista del tutto convenzionale, si rivela da subito sorprendentemente originale e, soprattutto, modernissimo.
    La storia è quella di Jerusha Abbott (poi detta Judy), una ragazzina da sempre vissuta in orfanotrofio, le cui doti di scrittrice attirano l'attenzione di un misterioso benefattore (soprannominato appunto Papà Gambalunga dalla sua pupilla) che, restando nell'anonimato, si offre di mandarla all'università, in cambio di una lettera al mese in cui Judy, senza mai ricevere risposta, dovrà raccontare regolarmente i propri progressi.
    Ciò che Judy scriverà nelle sue lettere, però, sarà molto più di un semplice resoconto della vita universitaria: ella traccerà innanzitutto un vivido ritratto del suo mondo interiore, delle sue speranze, dei suoi dispiaceri, delle piccole conquiste che passo dopo passo ne forgeranno la personalità, trasformandola da infelice fanciulla sola al mondo, in giovane donna matura, consapevole di sè, e pienamente realizzata.
    È singolare come un romanzo tanto breve e leggero sia riuscito a penetrare con tale efficacia nella psicologia della protagonista, narrandoci, prima ancora che la storia di un'orfanella fortunata, la progressiva crescita morale, intellettuale ed emotiva di un essere umano. Ed è stata proprio la stupefacente umanità di Judy a conquistarmi: quel suo essere così vera, spiritosa, ostinata, e talvolta perfino irriverente, ma mai sopra le righe. Ella non possiede l'ottimismo a oltranza di una Pollyanna, e non riesce a vedere sempre il lato positivo delle persone: si adira, s'indigna, sa farsi valere, e detesta l'idea di rassegnarsi di fronte alle avversità della vita. Judy è una ragazza sensibile, dotata di un grande cuore, ma in lei non vi è ombra di buonismo.
    Dalle numerose lettere che la giovane invia al fantomatico Papà Gambalunga, ora allegre, ora indispettite, ma sempre spontanee e brillanti, traspare tutto il suo amore per il sapere, la grande voglia di migliorare se stessa, l'entusiasmo di fronte alle sfide di tutti i giorni... Un entusiasmo che non è mai affettazione, ma solo l'onesta voglia di vivere intensamente ogni istante, il profondo senso di gratitudine di una ragazza che, passando attraverso delusioni, momenti di scoramento, e meritati successi, impara poco per volta a far tesoro degli insegnamenti della vita, e ad apprezzare con gioia i piccoli piaceri quotidiani.
    Risulta facile affezionarsi alla protagonista: a parer mio, uno dei personaggi letterari più simpatici di sempre, in cui non è affatto difficile immedesimarsi. L'accompagniamo nel suo cammino dai diciassette ai ventitrè anni, imparando a conoscerla e a capirla con tutte le sue peculiarità, i suoi mutevoli stati d'animo, e le mille sfumature caratteriali che a un occhio superficiale potranno apparire come contraddizioni, ma che sono in realtà il segno più tangibile della sua autentica umanità.
    Judy, la fanciulla che non ha mai letto Piccole donne, che subisce il fascino senza tempo delle sorelle Brontë, e che a un evento mondano preferisce una serata in poltrona a colmare le proprie imperdonabili lacune letterarie, nonostante la singolare profondità d'animo, riesce a godere pienamente anche delle cose più frivole; aspira all'indipendenza, ma desidera ardentemente la tenerezza di una famiglia; è una ragazza coi piedi per terra che, nel contempo, non teme di tornare bambina e rifugiarsi con passione nella propria immaginazione: quella virtù che, a suo dire, tutti dovrebbero coltivare, perché "rende la gente capace di mettersi nei panni degli altri. Li rende più gentili, comprensivi e sensibili."

    Ho apprezzato un po'tutto in questo romanzo, ma in particolare, sono rimasta piacevolmente colpita dal modo inusuale in cui l'autrice, rifacendosi alla sua stessa esperienza, ci racconta la fine dell'adolescenza e l'ingresso nella giovinezza: un periodo segnato non da pseudo-amori e voglia di bruciare le tappe (come, ahimè, esso viene comunemente inteso ai giorni nostri), bensì un momento della vita da dedicare alla conoscenza di se stessi, alle proprie aspirazioni, allo sviluppo della propria personalità, e alla costruzione di solidi rapporti d'amicizia. E Judy, degna protagonista di questa storia, incarna perfettamente tutto ciò. Diversamente dalla maggior parte delle eroine dei romanzi per ragazze, infatti, ella non coltiva fantasie romantiche e non idealizza un eventuale principe azzurro: per lei l'amore non coincide con i sogni sentimentali comuni a tante adolescenti, bensì con l'idea di appartenenza, con il concetto di famiglia, con tutte quelle realtà senza le quali la vita non sarebbe degna di essere vissuta: realtà spesso date per scontate da chi ha avuto tutto, ma così agognate e per questo tanto più preziose per coloro che non le hanno mai possedute.
    L'amore, in verità, come nella più classica delle favole, arriverà anche in questa storia, ma solo quando, ormai portati a termine gli studi, e divenuta pienamente donna, Judy sarà davvero pronta per vivere la sua vita di adulta con accanto l'uomo che ama. Un amore, quello su cui si chiude l'ultima lettera della ragazza, che non sarà il frutto di un'ardente infatuazione adolescenziale o il concretizzarsi di una travolgente passione, bensì la progressiva e naturale evoluzione di una profonda amicizia, di un rapporto basato sulla stima, sulla complicità e sull'affinità di carattere, sentimenti ed opinioni.

    Nel corso di questo piacevolissimo racconto sono pochi i difetti che ho potuto riscontrare; forse, l'unico aspetto su cui ci sarebbe qualcosa da eccepire, è la scelta narrativa della Webster: il (riuscitissimo) modello epistolare, peraltro impreziosito dallo stile squisitamente colloquiale di Judy, infatti, pur rivelandosi molto efficace per cogliere ogni aspetto della personalità della protagonista, lascia inevitabilmente in ombra gli altri personaggi, permettendoci di conoscerli solo attraverso i riferimenti fugaci da parte della narratrice.
    Al di là di questa piccola pecca, il romanzo è stato per me una bellissima sorpresa: fresco, godibile, intelligente e, non ultimo, profondo... Perché dietro l'ironia di Judy, dietro la tenera storia a lieto fine di un'orfana, si nascondono riflessioni tutt'altro che banali sulla natura umana, sulla famiglia, sull'infanzia, sulla religione, sui diritti delle donne, e più in generale, su tutti quei valori fondamentali che mai come in questa nostra epoca, avrebbero bisogno di essere riscoperti.
    In breve: un libro leggero, allegro, divertente, pensato per il pubblico femminile, certo, ma in questo caso, consigliabile davvero, e senza riserve, a donne di tutte le età.

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    Camelia said on Apr 2, 2014 | 6 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Ho cercato questo libro per un sacco di tempo perchè mi piaceva moltissimo il cartone animato e devo dire che il romanzo non mi ha deluso, spiritoso eppure profondo, Judy è una ragazza che nella ha affrontato molte sofferenze, ma alla fine riesce a t ...(continue)

    Ho cercato questo libro per un sacco di tempo perchè mi piaceva moltissimo il cartone animato e devo dire che il romanzo non mi ha deluso, spiritoso eppure profondo, Judy è una ragazza che nella ha affrontato molte sofferenze, ma alla fine riesce a trovare la felicità e anche un sogno da realizzare, il tutto in un linguaggio semplice eppure all'avanguardia. Davvero molto carino, non solo per ragazzi.

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    Chiaranonta said on Mar 19, 2014 | Add your feedback

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    "Papà Gambalunga" narra la storia di una giovane donna, Jerusha Abbott (detta Judy), orfana di entrambi i genitori. Dopo aver vissuto gran parte della sua vita in un orfanotrofio, prima come bambina pronta ad essere adottata e in seguito assunta per ...(continue)

    "Papà Gambalunga" narra la storia di una giovane donna, Jerusha Abbott (detta Judy), orfana di entrambi i genitori. Dopo aver vissuto gran parte della sua vita in un orfanotrofio, prima come bambina pronta ad essere adottata e in seguito assunta per aiutare nell'educazione dei più piccoli, le viene offerta la possibilità di studiare all'università da un misterioso benefattore che, leggendo un suo tema, decide di aiutare la giovane orfana a diventare una scrittrice tramite un'adeguata istruzione. L'unica cosa che il generoso signore chiede a

    Judy è di inviargli una lettera al mese documentando i suoi progressi scolastici, e lei acconsente senza riserve. Non le sarà mai concesso di vedere il misterioso signore che la mantiene agli studi, né tantomeno di ricevere lettere in risposta, l'unica cosa che Judy sa di lui è che ha le gambe lunghe: ne ha visto l'ombra su una parete dell'orfanotrofio, e questo gli è valso il soprannome di Papà Gambalunga.
    Il romanzo non è altro che la raccolta delle numerose lettere che Judy invia al suo misterioso "papà", un romanzo epistolare avvincente e spensierato.
    Il linguaggio usato dall'autrice è semplice, scorrevole e colloquiale, adatto ad un pubblico di lettori giovani. Lo stile è fresco, velato di una divertentissima ironia che porterà il lettore a sorridere delle parole di Judy, la simpaticissima protagonista. Il ritmo è veloce, nonostante si possa pensare il contrario vista la forma particolare con cui è narrata la storia. Il libro si divora in pochissimo tempo e il lettore faticherà a scollare gli occhi dalle pagine, non tanto per gli avvenimenti descritti, quanto piuttosto per il linguaggio e la simpatia nei confronti della protagonista.

    All'interno di questo breve romanzo incontriamo una manciata di personaggi; oltre a Judy, conosciamo l'esistenza delle sue due compagne di stanza all'università e di alcuni loro familiari. Tutti sono appena abbozzati, ma questo non riesce ad essere un difetto, poiché con piccole ed imprecise pennellate l'autrice riesce a dipingere un quadretto perfetto di personaggi, che risulteranno comunque ben visibili al lettore. Della stessa Judy si conosce poco, ma le informazioni che ci vengono dal testo riescono a delineare alla perfezione la personalità di questa splendida protagonista. Judy è una ragazza solare, sognatrice e di una simpatia travolgente; è intraprendente, autoironica, saggia e determinata. Sa apprezzare i doni della vita con gratitudine, anche se il suo carattere la porta spesso ad essere un po' irriverente e ribelle; la sua ribellione però è quella di una giovane donna che intende guadagnarsi la sua libertà non senza fatica, deriva dalla consapevolezza di voler avere un posto nel mondo, guadagnato per merito con impegno e costanza. Insomma, Judy riesce ad essere un personaggio con un certo spessore, nonostante di lei non venga raccontato molto.

    Le tematiche affrontate in questo piccolo romanzo sono molte, spesso profonde ed importanti. Tra le più evidenti c'è quella della famiglia, del senso di appartenenza; Judy è orfana di entrambi i genitori e spesso questo suo status la fa sentire in imbarazzo di fronte ai coetanei. All'interno del romanzo ribadisce più volte il suo desiderio di appartenere a qualcuno, di sentirsi in famiglia e legata a delle origini.
    Un altro tema è quello del sapersi accontentare, del godere delle piccole cose ed esserne felici. Judy non è una ragazzina sprovveduta e capricciosa; nonostante non abbia mai goduto di particolari agi, nel momento in cui le vengono concessi piccoli lussi lei resta fermamente con i piedi per terra, consapevole del fatto che la semplicità è l'unico ingrediente essenziale della vita.
    Altra tematica importante è quella dell'emancipazione femminile: sognatrice determinata, Judy non rinuncia ai suoi sogni per sottostare al volere degli uomini, che sia il suo tutore o il giovanotto che le piace, non si lascia mettere i piedi in testa con facilità e fa valere con coraggio e perseveranza le sue ragioni di giovane donna.
    Questo piccolo romanzo conferma ancora una volta quello che ho sempre pensato, e cioè che un bel libro deve avere come ingrediente principale la semplicità: non serve condire un libro di paroloni e avvenimenti mirabolanti, quel che importa veramente è toccare il cuore del lettore, sfiorare delicatamente l'anima di chi legge e scuoterne con violenza i sentimenti. Tutto questo l'ho ritrovato in questo piccolo gioiello della letteratura per ragazzi e da oggi lo consiglierò a chiunque.
    Seppure sia un romanzo definito come un classico per ragazzi, io credo che per la profondità di temi in esso trattati e per alcuni riferimenti alla letteratura ad esso precedente possa essere goduto alla perfezione anche e soprattutto da un pubblico adulto e maturo

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    Mirial said on Feb 24, 2014 | Add your feedback

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    Amor y humor

    Una novela rápida y amena que se lee en un instante, la forma de escribir de la autora y muy simple y a su vez transmite mucho, lo que hace que a cada momento nos veamos envueltos en las cavilaciones de la entretenida y adorable Jerusha y su forma de ...(continue)

    Una novela rápida y amena que se lee en un instante, la forma de escribir de la autora y muy simple y a su vez transmite mucho, lo que hace que a cada momento nos veamos envueltos en las cavilaciones de la entretenida y adorable Jerusha y su forma de ver y conocer el mundo. El conocer al personaje principal masculino a través de los decires de la protagonista en las cartas que le manda, es algo para mí muy original y que le da el toque especial a la novela. Creo que esta historia es un clásico, y uno más que recomendable.

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    Ale said on Feb 21, 2014 | Add your feedback

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