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Papà Goriot

Di

Editore: Mondadori

4.0
(2141)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 322 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Svedese , Portoghese , Ungherese , Polacco

Isbn-10: 8804483881 | Isbn-13: 9788804483885 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giuseppe Pallavicini Caffarelli ; Prefazione: Maurice Bardèche ; Postfazione: Michel Butor

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Cofanetto , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La pensione Vauquer è banale ma misteriosa: ognuno dei suoi ospiti nasconde un segreto. Il giovane Rastignac, provinciale giunto a Parigi per far fortuna, penetra progressivamente dietro allo schermo della banalità, che nasconde due drammi: quello di Goriot, padre sfruttato dalle figlie, e quello di Vautrin, criminale evaso.
Romanzo della paternità, Papa Goriot mette in scena l'amore univoco e ossessivo di un genitore borghese che si dissangua per favorire la vita aristocratica delle figlie, fino a ridursi in uno stato di totale indigenza e solitudine, e a trascinarsi verso la morte. Parallelamente, un altro amore, per così dire paterno, quello di Vautrin per Rastignac, si conclude con un insuccesso altrettanto amaro. Due uomini diversissimi, Goriot e Vautrin, cercano di vivere per procura, attraverso l'esistenza di un essere più giovane, più bello e più fortunato, una vita sociale dalla quale sono esclusi. L'amore assoluto di questi padri impossibili è votato all'autodistruzione o alla frustrazione: in un caso muore, consumandosi nel suo eccesso, nell'altro si estingue, non potendo essere consumato.

Note generali.
Titolo originale: Le pere Goriot.
Introduzione di Maurice Bardeche.
Con una nota di Michel Butor.

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  • 5

    Un capolavoro. Che testo complesso e completo! La descrizione magistrale di un periodo storico tumultuoso, attraversato da profondi cambiamenti, in cui un vecchio mondo (quello legato ai valori aristo ...continua

    Un capolavoro. Che testo complesso e completo! La descrizione magistrale di un periodo storico tumultuoso, attraversato da profondi cambiamenti, in cui un vecchio mondo (quello legato ai valori aristocratici dell'Ancien Regime) si sta digregando e uno nuovo, molto più dinamico, relativistico nei suoi principi (l'utile, il profitto, l'affermazione spregiudicata dell'individuo nella società) sta uscendo allo scoperto, pur se in maniera ancora disordinata, caotica. Il romanzo ci regala poi alcune figure assolutamente indimenticabili, prima fra tutte il cinico, scanzonato furfante Vautrin, molto più vero - e perciò tanto più simpatico - dei "sepolcri imbiancati" di cui pullulavano i palazzi della nobiltà parigina.

    ha scritto il 

  • 3

    "Vedeva il mondo come un oceano di fango, dove l'uomo sprofondava fino al collo, qualora v'immergesse il piede." Questa frase, tratta dal libro, rappresenta appieno ciò che in esso è raccontato: un mo ...continua

    "Vedeva il mondo come un oceano di fango, dove l'uomo sprofondava fino al collo, qualora v'immergesse il piede." Questa frase, tratta dal libro, rappresenta appieno ciò che in esso è raccontato: un mondo di persone aride e misere, un mondo vuoto, privo di valori. Nemmeno il povero papà Goriot, il cui cuore è l'unico ad essere puro, riesce a suscitare empatia nel lettore perché in un certo senso è causa dei suoi mali: egli si fa spremere come una spugna dalle sue perfide e viziatissime figlie, fino a farsi ridurre in brandelli. Alla fine bisogna ammettere che il personaggio più simpatico risulta essere un criminale, perchè a differenza degli altri, per lo meno non è ipocrita. La prima parte del libro è abbastanza noiosa, stenta a partire, si ritrovano monologhi e pagine di riflessioni sulla società del tempo. La "mano" dell'autore è onnipresente e distoglie un po' dalla trama del romanzo. La seconda metà del libro scorre invece più veloce ma forse anche perchè avevo l'ardente desiderio che finisse.Al contrario di molti libri che arricchiscono, al termine della lettura di questo romanzo mi sono sentita privata di qualcosa, più vuota, come i personaggi dell'opera: forse Balzac mi ha trascinato un piede nell'oceano di fango e io sono ci sono sprofondata.

    anche su: www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il 

  • 5

    A nous deux maintenant !

    Capolavoro di Balzac, letto purtroppo non tutto d'un fiato come meriterebbe, ma in quelle che Susan Sontag chiamava le tasche dei giorni, pause, mezzi di trasporto, file varie, treni, aerei...

    Ho aspe ...continua

    Capolavoro di Balzac, letto purtroppo non tutto d'un fiato come meriterebbe, ma in quelle che Susan Sontag chiamava le tasche dei giorni, pause, mezzi di trasporto, file varie, treni, aerei...

    Ho aspettato per tutto il libro la scena in cui Eugène Rastignac guarda dall'alto Parigi e lancia alla città e alla sua società meschina, derelitta, impietosa, una sfida personale, gridando "A noi due, ora!", vecchio souvenir dei libri di letteratura francese del liceo, che oggi assume un significato ben più calzante.

    La storia è riassumibile in una vicenda di estremo amore paterno non corrisposto, nella Parigi povera ottocentesca, in una squallida pensione, ma Balzac, autore della memorabile Commedia Umana, appassionato studioso della varietà umana, farcisce il libro di bozzetti d'esistenze, di schizzi di personalità, il racconto è screziato di uomini e donne, ognuno con la propria fisionomia fisica e mentale, un ricco carnevale di tipi umani, con le loro bassezze e le loro qualità, nei quali, ahimè, ci si riconosce spessissimo.

    "Mais Paris est un véritable océan. Jetez-y la sonde, vous n'en connaîtrez jamais la profondeur. Parcourez-le, décrivez-le ! quelque soin que vous mettiez à le parcourir, à le décrire ; quelque nombreux et intéressés que soient les explorateurs de cette mer, il s'y rencontrera toujours un lieu vierge, un antre inconnu, des fleurs, des perles, des monstres, quelque chose d'inoui, oublié par les plongeurs littéraires".

    "Un des privilèges de la bonne ville de Paris, c'est qu'on peut y naître, y vivre, y mourir sans que personne fasse attention à vous. Profitons donc des avantages de la civilisation".

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo fa parte della serie della cosiddetta "Commedia umana", serie molto ampia nella quale Balzac si proneva (e, a quanto pare, ci riuscì) di descrivere minuziosamente la società francese dell'e ...continua

    Il romanzo fa parte della serie della cosiddetta "Commedia umana", serie molto ampia nella quale Balzac si proneva (e, a quanto pare, ci riuscì) di descrivere minuziosamente la società francese dell'epoca. Balzac è del periodo immediatamente precedente al naturalismo, però realismo e voce narrante tendente all'impersonalità fanno già la loro bella comparsa.
    La storia è molto semplice, è la storia di un amore. L'amore di un padre per due figlie ingrate e che per di più hanno una buona dotazione di lacrime di coccodrillo. Due figlie che si sono vendute alla società e sono colte, nel corso del romanzo, nel pieno della scalata sociale, ancorché frusrata. Sarà l'incontro con Eugène Rastignac, studente di provincia venuto a Parigi per studiare e parente di una ricchissima e aristocraticissima dama al vertice della società, a catalizzare le forze presenti in questa famiglia, fino all'epilogo.

    Devo dire che non credo di aver mai letto un romanzo tanto triste in vita mia. Gli amori sono tutti uguali, se sono veri, tra amici, amanti, genitori e figli. Non c'è differenza. E' vero che l'amore di Papà Goriot è un amore patologico, ma non ho cuore di condannarlo. Chi non ha mai sperimentato una passione che stronca ogni razionalità e amor proprio difficilmente potrà capire questo pover'uomo. Egli ha sbagliato, è vero, ma direi che paga per i suoi errori e per di più un prezzo veramente moltro, troppo alto. La sua morte e ancor più l'ultimo viaggio sono strazianti, la solitudine, che è l'esito finale di ogni passione rovinosa, insopportabile.

    Tra i personaggi, oltre a Goriot, che è veramente una presenza dominante e titanica (nel senso di dedita ad una lotta impari e destinata alla sconfitta), mi è molto piaciuto quello della Viscontessa di Beauseaunt, unica incorrotta.
    Da leggere, sebbene la prima metà sia molto lenta e mi abbia quasi tormentato.

    Un cinque scarso all'edizione di Repubblica, piena di refusi insopportabili.

    ha scritto il 

  • 5

    Un compendio della Comédie Humaine

    Papà Goriot per certi versi è un compendio di tutta la Comédie Humaine di Balzac. Un capolavoro assoluto del romanzo ottocentesco ancora in odore di illuminismo, con le sue fulminanti metafore sul deg ...continua

    Papà Goriot per certi versi è un compendio di tutta la Comédie Humaine di Balzac. Un capolavoro assoluto del romanzo ottocentesco ancora in odore di illuminismo, con le sue fulminanti metafore sul degrado morale che attraversa e ammala tutte le classi della società parigina, senza alcuna indulgenza per nessuno. Titanico il monologo agonico del protagonista, il suo disinganno che lo guarisce in extremis dal cieco bene voluto alle due ingrate figlie.

    ha scritto il 

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