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Papa, wat is een vreemdeling? / druk 1

By Tahar Ben Jelloun

(1)

| Others | 9789052268736

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Book Description

In een gesprek met zijn tienjarig dochtertje tracht de Franse schrijver van
Marokkaanse komaf uit te leggen wat racisme en discriminatie inhouden.

80 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Per apprezzarlo a pieno forse avrei dovuto leggerlo a 15 anni.

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    Maiko76 said on Aug 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Breve, semplice; con poche parole un padre è riuscito a rendere cos'è il razzismo e come combatterlo. Bei concetti che andrebbero messi in pratica e che fanno capire quanto il razzismo sia infimo e degradante per chi lo subisce, ma anche per chi lo " ...(continue)

    Breve, semplice; con poche parole un padre è riuscito a rendere cos'è il razzismo e come combatterlo. Bei concetti che andrebbero messi in pratica e che fanno capire quanto il razzismo sia infimo e degradante per chi lo subisce, ma anche per chi lo "fa".

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    VaMu said on Sep 12, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    In questa edizione la famosa conversazione tra il papà e la bambina è accompagnata da tutta una serie di reportage, aggiornamenti sulla situazione sociale e politica relativa all'immigrazione in diversi Paesi europei (principalmente Francia, Italia e ...(continue)

    In questa edizione la famosa conversazione tra il papà e la bambina è accompagnata da tutta una serie di reportage, aggiornamenti sulla situazione sociale e politica relativa all'immigrazione in diversi Paesi europei (principalmente Francia, Italia e Spagna), articoli e riflessioni varie.
    È interessante, perché solleva un'infinità di questioni, espone ragionamenti che portano a porsi nuovi interrogativi, a cercare risposte, a riflettere su questioni complesse e non facili da affrontare.
    Non sempre il pensiero di Tahar Ben Jelloun mi è risultato facile da accettare; lo comprendo, lo rispetto, per certi versi lo ammiro e ne riconosco l'ampiezza di vedute, ma la sua è la visione di chi vien da fuori, per me, cittadina europea dalla nascita, è più difficile rassegnarmi e accettare il grande cambiamento che sta avvenendo intorno a me. Mi riconosco in molte delle paure e delle resistenze che lui attribuisce agli europei, e l'aver letto questo libro e averci riflettuto a lungo, per quanto mi abbia resa consapevole di cose di cui prima non mi rendevo conto, non mi ha cambiata. Credo che ci vorrà molto tempo, ma questo vale un po' per tutti. Il cambiamento è troppo repentino, e questo non è un aspetto da sottovalutare.

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    said on May 19, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    E’ il secondo libro che leggo di questo autore, dopo lo stupendo “Creature di sabbia” ho voluto leggere qualcosa di diverso. Questo libro nasce in un soggiorno in Francia che l’autore ha con la figlia, per la manifestazione contro il progetto di leg ...(continue)

    E’ il secondo libro che leggo di questo autore, dopo lo stupendo “Creature di sabbia” ho voluto leggere qualcosa di diverso. Questo libro nasce in un soggiorno in Francia che l’autore ha con la figlia, per la manifestazione contro il progetto di legge Debré sull’ingresso e sul soggiorno degli stranieri in Francia. Il libro è scritto in maniera molto chiara, si svolge diciamo con una sorta di dialogo/comunicazione che l’autore ha con la figlia, attraverso domande, curiosità, perplessità e spiegazioni: «La parola straniero ha la stessa radice di estraneo e di strano, che indica ciò che è “di fuori, esterno, diverso”. Designa colui che non è della famiglia, che non appartiene né al clan né alla tribù. E’qualcuno che viene da un altro paese, sia esso vicino o lontano, qualche volta da un’altra città o villaggio. Da ciò è nato il concetto di xenofobia, che significa ostilità verso gli stranieri, e ciò che viene dall’estero. Oggi però la parola strano designa qualcosa di straordinario, di molto diverso da quanto si ha l’abitudine di vedere, è sinonimo di strambo».Un libro consigliato ai bambini, ma per me servirebbe anche per tanti adulti che nel loro trasmettere educazione riescono a far passare sentimento di propria non accettazione del diverso – è da qui che nasce il razzismo tramite la trasmissione -. “Stammi bene a sentire, figlia mia: le razze umane non esistono. Esiste un genere umano nel quale ci sono uomini e donne, persone di colore, di alta statura o di statura bassa, con attitudini differenti e variate. E poi ci sono molte razze animali. La parola razza non ha una base scientifica, è stata usata per mettere in evidenza gli effetti di diversità apparenti, cioè di fisionomia, che non devono creare divisioni tra gli uomini. Non si ha diritto di basarsi su tali differenze fisiche – il colore della pelle, la statura, i tratti del viso – per dividere l’umanità in modo gerarchico. In altre parole, non si ha il diritto di credere che per il fatto di essere di pelle bianca uno abbia delle qualità in più rispetto a una persona di colore. Ti propongo di non utilizzare più la parola “razza”, è stata a tal punto strumentalizzata da gente malintenzionata che è meglio sostituirla con l’espressione “genere umano”.

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    Jack said on Apr 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una serie di domande per capire cos'è il razzismo. Una serie di domande che permettono a un padre di spiegare di cosa si tratta. "Semplice" e utile.

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    Theut said on Feb 4, 2013 | Add your feedback

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