Parigi-New York andata e ritorno

Voto medio di 32
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Scritto nel 1935 e pubblicato oggi per la prima volta in Italia, questo libro nasce nel periodo di massima creatività artistica di Henry Miller e rappresenta un trait d'union ideale fra Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno.A bordo della nave c ...Continua
Ha scritto il 05/09/11
Neanche fosse un Meridiano: per arrivare al libro di Miller ci vogliono quasi cinquanta pagine, e son troppe: lunga prefazione del traduttore Francesco Pacifico, profilo bio-bibliografico, bibliografia, introduzione di George Wickes (dall’edizione am ...Continua
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Ha scritto il 04/03/11
traduzione francesco pacifico, revisione andreina lombardi bom, prefazione george wickes
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Ha scritto il 10/02/11
"Ora dico una cosa che in America non ho detto mai: Sento una contentezza profonda."
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Ha scritto il 16/12/09
In verità... 2 stelle e mezzo.
Ha scritto il 04/05/09
Caro Joey,

ma che ti salta in mente di far pubblicare quelle lettere che mi hai scritto un semisecolo e passa fa, quando ti imbarcasti su quella nave piena zeppa di dannati olandesi e avevi lo stomaco perennemente vuoto o gonfio di heineken spu

ma che ti salta in mente di far pubblicare quelle lettere che mi hai scritto un semisecolo e passa fa, quando ti imbarcasti su quella nave piena zeppa di dannati olandesi e avevi lo stomaco perennemente vuoto o gonfio di heineken spumosa? non capisco, o forse si. la gente non aveva bisogno di leggere le confessioni che mi hai fatto in privato, anche se poi le tue lettere erano un traboccare della tua anima del tutto privato. non ne aveva bisogno perché ti eri già riversato del tutto in quegli assurdi pugni nella pancia che erano i tuoi tropici. o forse si. non sapevo che ce l'avevi così a morte con la tua america, piena di cose così e piena di inutilità, le ubriacate che sprecavano le tue notti e le battone tardone che tentavano di spillarti quei quarti di dollaro che mendicavi ai tuoi amici. avevi bisogno di tornare qui a parigi. quanto mi rompesti l'anima, lo sai Joey, con quel tizio che si credeva il portavoce della regina. hai sempre avuto la predilezione per i matti, e in fondo anch'io se ti ho letto, se ho sviscerato le tue righe traballanti è perché sono matto anch'io. mi auguro che le tue lettere vengano lette dai matti, o che facciano ammattire di te quanta più gente possibile. ...Continua

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