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Parigi o cara

Di

Editore: Adelphi

3.8
(50)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 312 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845911772 | Isbn-13: 9788845911774 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Genere: Biography , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
Parigi negli anni Cinquanta era ancora piena di mostri sacri che non immaginavano di essere gli ultimi rappresentanti di una specie leggendaria. Céline,Mauriac, Cocteau, Jouhandeau, Simenon, Aron, Henry Miller, Julien Green, Renoir, Queneau, Klossowski, Robbe-Grillet, Barthes, erano tutti in giro, disposti alla confidenza e alla polemica. Il giovane Arbasino li va a trovare e lifa parlare, mettendo insieme una storica galleria di ritratti e incontri inappartamenti sontuosi e miserabili, in case editrici e ricevimenti ufficiali,redazioni di riviste e club notturni, studi cinematografici e parate militari,mostre, università, piscine, teatri e il Festival di Cannes... Gli estremifuochi artificiali del Novecento francese.
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  • 5

    Viaggio negli anni '50, a Parigi

    Alberto Arbasino, nel 1956, 26enne, nella Parigi, irripetibile, di quegli anni.
    Cultura (Letteratura, Teatro, Pittura, Cinema, Critica, Filosofia) e Societa'.

    Incredibile la sua scrittura in eta' cosi' giovane.
    Non solo lo stile inimitabile ma la ricchezza della sua conoscenza, ...continua

    Alberto Arbasino, nel 1956, 26enne, nella Parigi, irripetibile, di quegli anni.
    Cultura (Letteratura, Teatro, Pittura, Cinema, Critica, Filosofia) e Societa'.

    Incredibile la sua scrittura in eta' cosi' giovane.
    Non solo lo stile inimitabile ma la ricchezza della sua conoscenza, estesa in tutti i campi.

    Un caleidoscopio di personaggi e riferimenti raccontati "a raffica", ammalianti.

    Interesse altissimo nel "narrare" quegli anni cosi' densi di cultura, di novita', di pensiero.

    Un libro-reportage spettacolare.

    (Wiki)
    http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Arbasino

    (Biografia)
    http://www.italialibri.net/autori/arbasinoa.html

    (Wiki Libro)
    http://it.wikipedia.org/wiki/Parigi_o_cara_(libro)

    Da Adelphi:

    Risvolto
    Parigi negli anni Cinquanta era ancora piena di mostri sacri che non immaginavano di essere gli ultimi rappresentanti di una specie leggendaria. Louis-Ferdinand Céline, François Mauriac, Jean Cocteau, Marcel Jouhandeau, Georges Simenon, Raymond Aron, Gabriel Marcel, Henry Miller, Julien Green, Jean Renoir, Maurice Nadeau, Raymond Queneau, Pierre Klossowski, Alain Robbe-Grillet, Roland Barthes, erano tutti in giro, dispostissimi alla confidenza e alla polemica. Il giovane Alberto Arbasino li va a trovare e li fa parlare, mettendo insieme una storica galleria di ritratti e incontri scapestrati in appartamenti sontuosi e miseri, case editrici e ricevimenti ufficiali, redazioni di riviste e club notturni, studi cinematografici e parate militari, mostre, università, piscine, teatri e il Festival di Cannes… Nouveau Roman, Nouvelle Vague, Nouvelle Critique, Nouvelle Revue Française, Lettres Nouvelles, tra Edwige Feuillère e Brigitte Bardot, Serge Lifar e François Truffaut, Marie Bell e «Tel Quel», Edith Piaf e À bout de souffle: gli estremi fuochi artificiali del grande Novecento francese, attraverso l’impareggiabile conversazione ‘parisienne’ dei suoi protagonisti.
    L'autore
    Alberto Arbasino
    Alberto Arbasino è nato a Voghera nel 1930, e ha pubblicato il suo primo racconto nel 1955, su «Paragone». Era Distesa estate, che sarebbe entrato a far parte della raccolta Le piccole vacanze, del 1957. Membro del Gruppo '63, collaboratore di alcune importanti riviste come «L'illustrazione italiana», «Officina», «Il Mondo», «Tempo presente», «Il Verri», e in seguito del quotidiano «la Repubblica», Arbasino ha scritto numerosi saggi, pamphlet e opere di narrativa, che vengono ripubblicati in questi anni da Adelphi (L'Anonimo lombardo, 1959 e 1996; Parigi o cara, 1960 e 1995; Fratelli d'Italia, 1963, 1976 e 1993; Super-Eliogabalo, 1969 e 2001; Specchio delle mie brame, 1974 e 1995; Lettere da Londra, 1997) insieme a nuovi testi (Mekong, 1994; Passeggiando tra i draghi addormentati, 1997; Paesaggi italiani con zombi, 1998; Le Muse a Los Angeles, 2000; Marescialle e libertini, 2004; Dall'Ellade a Bisanzio, 2006). Matinée (1983) è invece, come recita il sottotitolo, Un concerto di poesia.

    Da Italica:

    Parigi o cara

    Apparso nel 1960, “Parigi o cara” documenta poco meno che un decennio di attività dell’Arbasino giornalista e saggista, figure non meno importanti nell’attività sua di quella - peraltro, sui generis - di romanziere. Il titolo, naturalmente cavato dal duetto tra Alfredo e Violetta morente nel finale della “Traviata”, allude a quanto c’è fuori dai confini patri per come si riesce ad immaginarlo dall’Italia: insomma, quella “gita a Chiasso” che egli fortemente raccomanderà ai suoi connazionali, ad alcuni in particolare. Sorta di reportage sulle orme di quegli autori e personaggi destinati a lasciare duratura memoria di sé nel “secolo breve”, il libro si muove tra teatri, cinematografi, case editrici, mostre, redazioni, università, ma anche dimore private che esprimono - per il tramite dell’esibito lusso o, al contrario, dell’indigenza - tanto su chi vi abita. Fra Parigi e Londra, lungo è l’elenco degli appuntamenti: Céline e Simenon, Barthes e Queneau, Robbe-Grillet e Aron, Henry Miller e Julian Green; e, nella metropoli britannica, Forster e Auden, Isherwood e Eliot, Spender e Ivy Compton-Burnett. Accanto agli incontri, il volume rende pure conto di spettacoli veduti e di letture, talvolta dando relazione d’inusitate scoperte (un paio di esempi: l’edizione non rilegata, nei Penguin Books, di “The Catcher in the Rye” di Salinger, da noi più noto come “Il giovane Holden”, e “Lolita”, ritrovato nella sua prima edizione “spinta”). Modello per opere successive, che ne riprenderanno in parte metodo e intuizioni (si veda, nel 1964, “Certi romanzi”, “scrapbook autobiografico della ‘letterarietà’ contemporanea”; o, sette anni più tardi, “Sessanta posizioni”, dall’originale taglio saggistico), “Parigi o cara” è tra i testi più intriganti dell’autore, che qui si mette alla prova “prima nell’entusiasmo della scoperta di ogni nuova ‘chiave’ critica da aggiungere alla cassettina degli attrezzi, e poi usandola non più nella fase ‘saggistica’ della Messa a Nudo del Congegno, bensì nell’operazione ‘creativa’ della Messa a Punto del Manufatto”.

    Francesco Troiano

    http://www.bresso.net/flex/images/D.98fb6fe727db14fa4492/isettaparigi.jpg

    http://wordpress.vintagista.it/wp-content/uploads/2010/05/Dior-new-look.jpg

    http://3.bp.blogspot.com/-GwQ85ptKWIk/ToqzXQdjLnI/AAAAAAAAAU0/sosTVH2V4xk/s1600/BACIO.jpg

    (Jacques Prevert)
    http://www.ancorainviaggio.it/Jacques-Prevert-Paris-1955.jpg

    (Jean-Paul Sartre & Simone de Beauvoir
    http://images.vogue.it/imgs/galleries/encyclo/manie/009029/72794657-94096_0x420.jpg

    ha scritto il 

  • 5

    Arbasino è Arbasino fin dal titolo, con la citazione dalla Traviata, e questa galleria di ritratti ne fa scintillare la scrittura tra voragini di erudizione e picchi vertiginosi di svagatezza mondana. Intanto ci sfilano davanti i protagonisti d'una stagione irripetibile della cultura europea, che ...continua

    Arbasino è Arbasino fin dal titolo, con la citazione dalla Traviata, e questa galleria di ritratti ne fa scintillare la scrittura tra voragini di erudizione e picchi vertiginosi di svagatezza mondana. Intanto ci sfilano davanti i protagonisti d'una stagione irripetibile della cultura europea, che molti di noi rimpiangeranno per sempre di non aver potuto, per motivi anagrafici, conoscere dall'interno: da Cocteau a Céline, da Mauriac a Jouhandeau - con punte di deliziosa perfidia, come quando Arbasino immagina Proust ancora vivo al tempo dell'occupazione, allorché certamente non avrebbe mai abbandonato Parigi; "del resto, erano tutti lì"...

    ha scritto il 

  • 0

    Per leggere questo libro bisogna amare i pensieri, i ricordi, e soprattutto le parole. Arbasino lascia sempre stupiti, per quante cose ha da dire e per il modo strabiliante in cui le dice. Continua ad essere uno degli autori più affascinanti a cui mi sia mai avvicinata.

    ha scritto il 

  • 3

    Delizioso.
    D'altra parte, Arbasino lo si ama o lo si odia.
    Io lo amo anche quando gigioneggia (e gigioneggia spesso, eh, diciamoci la verità).

    Però almeno è uno che ha di che gigioneggiare: cultura a valanga, capacità di scrittura da vendere, fiuto per le patacche letterarie e ...continua

    Delizioso.
    D'altra parte, Arbasino lo si ama o lo si odia.
    Io lo amo anche quando gigioneggia (e gigioneggia spesso, eh, diciamoci la verità).

    Però almeno è uno che ha di che gigioneggiare: cultura a valanga, capacità di scrittura da vendere, fiuto per le patacche letterarie e musicali che nemmeno un cane da tartufi.

    Se penso a quanta gente c'è in giro che scrive gigioneggiando senza avere il know-how di Arbasino...

    ha scritto il 

  • 0

    Scrive in quella lingua "letteraria" che ti fa pensare: ma allora gli intellettuali (colti) esistono davverò!

    Sono imnmagini e parole in un contesto parolibero che ammalia e travolge.

    Tutti i sensi della mia più grande stima per il Signor Scrittore Alberto Arbasino.

    ha scritto il