Pars vite et reviens tard

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Editeur: J'ai Lu

4.1
(3253)

Language: Français | Number of pages: 346 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish , German , Swedish , Slovenian , Danish

Isbn-10: 2290349313 | Isbn-13: 9782290349311 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • 4

    E' il primo libro che leggo di Fred Vargas e devo dire che mi è piaciuto.
    La trama scorre velocemente, ma i passaggi sono descritti accuratamente così come i personaggi e i loro tratti psicologici.
    La ...continuer

    E' il primo libro che leggo di Fred Vargas e devo dire che mi è piaciuto.
    La trama scorre velocemente, ma i passaggi sono descritti accuratamente così come i personaggi e i loro tratti psicologici.
    La storia è molto originale, mi è piaciuta in particolar modo la rievocazione della figura del banditore, smarrita nella nebbia del tempo che fu, e il panico che deriva da una notizia come quella della peste che dilaga in una metropoli come Parigi. Incredibile come la superstizione che diciamo di aver dimenticato nel Medioevo, venga nuovamente a galla in un momento di panico, pur di scongiurare la Morte Nera.
    E' una scrittrice a cui darò volentieri un'altra possibilità di lettura.

    dit le 

  • 4

    Vattene in fretta, lontano, e a lungo

    Un intrigante e aggrovigliato mix di morte nera, paure irrazionali, superstizioni, simboli esoterici che appartengono ad un lontano passato. Amore. Sesso. Corna.
    E il terribile dolore di Camille, desc ...continuer

    Un intrigante e aggrovigliato mix di morte nera, paure irrazionali, superstizioni, simboli esoterici che appartengono ad un lontano passato. Amore. Sesso. Corna.
    E il terribile dolore di Camille, descritto magistralmente, davanti al brutto spettacolo dell'uomo di cui è innamorata che sta facendo sesso con un’altra.
    Adamsberg, in questo romanzo, rivela il suo lato di piccolo-uomo-stronzo e leggendo l’ho abbastanza detestato. Dice di amare profondamente la sua donna, ma alla prima occasione non riesce a tenere chiusa la cerniera dei pantaloni.
    Mi ha ricordato molto un coccodrillo, che prima fa l'ingordo e poi piange.

    Ci mise un momento a capire, scoprendolo nudo, di spalle, che stava facendo l’amore con una ragazza. Un dolore folgorante le attraversò la fronte come la scheggia di una bomba venutasi a conficcare tra gli occhi e, sotto l’impatto di quella folgore, per una frazione di secondo pensò che non ci avrebbe più visto per tutta la vita. Con le gambe molli, si lasciò cadere nella penombra sul baule di legno. Davanti a lei, inconsapevoli della sua presenza silenziosa, si muovevano i due corpi. Camille li guardava instupidita.
    Quadro violento, quadro ordinario, ferita e banalità.
    Camille abbassò gli occhi. Non piangere, Camille.
    Fissò un punto per terra, distogliendo gli occhi dai corpi distesi sul letto. Le gambe poggiavano come bandiere flosce sul legno del baule. Non alzare la testa, non guardare.
    Vattene, Camille. Vattene in fretta, lontano, e a lungo.

    Un romanzo davvero bello, è quello che mi è piaciuto di più della serie con protagonista Adamsberg.

    ☆☆☆☆ luminose e piene come quando le guardi in una notte tersa

    dit le 

  • 4

    Non è tanto la storia quanto il modo in cui Vargas la racconta, non tanto l'azione quanto chi la compie, ti fa rammaricare di non poter conoscere Adamsberg.

    dit le 

  • 5

    Terzo romanzo con protagonista il commissario spala nuvole. Questa volta il commissario deve affrontare una terribile minaccia che affonda le sue radici nel passato storico di Parigi e nelle paure ata ...continuer

    Terzo romanzo con protagonista il commissario spala nuvole. Questa volta il commissario deve affrontare una terribile minaccia che affonda le sue radici nel passato storico di Parigi e nelle paure ataviche dell’uomo. Infatti morte e malattia sono le cose che più spaventano la razza umana e proprio queste cose si trova ad affrontare il nostro commissario. Lo stile della Vargas ancora una volta colpisce mette a nudo la vera natura dell’uomo. Ci racconta due fatti apparentemente separati che non hanno nessun legame. Ma c’è chi non lo crede. Da qui parte tutta l’indagine che ci porterà a capire chi e perché ha generato questo crimine. I personaggi sono ben delineati così come i luoghi.

    dit le 

  • 4

    “Vendere parole non è certo più stupido che vendere fiori”

    Non avevo mai letto nulla della Vargas tanto che , lo confesso non senza un po' d'imbarazzo , credevo addirittura che fosse un uomo e che scrivesse cose di tutt'altro genere .
    Quindi , dopo questo mio ...continuer

    Non avevo mai letto nulla della Vargas tanto che , lo confesso non senza un po' d'imbarazzo , credevo addirittura che fosse un uomo e che scrivesse cose di tutt'altro genere .
    Quindi , dopo questo mio romanzo d'esordio ed usando una terminologia cinematografica , “buona la prima” e decisamente ottima la “sceneggiatura”.
    Una storia intrigante basata su strani e sinistri annunci preannuncianti il ritorno di una epidemia di peste letti da un fantasioso quanto anacronistico araldo , con una serie di personaggi centratissimi su cui svetta la figura del protagonista, il commissario Jean-Baptiste Adamsberg , col suo abito trasandato ed i suoi foglietti volanti per ricordarsi i nomi dei suoi collaboratori , oltre a quella umanissima del suo vice Langlard , e senza dimenticare quelli gustosissimi degli “evangelisti”.
    Insomma, un altro commissario di cui vorrò seguire ulteriori gesta , ma soprattutto una scrittrice sin qui erroneamente trascurata ma fortunatamente trovata grazie alle mie solite e preziosissime “consulenti letterarie” sarde (“Sisters”, la mia riconoscenza per voi aumenta...)

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    0

    seconda lettura della Vargas

    Secondo romanzo della Vargas letto con il commissario Adamsberg. Decisamente ho trovato la lettura più interessante. In pratica pagina dopo pagina ero stimolato a continuare. Il commissario appare un ...continuer

    Secondo romanzo della Vargas letto con il commissario Adamsberg. Decisamente ho trovato la lettura più interessante. In pratica pagina dopo pagina ero stimolato a continuare. Il commissario appare un tantino più umano. Le sue intuizioni sono più razionali e meno istintive. La storia è più strutturata e non mancano i colpi di scena. Il suo vice, Danglard, è decisamente migliore rispetto al primo romanzo, L'uomo dei cerchi azzurri, dove appare meno incisivo. Anche Adamsberg sembra su un altro pianeta per come si muove, per come intuisce lo svolgersi dell'indagine. Unico neo la storia con camille, che qui appare un po' forzata, di sicuro avulsa dalla storia.
    Concludendo un bel giallo poliziesco.

    dit le 

  • 4

    Les personnages de Fred Vargas, c'est un univers bien vivant, surtout lorsque leurs chemins s'entrecroisent d'un roman à l'autre. Un univers que l'on aime davantage encore à une deuxième visite. ...continuer

    Les personnages de Fred Vargas, c'est un univers bien vivant, surtout lorsque leurs chemins s'entrecroisent d'un roman à l'autre. Un univers que l'on aime davantage encore à une deuxième visite.

    dit le 

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