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Partitura finale

Di

3.9
(122)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 428 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8850224427 | Isbn-13: 9788850224425 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    Assaggio di Scozia - 23 feb 14

    E siamo così arrivati al 17° e supposto ultimo libro dell’ispettore Rebus. Dico supposto in quanto, nell’idea dello scrittore, doveva proprio finire qui, ma ho visto in libreria recentemente un nuovo libro che si proponeva come “il ritorno di Rebus”. Vedremo. Intanto, la colonna sonora abituale a ...continua

    E siamo così arrivati al 17° e supposto ultimo libro dell’ispettore Rebus. Dico supposto in quanto, nell’idea dello scrittore, doveva proprio finire qui, ma ho visto in libreria recentemente un nuovo libro che si proponeva come “il ritorno di Rebus”. Vedremo. Intanto, la colonna sonora abituale accompagna l’uscita di scena di John Rebus, in questi ultimi dieci giorni prima della pensione. Ov-viamente non poteva mancare un ultimo caso, ben complicato, utile anche a Rankin per cercare di chiudere tutte (o quasi) le parentesi aperte nei primi sedici libri. E per rimarcare, se ce ne fosse bisogno, i caratteri peculiari di Rebus, delle sue indagini, delle sue manie, e della sua città. Quell’Edimburgo che ci aspetta per Pasqua. Intanto, pur non essendo il migliore della serie, senz’altro risale la china rispetto al deludente romanzo precedente. Sia nella trama (almeno nell’intreccio delle possibilità) sia nei personaggi. Certo, non ci aspettiamo che cambi Rebus (sempre un po’ alticcio, anche se meno di Harry Hole, e sempre molto antagonista verso burocrati e leccapiedi). O che cambi Shiv Clarke, la sua partner e prosecutrice in pectore della serie (ma credo che non sarà così). E questa volta di morti ce ne sono due o forse tre, con un intreccio mortifero di potere e malaffare (ma guarda un po’ cosa ti va a pensare Rankin!). Il morto che scatena le danze è un poeta russo dissidente, forse rifugiatosi per altri motivi in Scozia. Peccato che muoia proprio durante una visita di una delegazione di magnati russi intenti a prospettare futuri investimenti in loco (e mi verrebbe da dire, attenti amici scozzesi, a non fare la fine di Riccione o della Versilia…). Il poeta era stato in giro per conferenze, registrato da uno strano tecnico del suono, maniaco delle riprese live. Tecnico che poco dopo muore nel rogo della sua casa di registrazione, bruciando insieme a molti suoi nastri. Le complicazioni politiche arrivano ben presto: i russi sono sponsorizzati dai nazionalisti scozzesi e da una banca d’affari, il più malavitoso tra i russi (tal Andropov, nomen omen) è anche in contatto con una nostra vecchia conoscenza, quel Cafferty che regge le sorti di buona parte dei traffici loschi di Edimburgo. Tra gli scagnozzi di Cafferty c’è un certo Sol che guarda caso è il fratello di Todd, che invece fa il poliziotto, ed è aggregato alla squadra di Rebus - Clarke in vista del pensionamento di John. Non solo, Sol è il ragazzo di Nancy, quella che ha trovato il poeta morto. E Nancy usa come alibi una sua visita a Gill, ragazza sbandata, dedita a droghe e porno scivolate anche un po’ registrate. La quale Gill è anche figlia del capo della banca di cui sopra. E tanto per chiudere il cerchio il nonno di Sol “il cattivo” e Todd “il buono” è stato anche il primo piccolo criminale che Rebus ha mandato in galera nella sua lunga carriera. Il poeta morto, tra l’altro, viene trovato vicino ad un grande parcheggio custodito senza che il guardiano dica di aver visto qualcosa. Il numero due della banca d’affari è poi molto intimo di Andropov, il quale è anche preoccupato perché ex-amico del poeta, gli augura la morte durante il reading registrato dal tecnico. Ed alla fine, Cafferty viene massacrato e ridotto in fin di vita (forse morirà?) da qualcuno che per farlo tenta di incastrare il nostro ispettore. Ma proprio questo ultimo atto, benché faccia sospendere Rebus fino a poche ore dalla pensione, consente al nostro di effettuare i collegamenti giusti, di trovare prove seppur indiziarie. E di farci vedere, insieme a Shiv che fino alla fine è dalla sua parte, che probabilmente i morti sono collegati da un filo rosso, che tuttavia può portare ad assassini differenziati. Su questo abbandono la trama, scolando l’ultima pinta do birra insieme al nostro ormai ex-ispettore. Non so dire se affronterò il ritorno di Rebus, ma questa lunga serie è decisamente uno dei migliori affreschi, per me che ne sono fuori, della vita scozzese. Unita al contraltare buonista di McCall Smith, ci dà una visione globale delle nebbie scozzesi, dei pub, della vita dei quartieri malfamati, e dei quartieri bene. Ci fa andare dal Golden Miles, al Fife, all’Arthur’s Seat, portandoci un affresco a tutto tondo della vita locale. E dei contrasti, di potere ma anche di intelletto, fra chi usa il proprio cervello per una vita quanto meno etica, se non corretta, e chi, lì come qui, come in Russia (tanto per ribadire i toponimi maggiori degli scritti) uso il potere solo e soltanto per il suo bene personale. E quando non basta il potere, ci si aggiungono comportamenti criminosi. Alla fine, tutte le parentesi si chiudono (Rebus e tutti i suoi morti, ed i suoi carcerati, Rebus e il potere, Rebus e Cafferty). Rimane solo in sospeso quel trasporto che potevano avere John e Shiv se non fossero legati da rapporti di lavoro e divisi dall’età. Peccato non aver risolto quest’ultimo rebus (ah, ah, ah).

    ha scritto il 

  • 4

    Mercoledì 15 novembre 2006
    La ragazza urlò una volta, una soltanto, ma fu abbastanza. I coniugi di mezz'età giunti ai piedi di Raeburn Wynd la trovarono inginocchiata per terra, con il viso tra le mani e le spalle scosse dai singhiozzi. L'uomo esaminò il cadavere per un istante, poi fece
    ...continua

    Mercoledì 15 novembre 2006
    La ragazza urlò una volta, una soltanto, ma fu abbastanza. I coniugi di mezz'età giunti ai piedi di Raeburn Wynd la trovarono inginocchiata per terra, con il viso tra le mani e le spalle scosse dai singhiozzi. L'uomo esaminò il cadavere per un istante, poi fece per coprire gli occhi alla moglie, ma lei aveva già distolto lo sguardo. Allora lui prese il cellulare e compose il numero delle emergenze. Ci vollero dieci minuti perché arrivasse l'auto di pattuglia: la ragazza cercò di andarsene mentre l'uomo le spiegava con calma, tenendole una mano sulla spalla, che avrebbe dovuto aspettare. La moglie si era seduta sul cordolo del marciapiede, malgrado il freddo notturno. Novembre a Edimburgo: le gelate non erano ancora arrivate, ma non mancava più molto. King's Stables Road non era un'arteria molto trafficata; un cartello vietava alle auto di accedervi per passare da Grassmarket a Lothian Road, e di notte raramente si incontrava anima viva, visto che oltre al parcheggio multipiano da un lato e alla rocca del castello e al cimitero dall'altro non c'era granché. L'illuminazione stradale pareva depotenziata e i pedoni stavano all'erta. I coniugi di mezz'età erano stati a un concerto di canti natalizi nella chiesa di St Cuthbert, a sostegno della raccolta fondi per l'ospedale pediatrico cittadino: la donna aveva comprato una ghirlanda di agrifoglio che ora giaceva a terra, a sinistra del cadavere. Il marito non riusciva a smettere di pensare: un minuto in più, un minuto in meno e non avremmo sentito niente, saremmo stati già in macchina diretti a casa, con la ghirlanda sul sedile posteriore e la radio sintonizzata su Classic FM.
    "Voglio andare a casa", si lagnava la ragazza, in lacrime. Si era rimessa in piedi, con le ginocchia sbucciate. La gonna era troppo corta, rifletté l'uomo, e il giubbino di jeans certo non la riparava molto dal freddo. Il viso gli pareva familiare. Per un attimo - un attimo solo - pensò di prestarle il cappotto, poi invece si limitò a ricordarle che doveva restare lì. D'un tratto le facce di tutti divennero azzurre: stava arrivando la macchina della polizia, con i lampeggianti accesi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Ultimo (...forse) romanzo della serie dedicata a John Rebus, ispettore di polizia nella scozzese Edimburgo, conferma il profilo del personaggio nei modi, nelle simpatie ed antipatie, nei sentimenti e nel tormento esistenziale che ne segna la vita. Intelligente e perspicace ma, soprattutto, caparb ...continua

    Ultimo (...forse) romanzo della serie dedicata a John Rebus, ispettore di polizia nella scozzese Edimburgo, conferma il profilo del personaggio nei modi, nelle simpatie ed antipatie, nei sentimenti e nel tormento esistenziale che ne segna la vita. Intelligente e perspicace ma, soprattutto, caparbio ed incapace di mollare l'osso una volta addentato si muove ignorando suggerimenti, consigli ed ordini superiori: insomma, il Rebus di sempre.

    Da un crimine apparentemente semplice si avvia un'indagine intricata e complessa che smuove acque che molte persone influenti lascerebbero indisturbate; ora pestare piedi importanti e caricare a testa bassa chiunque gli sbarri la strada più che abitudine consolidata di Rebus è il suo hobby preferito.
    Tuttavia l'apparenza è talvolta insidiosamente fuorviante e la verità va si perseguita scavando nei fatti ma ciò non garantisce che l'iter risulti progressivo e diretto ed una storia semplice può perdersi in un dedalo di pericolosi sentieri.

    Quindi questo poliziesco è si la storia dell'ultima indagine di un investigatore, alla soglia del pensionamento, ma anche di quanto sia ambigua la realtà, subdola l'apparenza, fuorviante l'esperienza di una vita nell'interpretare gli indizi, di come la sola fortuna possa salvare da passi falsi e di come sia fallibile il più esperto e navigato dei team investigativi.

    Forse non il migliore della serie ma leggibile.

    ha scritto il 

  • 3

    poteva fare di più......

    Edimburgo e gli scozzesi visti attraverso un altro caso dell’ispettore Rebus, personaggio scomodo e “alternativo” . Meno bello degli altri che ho letto precedentemente, ma si merita comunque la sufficienza dato l’affetto che provo per il personaggio e per le trame di Rankin, i cui romanzi non def ...continua

    Edimburgo e gli scozzesi visti attraverso un altro caso dell’ispettore Rebus, personaggio scomodo e “alternativo” . Meno bello degli altri che ho letto precedentemente, ma si merita comunque la sufficienza dato l’affetto che provo per il personaggio e per le trame di Rankin, i cui romanzi non definirei semplici polizieschi, ma spesso spaccati della società scozzese e della città di Edimburgo.

    ha scritto il 

  • 3

    Ennesima bella prova di un autore che ormai conosce a memoria gli schemi per rendere appassionante un giallo; inizia lentissimo, d'altronde Rebus deve andare in pensione e l'unico suo desiderio e che quella settimana non passi mai, ma poi con lo scorrere degli eventi tutto accelera costruendo uno ...continua

    Ennesima bella prova di un autore che ormai conosce a memoria gli schemi per rendere appassionante un giallo; inizia lentissimo, d'altronde Rebus deve andare in pensione e l'unico suo desiderio e che quella settimana non passi mai, ma poi con lo scorrere degli eventi tutto accelera costruendo uno scenario fuori dal tempo. Il finale è appassionante e il complotto inseguito cade in terra trasformandosi in uno specchio rotto dove i mille frammenti proiettano immagini distinte. Quasi quasi un omaggio all'Eco del Pendolo. Citazione letteraria o reportages di ordinaria quotidianità?

    ha scritto il 

  • 4

    Un ispettore prossimo alla pensione, nella sua ultima settimana di lavoro, alle prese con un caso complicato.
    La soluzione lascia senza parole perché le indagini si erano concentrato su un versante opposto.
    Anche l'ambientazione del thriller a Edimburgo risulta piacevole per il lettor ...continua

    Un ispettore prossimo alla pensione, nella sua ultima settimana di lavoro, alle prese con un caso complicato.
    La soluzione lascia senza parole perché le indagini si erano concentrato su un versante opposto.
    Anche l'ambientazione del thriller a Edimburgo risulta piacevole per il lettore, lasciandogli il desiderio di visitare le vie frequentate dall'ispettore Rebus.

    ha scritto il 

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