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Pasolini e l'Africa, l'Africa di Pasolini

Panmeridionalismo e rappresentazioni dell'Africa postcoloniale

Di

Editore: Mimesis

3.7
(3)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Altri

Isbn-10: 8857500438 | Isbn-13: 9788857500430 | Data di pubblicazione: 

Genere: Social Science

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Descrizione del libro
Riferimenti all’Africa subsahariana, agli africani e alla loro diaspora affollano la vita e l’opera di Pasolini, mescolando i piani dell’annotazione antropologica e dell’elaborazione letteraria.

Le rappresentazioni dell’Africa e di tutto il Panmeridione nascono dall’attenzione di Pasolini verso il mondo contadino e dialettale italiano. Fondamentale in lui è la costruzione dell’ “altro”, sia specchio di sé sia altro-da-sé. Il tassello africano è essenziale, e permette di interrogare numerosi nodi tematici: la permanenza di una “cultura coloniale diffusa” e del suo operante immaginario; le oscillazioni della nozione di “razza”, con l’acme della legislazione razzista negli anni Trenta; la forza resistenziale anticonsumistica esercitata dai valori panmeridionali; il peso simbolico assunto dai processi di decolonizzazione; lo svilupparsi nel Black Atlantic di un discorso afrocentrico; il ruolo centrale delle migrazioni Sud/Nord in epoca postcoloniale; l’impostazione dualistica della questione meridionale e il concetto di “altro interno al Paese”; la coesistenza di letture “ufficiali” e “sentimentali” di Antonio Gramsci. E se quest’ultimo avrà un ruolo chiave per la nascita di cultural studies e postcolonial studies, Pasolini non è stato da queste aree di studio preso in considerazione, laddove il suo lavoro, sebbene ambivalente e non privo di tratti orientalisti, ci difende sempre da manicheismi e semplificazioni.
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    Le categorie metastoriche di Pasolini

    Il libro di Giovanna Trento tratta un tema ancora poco studiato: le interpretazioni pasoliniane sull'Africa. Lo fa con un taglio etno-antropologico che le consente di affermare come Pasolini sia il trait d'union tra Antonio Gramsci e i postcolonial e subaltern studies della fine del XX secolo. ...continua

    Il libro di Giovanna Trento tratta un tema ancora poco studiato: le interpretazioni pasoliniane sull'Africa. Lo fa con un taglio etno-antropologico che le consente di affermare come Pasolini sia il trait d'union tra Antonio Gramsci e i postcolonial e subaltern studies della fine del XX secolo.
    La parte più innovativa del libro è quella in cui la studiosa crea il termine Panmeridionalismo, un concetto metastorico e transnazionale che serve per interpretare l'opera pasoliniana. Con questo termine è possibile accostare in modo metaforico i contadini del Sud Italia e i sottoproletari delle borgate romane agli africani della decolonizzazione. Inoltre è possibile inserire Pasolini in una linea interpretativa ed ermeneutica immaginaria che arriva a Franco Cassano e Mario Alcaro.
    Fin dalle prime pagine del libro, si riesce così ad intuire la visione poetica della storia di Pier Paolo Pasolini, una visione antistoricistica e morfologica secondo la quale nulla viene superato ma rimane latente in profondità e da un momento all'altro può fuoriuscire.

    ha scritto il