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Passavamo sulla terra leggeri

Di

Editore: Ilisso

4.3
(558)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Altri

Isbn-10: 8887825076 | Isbn-13: 9788887825077 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , History , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 3

    Paleontologia, archeologia, antropologia, storia. leggende, racconti, prosa poetica.

    Paleontologia, archeologia, antropologia, storia.Queste materie mi affascinano e le ho trovate magistrali.
    Leggende, racconti: non mi appassionano ma le ho gradite.
    Prosa poetica. Mi è piaciuta a trat ...continua

    Paleontologia, archeologia, antropologia, storia.Queste materie mi affascinano e le ho trovate magistrali.
    Leggende, racconti: non mi appassionano ma le ho gradite.
    Prosa poetica. Mi è piaciuta a tratti.
    Libro ottimo, che consiglio agli appassionati di storia ed ai sardi.
    Io, che sardo non sono, di tanto in tanto mi sono annoiato.

    ha scritto il 

  • 3

    STORIA IMMAGINIFICA DI EPISCOPI, GIUDICI, DONNE E FALCHI DI SARDEGNA

    LETTO IN EBOOK
    __________________
    Scrivere la storia di una grande isola sotto forma di romanzo pare impresa non priva di presunzione. Scrivere la storia di un popolo in prima persona plurale può poi ...continua

    LETTO IN EBOOK
    __________________
    Scrivere la storia di una grande isola sotto forma di romanzo pare impresa non priva di presunzione. Scrivere la storia di un popolo in prima persona plurale può poi apparire ancor più presuntuoso. Per fortuna, dopo alcune pagine il romanzo di Sergio Atzeni, “Passavamo sulla terra leggeri” (1996), abbandona questo poetico e plurale punto di vista per passare a una miriade di terze persone, episcopi, giudici e loro donne e altri personaggi che si succedono in una cascata di eventi priva di reali riferimenti cronologici (qualche personaggio pare campare anche 200 anni! Molti si somigliano tra loro, quasi confondendosi l’uno nell’altro). Personaggi che sono tutti parti di quel “noi” iniziale, che, sinceramente all’inizio mi aveva un po’ irritato, anche se vi ritovavo la pluralità soggettiva del bel romanzo “Venivamo tutte per mare” (2011) di Julie Otsuka, che narra l’epopea dell’emigrazione giapponese in America nella prima metà del XX secolo. Ben altra, però è la magia ricreata dall’autrice nippo-americana, avvantaggiata forse dall’aver scelto un arco temporale minore. Se un autore però può aver imitato l’altro, dovrebbe essere casomai alla rovescia, dato che la recente opera di Otsuka è successiva alla pubblicazione postuma del libro di Atzeni. Appare però improbabile che l’autrice d’oltremare conoscesse l’opera del sardo.
    Peraltro, poi, come si diceva, la prima persona plurale viene abbandonata presto, anche se ne rimane traccia nella narrazione immaginifica e a volte quasi astratta del romanzo, che sembra dimenticarsi del reale scorrere del tempo.
    Se di romanzo storico possiamo parlare, dobbiamo immaginarne uno assai particolare in cui si capisce l’epoca degli eventi narrati solo indirettamente per alcuni accenni vaghi alla storia nazionale meglio nota. L’approccio è più poetico che razionale e i vari episcopi e giudici che si succedono da una pagina all’altra sembrano figure mitiche, esseri fantastici partoriti dall’amplesso di una tradizione isolana con la fantasia immaginifica di Atzeni. Il risultato è una leggerezza che ricorda quella del titolo, nel senso soprattutto di mancanza di concretezza, di sostanza narrativa che trasformi la favola poetica in narrazione fluida e coerente, in testimonianza storica credibile. Libro, insomma, da accettarsi come il frutto un po’ bastardo di romanzo storico e poesia, da amare, forse, o da abbandonare frettolosamente con un moto di stizza o di noia. Romanzo che lascia di sé più che un ricordo, una sensazione.

    ha scritto il 

  • 4

    l'unica parola di cui si conosce con certezza il significato

    È s'ard, ossia 'danzatori delle stelle'.
    La storia dei danzatori è una favola bella ed oscura, fatta di sangue e di carne. Un libro prezioso

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo assolutamente atipico, che si dipana nell’ambiente caldo e suggestivo della cucina, come da tradizione luogo intimo intorno al quale ruotava la vita domestica.. Il racconto, quindi, procede pe ...continua

    Romanzo assolutamente atipico, che si dipana nell’ambiente caldo e suggestivo della cucina, come da tradizione luogo intimo intorno al quale ruotava la vita domestica.. Il racconto, quindi, procede per un doppio binario col testimone che diventa a sua volta narratore. Due, allora, le voci: quella del narratore orale e quella del narratore-scrittore che optano entrambi per l’uso della prima persona: l’io e il noi fusi nella comune radice sarda.

    ha scritto il 

  • 3

    Debbo dire che questo libro non mi ha particolarmente colpito... è interessante la storia, poetica la scrittura ma... tra ammazzamenti e vendette, dell'una e delle altre parti, l'ho trovato pesante. L ...continua

    Debbo dire che questo libro non mi ha particolarmente colpito... è interessante la storia, poetica la scrittura ma... tra ammazzamenti e vendette, dell'una e delle altre parti, l'ho trovato pesante. L'ho letto con una certa insofferenza per l'eterna brutalità umana, saranno passati sulla terra leggeri, gli antichi sardi, ma la crudeltà di certo non gli mancava. Interessante la modalità narrativa scelta dall'autore, con momenti di forte poeticità, e la conclusione finale adottata.

    ha scritto il 

  • 5

    QUESTO NON È UN COMMENTO...

    ....solo un invito a leggerlo o a rileggerlo.
    Comprai il libro alla sua prima a edizione ma...non lo lessi.
    Forse era destino che lo iniziassi il giorno dell' anniversario della morte di Sergio...
    Ogn ...continua

    ....solo un invito a leggerlo o a rileggerlo.
    Comprai il libro alla sua prima a edizione ma...non lo lessi.
    Forse era destino che lo iniziassi il giorno dell' anniversario della morte di Sergio...
    Ogni sardo dovrebbe leggerlo!
    Semplicemente: BELLISSIMO!

    ha scritto il 

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