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Passione Vintage

Di

Editore: Leggereditore

4.0
(411)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8865080817 | Isbn-13: 9788865080818 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessia Donin

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
Un cappello di paglia intrecciata è tutto ciò che a Phoebe rimane della sua amica Emma. Ed è da quell’accessorio a lei tanto caro che decide di ripartire. Perché secondo Phoebe ogni oggetto, e ogni capo porta con sé l’anima di chi l’ha creato e di chi l’ha indossato.
Quando Phoebe decide di lasciare il suo incarico nella prestigiosa casa d’aste Sotheby, tutti rimangono di stucco. Perché lasciare un impiego così ambito per aprire una boutique di abiti vintage? Presto un capo che proviene dal passato, e da una piccola cittadina oltreoceano, le aprirà gli occhi e cambierà per sempre la sua vita. Thérèse Bell, un’anziana signora francese, ha una straordinaria collezione di capi vintage. Ma fra gli abiti da sera e i tailleur d’alta moda, Phoebe trova un cappottino blu che non sembra essere mai stato usato, e dal quale Thérèse non vuole separarsi. Le due donne stringono un’amicizia profonda, e presto scoprono che nonostante le differenze d’età e di cultura, un destino comune le unisce. Entrambe, infatti, non riescono a riconciliarsi con il proprio passato. Le settimane scorrono e passo dopo passo, davanti a una tazza calda di tè, Phoebe scopre la storia del cappottino blu. E quando Thérèse le confessa che le mancano pochi giorni di vita, Phoebe decide di aiutarla ad affrontare i fantasmi che la richiamano dall’infanzia, perché soltanto così anche lei potrà dare una svolta alla sua vita, riuscendo forse a innamorarsi e a vivere di nuovo.
Una storia commovente, un inno all’amicizia e alle seconde possibilità che la vita riserva.
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  • 4

    Isabell Wolff si conferma una delle mie autrici chick-lit preferite. Non ha la leggerezza e l'ironia che hanno altre, mai suoi libri sono molto più vicini ad un vero romanzo..e sono consolanti, caldi e in qualche modo accoglienti.


    Questo in particolare mi è piaciuto perchè ....adoro il vin ...continua

    Isabell Wolff si conferma una delle mie autrici chick-lit preferite. Non ha la leggerezza e l'ironia che hanno altre, mai suoi libri sono molto più vicini ad un vero romanzo..e sono consolanti, caldi e in qualche modo accoglienti.

    Questo in particolare mi è piaciuto perchè ....adoro il vintage!:-) e la protagonista, come sempre accade con I. Wolff, è decisamente simpatica, a differenza di molte eroine chick lit (in cui faccio davvero fatica ad immedesimarmi :O ).

    CRedo che la sinossi di questo libro poi, non renda giustizia alla storia, che non è incentrata solo sul rapporto tra Phoebe e Thèrese, ma ovviamente sulla vita di Phoebe e le sue vicissitudini amorose.

    ha scritto il 

  • 4

    Non così frivolo come può sembrare e non così chicklit come i suoi libri precedenti. L'ho trovato scritto bene, la storia è interessante e lo stile molto scorrevole, quindi mi sono ritrovata a macinare una pagina dietro l'altra incuriosita dalle due trame parallele che trattano di amicizie e sens ...continua

    Non così frivolo come può sembrare e non così chicklit come i suoi libri precedenti. L'ho trovato scritto bene, la storia è interessante e lo stile molto scorrevole, quindi mi sono ritrovata a macinare una pagina dietro l'altra incuriosita dalle due trame parallele che trattano di amicizie e sensi di colpa e dalla descrizione di splendidi abiti vintage. Impossibile non farsi venire la voglia di aprire un negozio del genere o semplicemente di andare a spulciare in qualche vecchia soffitta alla ricerca di un capo particolare da rispolverare.

    ha scritto il 

  • 3

    Questa volta la bella e ingenua protagonista non lascia la brillante carriera per fare torte, ma per un negozio di abiti vintage e tutto sommato non è così ingenua come sembrerebbe.
    Peccato che l'autrice scelga di seguire un plot da chick-lit con il solito copione: amore finito - avventura ...continua

    Questa volta la bella e ingenua protagonista non lascia la brillante carriera per fare torte, ma per un negozio di abiti vintage e tutto sommato non è così ingenua come sembrerebbe.
    Peccato che l'autrice scelga di seguire un plot da chick-lit con il solito copione: amore finito - avventura spacciata per amore vero - arrivo dell'uomo giusto che in realtà è dietro le quinte dalla prima pagina.
    Peccato perché il libro, inaspettatamente, affronta temi forti: olocausto e egoismo femminile.
    Sì, perché con la scusa del vittimismo noi donne spesso diventiamo egoiste e di conseguenza crudeli.

    Consigliato: lascia un buon ricordo

    Sconsigliato: se cercato proprio il chick-lit che spenga il cervello, lasciate perdere

    ha scritto il 

  • 4

    Qui la recensione completa: http://bookland89.blogspot.it/2014/01/recensione-passio…

    Al contrario di quello che credevo, e cioè un libro frivolo incentrato sui vestiti e su relazioni amorose della protagonista, mi sono ritrovata in mano un bel romanzo al femminil ...continua

    Qui la recensione completa: http://bookland89.blogspot.it/2014/01/recensione-passione-vintage-di-isabel.html

    Al contrario di quello che credevo, e cioè un libro frivolo incentrato sui vestiti e su relazioni amorose della protagonista, mi sono ritrovata in mano un bel romanzo al femminile, piacevole e interessante, nonostante i risvolti drammatici.
    Le due storie che s'intrecciano sono molto diverse tra loro e soprattutto quella ambientata nel passato è bella e appassionante.
    Phoebe è una donna intraprendente: ha appena aperto un negozio di abiti vintage, che sono la sua passione, è da poco uscita da una difficile storia d'amore e ha perso una sua grandissima amica d'infanzia incolpandosi dell'accaduto. Insomma la sua vita è complessa ed è resa ancora più difficile dalla sua coscienza e dai rimorsi: Phoebe è convinta che avrebbe potuto fare qualcosa per salvare la sua stravagante amica Emma. La morte di quest'ultima ha cambiato il punto di vista della protagonista sulla vita e quindi ha deciso di cambiare tutto: di ripartire da zero....

    ha scritto il 

  • 2

    Ho trovato interessante tutta la parte sui vestiti vintage,tante cose non le sapevo,l'ho trovato molto interessante,ma il resto è troppo scontato,anche banale e la protagonista non mi ha conquistato,emozioni e sentimenti vengono descritti in modo freddo,poco coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 4

    Dal blog: http://happyredbook.blogspot.it/

    Un libro alquanto particolare, che coinvolge tutti i tuoi sensi, sembra quasi di poter immergersi in quel negozietto dove i vestiti vintage trovano un posto speciale, un loro mondo, tornano al loro antico splendore, quei capi che con i loro tessuti pregiati, la stoffa tagliata ad arte.. Sembra qu ...continua

    Un libro alquanto particolare, che coinvolge tutti i tuoi sensi, sembra quasi di poter immergersi in quel negozietto dove i vestiti vintage trovano un posto speciale, un loro mondo, tornano al loro antico splendore, quei capi che con i loro tessuti pregiati, la stoffa tagliata ad arte.. Sembra quasi di sentire il loro profumo di storie passate vissute, del bel mondo fatto di serate romantiche, importanti, serate raffinate ed aristocratiche.

    Phoebe decide che la sua vita debba cambiare dopo aver rotto il fidanzamento con Guy e dopo la morte della sua migliore amica Emma, per cui Phoebe si ritiene responsabile e decide di realizzare un suo sogno, un atelier di vestiti vintage, ed è così che nasce Village Vintage.

    “Ciò che amo davvero degli abiti vintage… è il fatto che contengano la storia personale di qualcuno” […] “Guardo queste raffinate calzature, e immagino la donna che le possedeva mentre ci cammina, o balla, o bacia qualcuno”. […] “Guardo un cappellino come questo” sollevai la veletta “e cerco di immaginare il viso al di sotto. Perché quando compri un capo vintage, non compri solo tessuto e filo… compri un pezzo del passato di qualcuno””.

    Alla sua apertura, entra Dan un giornalista locale alquanto... bizzarro! pronto per intervistarla, in una maniera non ben definita ma che sarà la rampa di lancio del Village Vintage ed è grazie a questa intervista che Phoebe fa amicizia con una donna anziana la signora Bell che racchiude una storia che saprà commuovere il tutto da un semplice cappottino azzurro...
    Un romanzo fatto di ricordi, di rimpianti per quello che si poteva fare per evitare la tragedia e che invece non si è fatto.
    Intorno a Phoebe ci saranno anche altri protagonisti che avranno un ruolo che sembra marginale, ma non lo è, come Miles l'uomo che si concederà di conoscere Phoebe ma che è succubo dei capricci della figlia Roxy una ragazza talmente incasinata, talmente stronza, egoista, egocentrica, viziata, spocchiosa da aver voglia di prenderla a schiaffi.La mamma di Phoebe che vuole a tutti i costi ringiovanire di dieci anni, perchè non vuole accettare la fine del suo matrimonio, e tutte quelle clienti che in un modo o nell'altro entreranno nel village vintage lasciando un pezzetto di loro tra i vestiti sopratutto negli "abiti pasticcino" e tra tutto questo le accurate descrizioni dei capi, della stoffa, dei modelli, dei tagli, degli accessori... insomma un mondo in cui immergersi a pieno e lasciarsi trascinare in mezzo a tutti questi colori, ricordi, profumi e anche risate...

    Con una scrittura delicata e scorrevole, Isabel Wolff ci parla di sentimenti passati e futuri, di dolori che ti scavano l'anima e rimangono nelle persone fino alla fine dei loro giorni come fedeli compagni, senza però cadere nella tragedia di lacrime. Un libro veramente dolce e bellissimo come i capi venduti nel Village Vintage...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un libro con un soggetto interessante (i vestiti vintage) che è diventato poco più che pietoso. Passi la migliore amica morta, ma era proprio proprio necessario infilare anche campi di concentramento, nazisti e compagnia? Tra l'altro un tema trattato in modo così surreale e pedestre, con violinis ...continua

    Un libro con un soggetto interessante (i vestiti vintage) che è diventato poco più che pietoso. Passi la migliore amica morta, ma era proprio proprio necessario infilare anche campi di concentramento, nazisti e compagnia? Tra l'altro un tema trattato in modo così surreale e pedestre, con violiniste professioniste che suonano all'interno del campo e amiche in pigiama a righe che potevano permettersi di stare in piedi ad ascoltare che il tutto diventa quasi grottesco.
    Non è completamente da buttare, se non altro si legge in fretta e qualche scena è comunque carina.

    ha scritto il 

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