Pasto nudo

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi)

3.7
(1912)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 273 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8845920933 | Isbn-13: 9788845920936 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Franca Cavagnoli

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel romanzo, scritto in anni in cui questi temi e queste realtà venivano generalmente schivati, Burroughs offre il racconto allucinato dell'inferno di un tossico. Lacerato tra la necessità impellente della "roba" e il richiamo molesto della carne, braccato da polizia e spacciatori, Lee, il suo Doppio, trascorre le giornate in sordidi luoghi pervasi dai miasmi del corpo e dalle fobie della mente. Scavando nelle proprie ferite con l'acume della paranoia e un'acrobatica inventiva stilistica, Burroughs tratteggia un ritratto dell'America all'acido fenico, un ritratto cui la vita quotidiana ha tentato con gli anni di adeguarsi.
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  • 3

    "Provare a usare la droga come mezzo per ottenere qualcos'altro."

    "Il vostro cronista si fa 1950 mg di morfina al giorno e se ne sta seduto per otto ore di fila imperscrutabile come uno stronzo."

    "Sie ...continua

    "Provare a usare la droga come mezzo per ottenere qualcos'altro."

    "Il vostro cronista si fa 1950 mg di morfina al giorno e se ne sta seduto per otto ore di fila imperscrutabile come uno stronzo."

    "Siediti e prendi una fetta di torta ai mirtilli sul conto spese.
    La tua scimmia l'adora... Le fa il pelame lucido."

    Per usare le parole di Heisenberg: " Questo non sarà il migliore dei mondi possibili ma potrebbe rivelarsi uno dei più semplici."
    Se l'uomo riuscisse a vedere.

    W.S.B

    ha scritto il 

  • 0

    Il pasto nudo, nudo e crudo. E pieno di umanità. Ma attenzione: non è l'umanità intesa come l'interesse compassionevole per il genere umano, ma l'umanità come prospettiva assoluta del proprio esistere ...continua

    Il pasto nudo, nudo e crudo. E pieno di umanità. Ma attenzione: non è l'umanità intesa come l'interesse compassionevole per il genere umano, ma l'umanità come prospettiva assoluta del proprio esistere.
    C'è questa terribile, tangibile, inimitabile componete soggettiva nel libro che travalica ogni contenuto effettivo o possibile, che trasuda da ogni frase, che, in certe parti, è talmente insostenibile che è impossibile non provare l'angoscia che dètta quelle parole...sembra, a volte, di essere dentro un respiro affannoso.
    La cultura dell'autore non si discute, perché bisogna avere un magazzino ben pieno da cui attingere per creare fantasie così visionarie...e la scrittura è accattivante, piena e lineare, nonostante sia il frutto di delirio e crisi d'astinenza.
    La trama non esiste, è un orpello inutile, anche perché il libro è il frutto di una sistemazione alquanto caotica di foglietti scritti dal Nostro durante una delle fasi più tossicologicamente acute e critiche della sua esperienza, e rilegati da amici fedeli che ne avevano intuito il potenziale. In effetti, si ha come l'impressione di tante sceneggiature le cui buone intenzioni scemano pian piano nel delirio.
    Ma, in fondo, non importa: poco fa ho letto, sempre sul genere, Sulla Strada, e la differenza di spessore letterario tra i 2 libri è lo stesso che c'è tra un foglio di carta velina e un mattone...

    ha scritto il 

  • 3

    Il messaggio che si trae è tutto nell'esperienza di lettura, alienata e dissociata come può essere realmente la vita di un tossicodipendente. Come sempre è bello lo stile.

    ha scritto il 

  • 3

    Le geometrie della chimica

    La droga genera mostri. nulla di più banale e tragicamente vero. e quindi a cosa serve un personaggio una trama un eroe un principio e sopratutto a cosa servirebbe un finale? Una mostra di immagini in ...continua

    La droga genera mostri. nulla di più banale e tragicamente vero. e quindi a cosa serve un personaggio una trama un eroe un principio e sopratutto a cosa servirebbe un finale? Una mostra di immagini infinite, prospettive sbilenche tempi asmatici parole puzzolenti. c'è l'umana dissoluzione, c'è la pornografia del dolore ma anche quella del sesso esplicito. c'è la ricerca indefessa del "liberaci dal male". Se vi aspettate un libro sul genere di Trainspotting, I giorni della droga, Noi i ragazzi dello zoo di Berlino e compagnia: fuggite sciocchi! Se comincerete a leggere cadrete in un gorgo e ne rimarrete ipnotizzati, oppure rimbalzerete contro un muro, vi spaccherete denti naso labbra, assaggerete il vostro sangue pensando: "questo libro fa schifo lo odio lo voglio bruciare." non ci sono vie di mezzo. non c'è scampo di fronte a opere come questa. sono giunto al termine, è stato come aver corso tutta la notte, al buio e senza sapere dove stessi andando. ti viene da vomitare, ti senti stremato e ringrazi i tuoi angeli protettori per non essere impazzito. non è un libro per tutti. io vi ho avvisato.

    ha scritto il 

  • 3

    Se si evita tassativamente di cercare di capirci qualcosa, o di trovarci un vago barlume di trama forse si puo' anche apprezzarlo. A me sinceramente non ha convinto. Mi viene solo voglia di domandarmi ...continua

    Se si evita tassativamente di cercare di capirci qualcosa, o di trovarci un vago barlume di trama forse si puo' anche apprezzarlo. A me sinceramente non ha convinto. Mi viene solo voglia di domandarmi cosa avrebbe potuto scrivere quest'uomo se fosse riuscito a non assumere sostanze per due o tre giorni di seguito...

    ha scritto il 

  • 4

    I Don't Know

    Frowning all the way through, going back to "normal" literature is not going to be easy. Disgusting, filling, gnarled and ecstatical . I don't know. Or maybe I do. But I don't know how to say it. ...continua

    Frowning all the way through, going back to "normal" literature is not going to be easy. Disgusting, filling, gnarled and ecstatical . I don't know. Or maybe I do. But I don't know how to say it.

    ha scritto il 

  • 0

    Questa recensione è la paraculata dell'anno. Perché dopo vari pensamenti e depensamenti, sono arrivato alla conclusione di non dare un voto a questo romanzo. Mi trovo in una condizione in cui riconosc ...continua

    Questa recensione è la paraculata dell'anno. Perché dopo vari pensamenti e depensamenti, sono arrivato alla conclusione di non dare un voto a questo romanzo. Mi trovo in una condizione in cui riconosco la genialità e l'importanza di questo libro per la letteratura moderna ma da una parte mi ha anche schifato. Mi sono ritrovato a pensare a un opera geniale ma non bella e questa già di per sé è un controsenso ma anche una schifosa paraculata. Sorge spontanea un altra questione. Quella dell'utilità di scrivere una recensione se il mio giudizio personale è così diviso e poco chiaro. Ma voglio provarci lo stesso. Difficile è anche tentare di presentare una breve sinossi dell'opera. Fondamentalmente questo romanzo è stato il risultato di un periodo, in cui lo scrittore chiuso in una stanza d'albergo, ha dato sfogo alla sua creatività viziata dall'abuso di droghe. Burroughs dopo aver accidentalmente accoppato la moglie in uno scherzoso incidente, nelle vesti di novello Guglielmo Tell sparandole in faccia, si ritira a Tangeri. Qui, il nostro continua ad abusare di droghe sino alla pazzia. Kerouac e Allen Ginsberg lo ritrovano in un albergo della città teatro dell'esilio volontario, emaciato, sporco e con una stanza ricoperta da fogli scritti nel delirio.
    Il risultato è questo " Pasto Nudo " , l'esempio massimo dello stile di scrittura denominato " Cut Up ". Un insieme di pagine e parole incollate a casaccio che non danno alcun punto di riferimento al lettore. Inventarsi una trama a casaccio del libro per far credere di capirci qualcosa è sin troppo facile e non sono neanche tentato di farlo. Mi è stato più facile credere di intuire il tema principale dell'opera. Ovvero quello dell'abuso di droghe ma anche quella del potere e del controllo che lo Stato esercita sul singolo. Ci sono spunti estremamente interessanti, frasi che hanno un ritmo rubato alla poesia, ma ci sono anche un continuo parlare di cazzi, fiche ed orgie. Non sono un perbenista e difficilmente mi scandalizzo. Ma ammetto che dopo la quinta o sesta pagina, dove queste orgie appaiono più che come mezzo di scandalo una sorta di collante di sottofondo dell'opera; mi sono rotto ampiamente le palle. Non le ho trovate scandalizzanti ma pallose e veramente poco utili al ritmo dell'opera. Risulta essere chiaro un aspetto. Per affrontare " Pasto Nudo " bisogna essere scevri di qualsiasi aspettativa verso l'opera e lasciarsi possibilmente trasportare dalla scrittura lasciando da parte il significato concentrandosi sul significante. Il senso c'è ma bisogna scordarsi il senso delle parole. La dipendenza dalle droghe emerge dalla surrealità imperante come teatro orrorifico. La possibilità che un governo possa assumere il controllo sulle droghe viene visto da Burroughs come un atto altamente negativo. Un controllo su queste sostanze può portare a un peggioramente delle condizioni democratiche del singolo. Oltre a creare il timore di una dittatura che ne comanda l'uso per rendere il tossicodipente ancora più schiavo o il non tossicodipente schiavo dall'imposizione governativa all'uso di droghe. Per lo meno è la spiegazione che mi sono dato io e che mi ha permesso di godere appieno dell'opera. Non lo consiglio a tutti. Ma chi si incuriosirà e cercherà di leggerlo deve assolutamente lasciar da parte il pregiudizio e le aspettative. Godersi la lettura per quello che è. Scendendo a patti con il suo ruolo di lettore e accettare il fatto che a volte è anche bello non capire niente di quello che si legge pur cercando una propria risposta alla comprensione della lettura di quest'opera. Pace.

    ha scritto il 

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