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Pasto nudo

By William Burroughs

(1583)

| Paperback | 9788845920936

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Book Description

Nel romanzo, scritto in anni in cui questi temi e queste realtà venivano generalmente schivati, Burroughs offre il racconto allucinato dell'inferno di un tossico. Lacerato tra la necessità impellente della "roba" e il richiamo molesto della carne, br Continue

Nel romanzo, scritto in anni in cui questi temi e queste realtà venivano generalmente schivati, Burroughs offre il racconto allucinato dell'inferno di un tossico. Lacerato tra la necessità impellente della "roba" e il richiamo molesto della carne, braccato da polizia e spacciatori, Lee, il suo Doppio, trascorre le giornate in sordidi luoghi pervasi dai miasmi del corpo e dalle fobie della mente. Scavando nelle proprie ferite con l'acume della paranoia e un'acrobatica inventiva stilistica, Burroughs tratteggia un ritratto dell'America all'acido fenico, un ritratto cui la vita quotidiana ha tentato con gli anni di adeguarsi.

259 Reviews

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    Rece completa: http://beatblog2.blogspot.it/2014/08/100-anni-di-willia…
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    [...] Dalla sua esperienza a Tangeri nascono testi completamente diversi rispetto al passato. Nel 1959 esce il libro che rivoluziona la contro-letteratu ...(continue)

    Rece completa: http://beatblog2.blogspot.it/2014/08/100-anni-di-willia…
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    [...] Dalla sua esperienza a Tangeri nascono testi completamente diversi rispetto al passato. Nel 1959 esce il libro che rivoluziona la contro-letteratura americana e innalza il nome di William Burroughs: Pasto Nudo. La struttura non è quella di un romanzo ma di scene più o meno collegate a formare un mosaico, leggibili anche in ordine sparso. William Lee, protagonista e alter-ego di Burroughs, è un tossico omosessuale che si sposta in vari ambienti reali (Tangeri) e non reali (Interzona). Gli episodi sono i "trip" dell'autore in vari luoghi e sotto ogni genere di droga, di cui scrive tra il 1953 e il 58, come stendendo "rapporti" delle sue giornate che poi vengono messi insieme con l'aiuto di Kerouac (il quale, com'è noto, coniò il titolo Naked Lunch). Diversi estratti appaiono prima su riviste, e non mancano i problemi di censura a causa dell'oscenità di linguaggio e contenuto.[...]

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    Matt Mediomondo said on Oct 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Delirante e bello allo stesso tempo. L'unico approccio possibile è quello di farsi trasportere dal flusso delle parole ed evitare qualsiasi tipo di comprensione.

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    Dottor Zero said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Ognuno ha i suoi limiti


    Non è un fatto generazionale. Sarebbe potuto essere mio padre e infatti del mio ne aveva l’età pur essendogli sopravvissuto ben sette anni. Si vede che le statistiche ogni tanto ci prendono: ne uccidono di più nicotina e catrame che oppiacei e affin ...(continue)


    Non è un fatto generazionale. Sarebbe potuto essere mio padre e infatti del mio ne aveva l’età pur essendogli sopravvissuto ben sette anni. Si vede che le statistiche ogni tanto ci prendono: ne uccidono di più nicotina e catrame che oppiacei e affini.

    Quando lui impatta con la beat generation ha superato i quaranta e io… fatevi i conti voi ( avevo smesso da un pezzo le pappine e appena messo una castigata minigonna plissettata) cosa per cui non m’impressiona per niente piuttosto mi fa specie che un matusa ( parola cretina ma rende l’epoca) si rimpinzi di oppiacei e mi fa rabbia che superi l’ottantina, discetti di droghe senza capirne scientificamente una mazza, a partire dall’uso dell’apomorfina come terapia mentre A.A., il ragazzino più bello e brillante del ginnasio, a quaranta schiatta di overdose qualche giorno dopo essermelo trovato davanti in ospedale a elemosinare una fiala di metadone. Bello come allora.

    Non si può dire che io con B. non ci abbia provato. La prefazione me la sono letta e sono corsa lancia in resta a vedere cosa ci fosse sulla punta della forchetta ma pur riconoscendo le parole non ne capivo il senso.
    Tenendo conto di non essere affetta da afasia sensoriale, mi son venuti in mente i pellerossa e i loro messaggi di fumo (almeno come ci ha insegnato John Ford. La comunicazione era efficace nella misura in cui rispettavano le regole condivise.

    Il nostro, invece, assembla parole ma non li mette nell’ordine condiviso del nostro linguaggio. Comprensibile visto che è la trascrizione di un delirio. Per cui non posso entrare in empatia n’è capirci qualcosa. Se non avesse scritto la pre e postfazione in linguaggio potabile, me ne sarei fatta una ragione. Ma non posso sopportare che metta in piazza una “vita” nuda, quella del protagonista che poi sarebbe lui stesso, con tutte le sue miserie di tossico, del suo essere fragile preda di cinici squali.
    Un mero atto di pornografia mascherato da quel po’ di senso che si riesce a estrapolare dal romanzo(?) e adattare al nostro mondo, illudendoci che dietro quegli “ aforismi” raffazzonati ci possa essere una realtà condivisa tra noi e il poveretto dentro lo sballo, vera per lui come veri erano i mostri al suo capezzale, medici e infermiere. Veri (per lui) ma non reali.

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    Maria Francesca e basta said on Jul 25, 2014 | 6 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "Gli scrittori parlano dell'odore dolcemente nauseante della morte mentre qualsiasi tossico può dirvi che la morte non ha odore... un odore che impedisce di respirare e al tempo stesso gela il sangue... l'incolore non-odore della morte... nessuno può ...(continue)

    "Gli scrittori parlano dell'odore dolcemente nauseante della morte mentre qualsiasi tossico può dirvi che la morte non ha odore... un odore che impedisce di respirare e al tempo stesso gela il sangue... l'incolore non-odore della morte... nessuno può respirarlo né sentirne l'odore attraverso le rosee circonvoluzioni e i neri filtri sanguigni della carne... l'odore della morte è inequivocabilmente un odore e un'assoluta assenza di odore... l'assenza di odore colpisce il naso prima di ogni cosa perché la vita organica ha un odore... la privazione dell'odore è avvertita come cecità dagli cchi, silenzio dalle orecchie, stress e assenza di peso dall'equilibrio e dal senso dell'orientamento..."

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    michelu malaussène said on Jun 27, 2014 | Add your feedback

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