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Pastoral americana

Per

Editor: LA MAGRANA

4.3
(5394)

Language:Català | Number of Pàgines: 492 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) English , Spanish , French , Italian , Russian , German , Dutch , Slovenian , Portuguese , Swedish , Finnish , Czech , Greek

Isbn-10: 8482649957 | Isbn-13: 9788482649955 | Data publicació: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descripció del llibre
El protagonista de Roth és Swede Levov, atleta llegendari al seu institut de Newark, que creix durant els anys de postguerra, es casa amb una antiga Miss New Jersey, hereta la fàbrica de guants del seu pare i es trasllada a una casa de pedra a la vila idílica d'Old Rimrock. Fins que un bon dia de 1968 a Swede l'abandona la sort americana que l'havia somrigut fins llavors. Merry, la seva filla estimada, ha crescut. Abans era una noieta adorable i desperta. Ara s'ha convertit en una adolescent malcarada i fanàtica -una adolescent capaç de dur a terme un extravagant acte de terrorisme polític. De la nit al dia, Swede és separat de la pastoral americana i llançat a la bogeria americana idiosincràtica.
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  • 4

    SE TUA FIGLIA DIVENTA UNA TERRORISTA

    LETTO IN EBOOK
    _____________
    LA DISGREGAZIONE DELLA FAMIGLIA AMERICANA

    Che cosa succede in una famiglia americana quando, dopo tre generazioni dedite al miglioramento e all’avanzamento sociale, un uom ...continua

    LETTO IN EBOOK
    _____________
    LA DISGREGAZIONE DELLA FAMIGLIA AMERICANA

    Che cosa succede in una famiglia americana quando, dopo tre generazioni dedite al miglioramento e all’avanzamento sociale, un uomo dalla vita perfetta, un ebreo così alto e biondo da essere chiamato Lo Svedese, sempre primo nello sport, amato e invidiato da tutti, sposato con una cattolica che è stata tra le candidate a fare Miss America, si ritrova una figlia balbuziente, fa di tutto per curarla e lei guarisce ma diventa prima una terrorista e poi una barbona?
    Di questo ci parla “Pastorale americana” di Philip Roth, un romanzo sulla caduta delle certezze, sulla difficoltà di essere genitori (padri soprattutto), sull’illusione del sogno americano, sulla vacuità della “pastorale americana”, sulla crisi degli ideali e del modello borghese, sui traumi dell’adolescenza, sui conflitti intergenerazionali e interreligiosi.
    Siamo nel secolo scorso. Durante la guerra del Vietnam, quando mette la sua prima bomba in paese, la figlia dello Svedese ha sedici anni. Il padre s’interroga, alla ricerca delle motivazioni che anno fatto della sua bambina prima una balbuziente e poi un’assassina. La cerca, perché dopo la prima bomba la ragazzina fa perdere le sue tracce. Lui e la moglie falliscono nel tentativo, mai convinto, di ricostruire le proprie vite attorno al vuoto lasciato dalla figlia. Un vuoto che forse è piuttosto il suo opposto, con il peso opprimente di quel primo delitto a tormentarli.
    Il padre cerca le cause nei propri comportamenti, ma anche nella difficoltà di coniugare l’educazione ebraica con quella cattolica. Roth ricostruisce poco per volta la vita dei genitori, modelli irraggiungibili per la figlia, così carichi di successi, eppure anche loro intimamente deboli. Ce li mostra quando cercavano di conciliare i loro diversi credo e le loro diverse famiglie, ma anche, dopo il tracollo, mentre nel ricostruire le proprie vite in realtà annullano tutto ciò che erano stati.
    Questo è per me il secondo romanzo di Philip Roth che leggo dopo “Complotto contro l’America”, altro volume che parla di ebrei nella provincia America, mostrando il disgregarsi di una famiglia. In “Pastorale americana” l’elemento scatenante è la ribellione della figlia, nell’ucronia “Complotto contro l’America” è, invece, un elemento esterno, l’ascesa al potere (immaginaria) di Lindberg, simpatizzante di Hitler e non interventista, che terrà l’America fuori dalla Seconda Guerra Mondiale. Se nell’ucronia Roth mostra di credere nel Destino, nella “Pastorale americana” c’è comunque una totale impotenza del protagonista che molto somiglia all’ineluttabilità del fato.
    Mi chiedo se questa disgregazione della famiglia americana per Roth sia qualcosa di specifico della comunità degli ebrei d’America, i cui principi sono così in contrasto con il consumismo e l’arrivismo americano o se ci parli di ebrei solo perché sono la comunità che conosce meglio, ma percepisca comunque una generale crisi degli ideali familiari americani e occidentali. Dovrò leggere altro di suo per capirlo meglio. Cosa che farò volentieri, perché, nonostante una scrittura un po’ “indiretta”, che non arriva con precisione alla sostanza, l’autore sa affrontare con capacità temi interessanti e importanti, non per nulla è stato citato spesso il suo nome tra i candidati al Premio Nobel (anche se non credo più molto nella qualità di questo riconoscimento).

    P.S.: non credo ci sia alcuna parentela tra Philip e Veronica Roth, la giovane autrice di “Divergent”, ma se così non fosse fatemi sapere.

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  • 3

    C'è del marcio anche in America...ma vah??????

    Scrittura portentosa, magnifica davvero, con abilità rara nel portare alle luce le più fini sfumatore della coscienza, i percorsi o meglio i labirinti in cui ogni mente si perde, si autoconvince, vede ...continua

    Scrittura portentosa, magnifica davvero, con abilità rara nel portare alle luce le più fini sfumatore della coscienza, i percorsi o meglio i labirinti in cui ogni mente si perde, si autoconvince, vede ed interpreta gli avvenimenti esterni.

    Però....anzi i 'però' sono due.
    Il primo più banale che ormai ricorre allo sfinimento in ogni romanzo contemporaneo: uso troppo esplicito delle scene di sesso. Oltre che darmi noia sul serio adesso cominciano pure a stufarmi.
    Il secondo punto 'dolente' è che la storia è banale, il volere mostrare come 'ah, la società perfettina all'esterno e poi invece' ha ampiamente reso l'idea. Credo se ne possa fare un'elenco, di libri di questo tipo, per ogni nazione, per ogni continente.
    Quindi, con tutto che resta veramente un romanzo scritto divinamente, non posso annoverarlo fra le migliori letture dell'ultimo anno: in fondo l'uomo è in sè banale anche a se stesso, però grazie, adesso basta con queste storie.

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  • 5

    un capolavoro

    Senza rovinare la lettura non c'è molto altro da aggiungere.
    Ho apprezzato particolarmente il modo non lineare di raccontare la storia, l'espediente narrativo, la non linearità del tutto, per cui semb ...continua

    Senza rovinare la lettura non c'è molto altro da aggiungere.
    Ho apprezzato particolarmente il modo non lineare di raccontare la storia, l'espediente narrativo, la non linearità del tutto, per cui sembra che succeda tutto ma in realtà tutto è già accaduto nel passato, ma tutto insieme si combina per raccontare la provincia americana. Mai titolo fu più azzeccato.
    Da leggere

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  • 4

    E' un librone, non si può negare. Ed era il mio primo Roth. La prima metà mi ha messa alla prova, perchè i periodo lunghi, complicati, tutti pieni di digressioni non li leggevo da un po' e magari a no ...continua

    E' un librone, non si può negare. Ed era il mio primo Roth. La prima metà mi ha messa alla prova, perchè i periodo lunghi, complicati, tutti pieni di digressioni non li leggevo da un po' e magari a notte fonda ho fatto pure più fatica. Quando però si inizia con la storia di Merry, lì sì che mi sono realmente appassionata e ormai ero anche abituata allo stile, quindi procedevo più spedita. Trovo che sia una bellissima disamina del sogno americano, delle illusioni e delle riflessioni di un uomo (i patemi dello Svedese sono belli, scritti proprio bene), ma mi ha fatto storcere il naso il finale monco, mannaggia a lui. Sarò io che desidero sempre un certo ordine, quindi delle conclusioni un attimo più chiare, fatto sta che non sono riuscita a finire il libro soddisfatta al 100%.

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  • 4

    Ho riletto American Pastoral di Philip Roth e l'effetto che mi ha prodotto rispetto a cinque anni fa è sostanzialmente diverso.
    All'epoca la mia amica Raffa, che mi prestò e poi donò il volume, rimase ...continua

    Ho riletto American Pastoral di Philip Roth e l'effetto che mi ha prodotto rispetto a cinque anni fa è sostanzialmente diverso.
    All'epoca la mia amica Raffa, che mi prestò e poi donò il volume, rimase stupita dal tiepido apprezzamento che riservai a quello che lei riteneva un capolavoro assoluto. Intendiamoci: riconoscevo la grande bravura dello scrittore, ma la lettura non giungeva a toccarmi profondamente né mi suscitava grandissimi entusiasmi.
    Ora invece, conoscendo già la storia, ho letto scevro da ogni smania di vederla progredire e sono giunto a considerare godibile ricchezza di enorme spessore, intellettuale e umano, quanto allora mi parve in parte macchinosità e schermo al piacere.

    http://giuliozu.blogspot.it/2015/04/ripetutamente.html

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  • 4

    2010:
    Ottimo romanzo e bravissimo Roth; periodi lunghi, anche mezza pagina, ma lui non sbaglia una virgola! La storia è l'arrovellarsi di un padre che vorrebbe capire cosa ha portato la figlia Merry, ...continua

    2010:
    Ottimo romanzo e bravissimo Roth; periodi lunghi, anche mezza pagina, ma lui non sbaglia una virgola! La storia è l'arrovellarsi di un padre che vorrebbe capire cosa ha portato la figlia Merry, una ragazza dell'alta borghesia americana, ben educata, ricca e amata, a diventare una terrorista che uccide le persone con le bombe, a darsi alla latitanza - periodo nel quale ne passa di tutti i colori - e a divenire, infine, una specie di guru, che non mangia, non si lava, quasi non respira per non uccidere nessun essere vivente. Il padre, conosciuto come “lo Svedese”, non troverà le risposte che cerca. Ci sono persone che, pur cercando, non trovano mai una loro collocazione nella vita, si appassionano a tante cose, anche diversissime tra loro, a volte mettendosi in guai molto seri, senza mai riuscire a trovare la loro vera ragione di vita, senza mai riuscire a dare un senso a ciò che sono e a ciò che fanno e, per questo, alla fine soccombono.

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  • 3

    "Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male male e poi male e, dopo un riattento esame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: s ...continua

    "Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male male e poi male e, dopo un riattento esame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di avere ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite... Beh, siete fortunati".
    Ci sono libri che vale la pena leggere solo per una frase in essi contenuta, o per un pensiero che stimola altri pensieri. Questo rientra nella lista. Ne è valsa la fatica.

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  • 5

    Introspezione profonda di un grande autore, l'autoanalisi, la sofferenza ti penetra pagina dopo pagina, rivelando quanto la vita ti bastoni e sia così diversa da come la vogliamo impostare. Ritratto c ...continua

    Introspezione profonda di un grande autore, l'autoanalisi, la sofferenza ti penetra pagina dopo pagina, rivelando quanto la vita ti bastoni e sia così diversa da come la vogliamo impostare. Ritratto crudo del
    sogno americano che si è andato via via sgretolando dal Vietnam in poi

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