Pastoral americana

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Publisher: Debolsillo

4.3
(5561)

Language: Español | Number of Pages: 510 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Italian , Russian , German , Dutch , Slovenian , Portuguese , Swedish , Catalan , Finnish , Czech , Greek

Isbn-10: 9875662313 | Isbn-13: 9789875662315 | Publish date: 

Also available as: Others , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Seymour Levov, modelo a seguir por todos los muchachos judíos de New Jersey, gran atleta y mejor hijo, sólido heredero de la fábrica de guantes que su padre levantó desde la nada, ha rebasado la mitad del siglo XX sin conflictos que puedan estropear su dorada Arcadia, una vida placentera que comparte con su hermosa mujer Dawn, ex Miss New Jersey, y con su hija Meredith. Y es en ese preciso momento, con su vida convertida en un eterno día de Acción de Gracias en el que todo el mundo como lo mismo, se comporta de la misma manera y carece de religión, cuando el Sueco Levov verá derrumbarse estrepitosamente todo lo que rodea.
Pastoral americana es un relato lúcido que pone en tela de juicio los valores de la sociedad norteamericana y su capacidad de permanencia durante el conflictivo final de los felices sesenta; con la intervención estadounidense en la guerra de Vietnam como telón de fondo.
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  • 2

    Che fatica!

    Mi sento un po’ in imbarazzo a commentare questo libro, perché so che è considerato un capolavoro della letteratura americana, ha vinto il Pulitzer ed è amato da moltissime persone. A me però non è pi ...continue

    Mi sento un po’ in imbarazzo a commentare questo libro, perché so che è considerato un capolavoro della letteratura americana, ha vinto il Pulitzer ed è amato da moltissime persone. A me però non è piaciuto. Ho fatto davvero fatica a terminarlo, ci ho messo quasi un mese! L’ho trovato lento, prolisso, ripetitivo, a tratti anche un po’ sconclusionato. Una volta terminato sono rimasta con un sacco di interrogativi. Non lo boccio su tutta la linea: è scritto (e tradotto) molto bene e alcune parti le ritengo molto belle ed intense. Probabilmente in futuro darò ancora una chance a Roth, ma per il momento temo non sia nelle mie corde.

    said on 

  • 3

    perplessa

    Faticoso.
    Ecco, se devo riassumere in un’unica parola quel che mi ha lasciato la lettura di questo romanzo non posso far altro che scegliere: faticoso.
    Certo, il libro è ben scritto, stimola discussio ...continue

    Faticoso.
    Ecco, se devo riassumere in un’unica parola quel che mi ha lasciato la lettura di questo romanzo non posso far altro che scegliere: faticoso.
    Certo, il libro è ben scritto, stimola discussioni, porta a fare riflessioni… eppure… quanta fatica arrivare alla fine!
    Troppo lungo, troppe pagine sulla produzione artigianale e non del guanto perfetto di pelle, troppe paranoie per arrivare alla fine e dire: quindi?
    Non escludo che sia semplicemente colpa mia (copio lo Svedese?) perché mi aspettavo di più da questo libro, famoso, premiato e dalle ottime recensioni. Non l’ho capito? Non riesco ad “americanizzarmi”? Chissà…
    Tre stelle, ma finirà fra i libri da non rileggere e regalare.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Il romanzo delle apparenze e del crollo di queste ultime

    Pastorale americana, romanzo scritto da Philiph Roth nel 1997, potrebbe essere definito il libro delle apparenze e del crollo di queste ultime. Il romanzo inizia con una cornice il cui protagonista è ...continue

    Pastorale americana, romanzo scritto da Philiph Roth nel 1997, potrebbe essere definito il libro delle apparenze e del crollo di queste ultime. Il romanzo inizia con una cornice il cui protagonista è Nathan Zuckerman, il giornalista sulla sessantina alter ego di Roth, già presente in altri suoi romanzi. Nella cornice è attraverso gli occhi di Zuckerman che viene descritto il protagonista del romanzo: Seymour, detto lo Svedese. Seymour era stato l'idolo della gioventù del giornalista, portatore di ogni valore e privo di qualunque difetto e agli occhi del giovane Zuckerman rappresentava l'incarnazione di un imperturbabile dio dell'antichità. Tuttavia un incontro tra lo Zuckerman sessantenne e lo Svedese, di poco più grande di lui, porterà all'inizio di una profonda indagine su quest'uomo, nebuloso oltre la facciata senza difetti.
    "Ma qual era la sua “soggettività”? Che tipo di esistenza mentale era stata la sua?"
    La risposta a questa domanda è il filo conduttore del romanzo e, finita la cornice, Zuckerman lascia il "palco" allo Svedese stesso e alla sua vita.
    La trama del romanzo vero e proprio riprende la narrazione da circa 30 anni prima del fatidico incontro tra Zuckerman e lo Svedese ed è incentrata sulla storia di una famiglia americana all'apparenza perfetta, una rappresentazione letteraria della famiglia "mulino bianco". Il padre è appunto Seymour, figlio di un imprenditore ebreo di Newark che a sua volta, dopo un'esaltante giovinezza come campione sui campi sportivi e poi come marine, eredita dal padre la direzione dell'azienda. La moglie è una donna affascinante, ex Miss New Jersey, che in seguito si occupò della fattoria nella loro villa in campagna. Tuttavia il perno dell'azione è la figlia Meredith, affettuosamente chiamata Merry, una bambina dall'intelligenza acuta e dalla spiccata curiosità, frenata però dalla balbuzie.
    Questo quadro idilliaco fondato sull'apparenza, gradualmente rivelerà al lettore le sue crepe e i suoi punti d'ombra nel corso della storia, conducendo il lettore dall'ammirazione della sua perfetta facciata pur nella sua "piattezza", fino alla demolizione di quest'ultima e all'osservazione della realtà in tutte le sue sfaccettature.

    Alla staticità dell'apparenza è contrapposto il dinamismo della realtà, infatti i personaggi o meglio l'idea che il lettore si fa dei personaggi cambia enormemente nel corso della storia. Roth infatti porta alla luce il mondo dell'interiorità dei suoi personaggi attraverso una coinvolgente e tortuosa introspezione psicologica di questi ultimi. Se nella cornice il nattore era Zuckerman stesso, nel resto del romanzo invece il narratore è esterno, ma la focalizzazione è spesso interna ai personaggi. In questo romanzo, figlio del 900, infatti il corso della storia non segue un ordine cronologico, ma la narrazione segue spesso le riflessioni dei personaggi in un'elaborazione moderna del flusso di coscienza di Joyce e dell'associazione libera di Freud.

    Il protagonista Seymour, all'inizio viene presentato come l'incarnazione del sogno americano: la sua vita rispecchia le aspettative della gente e la sua personalità appare come quella di un "moderno Enea", portatore di valori e della "pietas", cioè del senso del dovere; senso del dovere che alla prima impressione sembra aver regolato tutta la vita dello Svedese che ha servito la scuola come trascinatore delle squadre nelle competizioni sportive, ha servito la patria come marines e infine ha obbedito all'autorità paterna assumendo le redini dell'azienda. Lo Svedese come personaggio acquista spessore nei suoi tormenti, nell'annientamento delle sue certezze e nella sua vana ricerca di una spiegazione logica di quanto accaduto nella sua vita. Seymour sarà costretto dalla storia a porre sotto la lente d'ingrandimento il suo passato e a porsi delle domande non solo sul suo ruolo di genitore, ma anche sul suo modo di vivere nella sua globalità.
    Anche la moglie dello Svedese, Dawn trova spazio all'interno del romanzo per esporre il suo dramma di ex reginetta di bellezza che ha dovuto combattere per tutta la vita per cercare di mostrare al resto del mondo le altre sue doti e capacità che venivano messe in ombra appunto dalla bellezza. Pur essendo una madre affettuosa risulta incapace di gestire il problema della balbuzie della figlia che anzi viene ipotizzato possa derivare anche da un senso di inadeguatezza che la figlia sembra provare nei confronti della madre, la sensazione di non essere all'altezza di quest'ultima.
    La figlia Merry è il fulmine che squarcerà definitivamente il "cielo" della famiglia. La bambina intelligente e curiosa, imprigionata dalla demone della balbuzie compensa questo suo limite sviluppando una notevole caparbietà e aggressività come strumenti di difesa. Tuttavia la carattetistica fondamentale del suo personaggio, che ella presenta fin da subito, è la tendenza ad aderire con tutta se stessa alle più varie ideologie sfociando nel cieco fanatismo. Nel corso dell'adolescenza infatti diventa parte della sinistra più radicale che si batte contro la guerra in Vietnam. È proprio la sua posizione ideologica a causare lo scontro generazionale all'interno della sua famiglia; i genitori infatti sono l'emblema della famiglia borghese benestante e benpensante.
    Nell'intreccio svolgerà un ruolo determinante Rita Cohen, militante radicale con Merry che entrerà anche in contatto con lo Svedese. Proprio dal loro incontro emerge per contrasto l'essenza di Rita Cohen che rappresenta il degrado morale dell'estremismo. Rita Cohen è una ragazza in cui la presunta protesta sociale sfocia nella volgarità, nel ripudio della morale e addirittura nell'opportunismo, comportamento che ella stessa critica nella società borghese. È un personaggio quindi un personaggio contraddittorio e antitetico al senso del dovere dello Svedese.

    Il titolo appare quanto mai azzeccato per il romanzo in quanto "pastorale" è l'idillica situazione con cui si apre il romanzo e l'aggettivo "americana" non introduce solo lo sfondo della narrazione, ma è parte integrante della volontà dell'autore. La raffigurazione che Roth fa della società americana che attraversa buona parte del 900 è parte integrante della trama del libro e avvenimenti storici come la Guerra in Vietnam assumono un ruolo centrale. Il crollo del "sogno americano" emerge anche dalla situazione economica che emerge dal romanzo; attraverso lo Svedese e la sua fabbrica di guanti come exemplum, vengono descritte le lotte operaie e il fenomeno della delocalizzazione delle aziende nei paesi più poveri del mondo. L'economia borghese quindi viene descritta con le sue falle: l'opportunismo e lo sfruttamento del lavoratore come strumento di arricchimento e non come persona.
    Questo romanzo per l'America è un po' come il Gattopardo per la Sicilia di fine 800, un desolante, ma realistico quadro della società dell'epoca in cui gli avvenimenti della storia si intrecciano coln la vita dei personaggi, offrendo al lettore una ricostruzione a 360 gradi dell'atmosfera dell'epoca. La lettura del romanzo è un viaggio nel tempo e nella vita interiore dei personaggi che, così come la storia stessa, è intricata e irrazionale. Il mondo presentato non è decisamente "il migliore dei mondi possibili" come quello sostenuto da Pangloss nel Candide di Voltaire, ma forse, proprio perché rappresenta la realtà anche nei suoi aspetti insidiosi e nella sua incompiutezza, offre numerosi spunti di riflessione per il lettore, che sarà accompagnato nella lettura dallo stile sapiente di Roth che scopre le sue carte. Una alla volta.

    Questa recensione l'ho scritta per un tema in classe, ma essendomi piaciuto molto il libro l'ho un po' rielaborata e ho deciso di postarla. (La struttura purtroppo è quella di una recensione scolastica, ma ho cercato di spoilerare il meno possibile e di renderla piacevole)

    PASTORALE AMERICANA - RECENSIONE

    Pastorale americana, romanzo scritto da Philiph Roth nel 1997, potrebbe essere definito il libro delle apparenze e del crollo di queste ultime. Il romanzo inizia con una cornice il cui protagonista è Nathan Zuckerman, il giornalista sulla sessantina alter ego di Roth, già presente in altri suoi romanzi. Nella cornice è attraverso gli occhi di Zuckerman che viene descritto il protagonista del romanzo: Seymour, detto lo Svedese. Seymour era stato l'idolo della gioventù del giornalista, portatore di ogni valore e privo di qualunque difetto e agli occhi del giovane Zuckerman rappresentava l'incarnazione di un imperturbabile dio dell'antichità. Tuttavia un incontro tra lo Zuckerman sessantenne e lo Svedese, di poco più grande di lui, porterà all'inizio di una profonda indagine su quest'uomo, nebuloso oltre la facciata senza difetti.
    "Ma qual era la sua “soggettività”? Che tipo di esistenza mentale era stata la sua?"
    La risposta a questa domanda è il filo conduttore del romanzo e, finita la cornice, Zuckerman lascia il "palco" allo Svedese stesso e alla sua vita.
    La trama del romanzo vero e proprio riprende la narrazione da circa 30 anni prima del fatidico incontro tra Zuckerman e lo Svedese ed è incentrata sulla storia di una famiglia americana all'apparenza perfetta, una rappresentazione letteraria della famiglia "mulino bianco". Il padre è appunto Seymour, figlio di un imprenditore ebreo di Newark che a sua volta, dopo un'esaltante giovinezza come campione sui campi sportivi e poi come marine, eredita dal padre la direzione dell'azienda. La moglie è una donna affascinante, ex Miss New Jersey, che in seguito si occupò della fattoria nella loro villa in campagna. Tuttavia il perno dell'azione è la figlia Meredith, affettuosamente chiamata Merry, una bambina dall'intelligenza acuta e dalla spiccata curiosità, frenata però dalla balbuzie.
    Questo quadro idilliaco fondato sull'apparenza, gradualmente rivelerà al lettore le sue crepe e i suoi punti d'ombra nel corso della storia, conducendo il lettore dall'ammirazione della sua perfetta facciata pur nella sua "piattezza", fino alla demolizione di quest'ultima e all'osservazione della realtà in tutte le sue sfaccettature.

    Alla staticità dell'apparenza è contrapposto il dinamismo della realtà, infatti i personaggi o meglio l'idea che il lettore si fa dei personaggi cambia enormemente nel corso della storia. Roth infatti porta alla luce il mondo dell'interiorità dei suoi personaggi attraverso una coinvolgente e tortuosa introspezione psicologica di questi ultimi. Se nella cornice il narratore era Zuckerman stesso, nel resto del romanzo invece il narratore è esterno, ma la focalizzazione è spesso interna ai personaggi. In questo romanzo, figlio del 900, infatti il corso della storia non segue un ordine cronologico, ma la narrazione segue spesso le riflessioni dei personaggi in un'elaborazione moderna del flusso di coscienza di Joyce e dell'associazione libera di Freud.

    Il protagonista Seymour, all'inizio viene presentato come l'incarnazione del sogno americano: la sua vita rispecchia le aspettative della gente e la sua personalità appare come quella di un "moderno Enea", portatore di valori e della "pietas", cioè del senso del dovere; senso del dovere che alla prima impressione sembra aver regolato tutta la vita dello Svedese che ha servito la scuola come trascinatore delle squadre nelle competizioni sportive, ha servito la patria come marine e infine ha obbedito all'autorità paterna assumendo le redini dell'azienda. Lo Svedese come personaggio acquista spessore nei suoi tormenti, nell'annientamento delle sue certezze e nella sua vana ricerca di una spiegazione logica di quanto accaduto nella sua vita. Seymour sarà costretto dalla storia a porre sotto la lente d'ingrandimento il suo passato e a porsi delle domande non solo sul suo ruolo di genitore, ma anche sul suo modo di vivere nella sua globalità.
    Anche la moglie dello Svedese, Dawn trova spazio all'interno del romanzo per esporre il suo dramma di ex reginetta di bellezza che ha dovuto combattere per tutta la vita per cercare di mostrare al resto del mondo le altre sue doti e capacità che venivano messe in ombra appunto dalla bellezza. Pur essendo una madre affettuosa risulta incapace di gestire il problema della balbuzie della figlia che anzi viene ipotizzato possa derivare anche da un senso di inadeguatezza che la figlia sembra provare nei confronti della madre, la sensazione di non essere all'altezza di quest'ultima.
    La figlia Merry è il fulmine che squarcerà definitivamente il "cielo" della famiglia. La bambina intelligente e curiosa, imprigionata dalla demone della balbuzie compensa questo suo limite sviluppando una notevole caparbietà e aggressività come strumenti di difesa. Tuttavia la carattetistica fondamentale del suo personaggio, che ella presenta fin da subito, è la tendenza ad aderire con tutta se stessa alle più varie ideologie sfociando nel cieco fanatismo. Nel corso dell'adolescenza infatti diventa parte della sinistra più radicale che si batte contro la guerra in Vietnam. È proprio la sua posizione ideologica a causare lo scontro generazionale all'interno della sua famiglia; i genitori infatti sono l'emblema della famiglia borghese benestante e benpensante.
    Nell'intreccio svolgerà un ruolo determinante Rita Cohen, militante radicale con Merry che entrerà anche in contatto con lo Svedese. Proprio dal loro incontro emerge per contrasto l'essenza di Rita Cohen che rappresenta il degrado morale dell'estremismo. Rita Cohen è una ragazza in cui la presunta protesta sociale sfocia nella volgarità, nel ripudio della morale e addirittura nell'opportunismo, comportamento che ella stessa critica nella società borghese. È un personaggio quindi un personaggio contraddittorio e antitetico al senso del dovere dello Svedese.

    Il titolo appare quanto mai azzeccato per il romanzo in quanto "pastorale" è l'idillica situazione con cui si apre il romanzo e l'aggettivo "americana" non introduce solo lo sfondo della narrazione, ma è parte integrante della volontà dell'autore. La raffigurazione che Roth fa della società americana che attraversa buona parte del 900 è parte integrante della trama del libro e avvenimenti storici come la Guerra in Vietnam assumono un ruolo centrale. Il crollo del "sogno americano" emerge anche dalla situazione economica che emerge dal romanzo; attraverso lo Svedese e la sua fabbrica di guanti come exemplum, vengono descritte le lotte operaie e il fenomeno della delocalizzazione delle aziende nei paesi più poveri del mondo. L'economia borghese quindi viene descritta con le sue falle: l'opportunismo e lo sfruttamento del lavoratore come strumento di arricchimento e non come persona.
    Questo romanzo per l'America è un po' come il Gattopardo per la Sicilia di fine 800, un desolante, ma realistico quadro della società dell'epoca in cui gli avvenimenti della storia si intrecciano coln la vita dei personaggi, offrendo al lettore una ricostruzione a 360 gradi dell'atmosfera dell'epoca. La lettura del romanzo è un viaggio nel tempo e nella vita interiore dei personaggi che, così come la storia stessa, è intricata e irrazionale. Il mondo presentato non è decisamente "il migliore dei mondi possibili" come quello sostenuto da Pangloss nel Candide di Voltaire, ma forse, proprio perché rappresenta la realtà anche nei suoi aspetti insidiosi e nella sua incompiutezza, offre numerosi spunti di riflessione per il lettore, che sarà accompagnato nella lettura dallo stile sapiente di Roth che scopre le sue carte. Una alla volta.

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  • 4

    tagliente come una lametta

    Ma quanto era bello Levov "lo svedese", bello, alto, forte, ebreo ma vestito di un abito ariano che non poteva tradire la purezza di spirito, che affascinava e ispirava una ben riposta fiducia. Bello ...continue

    Ma quanto era bello Levov "lo svedese", bello, alto, forte, ebreo ma vestito di un abito ariano che non poteva tradire la purezza di spirito, che affascinava e ispirava una ben riposta fiducia. Bello e vincente in qualsiasi disciplina sportiva praticasse, nel lavoro fedele a quelle tradizioni artigiane che perseguì e lo arricchirono consentendogli di ottenere tutto quello che ambiva dalla vita: Ricchezza, successo, una casa di pietra salda e sicura, una moglie bellissima miss New Jersey che doveva essere la degna cornice del suo splendore. Questo era il vincente Seymour Levov "lo svedese", un astro che brillava di luce propria, che accattivava ammirazione, invidia, che pareva saldo come le rocce secolari dei muri della sua casa, questo ispirava la visione di quell'uomo: La fermezza, che tutto in lui fosse giusto e che non si avrebbe potuto farlo meglio. Levov era l'immagine di quegli Stati Uniti usciti vincenti dal secondo conflitto mondiale, un albero bello e ricchissimo, che poteva solo dare frutti splendenti. Un frutto Levov, il figlio splendente della splendente america, lo fece, una splendente bimba che era il risultato di tutto quello che lui credeva sano, ma questo piccolo frutto crescendo, mettendo le radici su quella grande illusione che egli nutriva, si rivelò quello che realmente era, tutto fuorché splendore, il vero frutto dell'america. Ricordo un' intervista fatta allo scrittore americano in cui lui era disteso supino sul divano di casa, parlava tranquillamente al giornalista seduto su di una sedia a fianco del divano, come fosse in psicanalisi dicendogli che lì, in quella posizione, prendevano forma le sue opere. Ed è proprio questo che fulmina maggiormente in questa illuminante lettura, il flusso di pensieri, la grandinata di idee, considerazioni, che partono spesso sconnesse tra di loro, ma che si focalizzano in un solo punto, scandendolo, spogliandolo, rosicandolo fino all'osso, come fosse un pensiero fisso, una mania che ci toglie il sonno, che convoglia tutte le nostre energie mentali. È cattivo questo romanzo, tagliente come una lametta, crudo e insensibile, ma vero e di una profondità e di un intelligenza sconcertante, l'america ne viene fuori pesta come stuprata da uno dei suoi figli. Roth il Nobel non lo vincerà mai, e gli americani non impareranno mai la lezione.

    said on 

  • 5

    Un affresco memorabile e indimenticabile della società americana

    Lo considero un libro grandioso, uno spettacolare affresco della società americana dagli anni 40 agli anni 70. Credo che pochi autori siano riusciti a rendere in maniera così intensa e coinvolgente il ...continue

    Lo considero un libro grandioso, uno spettacolare affresco della società americana dagli anni 40 agli anni 70. Credo che pochi autori siano riusciti a rendere in maniera così intensa e coinvolgente il senso del graduale e inarrestabile disgregamento del sogno americano (ovviamente ci sono anche altri temi).
    Superato il primo capitolo che ho trovato poco comprensibile e noioso, ma in realtà è funzionale alla storia (l’ho capito dopo), ho seguito le vicende del protagonista con una tensione emotiva che andava via via crescendo.
    Non è un libro che si può affrontare con leggerezza, bisogna riuscire ad entrare nel racconto e nei suoi ritmi, perché, anche quando la narrazione sembra divagare e disperdersi in altre storie , in realtà si sta componendo un grande puzzle, dove tutti i pezzi sono necessari e funzionali, senza che queste “dispersioni” rendano la lettura noiosa (e anche in questo si rivela la grandezza di Roth).
    Non avevo mai letto niente di questo autore: è stata un’autentica meravigliosa rivelazione.
    Ho letto il libro sull'ebook, ma, appena terminato, ho acquistato il cartaceo: non poteva mancare nella mia libreria

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  • 3

    Ho avuto la triste sensazione alla fine del libro di aver visto solo la punta dell'iceberg e allo stesso tempo di essere entrato un pò troppo nel dettaglio: è una sensazione che non riesco a spiegare ...continue

    Ho avuto la triste sensazione alla fine del libro di aver visto solo la punta dell'iceberg e allo stesso tempo di essere entrato un pò troppo nel dettaglio: è una sensazione che non riesco a spiegare diversamente. Forse questo è il sogno americano, forse questa è la condanna del sogno sogno americano: avere la sensazione che tutto stia andando a rotoli, rotoli d'oro, ma sempre rotoli. Il libro non mi ha mai coinvolto pienamente. Mi ha tuttavia dato molti spunti di riflessione, uno su tutti: la futilità dello scorrere del tempo.

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  • 4

    Roth, uno scrittore che si scopre lentamente

    Il romanzo è suddiviso in tre parti, di cui si apprezza profondamente forse solo l'ultima, la quale senza le prime due tuttavia non risulterebbe così icastica ed efficace, perché ribalta completamente ...continue

    Il romanzo è suddiviso in tre parti, di cui si apprezza profondamente forse solo l'ultima, la quale senza le prime due tuttavia non risulterebbe così icastica ed efficace, perché ribalta completamente il modello della perfezione sociale statunitense (esaltato nella prima parte) e il dolore che scaturisce dai (pre)giudizi sociali. "La parodia dell'integrità umana, la distruzione di ogni dovere morale: ecco il vero tema della serata!".

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  • 0

    Ammetto, non è stata una passeggiata (ma dopo Infinite Jest di Wallace, tutto diventa possibile), ma una salita in montagna. Quando arrivi, hai le gambe dure e il respiro corto, ma la vista ti ripaga ...continue

    Ammetto, non è stata una passeggiata (ma dopo Infinite Jest di Wallace, tutto diventa possibile), ma una salita in montagna. Quando arrivi, hai le gambe dure e il respiro corto, ma la vista ti ripaga della fatica. C'è molto in questo romanzo, il neurone è costantemente stimolato a cercare tutte le possibili letture di ciò che viene raccontato. La descrizione psico-sociologica di personaggi ed eventi è superba e la scrittura è di altissimo livello. Certo, non è il romanzo di evasione ma ogni tanto far lavorare il cervello non è che faccia poi tanto male...

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  • 4

    Piu' della trama e della critica alla società americana, decisamente banali e trite e ritrite, è lo stile di Roth a rimanere impresso a caratteri di fuoco nella mente. Pietra miliare.

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