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Pastorale americana

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.3
(5428)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 423 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Russo , Tedesco , Olandese , Sloveno , Portoghese , Svedese , Catalano , Finlandese , Ceco , Greco

Isbn-10: 8806147382 | Isbn-13: 9788806147389 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vincenzo Mantovani

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Pastorale americana non è soltanto un'allegoria politica, è anche un libro sulla vecchiaia, la memoria e l'intollerabilità di certi ricordi. A narrare l'accanirsi del destino sullo Svedese è un suo compagno di scuola, Nathan Zuckerman, protagonista di molti romanzi di Roth e alter - ego dello scrittore. Bastano pochi dettagli captati nel corso di una fugace conversazione, durante una festa di ex allievi del liceo di Newark, per far sentire a Zuckerman l'assoluta necessità di raccontare la storia di Seymour. E sono proprio i dettagli, con la forza della loro evidenza e apparente banalità, a infondere vita al racconto: dettagli del degrado di una città, della rabbia di una generazione, della solitudine di un padre.
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  • 4

    Libro sontuoso

    La disgregazione del sogno Americano, il malessere causato dalla guerra del Vietnam nella società yankee, che inevitabilmente la spacca in due come fosse un cocomero; al centro di questa sorta di anal ...continua

    La disgregazione del sogno Americano, il malessere causato dalla guerra del Vietnam nella società yankee, che inevitabilmente la spacca in due come fosse un cocomero; al centro di questa sorta di analisi sociologica della società a stelle e strisce vi è la vita del protagonista, l'ebreo Seymour Levov, svedese e sportivo, che vivrà sulla propria pelle tutte le contraddizioni tipiche di quegli anni.

    ha scritto il 

  • 0

    Lettura interrotta a 1/3 della lunghezza totale.
    Non discuto che possa essere un "grande romanzo americano" come quasi tutti sembrano pensare, ma è anche estremamente prolisso: Roth interrompe coninua ...continua

    Lettura interrotta a 1/3 della lunghezza totale.
    Non discuto che possa essere un "grande romanzo americano" come quasi tutti sembrano pensare, ma è anche estremamente prolisso: Roth interrompe coninuamente il flusso della storia per riflessioni proprie messe in bocca o nei pensieri del narratore, una sorta di suo alter ego, e inserisce similitudini e metafore di cui non si sente nessuna necessità e anzi insiste su di esse sviluppandole senza bisogno. Alcuni dialoghi sono molto buoni e arrivano come boccate d'ossigeno facendo proseguire la vicenda ma purtroppo vengono costantemente interrotti dal logorroico monologo interiore del narratore.
    Per il resto: affascinanti l'ambientazione e i personaggi. Ritenterò, ma adesso sinceramente ho altro da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Adesso molte persone mi odieranno per quello che sto per scrivere. A me Pastorale Americana non è piaciuto, anzi, mi ha annoiato (per non usare termini più forti). Beninteso, la storia narrata è fighi ...continua

    Adesso molte persone mi odieranno per quello che sto per scrivere. A me Pastorale Americana non è piaciuto, anzi, mi ha annoiato (per non usare termini più forti). Beninteso, la storia narrata è fighissima, e a tratti la lettura è stata anche piacevole, a tratti. Anche l’idea della storia ha una sua “valenza critica” e una “visuale storica” non indifferente, niente da dire Roth è un geniaccio. L’affresco (pastorale?) americano tratteggiato è anche potente, tanto di cappello all’autore. Sicuramente è un libro importante del ‘900, e uno dei libri da leggere per capire il secolo trascorso. Però?...Però mi ha annoiato perché è prolisso, e non vedo perché, quando io sono prolisso la gente si stufa e si annoia, mentre se è prolisso un grande della letteratura allora è “un opera d’arte”. No, se uno è prolisso è prolisso, anche se è un premio nobel, punto e basta. E di solito è anche un prolasso di gonadi.

    ha scritto il 

  • 2

    Considerato da molti un classico della letteratura americana, Pastorale Americana è un'impressionante istantanea della vita di quella che potrebbe e vorrebbe essere una normale famiglia del New Jers ...continua

    Considerato da molti un classico della letteratura americana, Pastorale Americana è un'impressionante istantanea della vita di quella che potrebbe e vorrebbe essere una normale famiglia del New Jersey. E' un'analisi psicosociale fredda, spietata e devastante di una piccola comunità che credendosi immune da ogni tipo di male, si trova davanti il terribile spettacolo della follia e della morte e ne viene immersa fino al collo. Lo Svedese è tutto questo. Un personaggio il cui ritratto rasenta la perfezione per quanto dettagliato e preciso nel mostrare i molteplici stati d'animo che lo guidano nella storia della sua vita.
    Eppure è davvero forte la sensazione che dietro una magniloquente tecnica descrittiva e una padronanza della lingua che ho riscontrato in pochi scrittori, in questo libro manchi del tutto una vera storia e che Roth abbia fatto più volte ricorso alle sue grandi doti per nascondere quella che alla fine dei giochi si rivela una narrazione senza mai un colpo di scena, con un ritmo decisamente pesante e con un personaggio davvero spettacolare contornato da una serie di comparse di basso livello.
    Roth martella di continuo il lettore, ribadendo costantemente delle emozioni e degli eventi rigirandoli e riscrivendoli in molti modi diversi ma non modificando mai di un millimetro il significato di questi ultimi.
    La mogliettina bella ma intelligente, il padre ebreo gran lavoratore, la figlia folle, vengono presentati e riproposti di continuo come se fosse la prima volta, spiegandoci ogni volta chi sono come se non li avessimo mai incontrati. Cambiano le parole, cambia il contesto, ma il senso resta sempre lo stesso. E io dopo quasi 500 pagine(praticamente alla fine) e in un momento in cui speravo succedesse qualcosa, di leggere ancora una volta che Dawn non voleva essere Miss New Jersey ne avevo avuto già abbastanza.

    ha scritto il 

  • 4

    SE TUA FIGLIA DIVENTA UNA TERRORISTA

    LETTO IN EBOOK
    _____________
    LA DISGREGAZIONE DELLA FAMIGLIA AMERICANA

    Che cosa succede in una famiglia americana quando, dopo tre generazioni dedite al miglioramento e all’avanzamento sociale, un uom ...continua

    LETTO IN EBOOK
    _____________
    LA DISGREGAZIONE DELLA FAMIGLIA AMERICANA

    Che cosa succede in una famiglia americana quando, dopo tre generazioni dedite al miglioramento e all’avanzamento sociale, un uomo dalla vita perfetta, un ebreo così alto e biondo da essere chiamato Lo Svedese, sempre primo nello sport, amato e invidiato da tutti, sposato con una cattolica che è stata tra le candidate a fare Miss America, si ritrova una figlia balbuziente, fa di tutto per curarla e lei guarisce ma diventa prima una terrorista e poi una barbona?
    Di questo ci parla “Pastorale americana” di Philip Roth, un romanzo sulla caduta delle certezze, sulla difficoltà di essere genitori (padri soprattutto), sull’illusione del sogno americano, sulla vacuità della “pastorale americana”, sulla crisi degli ideali e del modello borghese, sui traumi dell’adolescenza, sui conflitti intergenerazionali e interreligiosi.
    Siamo nel secolo scorso. Durante la guerra del Vietnam, quando mette la sua prima bomba in paese, la figlia dello Svedese ha sedici anni. Il padre s’interroga, alla ricerca delle motivazioni che anno fatto della sua bambina prima una balbuziente e poi un’assassina. La cerca, perché dopo la prima bomba la ragazzina fa perdere le sue tracce. Lui e la moglie falliscono nel tentativo, mai convinto, di ricostruire le proprie vite attorno al vuoto lasciato dalla figlia. Un vuoto che forse è piuttosto il suo opposto, con il peso opprimente di quel primo delitto a tormentarli.
    Il padre cerca le cause nei propri comportamenti, ma anche nella difficoltà di coniugare l’educazione ebraica con quella cattolica. Roth ricostruisce poco per volta la vita dei genitori, modelli irraggiungibili per la figlia, così carichi di successi, eppure anche loro intimamente deboli. Ce li mostra quando cercavano di conciliare i loro diversi credo e le loro diverse famiglie, ma anche, dopo il tracollo, mentre nel ricostruire le proprie vite in realtà annullano tutto ciò che erano stati.
    Questo è per me il secondo romanzo di Philip Roth che leggo dopo “Complotto contro l’America”, altro volume che parla di ebrei nella provincia America, mostrando il disgregarsi di una famiglia. In “Pastorale americana” l’elemento scatenante è la ribellione della figlia, nell’ucronia “Complotto contro l’America” è, invece, un elemento esterno, l’ascesa al potere (immaginaria) di Lindberg, simpatizzante di Hitler e non interventista, che terrà l’America fuori dalla Seconda Guerra Mondiale. Se nell’ucronia Roth mostra di credere nel Destino, nella “Pastorale americana” c’è comunque una totale impotenza del protagonista che molto somiglia all’ineluttabilità del fato.
    Mi chiedo se questa disgregazione della famiglia americana per Roth sia qualcosa di specifico della comunità degli ebrei d’America, i cui principi sono così in contrasto con il consumismo e l’arrivismo americano o se ci parli di ebrei solo perché sono la comunità che conosce meglio, ma percepisca comunque una generale crisi degli ideali familiari americani e occidentali. Dovrò leggere altro di suo per capirlo meglio. Cosa che farò volentieri, perché, nonostante una scrittura un po’ “indiretta”, che non arriva con precisione alla sostanza, l’autore sa affrontare con capacità temi interessanti e importanti, non per nulla è stato citato spesso il suo nome tra i candidati al Premio Nobel (anche se non credo più molto nella qualità di questo riconoscimento).

    P.S.: non credo ci sia alcuna parentela tra Philip e Veronica Roth, la giovane autrice di “Divergent”, ma se così non fosse fatemi sapere.

    ha scritto il 

  • 3

    C'è del marcio anche in America...ma vah??????

    Scrittura portentosa, magnifica davvero, con abilità rara nel portare alle luce le più fini sfumatore della coscienza, i percorsi o meglio i labirinti in cui ogni mente si perde, si autoconvince, vede ...continua

    Scrittura portentosa, magnifica davvero, con abilità rara nel portare alle luce le più fini sfumatore della coscienza, i percorsi o meglio i labirinti in cui ogni mente si perde, si autoconvince, vede ed interpreta gli avvenimenti esterni.

    Però....anzi i 'però' sono due.
    Il primo più banale che ormai ricorre allo sfinimento in ogni romanzo contemporaneo: uso troppo esplicito delle scene di sesso. Oltre che darmi noia sul serio adesso cominciano pure a stufarmi.
    Il secondo punto 'dolente' è che la storia è banale, il volere mostrare come 'ah, la società perfettina all'esterno e poi invece' ha ampiamente reso l'idea. Credo se ne possa fare un'elenco, di libri di questo tipo, per ogni nazione, per ogni continente.
    Quindi, con tutto che resta veramente un romanzo scritto divinamente, non posso annoverarlo fra le migliori letture dell'ultimo anno: in fondo l'uomo è in sè banale anche a se stesso, però grazie, adesso basta con queste storie.

    ha scritto il 

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