Pastoralia

Di

Editore: Einaudi

3.9
(245)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 159 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 880615656X | Isbn-13: 9788806156565 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: C. Mennella

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Da un autore considerato dal "New Yorker" uno dei dieci migliori scrittoriamericani "under 40", una raccolta di racconti per cogliere le contraddizionidell'America contemporanea. In una indefinita provincia del mondo, dove ognicosa è vincolata alle decisioni di un insindacabile "Ente Supremo", Saundersallestisce una galleria di personaggi: dai finti cavernicoli di un "parco" perturisti, divisi tra presunte cacce alle cimici e la compilazione quotidiana diquestionari sul proprio rendimento e su quello altrui, al bambino inbicicletta che sogna terribili vendette nei confronti dei vicini di casa efinisce ammazzato sotto un'auto, al predicatore invasato, che risolve icontrasti fra i discepoli attribuendoli a una cattiva alimentazione.
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  • 4

    No puedo ser justo. George Saunders tiene algo como escritor que me hace ser subjetivo. Tras leer dos libros suyos (me queda pendiente Guerracivil en llamas, descatalogado en castellano) me encuentro ...continua

    No puedo ser justo. George Saunders tiene algo como escritor que me hace ser subjetivo. Tras leer dos libros suyos (me queda pendiente Guerracivil en llamas, descatalogado en castellano) me encuentro relatos que comparten unas características: dominio del lenguaje coloquial, situaciones cargadas de lo absurdo y una imaginación desbordante que emplea como contexto de alguno de sus relatos, un hecho que me recuerda a Etgar Keret, conocido por su Pizzeria Kamikaze y otros relatos (a quien no lo haya leído se lo recomiendo).

    En Pastoralia, a diferencia de 10 de diciembre, encontramos, además de los habituales relatos saundersianos una nouvelle. Quizá la lectura más interesante de la obra. Una mezcla entre reality show y parque temático. Dos individuos que deben vivir como hombres de las cavernas sirve como contexto para una historia que trasciende lo absurdo para contar lo que a cualquiera nos podría suceder. Lo irreal queda constantemente en un segundo plano, como si no fuese relevante, como si fuese tan real que no merece la pena centrarnos en ello. Esto es George Saunders. Y por esto y por mucho más debe leerse.

    ha scritto il 

  • 3

    SUGGESTED FOR (IM)MATURE READERS

    Dovrebbero mettere una fascetta per sconsigliare la lettura a chi soffre anche minimamente di depressione. Racconti della provincia ,non solo topografica, dell'umanità occidentale

    ha scritto il 

  • 5

    surreale al punto giusto eppure così vicino a noi, fra tutti i racconti segnalo "Winky" piccolo grottesco psicodramma di un uomo dei giorni nostri senza nerbo, e Quercia del mar, ritratto di una fam ...continua

    surreale al punto giusto eppure così vicino a noi, fra tutti i racconti segnalo "Winky" piccolo grottesco psicodramma di un uomo dei giorni nostri senza nerbo, e Quercia del mar, ritratto di una famiglia disfunzionale e tamarra con tanto di nonna che superego familiare che resuscita

    ha scritto il 

  • 1

    PIATTUME

    Autore sicuramente brillante a livello di stile (e cerca di darne sfoggio cambiando spesso registro di scrittura) e abile nel delineare personaggi originali e grotteschi (abbastanza irreali nella loro ...continua

    Autore sicuramente brillante a livello di stile (e cerca di darne sfoggio cambiando spesso registro di scrittura) e abile nel delineare personaggi originali e grotteschi (abbastanza irreali nella loro caretterizzazione estrema). Tuttavia la maggior parte dei racconti suscita noia, in parte per la mancanza di empatia per i personaggi, estremi e avvilenti, ma soprattutto per la piattezza narrativa dei racconto, in genere privi di "picchi" nella storia e di un finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Premetto che "Dieci Dicembre" raggiunge vette che i racconti di Pastoralia non eguagliano. Comunque ci troviamo davanti ad uno scrittore bravissimo, che sceglie una linea grottesca, espressionista, de ...continua

    Premetto che "Dieci Dicembre" raggiunge vette che i racconti di Pastoralia non eguagliano. Comunque ci troviamo davanti ad uno scrittore bravissimo, che sceglie una linea grottesca, espressionista, deformante, per raccontarci un mondo di disperati antieroi. I racconti di Saunders si leggono con il sorriso sulle labbra, strappano spesso anzi una risata divertita che lascia però dietro un retrogusto amaro. La tecnica narrativa dell'autore predilige il monologo interiore o l'indiretto libero mettendo il lettore dentro la testa dei suoi personaggi, con effetto straniante così che alla fine ciò che resta impressa è la voce dei protagonisti. I due finti cavernicoli del racconto iniziale, lo spogliarellista alle prese con la zia defunta in un mondo distopico alla "idiocracy", il parrucchiere triste con le sue fantasie erotico-amorose, Firpo, il bambino grasso in bicicletta e la sua fine commovente (un punto secondo me altissimo del testo) sono tutti dei "losers " che però - qui è la dolce meraviglia di Saunders - si riscattano sempre, grazie a quel bagliore di umanità presente in ognuno e che l'autore ci porta a scoprire e ad amare.

    ha scritto il 

  • 5

    Vette everestiane

    Saunders patisce il confronto con David Foster Wallace essenzialmente per il fatto che non è morto. Senza togliere neppure un micron di grandezza a DFW(sono tra i pochi che l'apprezzava in tempi lont ...continua

    Saunders patisce il confronto con David Foster Wallace essenzialmente per il fatto che non è morto. Senza togliere neppure un micron di grandezza a DFW(sono tra i pochi che l'apprezzava in tempi lontanissimi e sconosciuti, come ho detto più volte anche qui, quando era per tutti un signor niente-snobberìa, snobberìa canaglia-), ma credo che Saunders non abbia il riconoscimento e le folle osannanti che meriterebbe, specie con Pastoralia, o con altre raccolte di racconti come Declino delle guerre civili americane-NO dieci dicembre- o il megafono spento, saggistica un po' debole, campo dove DFW vince a mani basse-. E per quanto riguarda Pastoralia, il racconto omonimo vale già da solo tonnellate di letteratura italiana contemporanea. Imperdibile tutto.

    ha scritto il 

  • 0

    Racconti che hanno l’elemento comune dell’alienazione: dovuta all’ambiente, a una vita mediocre, a una condizione familiare opprimente. Insomma, variazioni sul tema dell’anti-sogno americano, dei reli ...continua

    Racconti che hanno l’elemento comune dell’alienazione: dovuta all’ambiente, a una vita mediocre, a una condizione familiare opprimente. Insomma, variazioni sul tema dell’anti-sogno americano, dei relitti, delle scorie che non riescono a conquistarsi il loro quarto d’ora di celebrità o a trovare la valigia piena di dollari.
    Questi racconti potrebbero essere ambientati in qualunque momento, non ci sono indicazioni temporali, a parte due curiosi accenni a architetture del periodo di Carter e di Reagan, sulla falsa riga dei periodi “vittoriano” o “edoardiano”. Per quest’America che cerca in qualche modo la sua nobiltà.

    Pastoralia
    L’alienazione è data da un surreale ambiente di lavoro, simbolo di tutti gli sfruttamenti e di tutte le finzioni, che mette inevitabilmente l’uomo contro il suo simile.
    Perché cos’è la verità? La verità è quella cosa che fa succedere quello che vogliamo che succeda. Ragion per cui, se volete sapere cosa è vero, chiedetevi semplicemente cosa è meglio.

    Winky
    È l’alienazione nata da un legame familiare difficile, un uomo con una sorella problematica. Il tentativo di fuga è uno di quei corsi di successo, in cui si vendono come verità definitive indicazioni generiche che non tengono in nessun conto l’uomo, né i suoi sentimenti, le sue relazioni, ciò che in fondo definiscono l’uomo. E alla fine del racconto è inevitabile chiedersi: avrebbe potuto decidere diversamente?

    Quercia del Mar
    L’unico racconto che presenta un elemento non realistico inizia con una condizione di alienazione lavorativa, un uomo che ha come unico strumento di guadagno il proprio corpo. Ma la storia svela che l’alienazione peggiore è quella di chi sente la propria vita sfuggita via, il crollo dei sogni, dei desideri, delle speranze. E che risposta c’è per spiegare una vita di disillusioni? Nessuna.
    Insomma, è il classico sogno americano, cacchio – parti da una topaia pericolosa, ti fai il mazzo così un giorno potrai trasferirti in una topaia un po’ meno pericolosa.

    La fine dei FIRPO nel mondo
    Il racconto più breve, un bambino compare all’improvviso e tanto velocemente esce di scena. In fondo, la morte dell’innocenza, più o meno, in realtà anche il bambino le sua malizie le ha, il pessimismo tocca il fondo.

    Il parrucchiere infelice
    L’alienazione è data da un rapporto distorto con la madre e un’immagina spiccata che impedisce al protagonista di affrontare la vita con realismo, nell’accettazione innanzitutto dei propri limiti. Nel rapporto tra il parrucchiere e la madre ho trovato una divertente assonanza con Seymour Skinner e sua madre Agnes nei “Simpsons”. Ma il racconto, malgrado gli elementi comici, non è divertente – un comico pirandelliano.
    E via via si comprende come il protagonista può, anche se a fatica, liberarsi della cappa della madre, ma la sua mancanza di realismo si rivela un avversario ben più insidioso, che non riesce nemmeno a identificare.

    Le cascate
    Come in “Dieci dicembre”, la raccolta successiva di Saunders che ho avuto modo di leggere prima di questa, il libro si chiude bene. Con una sorta di indicazione su come si potrebbero risolvere le situazioni precedenti, anche quelle più difficili, esistenziali. L’abbandono dell’analisi a tutti i costi, dell’interrogarsi, dei ragionamenti a priori in cui l’uomo si sente inevitabilmente inadeguato e declina, rifiuta, si ritira. Ma se mentre lo pensa e lo dice, riesce a superare, a infrangere la barriera che ha creato, ecco che allora tutto diventa possibile. Il successo non è garantito, ma il tentativo c’è. Un passo avanti rispetto alle storie precedenti dove sembrava che non ci fosse una via d’uscita.
    C’è. E sapendo che le circostanze esterne sono a volte insormontabili, incontrollabili, bisogna almeno fare quanto è in nostro potere. Altrimenti la resa è certa. E sarà pure banale ma, in fin dei conti, è difficile trovare risposte originali che siano altrettanto efficaci.

    ha scritto il