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Pastoralia

Di

Editore: Einaudi

4.0
(200)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 159 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 880615656X | Isbn-13: 9788806156565 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: C. Mennella

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Humor , Social Science

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Descrizione del libro
Da un autore considerato dal "New Yorker" uno dei dieci migliori scrittoriamericani "under 40", una raccolta di racconti per cogliere le contraddizionidell'America contemporanea. In una indefinita provincia del mondo, dove ognicosa è vincolata alle decisioni di un insindacabile "Ente Supremo", Saundersallestisce una galleria di personaggi: dai finti cavernicoli di un "parco" perturisti, divisi tra presunte cacce alle cimici e la compilazione quotidiana diquestionari sul proprio rendimento e su quello altrui, al bambino inbicicletta che sogna terribili vendette nei confronti dei vicini di casa efinisce ammazzato sotto un'auto, al predicatore invasato, che risolve icontrasti fra i discepoli attribuendoli a una cattiva alimentazione.
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    Racconti che hanno l’elemento comune dell’alienazione: dovuta all’ambiente, a una vita mediocre, a una condizione familiare opprimente. Insomma, variazioni sul tema dell’anti-sogno americano, dei relitti, delle scorie che non riescono a conquistarsi il loro quarto d’ora di celebrità o a trovare l ...continua

    Racconti che hanno l’elemento comune dell’alienazione: dovuta all’ambiente, a una vita mediocre, a una condizione familiare opprimente. Insomma, variazioni sul tema dell’anti-sogno americano, dei relitti, delle scorie che non riescono a conquistarsi il loro quarto d’ora di celebrità o a trovare la valigia piena di dollari.
    Questi racconti potrebbero essere ambientati in qualunque momento, non ci sono indicazioni temporali, a parte due curiosi accenni a architetture del periodo di Carter e di Reagan, sulla falsa riga dei periodi “vittoriano” o “edoardiano”. Per quest’America che cerca in qualche modo la sua nobiltà.

    Pastoralia
    L’alienazione è data da un surreale ambiente di lavoro, simbolo di tutti gli sfruttamenti e di tutte le finzioni, che mette inevitabilmente l’uomo contro il suo simile.
    Perché cos’è la verità? La verità è quella cosa che fa succedere quello che vogliamo che succeda. Ragion per cui, se volete sapere cosa è vero, chiedetevi semplicemente cosa è meglio.

    Winky
    È l’alienazione nata da un legame familiare difficile, un uomo con una sorella problematica. Il tentativo di fuga è uno di quei corsi di successo, in cui si vendono come verità definitive indicazioni generiche che non tengono in nessun conto l’uomo, né i suoi sentimenti, le sue relazioni, ciò che in fondo definiscono l’uomo. E alla fine del racconto è inevitabile chiedersi: avrebbe potuto decidere diversamente?

    Quercia del Mar
    L’unico racconto che presenta un elemento non realistico inizia con una condizione di alienazione lavorativa, un uomo che ha come unico strumento di guadagno il proprio corpo. Ma la storia svela che l’alienazione peggiore è quella di chi sente la propria vita sfuggita via, il crollo dei sogni, dei desideri, delle speranze. E che risposta c’è per spiegare una vita di disillusioni? Nessuna.
    Insomma, è il classico sogno americano, cacchio – parti da una topaia pericolosa, ti fai il mazzo così un giorno potrai trasferirti in una topaia un po’ meno pericolosa.

    La fine dei FIRPO nel mondo
    Il racconto più breve, un bambino compare all’improvviso e tanto velocemente esce di scena. In fondo, la morte dell’innocenza, più o meno, in realtà anche il bambino le sua malizie le ha, il pessimismo tocca il fondo.

    Il parrucchiere infelice
    L’alienazione è data da un rapporto distorto con la madre e un’immagina spiccata che impedisce al protagonista di affrontare la vita con realismo, nell’accettazione innanzitutto dei propri limiti. Nel rapporto tra il parrucchiere e la madre ho trovato una divertente assonanza con Seymour Skinner e sua madre Agnes nei “Simpsons”. Ma il racconto, malgrado gli elementi comici, non è divertente – un comico pirandelliano.
    E via via si comprende come il protagonista può, anche se a fatica, liberarsi della cappa della madre, ma la sua mancanza di realismo si rivela un avversario ben più insidioso, che non riesce nemmeno a identificare.

    Le cascate
    Come in “Dieci dicembre”, la raccolta successiva di Saunders che ho avuto modo di leggere prima di questa, il libro si chiude bene. Con una sorta di indicazione su come si potrebbero risolvere le situazioni precedenti, anche quelle più difficili, esistenziali. L’abbandono dell’analisi a tutti i costi, dell’interrogarsi, dei ragionamenti a priori in cui l’uomo si sente inevitabilmente inadeguato e declina, rifiuta, si ritira. Ma se mentre lo pensa e lo dice, riesce a superare, a infrangere la barriera che ha creato, ecco che allora tutto diventa possibile. Il successo non è garantito, ma il tentativo c’è. Un passo avanti rispetto alle storie precedenti dove sembrava che non ci fosse una via d’uscita.
    C’è. E sapendo che le circostanze esterne sono a volte insormontabili, incontrollabili, bisogna almeno fare quanto è in nostro potere. Altrimenti la resa è certa. E sarà pure banale ma, in fin dei conti, è difficile trovare risposte originali che siano altrettanto efficaci.

    ha scritto il 

  • 4

    Il grottesco parco divertimenti della vita

    http://www.roarmagazine.it/libri/pastoralia-saunders-recensione.html


    Di libri sulla critica alla società ne siamo pieni, è vero, ma Pastoralia va letto per un dettaglio piccolo e non trascurabile: tra le righe piene di sconforto, satira e tragicomicità, è sempre presente la speranza in e d ...continua

    http://www.roarmagazine.it/libri/pastoralia-saunders-recensione.html

    Di libri sulla critica alla società ne siamo pieni, è vero, ma Pastoralia va letto per un dettaglio piccolo e non trascurabile: tra le righe piene di sconforto, satira e tragicomicità, è sempre presente la speranza in e di un mondo migliore, che porta chiunque legga questo libro a rivalutare un po' (si spera in meglio) le proprie priorità.

    ha scritto il 

  • 4

    Poco da dire: quest'uomo ha una voce e un'idea di letteratura terribilmente riconoscibili. E una grazia rarissima nel descrivere l'umanità. Forse Dieci dicembre è più compiuto, ma anche qui si vede tutta la sua grandezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa è la terza raccolta che leggo di Saunders (dopo dieci dicembre e il declino delle guerre civili americane) e ribadisco il concetto: S. è geniale. Le storie che S. racconta, con stile personale e riconoscibile, mostrano il lato grottesco e alienante di un mondo aziendalistico, dominato dal ...continua

    Questa è la terza raccolta che leggo di Saunders (dopo dieci dicembre e il declino delle guerre civili americane) e ribadisco il concetto: S. è geniale. Le storie che S. racconta, con stile personale e riconoscibile, mostrano il lato grottesco e alienante di un mondo aziendalistico, dominato dall'estremizzazione della logica del rendimento e della competizione, in cui la sperequazione sociale è data per acquisita e immodificabile. Eppure i marginali a cui da voce Saunders, perdenti e perduti nell'universo kafkiano che ne divora dignità e speranza, sono ancora capaci, quasi loro malgrado, di mostrare umanità.

    ha scritto il 

  • 4

    Come in Dieci dicembre, i racconti di Saunders lasciano sempre spiazzati. Un mondo come il nostro, ma in cui qualsiasi cosa può succedere. Sei racconti stravaganti, con personaggi fuori del comune: c'è chi lavora come cavernicolo in un parco a tema, senza mai poter parlare; chi sogna di diventare ...continua

    Come in Dieci dicembre, i racconti di Saunders lasciano sempre spiazzati. Un mondo come il nostro, ma in cui qualsiasi cosa può succedere. Sei racconti stravaganti, con personaggi fuori del comune: c'è chi lavora come cavernicolo in un parco a tema, senza mai poter parlare; chi sogna di diventare un eroe e riscattarsi, chi di trovare l'amore, chi di liberarsi di una sorella ingombrante; ci sono morti che tornano in vita e bambini che vogliono farsi valere.
    Nei racconti di Saundersi troviamo una realtà grottesca, forse nemmeno troppo distante dalla nostra, ma in cui qualcosa è andato storto. Eppure c'è sempre un senso di rivalsa, un volersi migliorare, una speranza di poter cambiare le cose.
    Non sono stata molto chiara, lo so. Ma è difficile spiegare che cosa siano questi racconti. Non è difficile leggerli, né capirli, ma tutto quello che si può dire è già contenuto nelle parole di Saunders, inutile ricamarci sopra: leggeteli e basta.

    ha scritto il