Patricia Brent, zitella

Di

Editore: Elliot

3.6
(185)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 249 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Ungherese

Isbn-10: 8861922686 | Isbn-13: 9788861922686 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Federica Alessandri

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Rosa

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Descrizione del libro
Siamo a Londra, durante la Prima guerra mondiale. La giovane Patricia lavora per un personaggio politico dalle scarse capacità e alloggia alla pensione Galvin, presso la quale risiede una variegata comunità che si ritrova ogni sera a cena attorno allo stesso tavolo. Un giorno, per caso, la ragazza ascolta una conversazione tra due ospiti che parlano di lei con accenti pietosi, sottolineando come la ragazza “non abbia nessuno che la inviti fuori”. Sentendosi umiliata, in un momento di rabbia Patricia annuncia di aver ricevuto per l’indomani un invito al ristorante dal suo fidanzato. Nulla di strano, se non fosse che il fidanzato non esiste né si intravede all’orizzonte. Pensando di essersela cavata con una piccola bugia e un pranzetto solitario, il giorno dopo, giunta al ristorante, si rende conto invece di essersi cacciata in un bel pasticcio, quando nota alcuni ospiti della pensione seduti a un tavolo con l’evidente scopo di spiarla. Per paura di essere scoperta, Patricia si avvicina a un giovane ufficiale chiedendogli di aiutarla a tenere il gioco. È così che fa la conoscenza di Lord Peter Bowen, ed è da lì che prende il via una divertente, raffinata e modernissima commedia degli equivoci: il giovane, infatti, non si limita a sostenerla nella messinscena al ristorante ma, con il passare dei giorni, si fa sempre più insistente perché il fidanzamento si concretizzi, tra lo sgomento di Patricia e molti, spassosi malintesi. Pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1918, questo romantico e brillante romanzo ebbe un tale successo commerciale da essere trasposto in una versione cinematografica, e ha conosciuto una duratura fortuna editoriale che lo vede tuttora ristampato.
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  • 5

    Delizioso!!

    Fantastico, un romanzo davvero avvincente, leggero, un vero piacere da leggere. La trama è molto semplice eppure l'autore sa tirare fuori continui colpi di scena e situazioni esilaranti. E' davvero un ...continua

    Fantastico, un romanzo davvero avvincente, leggero, un vero piacere da leggere. La trama è molto semplice eppure l'autore sa tirare fuori continui colpi di scena e situazioni esilaranti. E' davvero un libro divertente anche se la protagonista a volte sembra davvero troppo testarda! Mi colpisce solo che, nonostante la storia sia ambientata a Londra in piena Prima Guerra Mondiale, se ne accenni solo verso la fine.

    ha scritto il 

  • 4

    Dialoghi brillanti, personaggi simpatici e divertenti, commedia leggera ma che sa bene come catturare l'attenzione fino all'ultima pagina quando, nonostante il sopracciglio per metà alzato per via del ...continua

    Dialoghi brillanti, personaggi simpatici e divertenti, commedia leggera ma che sa bene come catturare l'attenzione fino all'ultima pagina quando, nonostante il sopracciglio per metà alzato per via della poca verosimiglianza, si ottiene esattamente il finale desiderato.
    Devo essere ancora sotto la “cattiva” influenza di Patricia perché sto per compiere un gesto impulsivo ed avventato, come… dare 4*.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto questo libro per caso dopo 'Lady of Quality' della Heyer; in ambedue i romanzi, la protagonista è una giovane signora economicamente indipendente che esita prima di intraprendere (per adopera ...continua

    Ho letto questo libro per caso dopo 'Lady of Quality' della Heyer; in ambedue i romanzi, la protagonista è una giovane signora economicamente indipendente che esita prima di intraprendere (per adoperare le parole di Patricia Brent) "a race with spinsterhood", consapevole, come lo sa bene ancora oggi qualunque donna, che accettare una proposta di matrimonio significa anche essere pronta a cedere una parte significativa della propria libertà.
    Naturalmente, la storia è più complessa e, per fortuna, più avvincente e divertente di quanto appaia da questa mia 'lettura di genere': in più, rispetto al libro della Heyer, si ha la rassicurante convinzione di poter prender per buono quel complesso mondo – 'prude' e insieme spregiudicato – che vi viene descritto, perché l'autore visse in quegli stessi anni, nella Londra un po' blasé che subiva gli attacchi aerei della prima guerra mondiale. Ah, sì: una volta tanto, 'l'autore', al maschile.

    ha scritto il 

  • 4

    3 * e 1/2

    Che sia sul grande schermo, o tra le pagine di un libro, poche cose riescono a sorprendermi in positivo quanto una commedia realmente ben fatta: perché, nonostante le apparenze, quello dell'intratteni ...continua

    Che sia sul grande schermo, o tra le pagine di un libro, poche cose riescono a sorprendermi in positivo quanto una commedia realmente ben fatta: perché, nonostante le apparenze, quello dell'intrattenimento disimpegnato è un terreno assai scivoloso, e accade spesso che chi vi si dedica inciampi nella banalità, nel luogo comune o, peggio ancora, nel cattivo gusto.
    Se tuttavia è vero che far sorridere con garbo e intelligenza è generalmente prerogativa di pochi eletti (e al giorno d'oggi sarebbe più corretto dire di pochissimi!), è altrettanto vero che tra i principali depositari di quest'arte vi sono gli inglesi, da sempre maestri di arguzia, stile, e di quella dote non comune meglio nota come autoironia.
    Pubblicato nel 1918 e solo di recente tradotto in italiano grazie alla Elliot Edizioni, Patricia Brent, zitella, simpatica commedia degli equivoci dal taglio cinematografico, ne è uno dei più chiari esempi.
    La protagonista - Patricia, appunto - è una ventiquattrenne brillante, colta, seria, e non priva di attrattive fisiche: una ragazza, insomma, con tutte le carte in regola per avere successo. Nel 1917, però, in un'Inghilterra ancora intrisa di morale tradizionale, e minacciata dallo spettro dei dirigibili che solcano i cieli, le opportunità per una donna sono davvero poche, soprattutto nel caso in cui si tratti di un'orfana, sprovvista di mezzi, e - cosa ancor più grave - zitella.
    Peccato che Patricia, educata da una zia bigotta e incapace di slanci affettivi secondo il principio che "gli uomini sono tutti bestie", di amori e matrimoni non ne voglia proprio sapere; e così, nonostante la giovane età, conduce un'esistenza austera e solitaria, sgobbando da mattina a sera come segretaria di un politico inetto, e trascorrendo il tempo libero nell'ambiente soffocante della pensione in cui alloggia da quando, tre anni prima, ha lasciato la provincia per guadagnarsi da vivere a Londra.
    Una sera, ascoltando per caso una conversazione tra due anziane coinquiline, Patricia si accorge di essere l'oggetto della loro commiserazione, e colta da un improvviso scatto d'orgoglio tipico della sua natura impulsiva, annuncia con finta disinvoltura che il giorno seguente cenerà fuori col fidanzato. Lo stupore dei pensionanti è grande, ma la frettolosa bugia si risolverebbe senza ulteriori conseguenze, se la sera dopo, messa alle strette dalla "fortuita" presenza in ristorante delle due discrete signore, la ragazza non fosse costretta a chiedere a un giovane militare seduto a un tavolo, di recitare la parte dell'innamorato.
    Talvolta, però, la realtà può superare la finzione, e così quando il falso pretendente - che, per inciso, è in verità un facoltoso lord - immedesimatosi fin troppo bene nel ruolo, si ostinerà a proseguire la commedia, Patricia si troverà intrappolata in una serie di rocamboleschi fraintendimenti e mezze verità da cui liberarsi risulterà assai arduo... e forse, in fondo in fondo, neanche del tutto desiderabile.

    Una soggetto originale e improbabile, una narrazione fluida e vivace, e la cornice rassicurante e tipicamente "british" di una rispettabile pensione londinese: tali sono gli ingredienti di cui Herbert Jenkins si serve per confezionare questo godibilissimo romanzo che, proprio come un buon film della vecchia scuola, malgrado la non più verde età anagrafica, non perde un briciolo del suo smalto, e riesce ancora a soddisfare il gusto di quel pubblico che cerca lo svago e il romanticismo senza per questo voler incorrere nella trivialità o nella stucchevolezza.
    Non ha bisogno di accenti chiassosi, Jenkins: il suo è lo humour sottile e mai sopra le righe della tradizione britannica, quell'ironia cortese e a volte malinconica che si riflette nei tanti personaggi con cui, nel corso delle pagine, impariamo a familiarizzare, e che a fine lettura, come spesso accade, dispiace lasciarsi alle spalle.
    Conosciamo così l'insopportabile zia Adelaide - "l'unica parente in vita" di Patricia, come lei stessa ama ricordarci - perennemente scandalizzata a causa della lingua affilata della sua "irriverente" nipote; il simpatico signor Triggs, anziano vedovo dallo spiccato senso dell'umorismo, ancora profondamente legato al ricordo della moglie; la brillante Lady Tanagra, sorella e amica premurosa, e popolarissima socialite dalle inesauribili risorse...
    Il ritratto più riuscito risulta però quello della monotona quotidianità degli ospiti della Galvin House, per i quali le vicissitudini amorose della nostra Patricia saranno destinate a rimanere "l'unico incancellabile raggio di sole nel grigiore delle loro vite".
    È proprio all'umanissima e contraddittoria figura di Patricia - ben delineata tanto sul piano comportamentale quanto a livello psicologico - che l'autore affida la morale di fondo del suo romanzo: l'importanza di essere onesti con se stessi e di saper cogliere le occasioni che la vita offre, imparando, quando necessario, a mettere da parte l'orgoglio.

    Spiritoso, romantico, e caratterizzato, a dispetto dell'imperante leggerezza, da una prosa elegante e mai noiosa, Patricia Brent, zitella poggia su una struttura semplice ma solida, che inizia a vacillare, purtroppo, soltanto in prossimità dell'epilogo, vale a dire quando Jenkins, cedendo alla tentazione di compiacere facilmente il lettore, opta per degli espedienti fin troppo scontati e palesemente non all'altezza dei capitoli precedenti.
    Un errore che, tuttavia, gli si può anche perdonare, perché, indipendentemente dalla via attraverso cui vi si giunga, il lieto fine in questo caso era d'obbligo, e se la verosimiglianza a volte latita... Pazienza! Il bello della letteratura in fondo è anche questo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Delusione

    L'ho cercato per almeno due anni, ansiosa di leggere quello che credevo fosse un romanzo allegro e romantico...l'ho trovato, letto faticosamente, finito e NON mi è piaciuto! La trama è banale, i perso ...continua

    L'ho cercato per almeno due anni, ansiosa di leggere quello che credevo fosse un romanzo allegro e romantico...l'ho trovato, letto faticosamente, finito e NON mi è piaciuto! La trama è banale, i personaggi non caratterizzati a sufficienza e il finale è superscontato. Non fa ridere, né commuove, né incuriosisce.
    Non lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando le bugie diventano realtà

    Per puro caso in un giorno qualsiasi ‘Patricia Brent, Zitella’ di Jenkins Herbert G. compare tra le proposte dell’offerta lampo Kindle. Devo essere onesta, questa storia dell’offerta lampo Kindle ha u ...continua

    Per puro caso in un giorno qualsiasi ‘Patricia Brent, Zitella’ di Jenkins Herbert G. compare tra le proposte dell’offerta lampo Kindle. Devo essere onesta, questa storia dell’offerta lampo Kindle ha un po’ devastato le mie spese in letteratura, mi sono trovata ad acquistare tantissimi libri, perché sono molto curiosa e una lettrice quasi onnivora. E così ad oggi avrò un centinaio di libri in arretrato soltanto sul kindle (a questi andranno aggiunti tutti quelli in formato cartaceo presenti nella mia biblioteca). Comunque, ora come promesso veniamo al libro ed a quello che penso.
    In alto l’Union Jack siamo in Inghilterra

    Come ho anticipato poco fa, ho deciso, con questo libro di portarvi con me in Inghilterra. Durante i miei ultimi scritti, infatti, mi sono un po’ dilettata nel farvi viaggiare attraverso la letteratura. Amo leggere ed amo viaggiare e per me queste sono due passioni a cui non posso rinunciare. Oggi siamo in Gran Bretagna, ma il salto non è solo nello spazio ma anche nel tempo, rispetto all’Albania di pochi anni fa ora ci spostiamo durante la Prima Guerra Mondiale.
    Si tratta di uno scrittore inglese, Jenkins Herbert G., che probabilmente è ora, più conosciuto per la sua casa editrice. L’autore infatti è stato allo stesso tempo uno scrittore ed editore inglese, proprietario della casa editrice Herbert Jenkins Ltd. che pubblicò molti dei romanzi di P. G. Wodehouse. Come molti altri autori in quegli anni, Jenkins pubblicava prevalentemente sui giornali, storie di ambientazione varia e di diverso peso, tutte con uno sfondo leggero ed ironico. ‘Patricia Brent, zitella’ è il suo romanzo di maggiore successo, ed è a carattere ironico e leggero. Spesso mi capita di leggere libri di peso, con storie drammatiche e complicate ed appena terminati decido di buttarmi su qualcosa di più leggero. Questa volta sono stata davvero fortunata perché ho trovato un libro leggero ma anche con una bella parte storica, ed era proprio quello di cui avevo bisogno.

    Ma veniamo alla trama
    Siamo in Inghilterra, e più precisamente a Londra nel 1918. Londra è come la immaginiamo, una capitale spregiudicata ed alternativa, sembra davvero lontana dalla guerra che sta insanguinando l’Europa. Patricia, la nostra protagonista, è una giovane segretaria che vive in una piccola pensione. La sua vita è piuttosto monotona tra il lavoro e la piccola stanzetta in affitto che occupa. La ragazza sembra essere circondata da un ambiente piuttosto triste e noioso. Il suo titolare è un giovane politico che, vorrebbe essere in ascesa ma che non ne ha il carattere, i suoi vicini di camera sono pensionanti un po’ ingrigiti dalla vita e dallo scorrere monotono del tempo.

    Patricia è come sospesa in un mondo che accetta, ma che non ama e che un po’ la spaventa. Basta un commento non positivo sulla sua solitudine fatto con leggerezza da una pensionante per farla ‘scattare’ ed inventare quella bugia che sarà il nodo dell’intero romanzo. La bugia, che la vorrebbe fidanzata con un uomo dell’esercito che la aspetta quella sera stessa al Quadrant, locale molto in voga dell’epoca.
    Ovviamente Patricia non sta facendo i conti con l’invadenza dei suoi vicini di casa e proprio da quella sera il romanzo avrà una svolta piuttosto inaspettata.

    Quello che penso
    Ora con la trama mi devo fermare qui, ma con il racconto di quello che penso posso procedere, almeno per un po’. Il romanzo è davvero bello da leggere in una giornata uggiosa d’autunno o in una calda giornata estiva. Non è lunghissimo quindi al massimo ci impiegherete una settimana, io l’ho letto con calma in un paio di giorni.

    Bello perché nonostante abbia quasi un secolo (è scritto nel 1918) è fresco e piuttosto nuovo. Patricia è una donna complessa e molto particolare. Dimenticate le classiche eroine romantiche, Patricia ha un caratteraccio. I suoi vicini, poi, sono una galleria illustrata di stranezze ed è comico leggerne le vicissitudini.
    Il romanzo è scritto nel più classico humor inglese che strappa più di qualche sorriso.
    Da considerare

    L’ambientazione è Londra, una città dove ci sono ancora grandi differenze fra aristocrazia e borghesia. Ora, non so se la percezione sia ancora così forte, ma il racconto è davvero interessante soprattutto se lo si relaziona agli anni in cui è stato pubblicato. La guerra colpiva l’Europa e probabilmente la ricerca di svago era intensa, la leggerezza con cui Jenkins scrive a me ricorda un po’ Oscar Wilde. A raffrontarlo con altri volumi probabilmente il primo pensiero corre ad ad ‘Un matrimonio perfetto’ anche se le parti sono decisamente inverse. L’americana protagonista di ‘Un matrimonio perfetto’ cercava marito mentre Patricia non fa altro che scappare.
    Elliot

    Dopo aver letto due romanzi della Elliot Raggi Rosa, devo essere sincera a volte una lettura di questo tipo è proprio quello che mi ci vuole. E’ da un po’di tempo, che nelle mie opinioni, voglio approfondire la mia conoscenza delle case editrici. Elliot nasce nel 2007, da un gruppo di persone con buona esperienza nel campo dell’editoria. A me piace, come casa editrice, perché grazie alle sue pubblicazioni ho potuto riscoprire molti romanzi anche meno conosciuti e del passato. E’ proprio il caso di questo autore che non conoscevo prima che Elliot pubblicasse questo romanzo ma anche di molti altri romanzi.

    ha scritto il 

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