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Paura

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 622)

4.0
(484)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 113 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845926346 | Isbn-13: 9788845926341 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ada Vigliani

Disponibile anche come: eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Irene Wagner, bella viennese della migliore borghesia e moglie di un noto penalista, sta scendendo rapida le scale di una casa non sua dopo aver fatto visita all'amante, un giovane pianista. Ma lì, su un pianerottolo, il fato la attende sotto le spoglie di una sordida ricattatrice. Quella donna sa tutto di lei. E Irene cede, e paga. Ma da quel momento comincia l'incubo: le richieste di denaro aumentano vertiginosamente, e lo sguardo indagatore del marito, l'avvocato Wagner, ormai la atterrisce - certo sospetta qualcosa, forse ha subodorato l'inganno. E quello che le ha fatto notare un giorno, en passant, raccontandole delle sue esperienze professionali è terribilmente vero: spesso il colpevole soffre più per la paura di essere scoperto, per l'ansia di dover nascondere il delitto, che non per il terrore del castigo; la pena, anzi, è catartica. Che fosse un tacito invito alla confessione? Maestro della suspense, Zweig pedina l'adultera, tormentata dalla ricattatrice non meno che da se stessa e divisa fra angoscia e rimorso; ne mette a nudo la psicologia, ne dipinge gli incubi, ne svela le riflessioni, tra passi falsi, decisioni sempre rinviate e scene isteriche all'amante, a torto ritenuto complice della ricattatrice: sino al coup de théâtre finale...

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  • 2

    Stima per Zweig vs antipatia per la protagonista

    Scritto in modo impeccabile e davvero ricco di ansia e paura come dice il titolo. Quindi sarebbe un libro da 4 stelle per lo stile letterario, il mio 2 stelle deriva dalla trama, e dalla figura di Ire ...continua

    Scritto in modo impeccabile e davvero ricco di ansia e paura come dice il titolo. Quindi sarebbe un libro da 4 stelle per lo stile letterario, il mio 2 stelle deriva dalla trama, e dalla figura di Irene come donna debole e frivola, che non si prende le responsabilità delle proprie azioni, ne in bene ne in male. Fa e si pente, poi si rende conto che ha fatto per nulla. Coinvolgendo marito, amante e figli in questo suo vortice di noia. Sprovveduta. Una donna vuota alla ricerca di riempitivi. Ecco il perché delle due stelline. Su Stefan Zweig invece non si discute.

    ha scritto il 

  • 4

    Ci sono storie, come questa, che dopo averle lette hanno bisogno di riflessione, per non dare giudizi affrettati, per andare oltre l’apparenza.
    Con “Paura” Zweig affronta il tema del tradimento, di un ...continua

    Ci sono storie, come questa, che dopo averle lette hanno bisogno di riflessione, per non dare giudizi affrettati, per andare oltre l’apparenza.
    Con “Paura” Zweig affronta il tema del tradimento, di un ricatto e della folle paura di venire scoperti. Detta così, al giorno d’oggi, sembra una storia comune, banale, ma assolutamente non lo è.
    Zweig scrive estremamente bene, abile a scavare nell’animo umano, a far emergere le sensazioni, le angosce che attanagliano la mente di una donna, la quale vive nel terrore che il suo segreto venga scoperto. C’è il terrore di perdere le proprie certezze, per un errore dettato da un capriccio, da una semplice avventura senza importanza.
    Braccata dalla paura come da un demone, Irene non riesce a confessare la sua colpa, teme il giudizio, la vergogna più del castigo stesso… ma in fondo la paura non è peggio del castigo?
    “…la paura è peggio del castigo; perché alla fine il castigo è qualcosa di determinato e, sia pesante o meno, è sempre meglio della spaventosa incertezza, della tremenda tensione che si prolunga all’infinito”.
    Ed intanto Irene scava, scava sempre più a fondo nel suo animo e il mondo, prima trasparente come vetro, all’improvviso diventa uno specchio, grazie alla macchia scura della sua ombra. A volte bisogna proprio toccare il fondo, per capire veramente quanto è ricca la nostra vita.
    Ma l’angoscia logora la mente di Irene, ne prende il sopravvento, tutto si sgretola e la follia si installa nei suoi pensieri.
    Ora viene facile domandarsi: “ma quando c’è l’amore, quello vero ci può essere anche il tradimento?
    E della distanza, che spesso c’è fra moglie e marito, ne vogliamo parlare?
    Quanto si parlano veramente?
    Quanto si conoscono nel profondo?
    Lei non riusciva a capire se mai il marito l’avrebbe perdonata, mentre lui faceva di tutto per farglielo capire.. e si rese conto inorridita di quanto poco conoscesse il marito.. “…di lui, altro non conosceva se non l’aspetto mondano, la superficie, e mai era scesa nel profondo, là dove in quell’ora tragica occorreva invece che fosse attinta la decisione.”
    Ma, è così complesso il rapporto marito/moglie, dove il tempo spegne le passioni, tutto appiattisce, tutto è abitudine. Parole non dette, scontate, silenzi.. Ma l’amore dove va a finire? e la felicità? Ma questa è un’altra storia…
    La bravura di Zweig sta proprio lì, nel tenerci incollati al libro, pagina dopo pagina per arrivare ad un finale sorprendente, un vero colpo da maestro!

    Scritto il 3 Dic 2011

    ha scritto il 

  • 5

    Tormento dell'anima

    Magistrale... da leggere. Il che, detto da me per un racconto breve, è ancor più significativo.
    Si legge in un'ora e -potendolo leggere tutto d'un fiato- ci si ritrova dentro meglio che in un film, co ...continua

    Magistrale... da leggere. Il che, detto da me per un racconto breve, è ancor più significativo.
    Si legge in un'ora e -potendolo leggere tutto d'un fiato- ci si ritrova dentro meglio che in un film, con la mente che poi fatica a... uscire dalla storia.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo questo racconto! Zweig riesce a tenerti incollato fino alla fine in una spirale di paura (non ce titolo più azzeccato!), uno di quei racconti da "divorare " letteralmente. Ho temuto fino al ...continua

    Bellissimo questo racconto! Zweig riesce a tenerti incollato fino alla fine in una spirale di paura (non ce titolo più azzeccato!), uno di quei racconti da "divorare " letteralmente. Ho temuto fino alla fine il destino della "povera" protagonista... e ho tirato un sospiro di sollievo. Non mi sarei mai aspettato un finale così!
    Insieme ad Amok e Bruciante segreto, questo rimane uno dei racconti migliori di Zweig.
    5 stelle

    ha scritto il 

  • 5

    Anche in questo caso la storia non è proprio bellissima, è Zweig che è un mostro per come scrive e per come riesce a tenerti incollato. Verso la fine mi ha fatto venire un'angoscia pazzesca, avevo le ...continua

    Anche in questo caso la storia non è proprio bellissima, è Zweig che è un mostro per come scrive e per come riesce a tenerti incollato. Verso la fine mi ha fatto venire un'angoscia pazzesca, avevo le palpitazioni ed ero nervosissimo, quasi come se il protagonista fossi io. E ad un autore che ti fa vivere queste emozioni cosa puoi mai dire?

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto? Sì. No. Non so.

    E' una banale storia di corna, quella che vive la bella e ricca Irene Wagner, moglie di un famoso e facoltoso penalista viennese.
    Quasi trentenne, due figli e una vita più che agiata accanto ad un mar ...continua

    E' una banale storia di corna, quella che vive la bella e ricca Irene Wagner, moglie di un famoso e facoltoso penalista viennese.
    Quasi trentenne, due figli e una vita più che agiata accanto ad un marito troppo educato, che non risveglia più in lei la passione, Irene si lascia coinvolgere in una storia con un giovane musicista bohémien. Ma le radici borghesi e perbeniste della donna le causano paura ogni volta che esce dalla casa dell'amante. Paura di essere riconosciuta, di venire scoperta; paura dello scandalo che coinvolgerebbe la famiglia tanto in vista.
    Si sa, le corna bisogna farle bene, non si può lasciare nulla al caso, anche in una città grande come Vienna. Ed è terribile, quando una donna volgare, una popolana aggressiva, attende Irene sotto casa dell'amante e inizia a ricattarla. La donna sa tutto, di lei, conosce il suo nome, conosce i suoi spostamenti e, dopo poco tempo si presenta addirittura nella casa coniugale con una richiesta alla quale Irene può far fronte solo dando alla donna il preziosissimo anello di fidanzamento.
    E' terribile la condizione nella quale Irene vive i giorni del ricatto: più volte è combattuta, sente di potere confessare al marito la propria colpa, per avere un aiuto nella gestione del ricatto cui è sottoposta e per liberare la propria mente, che sta per impazzire.
    Ho letto le veloci pagine di "Paura" con un misto di angoscia e nervoso. Certo, lo spettatore, colui che non è coinvolto, trova sempre la facile soluzione al più drammatico dei problemi, ma la persona che il dramma lo vive, sbatte continuamente contro i muri della prigione mentale che si è costruita.
    Il finale del libro mi è sembrato di una crudeltà indicibile. Apprezzo la elevatissima scrittura di Zweig e la sapiente descrizione della discesa di Irene nell'incubo peggiore, ma la "cura" somministrata alla fedifraga è peggio, molto peggio del dramma di un ricatto.
    Qui il giudizio positivo sul libro va al merito della prosa. La storia lascia il tempo che trova, il marito si merita nuove corna. Fatte bene, però.

    ha scritto il 

  • 4

    Cos'è un tradimento? Una passione che ingloba mente e corpo e fa perdere la ragione? Spesso sì. ma non per la protagonista di questo breve racconto. Irene ha tutto. La sua vita è perfettamente organiz ...continua

    Cos'è un tradimento? Una passione che ingloba mente e corpo e fa perdere la ragione? Spesso sì. ma non per la protagonista di questo breve racconto. Irene ha tutto. La sua vita è perfettamente organizzata. Con il marito c'è un equilibrio di coppia che non dà spazio a lamentele.
    E allora perchè Irene si è lasciata coinvolgere da una storia con uno squattrinato pianista? Non c'è amore, non c'è attrazione ma l'idea di avere un amante soddisfa il suo ego che già pienamente appagato non trova altre fonti. Il gusto di oltrepassare i limiti del lecito; il brivido dell'avventura e quel senso di paura che ogni volta uscendo da casa dell'amante l'assale. Finché un giorno accade quel che accade e la paura diviene costante pensiero.
    Dopo lo splendido "Mendel dei libri" Zweigg per me si conferma come prezioso cesellatore nel raccontarci le emozioni.

    ha scritto il 

  • 4

    «Irene,» disse, e nella sua voce risuonò una strana tenerezza «per quanto tempo ancora dobbiamo tormentarci?».

    Una trama molto semplice, una storia molto breve, uno stile impeccabile. Zweig sa vedere dentro le persone, sa comprendere il meglio e il peggio, sa parlare con classe delle beghe di tutti i giorni. ...continua

    Una trama molto semplice, una storia molto breve, uno stile impeccabile. Zweig sa vedere dentro le persone, sa comprendere il meglio e il peggio, sa parlare con classe delle beghe di tutti i giorni.

    ha scritto il 

  • 5

    Zweig continua a stupirmi. Dopo la mezza delusione di Mendel dei libri alcuni anni fa, non avevo più letto nulla di suo: che grave errore!
    Questo racconto, ancor più di Novella degli scacchi, è un gio ...continua

    Zweig continua a stupirmi. Dopo la mezza delusione di Mendel dei libri alcuni anni fa, non avevo più letto nulla di suo: che grave errore!
    Questo racconto, ancor più di Novella degli scacchi, è un gioiello di perfezione narrativa: a partire dal titolo, rarissima sintesi esatta del contenuto. La paura della donna borghese che tradisce il marito e viene ricattata da una donna che ha scoperto tutto è infatti la vera protagonista, e grazie alla maestria di Zweig mentre si legge sembra quasi di sentirla anche sulla propria pelle. Si sussulta, ci si impaurisce e si sprofonda sempre più insieme alla protagonista, che da donna viziata e annoiata dalla vita compie, attraverso la paura, un vero e proprio percorso di purificazione. Da leggere!

    ha scritto il 

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