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Paura

By Stefan Zweig

(593)

| Paperback | 9788845926341

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Book Description

Irene Wagner, bella viennese della migliore borghesia e moglie di un noto penalista, sta scendendo rapida le scale di una casa non sua dopo aver fatto visita all'amante, un giovane pianista. Ma lì, su un pianerottolo, il fato la attende sotto le spog Continue

Irene Wagner, bella viennese della migliore borghesia e moglie di un noto penalista, sta scendendo rapida le scale di una casa non sua dopo aver fatto visita all'amante, un giovane pianista. Ma lì, su un pianerottolo, il fato la attende sotto le spoglie di una sordida ricattatrice. Quella donna sa tutto di lei. E Irene cede, e paga. Ma da quel momento comincia l'incubo: le richieste di denaro aumentano vertiginosamente, e lo sguardo indagatore del marito, l'avvocato Wagner, ormai la atterrisce - certo sospetta qualcosa, forse ha subodorato l'inganno. E quello che le ha fatto notare un giorno, en passant, raccontandole delle sue esperienze professionali è terribilmente vero: spesso il colpevole soffre più per la paura di essere scoperto, per l'ansia di dover nascondere il delitto, che non per il terrore del castigo; la pena, anzi, è catartica. Che fosse un tacito invito alla confessione? Maestro della suspense, Zweig pedina l'adultera, tormentata dalla ricattatrice non meno che da se stessa e divisa fra angoscia e rimorso; ne mette a nudo la psicologia, ne dipinge gli incubi, ne svela le riflessioni, tra passi falsi, decisioni sempre rinviate e scene isteriche all'amante, a torto ritenuto complice della ricattatrice: sino al coup de théâtre finale...

137 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    In assoluto uno dei più bei romanzi brevi che abbia mai letto. Un ritmo frenetico di riflessioni sulla condizione umana e sociale che accompagna il lettore verso un finale sconvolgente e di grandissimo spessore emotivo. Credo che Zweig tratteggi nel ...(continue)

    In assoluto uno dei più bei romanzi brevi che abbia mai letto. Un ritmo frenetico di riflessioni sulla condizione umana e sociale che accompagna il lettore verso un finale sconvolgente e di grandissimo spessore emotivo. Credo che Zweig tratteggi nel personaggio del racconto, Irina Wagner, una delle figure memorabili della letteratura, una persona che "provava disgusto per la vacua operosità della gente inoperosa".

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    Luciano said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La descrizione della paura di essere scoperti che attanaglia chiunque in vita sua abbia mai detto una bugia...per cui: la paura che tutti hanno provato almeno una volta nella vita!
    L'unica pecca è il finale: Zweig lo lascia appeso...come sempre...

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    Aua said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dalle prime pagine ho provato una sorta di avversione nei confronti della protagonista, come già in Lettera di una Sconosciuta: donne appartenute ad altri tempi, che ho sbrigativamente giudicato deboli e prive di amor proprio.
    Fino a che non mi sono ...(continue)

    Dalle prime pagine ho provato una sorta di avversione nei confronti della protagonista, come già in Lettera di una Sconosciuta: donne appartenute ad altri tempi, che ho sbrigativamente giudicato deboli e prive di amor proprio.
    Fino a che non mi sono rispecchiata in loro atteggiamenti, psicosi, reazioni.
    Cantava Gaber "Non temo Berlusconi in sè, temo Berlusconi in me".

    Certe descrizioni sono veramente belle.

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    Silvia said on Aug 7, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Niente paura.

    Non so ma questo racconto non mi ha convinta. Qualcosa non ha funzionato fra noi. Ho faticato a finirlo, mi è sembrato ripetitivo e paroloso, una tempestina in un bicchier d'acqua. I personaggi e i loro borghesissimi tormentoni mi hanno lasciato fred ...(continue)

    Non so ma questo racconto non mi ha convinta. Qualcosa non ha funzionato fra noi. Ho faticato a finirlo, mi è sembrato ripetitivo e paroloso, una tempestina in un bicchier d'acqua. I personaggi e i loro borghesissimi tormentoni mi hanno lasciato fredda e sfastidiata, pagina dopo pagina sentivo il sopracciglio che si alzava, alla fine era diventato un accento circonflesso. Al momento, intimidita dall'alone mitteleuropeo e dai molti elogi di anobiani di tutto rispetto gli ho dato le tre stelle sindacali, ma ora ripensandoci a freddo mi scaldo e gli tolgo una stella, ecco che faccio!

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    Olenska said on Aug 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/07/12/paura-ste… “Quando Irene uscì dall’appartamento del suo amante e cominciò a scendere le scale, tutto d’un tratto quella paura insensata tornò a impadronirsi di lei. All’improvviso una spirale ne ...(continue)

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/07/12/paura-ste…

    “Quando Irene uscì dall’appartamento del suo amante e cominciò a scendere le scale, tutto d’un tratto quella paura insensata tornò a impadronirsi di lei. All’improvviso una spirale nera prese a mulinarle davanti agli occhi, le gambe erano come bloccate da una morsa di ghiaccio, ed ella dovette aggrapparsi in fretta alla ringhiera per non cadere bruscamente in avanti. Non era la prima volta che arrischiava una visita così pericolosa, quel brivido repentino non le era sconosciuto e, pur opponendo in cuor suo una strenua resistenza, nel riprendere la via di casa finiva sempre per soggiacere a simili imperscrutabili attacchi di una paura irragionevole e ridicola.”
    (Stefan Zweig, “Paura”, ed. Adelphi)

    Irene Wagner appartiene alla migliore borghesia viennese, è sposata con un avvocato, madre di due figli, e amante del pianista Eduard, che l’ha attratta più in virtù della diversità che rappresentava nella sua quotidianità che non per affinità di sensi. Un giorno, uscendo dall’appartamento dell’amante, Irene s’imbatte in una donna sconosciuta, che, sostenendo di essere la legittima e povera consorte del pianista, la ricatta con veemenza, estorcendole del denaro.
    Per Irene inizia un percorso nella paura. Zweig, in poco più di cento pagine, ci mostra come la paura di confessare una propria colpa possa lacerare più del castigo che, nel concreto, potrebbe derivarne. Irene ha paura di perdere ciò che fa parte del suo vissuto giornaliero, ciò che, per la sua abitudinarietà, l’’annoiava e l’aveva spinta tra le braccia dell’amante. Adesso, di fronte alla possibilità che il marito scopra il tradimento, teme che la sua esistenza ne esca devastata. L’amante stesso era divenuto parte di una routine che adesso rischia di essere scompaginata. La beffarda, sordida e misteriosa ricattatrice inizia un gioco al rialzo, chiedendo, e ottenendo, somme di denaro sempre maggiori. Irene si sente braccata, ma sono soprattutto i suoi pensieri ad assillarla. Fuggire dalla donna non serve, perché è in sé stessa che Irene deve cercare risposte. Sapere di essere in bilico, di poter essere scoperta da un momento all’altro, la porta a vedere, con occhi diversi, anche atteggiamenti del marito che prima non notava. Ogni singolo gesto, ogni sguardo, ogni domanda adesso è letta in funzione del tradimento e della sua possibile rivelazione.

    “Volgendo febbrilmente lo sguardo all’indietro, quasi a scandagliare gli ultimi anni alla luce di fantomatici riflettori, scopriva di non avere mai indagato la vera natura del consorte e adesso, dopo tanto tempo, di non sapere nemmeno se fosse rigoroso o conciliante, severo o capace d’affetto. Con un sentimento di colpa fatalmente tardivo, indotto da quella terribile angoscia, ella dovette confessare a sé stessa che, di lui, altro non conosceva se non l’aspetto mondano, la superficie, e mai era scesa nel profondo, là dove in quell’ora tragica occorreva invece che fosse attinta la decisione. Senza volerlo si mise alla ricerca di piccoli particolari e indizi per ricordarsi come avesse giudicato questioni analoghe, conversando con lei, e con amara sorpresa fu costretta a riconoscere che il marito non le aveva quasi mai parlato delle sue opinioni personali, così come, dal canto suo, lei non gli aveva mai posto domande di tale profondità. Solo adesso cominciava a soppesare la vita del consorte tenendo conto dei singoli dettagli, capaci di farle comprendere il carattere di lui. La paura bussava ora alla porta di ogni ricordo con colpi esitanti, per trovare accesso alle segrete stanze del cuore.”

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    Sisifo77 (Antonio Di Leta) said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

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    Incredibile come Zweig presenti al lettore ciò che accade nell'animo di Irene in seguito al rischio di essere smascherata nel suo tradimento..pare di essere con Irene sulle strade della Viena degli anni Venti, dentro la sua mente confusa e terrorizza ...(continue)

    Incredibile come Zweig presenti al lettore ciò che accade nell'animo di Irene in seguito al rischio di essere smascherata nel suo tradimento..pare di essere con Irene sulle strade della Viena degli anni Venti, dentro la sua mente confusa e terrorizzata, in casa con lei ad osservare i movimenti del marito...incredibile e meraviglioso romanzo breve!

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    Morgana(piumosa) said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (593)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 113 Pages
  • ISBN-10: 8845926346
  • ISBN-13: 9788845926341
  • Publisher: Adelphi (Piccola Biblioteca, 622)
  • Publish date: 2011-10-01
  • Also available as: eBook
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