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Paura di volare

Di

Editore: Bompiani

3.5
(1150)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 423 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000062230 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marisa Caramella

Disponibile anche come: Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    Mi sembra comprensibile che nel 1973 un libro che parla apertamente, per bocca di una donna poi, di figa e cazzo abbia fatto scalpore. Che sia stato un capostipite di certa letteratura, anche. Che sia ...continua

    Mi sembra comprensibile che nel 1973 un libro che parla apertamente, per bocca di una donna poi, di figa e cazzo abbia fatto scalpore. Che sia stato un capostipite di certa letteratura, anche. Che sia un capolavoro nel suo genere, proprio no. Un limite culturale probabilmente, perché in questa ebrea della Grande Mela, colta, belloccia, psicoanalizzata allo sfinimento e sessualmente irrequieta, non è facile immedesimarsi. E dove manca empatia viene meno anche il coinvolgimento.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando abbiamo programmato la pubblicazione dello “speciale erotismo” (lo trovate qui), fra le possibile scelte sul fronte letterario mi era balenato in mente il celebre “Paura di volare” di Erica Jon ...continua

    Quando abbiamo programmato la pubblicazione dello “speciale erotismo” (lo trovate qui), fra le possibile scelte sul fronte letterario mi era balenato in mente il celebre “Paura di volare” di Erica Jong.

    Nel suo romanzo, edito nel 1973 e rapidamente divenuto un caso sociale prima ancora che editoriale, la Jong affida ad una protagonista con tutti i crismi dell’anti-eroina il suo manifesto di liberazione femminile. Una liberazione che, naturalmente, passa anche attraverso fantasie ed episodi legati alla sessualità (è della Jong la prima teorizzazione della “zippless fuck”, l’incontro erotico senza impegno), ma che non si limita naturalmente a questi aspetti: Isidora, la protagonista, è combattuta fra l’approdo sereno del suo matrimonio un po’ piatto e la burrascosa relazione in fieri con Adrian, ma è soprattutto una donna tormentata, una donna che trema al solo pensiero del dolore, dell’abbandono, del fallimento.

    E’ piuttosto ironico che – come accade spesso – il romanzo sia diventato quasi un “programma politico” per una generazione di lettrici che esaltavano la libertà della protagonista. La trovo una interpretazione decisamente superficiale: Isadora è molto distante dall’essere un personaggio forte, ha una fragilità esistenziale sottilissima che rischia continuamente di andare in frantumi. Senza alcun dubbio, contestualizzando la lettura al 1973 non si fatica a riconoscerne l’impatto esplosivo, ma ridurre “Paura di volare” a una sorta di cronaca degli incontri amorosi della protagonista equivale a commettere una sorta di libricidio.

    Più di tutto, mi son sorpreso a ridacchiare più e più volte durante la lettura: nella narrazione in prima persona di Isadora emergono dei pensieri di una sottilissima e spettacolare ironia politicamente scorretta:

    “Eravamo diretti a Vienna e l’occasione era storica. Parecchi secoli e alcune guerre prima, nel 1938, Freud era stato costretto a scappare dal suo famoso studio nella Berggasse perché i nazisti minacciavano la sua famiglia (…) “Il popolo che aveva inventato lo “schmaltz” (e i forni crematori) avrebbe dimostrato agli analisti com’era contento di vederli finalmente di ritorno. Bentornati! Bentornati! Almeno, quelli di voi che sono sopravvissuti ad Auschwitz, Belsen, ai bombardamenti di Londra e all’intervento americano. “Willkommen!”
    Si può dire di tutto degli austriaci, ma non che non sono affascinanti.”

    “Che cosa ne pensa del ritorno degli psicanalisti a Vienna?» gli chiesi sfoderando il mio tono più accattivante da intervistatrice. (…) «Be’,» disse il dottor Smucker, imperturbabile, «mi dica, “lei” che cosa ne pensa?» E si allontanò ondeggiando in direzione della moglie, una donnina coi capelli ossigenati e un triste abito di maglia blu con un piccolo coccodrillo verde sopra il seno destro (triste anche quello).
    Avrei dovuto immaginarlo. Perché gli analisti rispondono sempre a una domanda con un’altra domanda?”

    “Gli uomini hanno sempre detestato i pettegolezzi delle donne perché sospettano la verità: le donne prendono le misure e fanno paragoni. Nelle società caratterizzate da un alto grado di paranoia (arabi, ebrei ortodossi) le donne vengono nascoste sotto il velo (o sotto la parrucca) e tenute il più lontano possibile dal mondo. Eppure riescono comunque a spettegolare: la prima forma di presa di coscienza. Gli uomini possono prenderle in giro ma non possono impedire loro di chiacchierare. Il pettegolezzo è l’oppio degli oppressi.”

    Per queste perle e per una generale ed evidentissima cultura letteraria, sia pur inevitabilmente segnato dal tempo “Paura di volare” è un libro che vale davvero la pena affrontare, sempre che non vi disturbi un utilizzo marinaresco della parolaccia.

    ha scritto il 

  • 5

    Non è affatto un libro datato. Forse non siamo nel pieno femminismo sessantottino ma la situazione è la stessa, le problematiche e le emozioni femminili non sono cambiate e probabilmente non cambieran ...continua

    Non è affatto un libro datato. Forse non siamo nel pieno femminismo sessantottino ma la situazione è la stessa, le problematiche e le emozioni femminili non sono cambiate e probabilmente non cambieranno mai. E' un libro profondo ma non è affatto pensante anzi, è davvero divertente. Lo consiglio vivamente, ho trovato una nuova autrice (alla Nora Ephron) che seguirò.

    ha scritto il 

  • 1

    Paura di volare è la storia di Isadora Wing, una delle più spregiudicate antieroine della letteratura contemporanea. Isadora è bella, appassionata e sessualmente infiammabile, ma ha una terribile paur ...continua

    Paura di volare è la storia di Isadora Wing, una delle più spregiudicate antieroine della letteratura contemporanea. Isadora è bella, appassionata e sessualmente infiammabile, ma ha una terribile paura di volare, paura della sua forza e della sua libertà. Ingabbia la sua esuberanza in matrimoni che esplodono mandando in frantumi speranze di protezione e di sicurezza, con un primo marito che finisce col credersi Cristo e minaccia una passeggiata sulle acque del lago di Central Park, un secondo che non smette di essere un freddo analista neppure nel letto matrimoniale. La terra promessa della libertà non arriva neppure con la folle passione per Adrian Goodlove, anticonvenzionale psichiatra lainghiano sostenitore della autonomia e della poligamia. Il viaggio attraverso l'Europa che Isadora intraprende con lui, dopo mille incertezze venate di desiderio del volo e paura delle conseguenze, si rivela fallimentare. La famiglia, gli amori del passato, i sogni dell'adolescenza riprendono il sopravvento in un processo di acuta autoanalisi.

    ha scritto il 

  • 3

    Signore, ti ringrazio...

    Sì, grazie per avermi fatto nascere nella generazione DOPO.
    DOPO le seghe mentali sul sesso, il femminismo, dopo la psicanalisi, Freud, l'essere ebrei a New York e Woody Allen.

    Dopo le domande stracc ...continua

    Sì, grazie per avermi fatto nascere nella generazione DOPO.
    DOPO le seghe mentali sul sesso, il femminismo, dopo la psicanalisi, Freud, l'essere ebrei a New York e Woody Allen.

    Dopo le domande stracciapalle tipo: "oddio ho le tette troppo piccole? avrò il culo troppo grosso? devo cambiare analista? dovrò divorziare dal cinese strizzacervelli? se voglio scoparmi un altro è perchè in realtà voglio scoparmi mio padre? non farei prima a scoparmi direttamente mio padre? adesso sono così incasinata perchè mia madre mi ha allattato poco?"

    E pagine, pagine, pagine di seghe mentali.

    E quando ti sembra che il tutto stia prendendo un po' di leggerezza, che il linguaggio si stia facendo un po' più ironico... capisci che è solo una finta.
    Non basta parlare di mutande sporche per far capire che, uh, wow, sei proprio una donna moderna.

    No.
    Non ce la fa ad essere ironica.
    Non ce la fa ad essere leggera.
    Non ce la fa nemmeno a farsi una sana scopata senza che le parta il cervello.

    E vuoi farmi credere di avere finalmente trovato la tua "libertà"?
    Ma andiamo...

    So che dobbiamo ringraziare questa generazione di donne col cervello nell'utero per tutto quello che è venuto dopo.
    Quindi, ok, GRAZIE.

    Ma soprattutto Grazie, Signore, Grazie per avermi fatto nascere dopo tutto sto casino.

    ha scritto il 

  • 4

    Best quotes

    Una persona non è mai libera se la libertà le deve essere 'data'. Chi sei tu per 'darmi' la libertà?

    Il pettegolezzo è l'oppio degli oppressi.

    E' incredibile come Walt Disney e Ludwig di Baviera si as ...continua

    Una persona non è mai libera se la libertà le deve essere 'data'. Chi sei tu per 'darmi' la libertà?

    Il pettegolezzo è l'oppio degli oppressi.

    E' incredibile come Walt Disney e Ludwig di Baviera si assomiglino mentalmente.

    Non crederete per caso che adesso stia raccontando tutta la verità?

    Qualunque intercessione di qualunque dio era la benvenuta.

    Che tipo di donna di plastica vai cercando, si può sapere?

    L'uomo sotto il letto non può mai trasformarsi nell'uomo sopra il letto.

    Nei romanzi dell'ottocento i protagonisti si sposano. In quelli del novecento divorziano. E' possibile avere un finale in cui non facciano nessuna delle due cose?

    ha scritto il 

  • 3

    Crudo, essenziale, ma con picchi di cultura (se così si può dire)piacevoli. Dotte citazioni, che non guastano mai, che viaggiano parallelamente a lucide e scarne descrizioni del malessere e delle prob ...continua

    Crudo, essenziale, ma con picchi di cultura (se così si può dire)piacevoli. Dotte citazioni, che non guastano mai, che viaggiano parallelamente a lucide e scarne descrizioni del malessere e delle problematiche della protagonista.
    Periodi troppo lunghi e ripetizioni che non fanno bene al procedere del racconto, di per sè interessante e coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo cult del 1973, esempio della letteratura erotica femminile e femminista dell'epoca. Veramente un erotismo piuttosto all'acqua di rose rispetto ai canoni attuali. Tuttavia la famosa "zipless fu ...continua

    Romanzo cult del 1973, esempio della letteratura erotica femminile e femminista dell'epoca. Veramente un erotismo piuttosto all'acqua di rose rispetto ai canoni attuali. Tuttavia la famosa "zipless fuck" in treno (lo scrivo in inglese perchè sembra meno sconcio) divenne una icona della liberazione sessuale femminile e il romanzo una pietra miliare dell'emancipazione del dolce sesso. Nonostante fosse tacciato da qualche critico imbecille di pornografia, il romanzo non parlava solo di sesso ma affrontava con coraggio e per la prima volta temi come l'eterna paura dell'uomo per la donna libera, e per la propria inadeguatezza, che lo portava (e lo porta) spesso ad essere prepotente e arrogante, l'atavica paura della donna di rimanere sola, cosa che la portava (e spesso la porta sinora come le cronache ci raccontano) a rimanere legata ad un uomo, qualsiasi uomo, non importa quanto egocentrico, insicuro, bipolare, e aggressivo. Oggi molti di questi temi potrebbero apparire datati (ma non lo sono del tutto secondo me) ma rimane il fatto che il romanzo metteva a nudo situazioni sentimentali dove le persone, soprattutto le donne, risultavamo ingabbiate in ruoli che non erano loro congeniali, ruoli che ingabbiavano persino la loro sessualità, contrapposti ad una libertà in via di acquisizione e non scevra da sensi di colpa lancinanti, in cui anche il sesso magari con uno/a sconosciuto/a acquisiva un carattere liberatorio fine a se stesso, perchè non c'era chi da e chi prende, nè giochi di potere o di denaro o di altri vantaggi e convenienze diverse dal puro scambio di piacere. All'epoca fu rivoluzionario.

    ha scritto il 

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