Paura di volare

Di

Editore: Bompiani

3.5
(1225)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 423 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000062230 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marisa Caramella

Disponibile anche come: Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 0

    "La vita non ha una trama"

    Paura di volare, pubblicato nel 1973, è accompagnato dalla fama di essere il libro manifesto della liberalizzazione dei costumi sessuali femminili. Almeno, io mi ero fatta più o meno questa idea.

    A me ...continua

    Paura di volare, pubblicato nel 1973, è accompagnato dalla fama di essere il libro manifesto della liberalizzazione dei costumi sessuali femminili. Almeno, io mi ero fatta più o meno questa idea.

    A me pare, però, che l'obiettivo del libro sia tutt'altro: per come l'ho letto io, il libro, intriso di psicanalisi e di citazioni libresche di tutti i tipi [la Jong sicuramente è stata una lettrice non solo accanita ma pure onnivora], è una sorta di romanzo di formazione, un romanzo scritto per affrontare le proprie paure, che nel caso di Isadora [alter ego di Jong] è quella di riuscire a stare da sola, è quella di riuscire a reggersi sulle proprie gambe senza necessità di avere il sostegno di un uomo al suo fianco. Diciamo ancor meglio è la necessità di trovare la propria dimensione individuale senza passare da stereotipi o ruoli preconfezionati. E qui sorge spontaneo il link con la lettura de "La campana di vetro" di Sylvia Plath, peraltro iper-citata dalla Jong all'interno del testo.

    "Tutte le donne che ammiravamo erano zitelle o suicide. Era tutto lì? Era lì che volevamo arrivare?

    La ricerca di Isadora, passa attraverso l'esperienza sessuale "multipla" e "variegata", e qui, il linguaggio greve, la scelta di inserire particolari a volte proprio volgarucci [cfr. lenzuola sporche di escrementi di qualche improbabile e sudicio amante], alla lunga arriva proprio a saturare il lettore [quantomeno questa lettrice] che ne esce stomacato. Una pletora di scelte sbagliate, e di esperienze che non solo non aggiungono niente se non una grande tristezza alla nostra eroina, o meglio antieroina ["Avevo già fatto l'esperienza indicibilmente triste di svegliarmi vicino a un uomo che non sopportavo, al quale non avevo assolutamente nulla da dire… e non era certo stata una esperienza liberatoria.] Isadora arriva alla conclusione che "le fantasie sono fantasie e non si può vivere in estasi dal mattino alla sera tutti i giorni dell'anno. Anche se te ne vai sbattendo la porta, anche se ti scopi tutti quelli che ti capitano a tiro, non per questo riesci ad avvicinarti di un passo alla libertà.»"

    "Nessuno può completarci. Dobbiamo essere noi a completare noi stessi. Se non ci riusciamo la ricerca dell'amore diventa autodistruzione; e poi cerchiamo di convincerci che questa autodistruzione è amore."

    Ma che cosa cerca Isadora? Uscire dagli schemi e dai ruoli preconfezionati, guardare solo e soltanto alla propria soddisfazione personale, dove la conduce? Nel romanzo c'è Isadora, solo e soltanto Isadora coi suoi bisogni, le sue paure [solitudine, fallimento] e le sue necessità. Ma l'altro? C'è interesse e dolcezza nei confronti dell'altra metà del cielo? L'ego della protagonista e le sue riflessioni esondano. E risultano grevi. L'uso dell'ironia, che inizialmente diverte, alla lunga non riesce ad alleggerire il tono delle riflessioni circolari della scrittrice.

    "Non era chiaro come sarebbe andata a finire. Nei romanzi dell'ottocento i protagonisti si sposano. In quelli del novecento divorziano. E' possibile avere un finale in cui non facciano nessuna delle due cose?"

    Nei romanzi del ventunesimo secolo cosa ci auspichiamo che accada?

    "La vita non ha una trama", se non visibile a posteriori, e il fil rouge tra le letture, si compone sempre in maniera retrospettiva. Questo fil rouge mi fa accomunare "Il Male Oscuro" a "Paura di volare". A differenza della Jong, Berto è riuscito a produrre un'opera di valore letterario indiscutibile e pur partendo dall'esperienza del singolo, dalle proprie paure ed ossessioni, è riuscito a produrre un'opera di valenza universale.

    Il libro della Jong, mah...

    ha scritto il 

  • 3

    Ti amerò per tutta la settimana.

    Mi accorgo adesso di non aver mai commentato questo classico dell’eros. Anno 1973.
    Riassunto in due righe: la moglie insoddisfatta del marito (psicanalista), fugge con un altro psicanalista (rivale de ...continua

    Mi accorgo adesso di non aver mai commentato questo classico dell’eros. Anno 1973.
    Riassunto in due righe: la moglie insoddisfatta del marito (psicanalista), fugge con un altro psicanalista (rivale del consorte anche riguardo la scuola di pensiero). E lui la cura.
    Forse riletto adesso farebbe sorridere. Ma non ne ho il coraggio. Sicuramente sarebbe dissacrante, privo di significato. Demodé. Non farebbe arrossire neppure una suora Orsolina.
    L’unico ad arrossire sarei io, ripensando a quando lo esibivo con noncuranza nei circoli femminili…
    Sorrido e fischietto Eskimo del buon Guccini: …con l’incoscienza dentro il basso ventre e alcuni audaci in tasca l’ Unità…

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere

    Mi chiedo perché non abbia letto prima questo libro, di cui sentii sicuramente parlare da ragazzina! Chissà! Magari la mia vita avrebbe potuto essere più ribelle, più consapevole dell'inutilità della ...continua

    Mi chiedo perché non abbia letto prima questo libro, di cui sentii sicuramente parlare da ragazzina! Chissà! Magari la mia vita avrebbe potuto essere più ribelle, più consapevole dell'inutilità della ricerca di tanti stereotipi di felicita primo fra tutti quello dell'anima gemella! 😀😀 Ma sono contenta di averlo letto ora e di avere sentito in me la voglia di volare!!! 😀 È un libro "al femminile" come pochi ed è come se sapesse riaccendere il potere e la magia dell'essere donna! E poi il mio augurio è che ironia e leggerezza possano diffondersi sempre di più nel genere umano...

    ha scritto il 

  • 3

    Dietro la paura di volare si nasconde l'incapacità di Isidora di vivere le proprie esperienze di vita in libertà e autonomia, senza inutili sensi di colpa e fallimento. Questo la porta a cercare una s ...continua

    Dietro la paura di volare si nasconde l'incapacità di Isidora di vivere le proprie esperienze di vita in libertà e autonomia, senza inutili sensi di colpa e fallimento. Questo la porta a cercare una sponda negli uomini, mariti od amanti che siano. Purtroppo, a causa del suo temperamento, sceglie sempre compagni difficili o completamente sbagliati. Inevitabilmente dopo un po' tutto frana rovinosamente e si ritrova al punto di partenza, sola.
    Il romanzo si lascia leggere bene, pur se ogni tanto è appesantito da qualche volgarità non strettamente necessaria il risultato finale è godibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro del 1973. Dopo di che si è attivata una magica macchina del tempo che ha portato le donne un secolo indietro.
    Adesso con grande soddisfazione generale, finalmente le donne hanno smesso anche sol ...continua

    Libro del 1973. Dopo di che si è attivata una magica macchina del tempo che ha portato le donne un secolo indietro.
    Adesso con grande soddisfazione generale, finalmente le donne hanno smesso anche solo di considerare concetti come quelli di liberazione e di indipendenza.
    Adesso siamo circondate da donne soddisfatte di aver finalmente trovato la loro ragione d’essere e di esistere: figliare.
    Questo consente loro non soltanto di avere una solida posizione nella società e di avere diritti non scritti ma assodati, tipo assentarsi dall’ufficio causa malattie o recite dei pargoli, ma anche di altri tipi d vantaggi sugli uomini: di tipo economico, potendo spennare i loro eventuali ex mariti in nome dei figli, e di più sottile e crudele genere, strumentalizzando i propri figli contro gli ex, che sono sempre soddisfazioni.
    Povere donne…

    ha scritto il 

  • 4

    Il finale mi ha deluso, lo stile linguistico mi è piaciuto solo a metà e una sfumatura di narcisismo, serpeggiante qua e là, mi ha irritato.
    Fatte queste premesse è un libro da leggere, ricco d'intros ...continua

    Il finale mi ha deluso, lo stile linguistico mi è piaciuto solo a metà e una sfumatura di narcisismo, serpeggiante qua e là, mi ha irritato.
    Fatte queste premesse è un libro da leggere, ricco d'introspezione, che ancora oggi può essere d'aiuto per definirsi e riconoscere la propria femminilità come un'essenza viva, versatile e non categorizzabile. Perché "essere donna" è qualcosa che va ben oltre tutto ciò che sulle donne si pensa, si dice o si scrive.

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo che racconta la storia realistica di una donna alla ricerca di se stessa. Magari oggi il linguaggio crudo e gli argomenti piccanti non fanno così tanto scalpore, ma la concezione di quello ...continua

    Un romanzo che racconta la storia realistica di una donna alla ricerca di se stessa. Magari oggi il linguaggio crudo e gli argomenti piccanti non fanno così tanto scalpore, ma la concezione di quello che dovrebbe o non dovrebbe fare una donna perbene, non è poi cambiata molto.
    Lo stile caotico (e difficile da seguire), rispecchia pienamente il punto di vista della protagonista. Trama sempre attuale.

    ha scritto il 

  • 4

    Tragicomico, unico nel suo genere...

    Io l'ho trovato davvero stimolante. Parte un pò in sordina, allegro e brioso, sembra si soffermi sulla sessualità e sulla psicoterapia, ma in modo quasi spensierato; e lei, la nostra antieroina, appar ...continua

    Io l'ho trovato davvero stimolante. Parte un pò in sordina, allegro e brioso, sembra si soffermi sulla sessualità e sulla psicoterapia, ma in modo quasi spensierato; e lei, la nostra antieroina, appare semplicemente per quello che è, una donna con tanti desideri inespressi e inappagati. Ma poi la scrittura cambia, si avverte la tristezza e tanta solitudine, e ti ci immedesimi, non puoi farne a meno. Lei è meravigliosa, schietta, a tratti volgare... e lui, Bennett più di Adrian, l'ho adorato.

    Da leggere senza ombra di dubbio...

    ha scritto il 

  • 4

    E' che alla fine, le vuoi bene.

    Isidora è insicura, nevrotica, saccente, fedifraga, esibizionista e non solo. Davvero, di difetti ne ha più di quanti ne vorresti contare e poi, come si fa a tradire in quella maniera un uomo adorabil ...continua

    Isidora è insicura, nevrotica, saccente, fedifraga, esibizionista e non solo. Davvero, di difetti ne ha più di quanti ne vorresti contare e poi, come si fa a tradire in quella maniera un uomo adorabile come Bennett, quella sottospecie di Mr. Darcy con un essere tanto spregevole come Adrian?
    Sembra inconcepibile.
    Eppure non lo è.
    Perchè Isidora ha un pregio, che è anche il punto di forza di tutto il libro: è drammaticamente REALE.
    E' spudoratamente reale. Nessuno scandalo ai giorni nostri, ma una sincerità che si ammira ed è sensazionale oggi come ieri. Un coraggio che molte donne non hanno, che molti scrittori non possiedono e che io le invidio immensamente.

    ha scritto il 

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